I Soprano

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Discussione: I Soprano

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Parudio
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    I Soprano

    Non sono mai riuscito a seguirlo come si deve, ricordo i primi timidi passaggi in seconda serata sulle reti Mediaset nel 2000/2001 o giù di lì... Guardato a volte per ammazzare il tempo, ma ero 'giuovine' e non mi prese come si deve. Ammetto le mie colpe.

    Ho finito or ora la prima stagione... C'è qualità (Gandolfini idolo, i migliori se ne vanno spesso giovani) ma anche un certo senso di deja vu (forse violenza verbale/fisica e qualche tetta di fuori ormai sono state sdoganate come si deve e non rappresentano più una novità, specie in casa HBO). La 'trama' non mi è sembrata così interessante, l'idea del 'boss' che fa terapia è nata con Terapia e Pallottole, con i Soprano oppure da qualche altra parte? Le varie sotto-trame non ho sempre capito dove volessero andare a parare o se fossero dei semplici filler (ma già alla prima stagione!?): vedi Carmela e il prete, il coach della squadra di soccer, Chris e i suoi dubbi esistenziali (bel personaggio però!). Sugli stereotipi dell'italianità ad ogni piè sospinto non dico nulla, dopo un po' li ho trovati stucchevole e artifíciosi (e le sfogliatelle di quà, il basilico fresco di là, ecc. ecc - sembra che questa gente stia sempre a mangiare). Pare quasi che gli omini HBO ci debbano per forza ricordare che i personaggi sono di origine italiana. Anche il doppiaggio italiano in certi momenti dà ai nervi, anche se capisco che in qualche modo dovessero trasporre l'accento italo-americano dell'originale.

    Ma la vicenda sembrerebbe essere quella di Tony e la voglia di proseguire è intatta. Oltretutto ho quel prezioso senso di rilassamento di quando mi metto a ripescare una serie già conclusa, so già che se persevero saprò come andrà a finire.

    E voi? Nostalgia, opinioni, HBO-merda, Gandolfinidolo?

    Occhio agli spoiler ma neanche troppo (non sono un fanatico).

    Il vostro personaggio preferito? E la stagione?

  2. #2
    Quello delle giffine L'avatar di Davidian
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    Re: I Soprano

    Le prime stagioni sono un po' meh, soprattutto per alcune sottotrame buttate lì a caso. Poi è un continuo crescendo. Miglior personaggio è ovviamente Silvio Dante
    We'll slide down the surface of things

    And as things fell apart, nobody paid much attention

  3. #3
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    Re: I Soprano

    naturalmente no netflix

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Parudio
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    Re: I Soprano

    Ripresa da qualche giorno... Dopo una lunghissima pausa (avevo perso interesse e avevo altre cose da fare). Sono alla prima parte della Sesta Stagione... Mi sembra ancora tutto invariato, nel senso che gli eventi avanzano un po' come ci si aspetta. Molto lentamente, ma avanzano.

    L'unica cosa che un po' mi ha scosso è stata

    la morte di Adriana La Cerva



    Sento che andrò avanti fino alla fine... Per adesso comunque l'ho trovata soltanto piacevole.

  5. #5
    Senior Member L'avatar di nicolas senada
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    Re: I Soprano

    mai visto un secondo di sta serie, ho letto che a livello di caratterizzazione dei personaggi è considerata tra le migliori (assieme a Six Feet Under e Mad Men).
    E' vero?

  6. #6
    Senior Member L'avatar di Parudio
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    Re: I Soprano

    Non ne ho vista nessuna delle due, ammetto che la mia cultura in fatto di serie tv si limita a GoT e Breaking Bad. In po' di Law & Order e poco altro.

    E' vero che i personaggi sono tutti ben delineati. Non ci sono figure realmente bidimensionali, hanno tutti le loro sfaccettature e più di un livello di lettura. Forse fa eccezione giusto Paulie (), ma anche lui ha le sue pare. Forse per l'epoca era una grossa novità, adesso come adesso rimane un prodotto di grande qualità ma desta meno stupore perché nel frattempo sono arrivate altre serie in grado di dire la loro (faccio il confronto con Breaking Bad, ad esempio).

    Ho avuto l'impressione di un allungamento notevole del brodo, molto più di BB. Troppi eventi scollegati, soprattutto verso la fine. Ok che rimane un serial ma ero sempre in attesa del momento in cui sarebbe iniziata la "discesa" verso la fine... Che poi a onor del vero non inizia mai veramente, forse solo le ultime 1-2 puntate. Perché una maxi-serie finale da 20 e passa episodi? E' forse una tradizione HBO?

    Si poteva avere la stessa "parabola" di Tony con almeno 2 serie in meno. Verso la fine alcune cose mi davano ai nervi, certi temporeggiamenti/crisi inutili da parte di alcuni personaggi (vedi Carmela o Anthony Jr), o certe apparenti incongruenze: es. un mafioso può essere tenuto d'occhio dai federali o chi per essi al fine di seguirlo e prendere pesci più grandi, quindi qualche crimine gli può essere "concesso" al fine di processarlo alla fine... Ma fino a che punto vale? Quanti omicidi "bonus" ad esempio? Alla fine pare strano che Tony e i suoi abbiano le mani così in pasta e l'FBI non abbia mai un cazzo per le mani se non delle bagatelle. Sono davvero tutti incapaci gli agenti dell'FBI? Va bene che parliamo pur sempre di fiction, ma parte/partiva con delle pretese di "realismo" che dopo un po' vanno a farsi benedire.

    Il personaggio della Melfi completamente lasciato a sé stesso, credevo succedesse qualcosa invece dopo la 2/3 stagione diventa sostanzialmente inutile. Mah...

    E il finale? Boh, sono rimasto molto perplesso. Mi sembra il classico "non sappiamo come finire il brodo, facciamo una cosa a effetto in modo che poi i coglioni passino il resto delle loro vite a interpretarlo". So che è una cosa frequente ma preferisco più coerenza.

    Dopodiché, respect * perché è impossibile non affezionarsi a Tony (RIP Gandolfini, mi sarebbe piaciuto conoscerlo ) e a tutti gli altri.
    Ultima modifica di Parudio; 26-04-17 alle 17:29

  7. #7

    Re: I Soprano

    le stagioni da venti episodi, qualche anno fa erano la regola.

  8. #8
    Senior Member L'avatar di PCMaster
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    Re: I Soprano

    Se non erro l'ultima dura di più perché di fatto sono due stagioni separate trasmesse in periodi diversi dell'anno

    edit:
    mi correggo, stando a quanto scritto su wikipedia la 6x12 fu trasmessa il 4 giugno 2006 mentre la 6x13 fu trasmessa il 8 aprile 2007
    https://play0ad.com/ | https://www.youtube.com/user/play0ad/

    Cerco Age of Empires Rise of Rome

    Cerco Edizioni Retail di Dark Souls 1 e Darksiders II, anche con seriali già attivati

  9. #9
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    Re: I Soprano

    I soprano è per predisposti.


    È una serie lenta. Vai avanti a vederla più per apprezzare il linguaggio del media, le scelte registiche, la bravura degli attori, insomma la tecnica più che per il semplice desiderio di vedere dove va la trama. Trama che comunque non è MAI, dico MAI, prevedibile. Non ho mai azzeccato quale piega prendesse, neanche il classico "adesso muore", cioè anche la semplice predizione di lì a 30 secondi è davvero difficile.


    La profondità emotiva e caratteriale dei personaggi principali è trattata egregiamente, con una chiara predilezione della sceneggiatura per i temi psicologici. Lo stesso protagonista frequenta lo psicologo ma l'atto di farlo non è mai accompagnato dal processo chiarificatore che spesso serve a concludere gli episodi di serie più semplici con la 'morale' o il senso dell'episodio; no, spesso serve solo ad aumentare la complessità e il senso di incomprensibilità di molte azioni umane.


    Per me è un'opera sull'incommensurabilità della natura umana. Uomini potenti da un lato incredibilmente delicato dall'altro. Persone che hanno strette le redini del comando al lavoro, poi hanno la famiglia che va a farsi fottere. Ecco magari i rapporti familiari a volte pesano troppo su tutta la struttura narrativa, nel senso che ogni tanto di seguire l'ennesima lite casalinga ti girano le scatole forse, ma è un ritratto della società. Ci sta.


    Migliori episodi secondo me sono quelli onirici, dove tutto è un mezzo sogno. C'è un episodi alla fine della serie, che è tutto un sogno, e figa quella è il top. È davvero un top di scrittura.



    È anche una serie un po' invecchiata ma che porta bene i suoi anni , direi che l'età si scorge per i tempi molto dilatati, la fotografia classica e le inquadrature molto discrete, a camera fissa senza troppi orpelli.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di Parudio
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    Re: I Soprano

    Oh... Commento interessante.

    Sono d'accordo con la maggior parte di quello che hai detto... Anche sugli "esercizi di stile". Cioè a un certo punto pure Carmela e l'amica a Parigi (!?). Le puntate oniriche uhm non tutte, hanno avuto però la capacità di non allungare troppo il brodo quando Tony è in coma.

    Riguardo il finale: se anche fosse, chi sarebbe il mandante dell'omicidio visto che ormai Phil Leotardo è stato ucciso?

  11. #11
    Amico di tutti L'avatar di Sinex/
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    Re: I Soprano

    Visto il tuo bel post ricettivo permettimi un'interpretazione


    Sono passati due anni o più da quando ho visto l'ultimo episodio, quindi premetto di non avere affatto chiara tutta la vicenda e gli episodi, però questa è una serie che rimane in testa e su cui ogni tanto torni a rimuginare, perché ha la capacità di farsi meglio leggere col senno di poi. E col senno di poi posso affermare queste cose. Il peso della struttura narrativa è ininfluente, se non almeno per il successo della serie di pubblico, quantomeno su quello della critica o comunque ininfluente probabilmente rispetto alla volontà degli autori. Quello che noi vediamo quando vediamo I Soprano, quello a cui noi assistiamo davvero, è uno spaccato della società americana che si presta a vivere negli anni duemila. Il vero capolavoro sta nella capacità di aver dipinto il tutto con una completezza e un amorevole distacco VIVENDO dentro quegli anni. Per fare un paragone, più che una serie classica con una trama avvincente e uno sviluppo finalistici, è come se I Soprano fosse:
    - un documentario sull'africa in cui leoni, elefanti, giraffe, sono tutti impegnati a sopravvivere e, per una forza naturale indipendente dal loro limitato controllo, sono costretti a mischiale le loro esistenze in maniera truce, senza una morale o un messaggio finale se non quello che è così che funziona il mondo.
    - il documentario è girato da una gazzella, completamente trascinata dall'ambiente in cui lei stesso vive ma con una capacità osservativa da permettere il prodotto possibile, veritiero. Ad esempio verso l'inizio della serie tutto viene stravolto da un disastro reale, quello dell'11 settembre; eppure tutto l'intreccio si coordina perfettamente con la struttura sottesa, tanto da sembrare quasi una costruzione studiata ad hoc e irreale per quanto si inserisce con naturalezza nelle meccaniche e interagisce col profilo mentale e morale di ognuno.
    - Proprio perché è un documentario, la serie è uno scorcio della vita dei suoi protagonisti, la cui esistenza è assolutamente persistente rispetto alla ripresa. E qui la capacità degli attori è impressionante, perché sono totalmente calati nella parte che sembrano viverla indipendentemente dal fatto che si stia girando o meno. La loro esistenza prescinde la visione, le loro storie sono storie di vita che non presuppongono la costruzione di una trama, se non quella blanda e corale che solo un insieme di uomini può scrivere attraverso le loro abitudini, i loro successi o fallimenti culturali, le loro influenze con le altre società. Una storia che può essere compresa solo anni dopo che è stata messa in scena, perché solo chi ha una mentalità di distacco rispetto a quella narrata riesce a scorgere le differenze e a valutare come osservatore esterno.

    Ecco perché secondo me non bisognerebbe troppo criticare il "brodo allungato" a cui spesso si assiste. La realtà simulata è esattamente congrua alla vita. Conversazioni e eventi quasi sempre non hanno nessuna conseguenza diretta. Ad esempio non si vede l'inquadratura di un dettaglio per far capire allo spettatore che quel dettaglio giocherà un ruolo chiave nello sviluppo della puntata, semplicemente perché le cose non stanno così. Talora invece i dialoghi e quei dettagli si insinuano nel profilo di un personaggio e sono capaci, più realisticamente, di trarne una considerazione e una risposta anche puntate e puntate più avanti. Ad esempio si può assistere ad un primo piano senza dialogo di un protagonista che guarda un'evento sullo sfondo e capire secondo quale legame col suo passato quell'evento sta producendo un pensiero, di quale pensiero possa trattarsi. Molto spesso il pensiero è evanescente, anche perché il personaggio stesso non riesce a interpretare quanto accade facendo parte di ciò che accade. Da questo punto di vista il percorso psicologico di Tony soprano è completamente e coerentemente inconcludente. Più che sviluppi della trama si affrontano tematiche, ognuno con le proprie armi, cavandone raramente un successo ma molto più spesso un'ulteriore schermatura psicologica pronta a vacillare alla prossima sfida.

    Le persone messe in scena sono deboli, anche se spesso benestanti o potenti, rispetto al proprio destino e spesso incapaci di fronte alla ricerca della felicità. Devono accontentarsi di gioie effimere e, per lo stesso criterio, elementi effimeri li disturbano e distruggono il loro precario equilibrio. Ad esempio Tony Soprano crolla ogni volta che affronta il pesce canterino di gomma. E la stessa ansia, superato il momento esilarante della scena, si trasmette sullo spettatore che attiva un processo interpretativo che lo fa calare esattamente negli stessi meccanismi narrati, inducendo anche noi a far parte di quel mare di importanza che ai giorni nostri crea una bene di consumo.
    Mentre le persone si destreggiano alla ricerca di un mutamento o una progressione (la ricerca del potere, di fare un figlio, della felicità... più le ricerche sono genuine peggio solitamente finisce) l'inconsistenza dei progetti si scontra con l'immanenza dell'ambiente. Un'immanenza senza assolutamente nessun dio, nutrita solo dalla regola dell'immutabilità. Esistono luoghi perenni dove ormai ogni personaggio deve fare i conti ed entrando in quelli spesso affronta i lati più critici della sua emotività o,con anche peggiori risultati, le debolezze degli altri. La cosa più incredibile e che questi luoghi finiscono con l'indurre anche nello spettatore simili stati d'animo generando sensazioni di calore, di rifugio, di sicurezza o anche di incertezza o di ansia.... solo vedendo l'esterno dei posti, solo dalle insegne, senza che sia successo effettivamente ancora nulla! Ci hai fatto caso?
    Nello specifico esistono luoghi che sono per Tony quasi sempre un preludio per:
    - ansia per il peso e la prova del potere
    - ansia per la diplomazia effimera, perché contestuale
    - la frustrazione e l'incomunicabilità
    - La confessione personale, il momento del test che può superare o che può distruggerlo
    Hai indovinato quali sono questi posti?

    - ansia per il peso e la prova del potere lo strip club
    - ansia per la diplomazia effimera, perché contestuale il ristorante vesuvio
    - la frustrazione e l'incomunicabilità casa propria
    - La confessione personale, il momento del test che può superare o che può distruggerlo il giardino sul retro di casa



    Alla fine la serie pullula di narrazione, ma non quella di una trama, piuttosto quella di un periodo storico. E' il racconto di come le persone trattano i genitori e gli anziani, le minacce dall'estero e quelle interne, il rapporto coi figli, il rapporto con la televisione, con la novità, l'ineffabilità dei sentimenti e dei sogni, la lettura e la religione. Anche il viaggio, da sempre baluardo formativo di ogni protagonista, è qui assolutamente incapace di espugnare la refrattaria barriera costruita dalle bugie di ciascuno. Persino quando il viaggio qui è anche un ritorno alle origini, un ritorno in Italia. Un luogo lontano e sacro dove radici e religione si mischiano, qui diventano solo un'alcova sicura dove compiere l'ennesima scappatella.

  12. #12
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    Re: I Soprano

    Molto interessante...

    Può essere vista anche così, non ci avevo pensato. Cioè, continuavo ad aspettarmi erroneamente una parabola narrativa con chissà che colpi di scena (sul modello appunto di altre serie) ma questa cosa non succede. Il mondo "va avanti" e anche i personaggi, ma appunto più per una serie di eventi collegati/scollegati tra loro che per una vera "mano" che li guida. Era questa l'intenzione della serie dall'inizio oppure hanno pensato "facciamo mafia & spaghetti stile Goodfellas, tette e morti ammazzati con in più il tocco di classe del boss che fa terapia" e la cosa è venuta da sé?

  13. #13
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    Re: I Soprano

    Citazione Originariamente Scritto da Sinex/ Visualizza Messaggio
    Visto il tuo bel post ricettivo permettimi un'interpretazione


    Sono passati due anni o più da quando ho visto l'ultimo episodio, quindi premetto di non avere affatto chiara tutta la vicenda e gli episodi, però questa è una serie che rimane in testa e su cui ogni tanto torni a rimuginare, perché ha la capacità di farsi meglio leggere col senno di poi. E col senno di poi posso affermare queste cose. Il peso della struttura narrativa è ininfluente, se non almeno per il successo della serie di pubblico, quantomeno su quello della critica o comunque ininfluente probabilmente rispetto alla volontà degli autori. Quello che noi vediamo quando vediamo I Soprano, quello a cui noi assistiamo davvero, è uno spaccato della società americana che si presta a vivere negli anni duemila. Il vero capolavoro sta nella capacità di aver dipinto il tutto con una completezza e un amorevole distacco VIVENDO dentro quegli anni. Per fare un paragone, più che una serie classica con una trama avvincente e uno sviluppo finalistici, è come se I Soprano fosse:
    - un documentario sull'africa in cui leoni, elefanti, giraffe, sono tutti impegnati a sopravvivere e, per una forza naturale indipendente dal loro limitato controllo, sono costretti a mischiale le loro esistenze in maniera truce, senza una morale o un messaggio finale se non quello che è così che funziona il mondo.
    - il documentario è girato da una gazzella, completamente trascinata dall'ambiente in cui lei stesso vive ma con una capacità osservativa da permettere il prodotto possibile, veritiero. Ad esempio verso l'inizio della serie tutto viene stravolto da un disastro reale, quello dell'11 settembre; eppure tutto l'intreccio si coordina perfettamente con la struttura sottesa, tanto da sembrare quasi una costruzione studiata ad hoc e irreale per quanto si inserisce con naturalezza nelle meccaniche e interagisce col profilo mentale e morale di ognuno.
    - Proprio perché è un documentario, la serie è uno scorcio della vita dei suoi protagonisti, la cui esistenza è assolutamente persistente rispetto alla ripresa. E qui la capacità degli attori è impressionante, perché sono totalmente calati nella parte che sembrano viverla indipendentemente dal fatto che si stia girando o meno. La loro esistenza prescinde la visione, le loro storie sono storie di vita che non presuppongono la costruzione di una trama, se non quella blanda e corale che solo un insieme di uomini può scrivere attraverso le loro abitudini, i loro successi o fallimenti culturali, le loro influenze con le altre società. Una storia che può essere compresa solo anni dopo che è stata messa in scena, perché solo chi ha una mentalità di distacco rispetto a quella narrata riesce a scorgere le differenze e a valutare come osservatore esterno.

    Ecco perché secondo me non bisognerebbe troppo criticare il "brodo allungato" a cui spesso si assiste. La realtà simulata è esattamente congrua alla vita. Conversazioni e eventi quasi sempre non hanno nessuna conseguenza diretta. Ad esempio non si vede l'inquadratura di un dettaglio per far capire allo spettatore che quel dettaglio giocherà un ruolo chiave nello sviluppo della puntata, semplicemente perché le cose non stanno così. Talora invece i dialoghi e quei dettagli si insinuano nel profilo di un personaggio e sono capaci, più realisticamente, di trarne una considerazione e una risposta anche puntate e puntate più avanti. Ad esempio si può assistere ad un primo piano senza dialogo di un protagonista che guarda un'evento sullo sfondo e capire secondo quale legame col suo passato quell'evento sta producendo un pensiero, di quale pensiero possa trattarsi. Molto spesso il pensiero è evanescente, anche perché il personaggio stesso non riesce a interpretare quanto accade facendo parte di ciò che accade. Da questo punto di vista il percorso psicologico di Tony soprano è completamente e coerentemente inconcludente. Più che sviluppi della trama si affrontano tematiche, ognuno con le proprie armi, cavandone raramente un successo ma molto più spesso un'ulteriore schermatura psicologica pronta a vacillare alla prossima sfida.

    Le persone messe in scena sono deboli, anche se spesso benestanti o potenti, rispetto al proprio destino e spesso incapaci di fronte alla ricerca della felicità. Devono accontentarsi di gioie effimere e, per lo stesso criterio, elementi effimeri li disturbano e distruggono il loro precario equilibrio. Ad esempio Tony Soprano crolla ogni volta che affronta il pesce canterino di gomma. E la stessa ansia, superato il momento esilarante della scena, si trasmette sullo spettatore che attiva un processo interpretativo che lo fa calare esattamente negli stessi meccanismi narrati, inducendo anche noi a far parte di quel mare di importanza che ai giorni nostri crea una bene di consumo.
    Mentre le persone si destreggiano alla ricerca di un mutamento o una progressione (la ricerca del potere, di fare un figlio, della felicità... più le ricerche sono genuine peggio solitamente finisce) l'inconsistenza dei progetti si scontra con l'immanenza dell'ambiente. Un'immanenza senza assolutamente nessun dio, nutrita solo dalla regola dell'immutabilità. Esistono luoghi perenni dove ormai ogni personaggio deve fare i conti ed entrando in quelli spesso affronta i lati più critici della sua emotività o,con anche peggiori risultati, le debolezze degli altri. La cosa più incredibile e che questi luoghi finiscono con l'indurre anche nello spettatore simili stati d'animo generando sensazioni di calore, di rifugio, di sicurezza o anche di incertezza o di ansia.... solo vedendo l'esterno dei posti, solo dalle insegne, senza che sia successo effettivamente ancora nulla! Ci hai fatto caso?
    Nello specifico esistono luoghi che sono per Tony quasi sempre un preludio per:
    - ansia per il peso e la prova del potere
    - ansia per la diplomazia effimera, perché contestuale
    - la frustrazione e l'incomunicabilità
    - La confessione personale, il momento del test che può superare o che può distruggerlo
    Hai indovinato quali sono questi posti?

    - ansia per il peso e la prova del potere lo strip club
    - ansia per la diplomazia effimera, perché contestuale il ristorante vesuvio
    - la frustrazione e l'incomunicabilità casa propria
    - La confessione personale, il momento del test che può superare o che può distruggerlo il giardino sul retro di casa



    Alla fine la serie pullula di narrazione, ma non quella di una trama, piuttosto quella di un periodo storico. E' il racconto di come le persone trattano i genitori e gli anziani, le minacce dall'estero e quelle interne, il rapporto coi figli, il rapporto con la televisione, con la novità, l'ineffabilità dei sentimenti e dei sogni, la lettura e la religione. Anche il viaggio, da sempre baluardo formativo di ogni protagonista, è qui assolutamente incapace di espugnare la refrattaria barriera costruita dalle bugie di ciascuno. Persino quando il viaggio qui è anche un ritorno alle origini, un ritorno in Italia. Un luogo lontano e sacro dove radici e religione si mischiano, qui diventano solo un'alcova sicura dove compiere l'ennesima scappatella.
    Hai esattamente azzeccato perchè i Soprano ti restano dentro.
    I luoghi comuni sugli italiani non sono luoghi comuni. La serie ti fa capire che quello che l'americano considera identificabile in un italiano invece è identificabile nell' italo/americano. L'italo americano è dipinto come una macchietta grottesca che nel tentativo di restare aggrappato alla sua discendenza si ricopre di ridicolo.Vedasi quando in un bar caffè Paulie ruba una macchina del caffè perchè asserisce che gli americani stanno rubando la cultura italiana, o le varie risse scoppiate nel Colombus Day tra nativi americani ed italo americani
    Quanto Tony fa un viaggio in Italia con suo nipote e Paulie, per avviare un commercio internazionale di auto rubate, vengono sbeffeggiati dagli italiani quando vanno al ristorante e gli Italiani, nel vedere che "gli americani" restano basiti davanti ad un piatto di pasta al nero di seppia fanno portare, con fare dispregiativo, un piatto di spaghetti al pomodoro a Paulie.
    Ultima modifica di citizen5; 10-05-17 alle 23:23

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