Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order - Recensione

Switch

Dopo aver provato ad andare a braccetto con il cinema per lungo tempo, i videogiochi negli ultimi anni sembrano aver lasciato perdere questa relazione complicata, forse anche per causa delle numerose scottature rimediate per colpa di tie-in poco riusciti. Non è un caso che il più importante filone dell’ultimo decennio sul grande schermo, quello dei cinecomics, sia passato quasi senza lasciare traccia su PC e console. Il fenomeno generato dal Marvel Cinematic Universe, tuttavia, è davvero troppo ghiotto perché a nessuno venisse la tentazione di sfruttarne la scia. Mentre qualcuno rischia di arrivare fuori tempo massimo (coff coff…), la palla al balzo è stata colta da Koei Tecmo che ha affidato al Team Ninja la realizzazione di Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order, nuovo capitolo della saga ferma ai box da quasi un decennio e risorta in esclusiva su Nintendo Switch.

I LOVE YOU 3000

Che l’influenza del MCU sia stata determinante per il ritorno del franchise è evidente fin dai primissimi minuti, quando nell’ambientazione cosmica che funge da tutorial fanno la loro comparsa, in ordine di ingresso in scena, i Guardiani della Galassia, le Gemme dell’Infinito e Thanos. La trama che lega insieme i diversi atti del gioco prende dunque il via da un errore di valutazione dei Guardiani che causa l’approdo sulla Terra delle Gemme. Un evento potenzialmente catastrofico che spinge Nick Fury a formare una nuova Alleanza formata da quasi tutti gli eroi dell’universo Marvel, insieme a qualche altro compagno di viaggio dalla morale più sfumata.
Marvel Ultimate Alliance 3 Recensione

IL ROSTER DI EROI A DISPOSIZIONE È UN BEL MIX DI FIGURE ORMAI FAMILIARI A CHIUNQUE E PERSONAGGI PIÙ DI NICCHIA

La volontà di strizzare l’occhio a chi è arrivato all’universo della Casa delle Idee attraverso i sedili dei multisala è evidente, ma Marvel Ultimate Alliance 3 non dimentica che le sue radici affondano nel fiero nerdismo del lettore di comics, subito rinfrancato dalla comparsa di personaggi minori o comunque noti solo a chi segue le avventure cartacee di Avengers & co. Il gioco di equilibrio tra queste due anime è costante, ma ben gestito. Il roster di eroi a disposizione è un bel mix di figure ormai familiari a chiunque e personaggi più di nicchia, tutti raffigurati attraverso un redesign studiato appositamente per il gioco che riesce ad essere al contempo fedele sia alla loro incarnazione classica a fumetti sia a quella cinematografica. Tutti contenti, dunque: chi arriva dal cinema ritrova quel cocktail di azione e humor (sempre in bocca al personaggio giusto, fortunatamente) che ha fatto la fortuna dei Marvel Studios, mentre i lettori di fumetti saranno rassicurati da ambientazioni, riferimenti e caratterizzazioni che certificano il pedigree di Vero Credente di chi si è occupato della componente narrativa del titolo.

PICCHIA LEGGERO, PICCHIA FORTE

L’ingrediente segreto dei film Marvel, quello che la Distinta Concorrenza non è mai riuscita a fare suo, è la capacità di allestire momenti di commovente epicità nel contesto di pellicole che non pretendono mai di prendersi sul serio. Pur con tutta una serie di limiti che vedremo tra poco, Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order pare essere riuscito a far suo questo enorme pregio della propria fonte di ispirazione. Senza troppo preoccuparsi del suo essere un gioco fuori dal tempo che replica una formula ormai in disuso da un paio di lustri, Ultimate Alliance 3 si propone come il perfetto scacciapensieri delle serate estive, che punta a gratificare il giocatore senza troppo pretendere in cambio. Nella sua ricetta convivono azione e GdR, benché sia decisamente la prima a vestire i panni della protagonista. Per buona parte dell’avventura al giocatore è richiesto semplicemente di muovere per lo scenario il suo party di quattro eroi, scelti tra quelli sbloccati fino a quel momento e controllabili alternativamente, per sbarazzarsi delle ondate di nemici di basso e medio rango incontrati lungo il tragitto. Per riuscirci spesso è sufficiente alternare senza troppa riflessione attacchi leggeri e pesanti, i quali tuttavia lasciano scoperti per alcuni istanti, e le abilità peculiari affidate al dorsale destro. Per i momenti più affollati o negli scontri più duri si può infine ricorrere a una mossa speciale, spettacolare e coreografica, che può essere seguita anche da più eroi contemporaneamente moltiplicandone gli effetti.
Marvel Ultimate Alliance 3 Recensione

MARVEL ULTIMATE ALLIANCE 3 SI PROPONE COME IL PERFETTO SCACCIAPENSIERI DELLE SERATE ESTIVE

Se in questi frangenti non sono richieste dosi particolarmente abbondanti di arguzia, al di là di quella necessaria a decifrare ciò che sta succedendo a schermo tra la raffigurazione grafica dei punti vita persi e gli effetti speciali dei colpi, nei frequenti incontri con i boss e mid-boss la musica cambia. Goblin, Kingpin, il Fenomeno e gli altri supercriminali che costellano la rincorsa alla Gemme sono muniti non solo di una barra di stordimento che si aggiunge a quella della vita, ma anche di pattern di attacchi molto potenti, il cui avvio è tuttavia facilmente intellegibile. In queste situazioni dunque bisogna abbandonare il frenetico e rilassante button smashing in favore di un approccio più ragionato. Nulla di eccessivamente complicato: spesso basta coordinarsi tra due giocatori umani per attirare il nemico mentre l’altro lo colpisce alle spalle. Purtroppo l’IA che governa gli altri tre membri del party in singleplayer non sempre è dello stesso avviso, trasformando gli scontri più ostici in carneficine da ripetere più e più volte, rivelando abbastanza apertamente come il gioco sia concepito per essere affrontato in co-op. Convinzione che emerge ancora più prepotente durante quelle boss battle che non richiedono semplicemente di menare tutto ciò che si muove.

È PIÙ FORTE HULK O LA COSA?

Benché lavori quasi sempre sottotraccia, la componente ruolistica emerge soprattutto nella composizione del gruppo. Gli eroi possono godere di bonus garantiti dai legami che li accomunano. Scegliendo quattro personaggi dallo stesso gruppo, come X-Men o Vendicatori, ad esempio si vedrà aumentare la loro sinergia, ma anche eroi dalle caratteristiche simili godono dello stesso vantaggio. Attraverso il ricorso a oggetti più o meno rari raccolti lungo gli scenari si può procedere poi al potenziamento dei personaggi e delle loro abilità, opzione utile soprattutto per tenere al passo eroi ed eroine trascurati nel corso dell’avventura. Un’eventualità abbastanza concreta perché, nonostante la scelta sia senza dubbio ampia, eroi simili tendono ad assomigliarsi sotto diversi punti di vista, abilità incluse, perciò la simpatia ricopre un ruolo fondamentale nella selezione del quartetto con cui si deciderà di affrontare ciascuna sezione. Il livello di attenzione da dedicare a statistiche, oggetti e potenziamenti è tuttavia lasciato alla discrezione di chi impugna i joycon. Ovviamente una certa cura garantisce un’esperienza più fluida, ma in linea generale si può procedere fino alle fasi finali senza dedicare ai menù più di qualche minuto di tanto in tanto. Quasi a sottolineare l’indole profondamente action del titolo, per migliorare livello e abilità dei personaggi più trascurati si possono sfruttare i portali Infinity che conducono verso sfide a obiettivo, slegate dalla trama principale, le cui ricompense sono legate a una serie di obiettivi da raggiungere.

NON TUTTE LE INGENUITÀ E I LIMITI TECNICI DEL GIOCO POSSONO ESSERE PERDONATI FACENDO RICORSO ALLA SUA NATURA SCANZONATA

Non tutte le ingenuità e i limiti tecnici del gioco, però, possono essere perdonati facendo ricorso alla sua natura scanzonata. La decisione di optare per una telecamera mobile in spazi spesso angusti porta non di rado a perdere del tutto il controllo su ciò che avviene a schermo, complicando fatalmente una leggibilità già di per sé complicata. Anche il comparto tecnico si è rivelato più spartano di quanto ci si potesse aspettare, con qualche scalettatura di troppo e una certa povertà in termini di poligoni per quanto riguarda gli scenari. È evidente, tuttavia, che i motivi per giocare a Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order risiedano altrove, ovvero nella sua capacità di sfruttare appieno la licenza dell’universo dei fumetti, e da quel punto di vista il Team Ninja non ha sbagliato quasi nulla. I problemi sono altrove, e la loro presenza è tutto sommato inevitabile considerando i valori produttivi da titolo AA. Tuttavia è altrettanto vero che problematiche di questo tipo difficilmente impediranno al target a cui il gioco si rivolge di godersi fino in fondo l’avventura di Spidey, Iron Man e soci. Insomma, se la vostra idea era quella di distrarvi dalla calura estiva a colpi di raggi energetici e artigliate di adamantio senza affaticare troppo il cervello, Marvel Ultimate Alliance 3 ha tutto ciò di cui siete in cerca.

Si può immaginare che Koei Tecmo e il Team Ninja abbiano avuto fin da subito ben chiaro in mente quale fosse il target di riferimento di Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order. Questa consapevolezza li ha portati a concentrare gli sforzi sugli elementi più importanti per il pubblico del gioco, su tutti lo spirito dell’universo Marvel, trascurando aspetti di sicuro non marginali, ma meno influenti nella valutazione dell’appassionato. Chi non vedeva l’ora di uno scacciapensieri a tema Casa delle Idee troverà tutto ciò che desiderava e non si lascerà scoraggiare dalla grafica spartana, dalla telecamera fuori registro o da una certa ripetitività. Tutti gli altri probabilmente avrebbero trovato comunque scarsi motivi di interesse in un titolo simile, non diversamente dai capitoli precedenti per altro, e la sensazione è che con le risorse a disposizione non si potesse fare molto di più da questo punto di vista.

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Pro

  • Vasta scelta di personaggi.
  • Coglie appieno lo spirito Marvel.
  • Tanta azione, senza prendersi sul serio.

Contro

  • La telecamera a volte si perde.
  • L’IA dei compagni di party spesso è poco lucida.
8

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