Honda-Nissan
In Giappone sono certi: "In corso negoziati per la fusione"
Se ne parla da tempo:
Nissan e
Honda vogliono stringere sempre di più i reciproci legami industriali, anche con lo scopo di arrivare - un giorno o l'altro - alla fusione. Ora, però, spuntano indiscrezioni che indicano un'accelerazione del progetto di aggregazione tra le due Case nipponiche. A lanciarle per prima è stata l'autorevole testata economica Nikkei, seguita da diversi altri organi di informazioni come la Kyodo News o la Reuters: Nissan e Honda hanno avviato le trattative per la fusione con l'obiettivo di "condividere risorse per competere al meglio con la Tesla e i costruttori cinesi di veicoli elettrici in un settore automobilistico in rapida evoluzione".
Passaggio storico. Sempre stando alle ricostruzioni, il piano prevede che le due società firmino a breve una lettera d'intenti per approntare un accordo incentrato sulla creazione di una holding. Tale veicolo controllerebbe le due aziende con partecipazioni ancora tutte da decidere. Non solo: il progetto, molto probabilimente, riguarderà anche la
Mitsubishi Motors, visto che la Nissan ne possiede il 24% del capitale. Per ora, non ci sono conferme: tuttavia, le tre aziende hanno inviato alla Reuters una dichiarazione congiunta in cui spiegano che "stanno valutando tutte le opizioni per una futura collaborazione e che per ora non sono state prese decisioni in merito". Si tratta di una frase identica a quella diffusa più volte dopo il
memorandum di agosto sui colloqui per una partnership industriale e tecnologica nel mondo delle Bev. La Renault, ancora principale azionista della Nissan, ha spiegato di non avere informazioni sul dossier e ha quindi preferito trincerarsi dietro un "no comment" di prassi. Detto questo, il progetto sarebbe di importanza storica per il settore automobilistico giapponese e globale, perché si verrebbe infatti a creare un colosso in grado di competere ad armi pari con i gruppi Toyota o Volkswagen: con circa 8 milioni di vendite l'anno, Honda-Nissan sarebbe il terzo maggior costruttore al mondo. Inoltre, l'operazione sarebbe la più grande in campo automobilistico dopo la
fusione da oltre 50 miliardi di euro tra Fiat Chrysler e Psa che ha portato alla nascita di Stellantis.
Lo spettro della Foxconn. La fusione consentirebbe alla Nissan di trovare un cavaliere bianco in grado di iniettare le risorse necessarie per rimettere in carreggiata un bilancio in forte sofferenza. Pochi giorni fa, il Financial Times ha scritto di una Casa di Yokohama alla
ricerca di un investitore che sostituisca la Renault nell'azionariato e fornisca un sostegno per superare i prossimi, difficili mesi ("abbiamo 12 o 14 mesi per sopravvivere", avrebbe dichiarato al quotidiano economico un alto funzionario del costruttore). La testata britannica, tra l'altro controllata dal Nikkei, ha indicato proprio nella Honda uno dei possibili investitori. Ma c'è di più: le due Case giapponesi avrebbero accelerato i colloqui per la fusione anche per evitare l'intervento di una terza parte, la Foxconn, azienda taiwanese con importanti interessi in Giappone e un crescente business nel mondo delle elettriche. La multinazionale starebbe lavorando da mesi dietro le quinte per acquisire una partecipazione della Nissan, rilevando prima le azioni che la Renault ha consegnato
a un fondo fiduciario e lanciando poi un'offerta pubblica d'acquisto. Il progetto dei taiwanesi sarebbe curato da Jun Seki, responsabile delle strategie per le Bev ed ex dirigente della stessa Nissan. Secondo il Nikkei, le due aziende giapponesi avrebbero deciso di mettere in atto delle minure difensive subito dopo aver appreso della decisione della Foxconn di imprimere un colpo di accelerazione al suo progetto e dell'intenzione di Seki di incontrare a Parigi Luca de Meo, attuale numero uno della Losanga.