zero gli ha lanciato un ban mensile :asd:
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zero gli ha lanciato un ban mensile :asd:
Un operaio di 60 anni, con 40 si esperienza riesce a capire che il cuscinetto a sfere dell'albero di un aternatore e' rovinato e va cambiato solo dal rumore impercettibilmente diverso (storia vera).
L'ingengere di 25 pero' puo' determinare che il cuscinetto, (che per altro era stato sostituito due settime prima), si e' rovinato molto prima del tempo a causa di una oscillazione dell'albero dovuta all'allentamento minimo di un passante di sostegno dell'albero (altra storia vera).
L'esperienza ha un valore inestimabile, ma anche la preparazione teorica e' estremamente importante :sisi:
:snob:
Fidati, da come si stavano mettendo le cose in Moderazione, sono stato clemente.
Sono d'accordo con l'uso dell'inglese all'università, l'unica perplessità che nutro è che i docenti possiedano le competenze linguistiche per insegnare. Per trascorsi personali, lo stesso professore può offrire un'esperienza didattica di qualità molto diversa a seconda che insegni nella sua lingua madre oppure debba arrangiarsi in inglese
Considerando che difficilmente capiterà di applicare navier-stokes direi che i 40 exp di un operaio sono insuperabili.
Certo,si parla di un operaio specializzato e non uno che per 40 anni ha avvitato dadi
http://www.accademiadellacrusca.it/i...za-consiglio-s
Citazione:
"...venendo questi necessariamente attribuiti in base a una competenza - la conoscenza della lingua straniera - che nulla ha a che vedere con quelle verificate in sede di reclutamento e con il sapere specifico che deve essere trasmesso ai discenti..." MA CHE CAZZATA
Citazione:
1) ormai in quasi tutti i campi l'inglese è la lingua franca della trasmissione del sapere. Pensare che qualcuno possa mantenersi al passo con la ricerca internazionale senza quella competenza linguistica è ridicolo;
2) la definizione stessa di nuovi concetti in qualsiasi ambito in cui si fa innovazione ha l'inglese come lingua primaria, la comprensione dei fenomeni lessicali che sono determinati dalla lingua inglese è alla base della comprensione dei concetti stessi;
3) la possibilità per la ricerca italiana di eccellere nel mondo passa anche dalla capacità di esprimersi nella lingua inglese, la formazione in italiano distanzia gli studenti da quell'obiettivo perché li obbliga ad uno sforzo ulteriore per rimappare i concetti nella lingua "straniera" in un ambito diverso da quello in cui quei concetti vengono abitualmente utilizzati: per i discenti esercitare questa competenza "orizzontale" non si può considerare una funzione slegata dall'apprendimento del sapere specifico;
4) le università investono parecchi denari per foraggiare i propri cavalli, la capacità di questi ultimi di traguardare gli obiettivi strategici di legame tra insegnamento e ricerca dipende soprattutto dalla capacità di pubblicare su riviste internazionali e di brevettare innovazioni, questioni per le quali c'è una specifica necessità di conoscere la lingua inglese. Non a caso, c'è una precisa correlazione tra incompetenza linguistica e basso rendimento in questi due ambiti.