
Originariamente Scritto da
DigitalPayne
Un primato di cui essere poco fieri: siamo i campioni del pezzotto, primi in Europa per attività di pirateria legate al calcio. La Lega di Serie A è da anni che combatte questo fenomeno e anche ultimamente, sotto la presidenza di Lorenzo Casini, ha lanciato una compagna “Stopiracy”: l'aspetto positivo, fra quelli negativi, è che almeno molti tifosi (l'84 per cento) sono consapevoli di commettere un reato.
Certo, il disastro combinato da Dazn nella prima giornata di campionato, non aiuta nella lotta ai pirati, almeno a .livello di immagine. Siamo primi in Europa forse perchè la nostra legislazione è ancora carente e i controlli non sempre sembrano efficaci, anche se qualche passo avanti ultimamente è stato fatto. Ma il danno stimato è enorme. “Un miliardo negli ultimi tre anni: ci rimette non solo chi produce contenuti ma anche lo Stato in termini di introiti fiscali mancati e in più si sono persi quasi quasi 10.000 posti di lavoro...” spiega l'ad della Lega, Luigi De Siervo, che si batte da tempo contro questo fenomeno dilagante e, suo malgrado, è diventato un esperto in materia. “Quanti campioni avrebbero potuto comprare le nostre squadre con quel miliardo perso?”
L'identikit dei tifosi-pirata, secondo lui, è presto fatto. “Credono di essere furbi, invece sono degli stupidi. Sì, perchè così danneggiano anche le squadre di cui dicono di essere tifosi”. Ma possono essere scoperti, e puniti. “Sì-spiega ancora De Siervo-prima la lotta alla pirateria era concentrata soltanto su chi organizzava questa attività illecita. Adesso invece le forze dell'ordine possono colpire gli utenti finali con pesanti sanzioni economiche”. Ecco la strada giusta: multe per migliaia di euro. D'altronde, “tutte le attività compiute sulla rete lasciano tracce digitali indelebili”. E, volendo, si può così risalire a chi si collega con i tanti, troppi, siti pirata che nascono, scompaiono, vengono chiusi, riaprono. Battaglia durissima, intendiamoci, con le forze dell'ordine già oberate da mille compiti. “Ma se non fermiamo questo reato, il sistema-calcio rischia di saltare”, spiega ancora l'ad della Lega di A. La battaglia continua...
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