c'è un commento di un tizio su steam che mi ha dato da riflettere:
"Imagine coming out and telling trans people that even in their fantasy, they have to be trans, and can't be what they feel they are"
questa è una cosa a cui non avevo pensatose una persona si sente di un'altro sesso, in un videogioco vorrà forse scegliere un personaggio del sesso di cui si sente e vorrà forse relazionarsi con gli altri personaggi e col mondo di gioco come se fosse una persona qualunque che trova a suo agio col proprio corpo/sesso
ma questo discorso vale anche per tutte le altre situazioni, tipo una persona invalida o con problematiche di salute che giocando vuole impersonare un personaggio sano e in salute e non vivere in gioco le stesse problematiche della quotidianità
ma idem può essere chessò, anche i giochi di auto boh, dove la gente vuole guidare le supersportive costosissime fuori dalla loro portata e non le utilitarie di tutti i giorni
tutto questo per dire che, mi chiedo, sia mai stato chiesto a tutte queste persone di cui si fa paladini dei loro diritti, come vogliano realmente giocare e vivere queste esperienze di svago/stacco dalla vivaveraTM, se vogliano chessò, realmente impersonare un personaggio trans, con cicatrici ecc come magari lo sono loro realmente o preferiscono impersonare un personaggio direttamente del sesso di cui si sentono e se magari hanno interesse che ci siano altri personaggi con cui relazionarsi che hanno i loro stessi problemi oppure preferiscono di no
ho la sensazione che tutto questo castello di inclusività sia nelle teste delle persone etero/ricche/dirigenziali rispetto alle persone reali del mondo LGBTQ+![]()



se una persona si sente di un'altro sesso, in un videogioco vorrà forse scegliere un personaggio del sesso di cui si sente e vorrà forse relazionarsi con gli altri personaggi e col mondo di gioco come se fosse una persona qualunque che trova a suo agio col proprio corpo/sesso
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