Qualcuno ha visto la seconda di Report?
Io ieri ho visto la prima, quella su AZ.
Bon, in generale trovo sempre che tendano a puntare al WOOOOHHHH dicendo tante cose ed ingenerando confusione.
C'è un punto in particolare però che non mi ha convinto, quando hanno intervistato Tizio del Winton Centre, che si è occupato della valutazione del rischio di AZ nelle varie fasce di età, hanno detto due cose che non ho trovato particolarmente corrette.
1.
Tizio ha detto che nella fascia under 40
non si aspettavano morti.
Solo in Italia sotto i 40 anni abbiamo avuto quasi 1700 morti da inizio pandemia, che mi sembrano un po più di zero.
C'è da dire che si stava ragionando su casi su 100k, quindi probabilmente si sta parlando di numeri talmente bassi da rasentare lo zero.
Ma dire "ci aspettiamo zero" lo trovo comunque non corretto
2.
Tizio ha messo sui due piatti della bilancia le morti per covid (che, appunto, sotto i 40 anni secondo loro è zero) e i possibili trombi (che, sotto i 40 anni, erano in numero di 2 su 100k prime dosi), lasciando intendere che sotto i 40 anni il rapporto fosse sfavorevole.
Ora, a me già alle elementari la maestra insegnò che non si confrontano le mele con le pere, quindi quanto può essere corretto mettere tra i benefici "le mancate morti" e tra i rischi le trombosi? Come se fossero tutte letali, cosa che non è assolutamente (ed a maggior ragione ora che sappiamo che possono verificarsi e sappiamo come intervenire).
La sciura Pina così pensa che sotto i 40 anni muoiano due persone ogni 100k causa vaccino, mentre non morirebbe nessuno di covid... come se viceversa ricoveri, TI e danni più o meno a lungo termine non si possano tranquillamente avere anche sotto i 40 anni.
Non a caso il report che si trova sul Winton Center mette più correttamente a confronto tra i potenziali benefici non il numero di morti ma il numero di "ICU admission" divisi per età e per circolazione virale.
https://wintoncentre.maths.cam.ac.uk...id-19-vaccine/
Ed il confronto risulta piuttosto diverso:
Stendo un velo pietoso sulle solite interviste alla persona (poveraccia, ci mancherebbe) che ha avuto dei probabili effetti avversi gravi ed arriva sempre bene al cuoricino del pubblico.
Non che non se ne debba parlare, ma se ne deve parlare sempre in termini di numeri e di confronto tra possibili alternative.
Se no domani cominciamo ad intervistare i famigliari di quelli rimasti incastrati nelle cinture di sicurezza e morti per quello, e promuoviamo una campagna per l'abolizione delle cinture obbligatorie.
Solo se mi fa sedere con una chiappa sulla sedia "Europa" ed una su quella "USA" :sisi:
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Tnx :sisi: