False dichiarazioni dei costruttori auto False dichiarazioni dei costruttori auto - Pagina 3

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Discussione: False dichiarazioni dei costruttori auto

  1. #41

    Re: False dichiarazioni dei costruttori auto

    .... e soprattutto vicino alla giornata della memoria.....

  2. #42
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    Re: False dichiarazioni dei costruttori auto

    Il "cimitero" delle Volkswagen del Dieselgate

    La casa tedesca ha noleggiato negli Usa 37 siti per ospitare le 294.000 auto non in regola che ha riacquistato.





    OLTRE 7 MILIARDI - L'accordo raggiunto con le autorità statunitensi è costato oltre 25 miliardi di dollari alla Volkswagen, che ha speso questa cifra per mettere fine nel paese alla vicenda sulle emissioni truccate di alcuni motori diesel, il cosiddetto Dieselgate, lo scandalo emerso nel 2015 di cui l'azienda sta ancora scontando le conseguenze. La Volkswagen è stata sanzionata con multe salatissime, ha creato un fondo per l'ambiente e si è dovuta far carico di molte vetture non in regola, visto che i proprietari potevano chiedere di farsele riparare gratuitamente o rivenderle all'azienda. Il costruttore tedesco ha ricomprato circa 335.000 vetture, stando all'agenzia Reuters, e ha dovuto affittare 37 enormi centri di raccolta per stivare tutte. La Reuters è entrata in possesso di alcuni documenti riservati, scoprendo che la Volkswagen ha speso finora 7,4 miliardi di dollari per riacquistare le auto.
    ANCHE UNO STADIO - Alcuni di questi grossi "cimiteri" sono ad esempio una cartiera in disuso nello stato del Minnesota, uno stadio abbandonato a Detroit e una porzione di deserto in California (nel video qui sotto della BBC). La Volkswagen deve spendere grosse somme di denaro anche per mantenere in ordine le auto, visto che alcune conta di rivenderle negli Stati Uniti (dopo averle modificate) e altre all'estero, ma in questo caso deve aspettare un'autorizzazione che non è ancora arrivata. Stando ai documenti ottenuti dalla Reuters, il costruttore tedesco ha rivenduto circa 13.000 automobili e ne ha distrutte circa 28.000. Al 31 dicembre scorso, stando ai documenti, la Volkswagen possedeva nel paese circa 294.000 auto. I clienti in possesso di una macchina non in regola potranno chiedere di restituirla fino al 1 settembre, ma è previsto che il costruttore andrà avanti a ricomprarle per tutto il 2019.




    https://www.alvolante.it/news/negli-...selgate-356576

  3. #43
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    Re: False dichiarazioni dei costruttori auto


    Audi: in stato di fermo l'ad Rupert Stadler

    Il manager aveva subito pochi giorni fa la perquisizione dell'abitazione. Il fermo per evitare il rischio di occultamento delle prove.





    DIETRO LE SBARRE - La giustizia tedesca avrebbe inferto un duro colpo all'Audi e messo in stato di fermo il numero uno Rupert Stadler (nella foto), indagato con le accuse di frode e false dichiarazioni in relazione alla nota vicenda Dieselgate, il software installato su milioni di automobili a gasolio del gruppo Volkswagen (di cui l'Audi fa parte) in grado di ridurre articifialmente le emissioni di ossidi azoto in caso di verifica sul banco a rulli rispetto a quelle reali su strada. Come riporta il Sole 24 Ore, la notizia è stata resa nota dall'ufficio del pubblico ministero di Monaco e arriva una settimana dopo la perquisizione effettuata a casa di Stadler per trovare materiale utile all'indagine.
    A CAPO DELL'AUDI DAL 2010 - Stadler è amministratore delegato dell'Audi dal 1 gennaio 2010, posizione che ottenne dopo essere stato responsabile finanziario nei tre anni precedenti. Il costruttore tedesco avrebbe venduto, a partire dal 2009, auto con il software irregolare, stando all'accusa, che ha messo nel mirino la posizione di Stadler e le sue dichiarazioni fornite agli inquirenti nel corso del processo. L'accusa ha perquisito da febbraio anche due stabilimenti dell'Audi, ma il fermo di Stadler fa pensare che le indagini abbiano assunto una piega ben precisa.










    https://www.alvolante.it/news/audi-s...stadler-357851

  4. #44
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    Re: False dichiarazioni dei costruttori auto


    Elettrificazione, Faz: “Volkswagen prevede di tagliare 7.000 posti di lavoro”

    Lo studio IAB: “Entro il 2035 il passaggio alle auto elettriche farà perdere 114.000 posti in Germania”







    Volkswagen prevede di tagliare circa 7.000 posti di lavoro negli stabilimenti di Hannover e Emden in Germania nei prossimi anni. La scelta è dettata dalla scelta del gruppo tedesco di aumentare la produzione di veicoli elettrici, meccanicamente più semplici, e questo rende superflui molti posti di lavoro in produzione. Lo ha scritto ieri il giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung e il colosso non ha smentito. I tagli saranno realizzati attraverso il turnover e il pensionamento, mentre ai dipendenti temporanei verranno offerti contratti in Porsche e presso lo stabilimento Volkswagen di Kassel.

    La notizia non deve sorprendere. L’elettrificazione è la grande sfida cui deve rispondere l’industria dell’auto, chiamata a dare risposte sul fronte ambientale probabilmente anche oltre le proprie reali possibilità. Studi e previsioni confermano due elementi: che le auto a zero emissioni su strada non bastano a pareggiare l’ecobilancio del trasporto e che la trasformazione verso l’elettrico sarà un calvario per i lavoratori.
    L’ultima autorevole analisi in ordine di tempo sulle ripercussioni per l’occupazione è quella della IAB, l’istituto tedesco per il mercato del lavoro e la ricerca professionale, condotta assieme alla società per la ricerca sulla struttura economica ed all’ente federale per la formazione professionale. Secondo lo studio, entro il 2035 andranno persi 114.000 posti di lavoro in Germania. Attualmente il comparto occupa nel Paese 840.000 addetti.
    In realtà, ancora per un paio di anni la “conversione” farà aumentare il numero dei lavoratori: il picco verrà toccato nel 2020. La contrazione comincerà ad avvertirsi con il 2022. I tempi tedeschi sembrano diversi da quelli americani, visto che sia Ford sia General Motors hanno anticipato piani di ridimensionamento molto importanti.
    Lo scenario immaginato nello studio IAB prevede una quota di vendita delle auto elettriche del 23% nel 2035. In questo caso, i soli dipendenti diretti dei costruttori scenderebbero di 83.000 unità, ma potrebbero essere calare anche di più nel caso in cui la diffusione delle auto a batteria fosse maggiore. Poi ci sono gli altri settori. Il bilancio complessivo arriva a 114.000 posti in meno pur considerando i nuovi addetti di comparti come quelli legati all’energia ed alla sua distribuzione.
    Il 2022 sarebbe l’anno della svolta e la prima a farne le spese sarebbe la manodopera “tradizionale” per la quale è prevista la perdita di 5.300 posizioni. Anche se non tutti gli studi sono comparabili, secondo la PA Consulting l’elettrificazione comporterà la soppressione di fino a 267.000 posti fra i soli 16 maggiori produttori che operano nel Vecchio Continente, cioè quasi l’8% del totale dei lavoratori.
    Il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, la sigla IG Metall, ha commissionato una analisi all’autorevole Fraunhofer Institut, secondo il quale con una diffusione del 25% delle auto elettriche verrebbero sacrificati 76.000 posti entro il 2030. Che sarebbero 110.000 con una (improbabile) quota dell’80%.




    https://www.lastampa.it/2018/12/22/m...VM/pagina.html

  5. #45
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    Re: False dichiarazioni dei costruttori auto

    La mia perplessità è che se l'elettrico diventasse veramente di massa avremmo nel (relativo) breve periodo un problema di risorse per le terre rare. Se per gli accumulatori non si fa un balzo importante non capisco come l'elettrico possa diventare veramente di massa.
    Anche l'idrogeno alla fine fa uso di batterie per cui, anche se meno importanti come quantità di materiale per veicolo, il problema ci sarebbe lo stesso (tralasciando poi il costo/problematiche della produzione di idrogeno).
    Boh staremo a vedere
    Ultima modifica di Odin; 31-12-18 alle 22:14

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