E chiamarli Culattoni può accompagnare solo
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La cosa peggiore per la nostra economia sono le seconde e terze generazioni che distruggono ciò che hanno costruito i padri o nonni
A parte rarissime eccezioni l'andazzo è questo
Della Melagatti si sapeva da tempo e le ragioni sono sempre le stesse. Per restare in zona (provincia veronese e alimentare) pure l'Unilever non se la sta passando bene.......
Senz'altro una disamina interessante quella di Frank merenda
Però ragazzi quel prodotto lì è merda. Cosa vuoi salvare l'impasto madre della merda?
Scommetto che è colpa della mia e delle nuove generazioni masterizzate che pensano di essere stiv giobs gekko, avranno mandato tutto a puttane tra meeting, ritiri motivazionali, teamworking, finanza azzardata e contratti "smart".
Marchionne ci ha insegnato (ma da brianzolo anche i mobilieri di lissone da almeno 20 anni) che un'impresa, in un mondo globalizzato, per vendere un prodotto a basso costo e di qualità decente per resistere deve essere di grandi dimensioni, altrimenti deve puntare all'eccellenza, sul prodotto ottimo ad alto prezzo.
Non è un caso che l'italia sia costellata da piccole e medie imprese e se continuano ad andare avanti è grazie al made in italy, prodotto costoso, non per tutti, ma di qualità. Non è un caso se la famosa eccellenza italiana sia nata in un paese industrializzato col più alto tasso di pmi.
La melegatti nel mondo globalizzato non poteva fare panettoni da due euro e competere con colossi tipo la nestle (motta)...doveva puntare sui panettoni costosi industriali, da vendere in belle scatole nelle varie drogherie fighette...
Sisi, li inverto talmente fanno cagare (quello senza uvetta e cazzi è più buono , quindi non quello che fa Melecazzi).
Il core business del Veneto non sono le bestemmie? Al di là di questo può essere il top core business del mondo, ma se nei tre mesi che vendi non fai il botto per l’anno dopo devi diversificare, almeno quel che basta per reggere fino all’anno dopo. A meno che non ti reinventi come boutique del pandoro pesezza a 50 euro cadauno da vendere ai China e ai russi, ma questo cambia un po’ le cose.
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Le hanno consigliato male.
Era SCANIA, non Scanu a dover essere pubblicizzato! :asd:
Ecco l'acquisto di S. Martino non è ben chiaro.
Può essere una mossa incredibilmente stupida (pagare in cash quella somma) o ci sta sotto dell'altro.
Giusto per chiarire un po' le cose la Melegatti non fa solo "dolci natalizzi", è famosa per quello ma è un'azienda dolciaria con un suo catalogo di prodotti.
Ricordo anche che la Bauli sta a qualche km dalla Melegatti.......
un pandoro SCANIA l'avrei comprato :sisi:
Ecco, questa è abbastanza controversa come cosa ( anche perchè nell'articolo parlano di leva finanziaria quando fare leva finanziaria sarebbe stato fare il finanziamento per comprare il capannone): se si ha il cash non è male patrimonializzare l'azienda, il problema è che hanno fatto la classica italianata cioè passo nettamente più lungo della gamba non tenendosi un buffer per pagare la fornitura.
Probabilmente ha fatto più male questo che scanu o le battute der gazzo.
per me chiudono i battenti dopo natale, appena s'intascano i soldi :bua:Citazione:
La Melegatti è salva, operazione da 13 milioni
In campo l'imprenditore vicentino Giacomo Spezzapria
Marcello Astorri - Sab, 29/09/2018 - 09:52
http://www.ilgiornale.it/sites/defau...-melegatti.jpg
La Melegatti può cominciare a progettare la sua rinascita. L'azienda dolciaria veronese che ha brevettato il pandoro grazie all'uomo che l'ha fondata nel 1894, Domenico Melegatti, è stata acquistata per 13,5 milioni di euro da una società creata apposta per l'operazione, la Sominor, che fa capo all'imprenditore vicentino Giacomo Spezzapria.
Lo ha stabilito ieri il tribunale di Verona al quale era arrivata un'unica offerta, presentata dal manager incaricato Denis Moro. Un esito felice per l'azienda del pandoro che era stata dichiarata fallita lo scorso 29 maggio. Ora il compratore ha 40 giorni di tempo per effettuare il pagamento e dare inizio al nuovo corso. Si salva dunque un marchio importante dell'industria alimentare italiana. Sono stati rilevati all'asta fallimentare anche lo stabilimento produttivo di Melegatti e l'azienda collegata Nuova Marelli, una buona notizia per i 45 dipendenti che a breve incontreranno la nuova dirigenza per una consultazione sindacale.
L'intento sarebbe quello di ripartire quanto prima con la produzione per prendere parte alla campagna natalizia. La famiglia Spezzapria controlla il gruppo Forgital, attivo nell'aerospazio che fattura circa 320 milioni di euro, oltre a essere presente nel settore alimentare con le società di imballaggi Eriplast e Fucine Film. «Siamo pronti a scrivere nuovi capitoli della storia della Melegatti», ha dichiarato entusiasta Giacomo Spezzapria. Sarà lui il nuovo presidente.
per questo Natale, regalati un Pandoro (aero)SPAZIALE
Se riescono a salvarla meglio per loro e per la gente che ci lavora sopratutto..far fallire un'industria alimentare così grossa in Italia dove puoi anche usare il prestigio del "cibo made in Italy" per l'export è da ritardati.
Vuol dire che rivedremo Scanù ?
A non vedo l'ora...