GreedFall – Recensione

PC PS4 Xbox One

Devo ammettere di essere sempre molto diffidente nell’approcciarmi a un videogioco sviluppato da Spiders, memore dei tanti passi falsi dello studio parigino, eppure non ho mai perso la speranza. Ho sempre avuto fiducia che un giorno gli autori di Bound by Flame e The Technomancer sarebbero riusciti a esaltare le loro potenzialità, scrollandosi di dosso tutti i pregiudizi che circondano le loro produzioni. Con mia grande felicità posso affermare che quel giorno è finalmente arrivato: con GreedFall il team francese ha saputo dar vita a un videogioco di ruolo fatto con tutti i crismi, anche se qualche difetto endemico è purtroppo rimasto.

IL NUOVO MONDO

Ci troviamo in un’epoca di grande progresso tecnologico, scientifico e sociale. La scoperta della grande isola di Teer Fradee ha portato le principali potenze del continente a una corsa alla colonizzazione, un po’ come avvenne a cavallo tra il XVI e il XVII secolo sul nostro pianeta dopo la scoperta dell’America. Tra queste, l’Alleanza del Ponte, il Sacro Regno di Thélème e la Congregazione dei Mercanti hanno tutte già fondato diversi avamposti in quello che possiamo definire il Nuovo Mondo, pronti a sfruttarne le ricchezze a tutto discapito degli indigeni, loro malgrado in procinto di essere sopraffatti dai conquistatori. Se però i coloni vedono Teer Fradee come un’opportunità di ricominciare da zero, chi resta nel continente deve fare i conti con una devastante epidemia di origine sconosciuta che sta falcidiando la popolazione.
GreedFall Recensione PC PS4 Xbox One

È questa sua essenza poliedrica che nasconde un forte messaggio ecologista il punto di forza dell’intera produzione

Nei panni di De Sardet, cugino del neo governatore isolano per la Congregazione dei Mercanti, veniamo inviati oltreoceano proprio allo scopo di supervisionare la ricerca di una cura per la malicore, questo il nome dato alla terribile malattia che trasforma il sangue degli infetti in un liquido nerastro, consumando i poveri malcapitati dall’interno fino alla tanto rapida quanto inevitabile dipartita. Forti del nuovo titolo di legato, dunque un emissario diplomatico, a noi spetta il compito di relazionarci sia con le altre potenze presenti sull’isola che con gli stessi nativi, nella speranza di svelare il mistero della malicore. Una missione tutt’altro che semplice dal momento che ben presto ci ritroveremo nel bel mezzo di intrighi di corte, veri e propri scandali internazionali, e culti primordiali fondati sulla magia, il legame con la natura e il misticismo. Insomma, GreedFall non si fa mancare nulla, ed è proprio questa sua essenza poliedrica che nasconde un forte messaggio ecologista il punto di forza dell’intera produzione, la quale si fonda sulle solidissime basi di un’ambientazione non soltanto inedita, ma anche estremamente sfaccettata e curata in ogni minimo particolare.

LA FORZA DELLE PAROLE

Ed è sulle fondamenta di questo setting piuttosto singolare che Spiders ha imbastito un intreccio narrativo davvero intrigante, nonostante un inizio abbastanza lento e una prolissità magari un filo eccessiva verso la fine. Una narrazione che viene modificata radicalmente in seguito alle decisioni che faremo prendere al protagonista. A tal proposito, sono tanti i giochi di ruolo che sbandierano la promessa di una presunta profondità delle scelte morali, ma sono davvero pochi quelli che riescono a mantenere la parola data. GreedFall non solo fa parte di questa ristretta cerchia, ma mantiene un elevato grado di coerenza tra le decisioni prese e le ripercussioni narrative. Senza svelare alcunché e rovinarvi la sorpresa, vi basti sapere che la main quest, la trama nel suo complesso e l’intero setting basato sui rapporti di forze tra le diverse fazioni si modificano dinamicamente persino portando a termine (o trascurando) alcuni incarichi secondari. Missioni, principali e non, che spesso si rivelano anche piuttosto articolate. Senza dimenticare che in molti casi possono essere completate in più modi diversi, magari puntando sulle abilità diplomatiche o sulla furtività, oppure facendo parlare spade e moschetti.
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I combattimenti sono purtroppo la nota dolente di GreedFall

Ecco, i combattimenti sono purtroppo la nota dolente di GreedFall. Non si va mai oltre il semplice compitino, con il protagonista in grado di concatenare attacchi leggeri e pesanti, attingendo alle proprie capacità magiche tra un fendente e l’altro per lanciare incantesimi, o sulle armi a polvere nera per sfondare le corazze nemiche e aprire la strada ad affondi letali. Sulla carta sembra piuttosto sfaccettato, ma la ripetitività delle situazioni, l’intelligenza artificiale nemica raramente competitiva e una certa meccanicità delle azioni rendono ogni scontro un’attività piuttosto tediosa, in particolare nella seconda metà del gioco, quando la progressione del personaggio porta a un certo appiattimento della curva di difficoltà. Un peccato perché il bestiario è discretamente vasto ma il gioco non mischia mai i nemici, facendo sì che i combattimenti avvengano sempre tra gruppi omogenei di avversari.

SEGUITO DIPLOMATICO

Qualche inciampo anche nell’interfaccia, soprattutto durante le fasi esplorative. In questi frangenti viene davvero difficile orientarsi soltanto con la bussola presente sul bordo superiore dello schermo, soprattutto perché questa indica sì la direzione verso l’obiettivo, ma non tiene conto degli ostacoli presenti nei livelli. Viene dunque naturale aprire costantemente la mappa per controllare la strada, rendendo di fatto inutile la bussola, laddove la presenza di una minimappa avrebbe certamente aiutato. D’altronde non si capisce per quale motivo gli sviluppatori abbiano deciso di non farne uso, anche perché fino a oggi la minimappa è stata sempre presente nelle opere targate Spiders.

I ragazzi di Spiders sono riusciti a trovare la quadra senza dimenticarsi di far sfoggio della capacità di world design che da sempre li contraddistingue

A completare il cerchio ci pensano poi i vari comprimari che accompagnano De Sardet nelle sue peregrinazioni alla ricerca della cura per malicore. Cinque personaggi ben scritti, ognuno dotato di una precisa personalità, di stili di combattimento differenti, nonché di una serie di quest dedicate volte a esplorare il loro background e a migliorare le relazioni affettive con il protagonista. Portarseli tutti dietro è impossibile, ma basta raggiungere uno qualsiasi degli accampamenti disseminati lungo Teer Fradee per formare un gruppo con due di loro e sfruttarne le capacità non solo in battaglia, ma anche durante l’esplorazione e i dialoghi con gli altri personaggi che animano il mondo di GreedFall. Proprio come ci si aspetterebbe da un gioco di ruolo che fa leva sulla presenza di un party.

Insomma, i ragazzi di Spiders sono riusciti a trovare la quadra senza dimenticarsi di far sfoggio della capacità di world design che da sempre li contraddistingue. GreedFall è un’opera avvincente che spinge costantemente il giocatore all’esplorazione e alla ricerca della verità sull’epidemia e sul legame che vincola gli isolani a Teer Fradee. Intrigo su intrigo, un mistero dopo l’altro. Il primo colpo è andato a segno, ora bisogna solo correggere il tiro per centrare il bersaglio.

Sapevo che un giorno sarebbe successo: c’è ancora del lavoro da fare per smussare gli angoli, ma Spiders ha finalmente raggiunto la maturità sfornando un videogioco di ruolo che fa leva sulle potenzialità che risiedono all’interno dello studio francese. GreedFall è un’opera coerente che non esita a riservare qualche sorpresa nell’intreccio narrativo, con una scrittura di eventi e personaggi irreprensibile. Peccato solo per qualche inciampo nell’interfaccia e nel sistema di combattimento, che non riesce mai davvero a brillare limitandosi al semplice compitino, e per un’eccessiva lunghezza delle battute finali dell’avventura. Il fascino dell’ambientazione, sfruttata in maniera impeccabile, è la proverbiale ciliegina sulla torta. Insomma, GreedFall rappresenta l’apice delle produzioni Spiders finora, ma lo spazio per migliorarsi c’è ed è ancora tanto.

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Pro

  • Ambientazione affascinante.
  • Scrittura di storia e personaggi ineccepibile.
  • Le scelte morali hanno delle conseguenze realmente tangibili.

Contro

  • Sistema di combattimento blando.
  • L’assenza della minimappa si sente.
  • La trama ci mette un po’ a carburare.
8

Più che buono

Le leggende narrano che a Potenza ci sia un antro dentro al quale vive una misteriosa creatura chiamata Alteridan. In realtà è solo il nostro Daniele, che alterna stati diurni di brillantezza ad altri notturni dove i suoi amici non hanno ancora capito che non conviene fargli assumere troppo alcol.
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