L'aulente topic della pallacanestro internazionale L'aulente topic della pallacanestro internazionale - Pagina 7

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Discussione: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

  1. #121
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Che disastro

  2. #122
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale


  3. #123
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    E intanto San Marino si fa valere nel basket che conta https://www.newsrimini.it/2018/06/ca...on-la-moldova/

  4. #124
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Botte da orbi tra Filippine e Australia nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo, e partita interrotta https://www.facebook.com/News5Everyw...3458620477556/

  5. #125

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Olympiacos-Umana Venezia di basket femminile al Torneo di Lefkada è durata solo tre quarti perché la squadra greca aveva a disposizione solo cinque giocatrici, le altre erano assenti per impegni internazionali (in particolare, c'è la Coppa del Mondo) .


    «This wasn’t just writing the tunes, but also writing the code to drive the SID to get those Rob Hubbard squeaks, wails and farts».

  6. #126

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale



    «This wasn’t just writing the tunes, but also writing the code to drive the SID to get those Rob Hubbard squeaks, wails and farts».

  7. #127

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Nel 1992 la repubblica della Lituania era nata da un anno e mezzo, dal dissolvimento dell’Unione Sovietica. Il cestita lituano più famoso all’epoca era Šarūnas Marčiulionis. Forse ve lo ricordate, all’epoca era uno dei pochissimi europei a giocare in NBA, giocava nei Golden State Warriors e aveva i baffi. Marčiulionis aveva un sogno: giocare le olimpiadi e competere contro i suoi colleghi professionisti americani che, ricordiamolo, per la prima volta erano ammessi alle olimpiadi. Negli Stati Uniti c’era in effetti un enorme entusiasmo per la cosa, gli Usa stavano mettendo insieme la più grande squadra di Basket che abbia mai giocato una competizione, il Dream Team. La Lituania aveva una tradizione cestistica spaziale (oltre a Marčiulionis c’era per dire, Arvydas Sabonis, sicuramente il più grande centro europeo di sempre) e alle olimpiadi precedenti a Seul Marčiulionis e Sabonis avevano guidato l’Urss alla vittoria dell’oro olimpico battendo gli Usa in semifinale e la Jugoslavia in finale.
    C’era il problema che, come tutti gli stati nati dal dissolvimento dell’Urss, la Lituania stava con le pezze al culo e difficilmente avrebbe trovato l’organizzazione (un comitato olimpico e una federazione) e i soldi per spedire una nazionale di basket a Barcellona.
    Marčiulionis si dà da fare con i suoi contatti in Usa alla ricerca di qualche sponsor, ma anche in California chi è che si mette a sponsorizzare la sconosciuta nazionale di basket di una neonata repubblica baltica? Com’è, come non è, Marčiulionis riceve una telefonata dal manager dei Grateful Dead, famosissimo gruppo rock psichedelico di San Francisco. Lo invitano nei loro studi di registrazione (lui dice che era un garage pieno di fumo di canne) gli fanno tutto il discorso ideologico americano: “Amico, tu sei uno per cui la libertà e l’indipendenza sono tutto, come per noi, perciò vi daremo una mano”, e gli danno un assegno tipo di 5000 dollari. Robetta. Ma più che altro gli propongono: vi disegniamo una maglietta, magari non la divisa ufficiale, la facciamo con la nostra grafica psichedelica, e vi lasciamo i diritti di vendita. Quello che ricavate dai diritti sulle maglie è vostro. Marčiulionis accetta, la Lituania riesce a mettere insieme la squadra, a pagarsi la trasferta a Barcellona. Insomma, creano questa maglietta assurda, coi colori della bandiera lituana mescolati in stile psichedelico. La Lituania vinse la medaglia di bronzo, battendo l’odiata C.S.I. nella finale per il terzo e quarto posto (nei festeggiamenti si dice che Sabonis si ubriacò a bestia, saltò la premiazione, e si svegliò due giorni dopo in albergo). Alla premiazione i Lituani si presentarono con quella maglia invece che con la divisa ufficiale, come ringraziamento verso i Grateful Dead. La maglietta della Lituania fu la più venduta delle Olimpiadi di Barcellona.
    .



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  8. #128
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Che meraviglia

  9. #129

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Solita polemica sul tiro da tre e dintorni, old anche di qualche settimana, ma tant'è. La metto in un thread sul basket scelto a caso .

    Valerio Bianchini propone le sue considerazioni, mai banali, sulla pallacanestro moderna in una intervista a La Repubblica edizione Romana, prendendo le difese di Gregg Popovich contro il tiro da tre punti e valutando le impressionanti capacità fisiche e atletiche che hanno sviluppato i giocatori in tutti questi anni.

    Basket populista. «Questo è un basket populista che annulla le competenze degli allenatori, valorizza la sprovvedutezza e l’inadeguatezza. Il basket non è il calcio, è un gioco complesso, non naturale, on demand. E indoor. È stato inventato nei college, nel 1891, per tenere occupati i ragazzi anche con le intemperie. Lo insegnavano i professori, che sperimentavano e innovavano. Non si fonda sull’istinto, ma sull’apprendimento dei fondamentali». Niente sali la palla, scendi il canestro? «No. Mi dicono: il tiro da 3 punti semplifica, è chiaro e comprensibile, piace alla gente. E allora? Se c’è gente sempre meno acculturata devo svilire il mio linguaggio al buttalo dentro come puoi?».

    Popovich contro il noioso tiro da tre punti. «Sì. Ha ragione quando dice che a fine partita nessuno va più a vedere quanti rimbalzi, quante difese, ma solo la percentuale dei three points, che indica la squadra vincente. Lui per scherzo prevede il tiro da 4, tanto ormai siamo al circo. Anche a me questa destrutturazione del gioco non piace: manca la ragione tecnica, conta solo la qualità fisica, il pivot non ha più ruolo, l’area è così affollata, che nessuno cerca di entrarci o ci circola più, e allora vai con il tiro da fuori. Dove sono i fondamentali: la posizione, la finta, il reverse? Ora dominano la stoppata e l’abuso del pick ‘n’ roll. E anche il famoso attacco a triangolo, perfezionato da Tex Winter, e usato da Phil Jackson a Chicago, è andato scomparendo»

    Sprofonda, basket, sprofonda. «Ma non così, sprofonda e basta. I legislatori hanno sempre cercato una compensazione: i 3″ nell’area sono stati introdotti per evitare che i lunghi stazionassero e dominassero sotto canestro, si è passati dai 30 ai 24″, tempo valido per segnare, perchè ad inizio anni ’90 si perdeva tempo fino al 28″ e così le partite finivano con un punteggio basso tipo 53-51. È cambiata la morfologia degli atleti: ormai sono tutti giganti, intasano l’aerea, non ci stanno più. Come Gulliver nel regno di Lilliput».

    Cambiare misure. «Sì. Servirebbero campi di gara più grandi, ma ampliare palazzetti è troppo costoso. Così la deriva tecnica va avanti». Solo pallone e altezza dei canestri non sono mai cambiati. «Io alzerei il canestro, che ora è a 3,05. Ripeto: il basket non è il calcio e nemmeno il football americano dove nell’Nfl il quarterback riceve direttamente lo schema via auricolare dall’head coach, mentre sul parquet il vero lavoro lo fanno i giocatori in campo decidendo il giro di palla migliore per portare il compagno ad un tiro sicuro». Difficile però si torni indietro. «Lo penso anch’io, ma si possono trovare correttivi. Anche perché il tiro da 3 piace al pubblico e alla tv. Rende più semplice il recupero per la squadra che è in svantaggio perché se sei 10 punti sotto bastano tre tiri per tornare in partita».


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  10. #130

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    The former NBA basketball player Yao Ming, a delegate to the Chinese People's Political Consultative Conference (CPPCC), towers over other delegates as they arrive at the Great Hall of the People to attend the opening session of the CPPCC in Beijing on March 3, 2019.



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  11. #131

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale



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  12. #132

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Citazione Originariamente Scritto da Major Sludgebucket (ABS) Visualizza Messaggio
    Secondo me c'è una regola per la quale se sei giovane e in forma non puoi andare a disturbare uno anziano e/o panzone col possesso. Senza di essa, tutto lo sport armeno crollerebbe miseramente.



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  13. #133

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Fenerbahce announced today that Kostas Sloukas, Joffrey Lauvergne and Jan Vesely will not play against Armani Milano on Thursday.

    In addition, the participation of Marko Guduric in the match will be a game-time decision, as the latter is dealing with an injury.
    Riusciranno i nostri eroi?


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  14. #134

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Torneo delle Americhe FIBA di pallacanestro femminile under 16: la nazionale degli Stati Uniti (a sinistra) contro quella di El Salvador (a destra).

    Risultato finale: un sobrio 114-19 https://www.usab.com/news-events/new...-salvador.aspx



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  15. #135
    il grinch L'avatar di ryohazuki84
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    under 16 cm di clitoride?
    Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari

  16. #136
    ghost_master L'avatar di Drake Ramoray
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    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    ma non fa scalpore come quella calcistica di qualche giorno fa

    quando sono i mondiali?

  17. #137

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale

    Nella prossima stagione il Panathinaikos fa lo sconto del 50% sui biglietti per i tifosi dell'Olympiacos (anno prossimo in A2): "Per consentire loro di godere del basket di alto livello".

    Una delle più belle trollate del secolo.
    .


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  18. #138

    Re: L'aulente topic della pallacanestro internazionale



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