Giocherà sotto i 30 minuti a gara. Ripeto, cp3 è in fase calante, e soggetto ad infortuni. Se d'antoni non è un totale paguro, lo preserverà in rs il più possibile, per averlo sano a maggio
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Giocherà sotto i 30 minuti a gara. Ripeto, cp3 è in fase calante, e soggetto ad infortuni. Se d'antoni non è un totale paguro, lo preserverà in rs il più possibile, per averlo sano a maggio
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Ah ok, ma 30 minuti non é poco, é comunque un minutaggio da starter, il fatto é che con un certo "status" sotto una certa soglia, a meno di problemi esterni, non puoi scendere, non dico per contratto, ma quasi. Per quanto riguarda gli infortuni di cp3 li ha sempre avuti, non é necessariamente correlato con l'età che avanza, anche perché ha 32 anni, non é poi così vecchio.
Apperò
Due partite e due riaultati sorprendenti
Si, intendevo sotto i 30, non da panchinaro
Intanto i warriors continuano a dare spettacolo
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L'inizio di stagione di Warriors e Cavs è abbastanza curioso.
In questo inizio di stagione in generale ci sono stati molti risultati sorprendenti, il livello di equilibrio sembra alto.
Ieri ho visto Indiana San Antonio.
Si vede che sono in RS. Difese che dire allegre è un eufemismo
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C é qualcuno che riesce a spiegarmi più o meno in maniera tecnica come si sia evoluta la tecnica di tiro nell' ultimo lustro, perché vedere Embiid e compagnia mettere eleganti triple continua farmi un certo effetto
Qualcuno ha bisogno di ranking?
L'evoluzione è tattica più che tecnica. Ora ci si è resi conto che anche i lunghi devono saper tirare e hanno iniziato ad allenarsi per farlo. Alcuni sembrano essere anche molto bravi, sicuramente anche aiutati dal fatto che in genere tirano da smarcati.
ok ha senso, ma io trovo che in generale tutti tirano molto meglio ( i lunghi sono l' esempio più clamoroso ) di una decina di anni fà, penso che ci sia stato uno studio dietro su diverse tecniche di tiro
Qualcuno ha bisogno di ranking?
Secondo me é semplicemente perché lo allenano, una volta i centri oltre i 4 metri da canestro non andavano proprio, si allenavano tanto i movimenti in post rispetto ad adesso che lo so fa molto meno. Oggi si allena anche il tiro da fuori perché il gioco richiede quella skill, perché anche se sei dominante sotto canestro se non sai giocare da fuori sei comunque limitato ed anche più facilmente limitabile (chi ha detto DeAndre Jordan?) e prima o poi lo paghi. Poi certo, porzingis non può avere la stessa meccanica di tiro di curry, ma non penso che le metodologie di allenamento del gesto tecnico cambino così tanto
Secondo me c'è da valutare anche il discorso inverso, cioè che vedi tanti tiratori semplicemente perchè i centri "ignoranti" (sic) non riescono più ad arrivare fino a quel livello e quindi, semplicemente, non li vediamo.
Inoltre questa generazione di lunghi è cresciuta con i vari Duncan, Garnett, Dirk (ma anche Gasol e pure Bosh volendo, magari su livelli diversi), tutta gente che dalla media abbondante sapeva tirare. Magari non tiravano da 3, non tutti almeno, ma il lungo che tira c'è da abbastanza tempo da aver formato la nuova generazione.
Non credo sia questo, di giocatori forti in post ce ne sono ancora, ma quello stile di gioco ora non è più produttivo come un tempo. Poi certo, uno Shaq sarebbe forte anche oggi, ma secondo me è altamente indicativo il caso di Towns e Okafor: entrambi sono atroci difensivamente, ma Towns è comunque considerato un grande giocatore perché ha un gioco offensivo completo che comprende anche il tiro dalla lunga e dalla media, Okafor è fortissimo in post, ma il suo gioco è così anacronistico che non riesce neanche a giocare nei Sixers.
Okafor ha anche altri problemi, ma ho preso questo esempio perché i due giocatori erano considerati praticamente alla pari in sede di draft, ma poi l'impatto con la realtà è stato ben diverso.
Non credo sia quello il motivo, è semplicemente un'esigenza tattica.Inoltre questa generazione di lunghi è cresciuta con i vari Duncan, Garnett, Dirk (ma anche Gasol e pure Bosh volendo, magari su livelli diversi), tutta gente che dalla media abbondante sapeva tirare. Magari non tiravano da 3, non tutti almeno, ma il lungo che tira c'è da abbastanza tempo da aver formato la nuova generazione.
Marc Gasol, Brook Lopez, Nikola Vucevic, sono giocatori che non avevano mai tirato da 3, ma che negli ultimi 2 anni hanno lavorato su questo fondamentale perché gli serviva per diventare giocatori più forti. C'è anche chi come Anthony Davis ci ha lavorato e non ci sta riuscendo particolarmente bene o chi come Cousins è stato tra i primi a intraprendere questa strada, ma comunque ha aggiunto la skill al repertorio dopo diversi anni di NBA.
Ora è normale che i più giovani (Towns, Porzingis, Markkanen ecc...) entrino nella lega già "pronti" da questo punto di vista perché il loro sviluppo cestistico è avvenuto negli ultimi anni quando la virata verso il tiro da 3 punti era già in atto.
Non credo che si debba andare indietro fino al prime di Garnett e Duncan
Dirk invece penso che abbia avuto un ruolo importantissimo, ma la sua influenza è più sulla generazione di Bargnani che non su quella dei rookie e sophomore di oggi.
Chiaro, su questo siamo tutti d'accordo.
Quello che stupiva, qualche post fa però non era tanto il fatto che si tirassero tutti da 3, quello appunto lo richiede la tattica, il "nuovo" gioco, ma piuttosto la qualità del tiro dei lunghi.
Chiaro che Gasol, Vucevic e altri hanno allenato questa skill, in partenza non l'avevano o non la usavano, ma tanti giovani arrivano già in nba sapendo tirare incredibilmente bene (se non da 3 almeno dalla media abbondante), quindi vuol dire che crescono già con questa impostazione.
Credo che nel momento in cui cambi l'allenamento dei giovani lo fai perchè hai già visto tra i professionisti qualche tendenza, che inevitabilmente arriva o dalla generazione precedente o da un cambio di regole improvviso (o entrambi).
Nì, Porzingis ha esplicitamente parlato di Dirk come modello. Embiid ha già provato più di una volta il fade away alla Dirk. Idem Towns
http://bleacherreport.com/articles/2...anged-the-game
Per me, come già scritto, è una combinazione di cose, che essenzialmente si sostanziano tutte nell'evoluzione del gioco: si è scoperto che un lungo che tira da fuori non solo non è dannoso ma anzi ti permette di aumentare lo spacing e creare linee di penetrazioni abnormi. L'esempio più ampio forse lo vediamo a Milwaukee, dove Giannis si può permettere di andare al ferro taaaantissimo (la sua selezione di tiri a momenti è simile a quella di un lungo) grazie alla presenza di un Thon Maker che è un 5 che ha tirato più da 3 che da 2
Di conseguenza da un lato i giovani arrivano con un range di tiro di gran lunga più ampio e sono già pronti per il basket di oggi, dall'altro quelli già nell'NBA si allenano per ampliare il loro range di tiro, anche perché per molti di loro (soprattutto quelli che non difendono) l'alternativa sarebbe l'estinzione
ma le bazze di qualche anno fa: "i lunghi non possono essere buoni tiratori perchè han le spalle troppo larghe e quindi non riescono a mettere il braccio perpendicolare al terreno e sono costretti a tirare col gomito all'in fuori" non se ricorda nessuno?![]()
Si e i rimbalzi sono questione di fortuna
Comunque la questione rimbalzi è interessante, perché è una cosa per cui le raw stats possono ingannare molto.
Leggevo da qualche parte che giocatori come Cousins e AD ad esempio hanno sì stats individuali ottime in quanto a numero di rimbalzi, ma quando sono in campo non migliorano le performance a rimbalzo della loro squadra.
Marc Gasol e Brook Lopez invece hanno stats individuali molto inferiori tanto che spesso sono considerati cattivi rimbalzisti, ma in realtà quando sono in campo le loro squadre prendono molti più rimbalzi di quanto non facciano senza di loro.
La spiegazione è ovviamente che i primi non fanno il tagliafuori e prendono rimbalzi grazie all'atletismo. I secondi invece contrastano gli avversari e favoriscono i compagni di squadra nella cattura dei palloni volanti, ma questo li lascia con meno rimbalzi nel box score personale.
Un giocatore che prenderei ad esempio di questo concetto è Avery Bradley: in tutta la carriera ha preso sempre circa 3 rimbalzi a partita. L'anno scorso i Celtics, in particolare difficoltà sotto canestro, hanno iniziato a prediligere il tagliafuori, utilizzando le loro guardie come rimbalzisti, liberati dai lunghi. Risultato: 6.1 rimbalzi di media per Avery Bradley.
Quest'anno a Detroit, per quanto il campione statistico sia ancora limitato, è tornato a 2.9 rimbalzi di media quindi di nuovo in linea con la media in carriera.
Trovo l'argomento molto interessante perché altamente antiintuitivo: se da ad esempio per un giocatore che fa tanti punti ma con percentuali basse è comunque facile vedere nel tabellino il numero di tiri tentati, capire se un giocatore è forte o scarso a rimbalzo è molto più difficile e bisogna osservarlo attentamente in campo.
Ultima modifica di Lars_Rosenberg; 30-10-17 alle 20:08
Vabbè a Detroit c'è anche un certo Drummond che ha rimbalzi fa la voce grossa.
Il discorso di prima dei tiri da 3 è interessante e sono d'accordo con chi dice che "bisogna allenarlo" è la stessa cosa che penso nei tiri liberi.
Un professionista non può tirarli con il 60% o addirittura meno.
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Questo Sabonis Jr. è davvero forte, sk sta confermando anche stanotte, 10+12+5 all'intervallo. Anche Oladipo sta giocando molto bene per ora, se continuano così bisogna rivalutare completamente la trade di Paul George.
A Indianapolis avevano fatto la figura dei fessi e invece forse sono stati dei geni.
Una via di mezzo pare brutto?![]()