Puntata abbastanza pallosa, tutto il caso è alla fine un pretesto per lo sviluppo e l'analisi psicologica dei personaggi, anche se la storia è evidentemente sbilanciata sul detective Hays & family, mentre del bianco (bravo l'attore, confutati in pieno i miei dubbi iniziali) alla fine si approfondisce troppo poco, ed anzi, rimangono alcuni interrogativi. Riguardo al caso , avevo certamente ipotizzato che la bambina potesse essere stata presa per la figlia dell'industriale ma francamente continuavo a propendere per la pista pedofila, quindi direi buono il lavoro di "depistaggio" della sceneggiatura. Alcune banalizzazioni ed accelerazioni alla fine che forse , considerato l'incedere assai lento della trama, avrebbero potuto risparmiarsi "drenando" invece tempi da diverse scene familiari di Hays veramente troppo lunghe. In questo senso male la facilità con cui alla fine si snoda il bandolo della matassa: la casa abbandonata dove entrano ed in un attimo scoprono la stanza della "segregazione" (come del resto aveva fatto il padre , anche qua in modo poco credibile) ed il rintracciamento del nero quercio
comodamente a domicilio dopo che era rimasto "fantasma" per decenni, ma cazzo se lavorava per la famiglia dei ricconi della contea... Visto l'esito della storia anche l'assassinio del padre e presumibilmente della madre non ha neanche tutto questo senso. Non ultimo, la scena finale con la rivelazione onirica che davvero ha poco senso, come tutta la parte del ragazzino innamorato che ritrova Juliett da grande nel convento etc... insomma un po' una stronzata con l'unico attenuante che alla fine potrebbe rimanere il dubbio sulla veridicità della "rivelazione" visto la stato mentale di lui, ma è chiaro ormai dopo 3 stagioni che a Pizzolatto piace chiudere trasmettendo (anche) un po' di "speranza" in tanta umana miseria. Al netto di quanto sopra , serie comunque da promuovere, 3/3
nel mio personalissimo cartellino (cit.)
