Spectre - Recensione


Ventiquattresima incarnazione cinematografica dell’Agente 007, seconda pellicola diretta da Sam Mendez e ultima, a quanto si dice, con Daniel Craig nei panni dell’agente segreto inglese. Spectre tira un po’ le fila del discorso iniziato con Casinò Royale, quasi dieci anni fa, passato attraverso il discutibile Quantum of Solace e arrivato all’apice con l’enorme successo di Skyfall. Il punto d’arrivo è l’ennesima missione in cui Bond riceve un messaggio post-mortem da parte di M e, dopo la solita sequenza iniziale fuori di testa, si trova a Città del Messico, inseguendo un criminale che nemmeno conosce. Le conseguenze delle sue azioni lo porteranno prima a Roma, poi in Austria, quindi a confrontarsi con la società criminale che dà il titolo al film: la Spectre, un’associazione terroristica che allunga i suoi viscidi tentacoli su tutto il mondo. Il nemico di Bond questa volta non è solo Ernst Stavro Blofeld (Christoph Waltz), il carismatico padrino dell’organizzazione, ma anche le stesse forze segrete inglesi, che intendono pensionare gli agenti in favore di una tecnologia che permetta la sorveglianza totale sui cittadini del Regno Unito.

Non il migliore del quartetto degli ultimi film di Bond (che per chi vi scrive resta il misuratissimo Casinò Royale), ma nemmeno il punto più basso (quel confuso ammasso di avvenimenti di Quantum of Solace), Spectre mantiene un buon livello pur concedendosi scivoloni quasi imperdonabili. A partire dal canovaccio, fin troppo abusato dal cinema recente: il tema del controllo oppressivo da parte delle forze dell’ordine richiama Captain America: The Winter Soldier, ma in realtà era a spasso già da un bel po’. Perfino l’altro grande tema (il vecchio agente segreto contro la tecnologia dei droni) puzza già di vecchio. La vicenda che vede contrapporsi Bond e la sua nemesi è fin troppo diluita, e Waltz, pur essendo il solito istrionico personaggio con la faccia da schiaffi, non riesce a regalare al suo Blofeld il cuore che Javier Bardem aveva impresso nel Raoul Silva di Skyfall. Forte comunque di sequenze d’azione che vanno dall’eccezionale (quella in apertura, ambientata a Città del Messico, tra l’altro impreziosita da un pianosequenza da leccarsi i baffi) all’ottimo (l’inseguimento per le strade di Roma), Spectre riesce a catturare per le due ore e mezza che dura. Spesso si stemperano i toni con battute di spirito e autoironia senza che il tutto diventi mai ridicolo o troppo leggero, e c’è perfino una bond girl (Léa Seydoux) meno tormentata e femme fatale del solito. Se ne scorre tranquillo, Spectre, e forse questo suo essere fin troppo innocuo è il suo peggior difetto.

VOTO 7


spectre locandineGenere:
azione, avventura, thriller, spionaggio
Publisher: Sony Pictures
Regia: Sam Mendes
Colonna sonora: Thomas Newman
Interpreti: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Ralph Fiennese
Durata: 148 min

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