MLB The Show 19 - Recensione

PS4

Diamante. Battitore designato. Base intenzionale. Volata di sacrificio. Punti battuti a casa. Conto pieno. Doppio per regola di campo. Se conosci il significato di tutte queste espressioni, e se ti trovi di tanto in tanto a canticchiare “take me out to the ballgame”, hai trovato la recensione che fa al caso tuo. Perché qui si parla di baseball. E, ancora più importante, perché MLB The Show 19 è davvero uno spettacolo. Una vera e propria corazzata che, pur mantenendo inalterati alcuni dei capisaldi che la caratterizzano ormai da anni, si propone agli appassionati in una veste parzialmente rinnovata rispetto alla passata stagione.

FUORICAMPO ALLA PRIMA BATTUTA

C’è tanto da fare nel mondo di MLB The Show 19, come appare evidente dalle schermate che introducono alla differenti modalità di gioco. In tutto una decina di opzioni ben diversificate tra loro, che offrono situazioni capaci di soddisfare le esigenze di ogni genere di giocatore, partendo da chi è in cerca di un’esperienza veloce e poco impegnativa fino ad arrivare a chi predilige proposte decisamente più articolate e strutturate. Le novità più interessanti sono rappresentate da March to October e da Moments. La prima permette di prendere parte a una stagione affrontando solamente alcuni incontri chiave. I classici momenti decisivi, in grado di indirizzare (in maniera positiva o negativa) l’esito di un’intera annata. Gli eventi si susseguiranno in base alle performance ottenute sul campo, con la possibilità di arrivare fino alle World Series o di vedere miseramente terminare la propria cavalcata trionfale ancora prima dei play-off. Moments propone invece le classiche sfide con obiettivi da portare a termine, con protagonisti leggendari del calibro di Babe Ruth e Willie Mays e un sistema di ricompensa che si interfaccia con altre modalità e mette a disposizione punti esperienza e “figurine”. Già perché, e lo scrivo per i neofiti della serie, anche in MLB non manca la modalità “Ultimate Team Style”.

C’è tanto da fare nel mondo di MLB The Show 19

Diamond Dynasty presenta tutte le caratteristiche tipiche del genere. Una squadra da comporre con le figurine, la possibilità di comprare pacchetti investendo denaro reale, crediti e ricompense da guadagnare, un mercato dove vendere giocatori/oggetti in eccedenza, avversari da affrontare online. Nulla di originale ma nel complesso tutto funziona in maniera adeguata e, per quanto riguarda la componente economica, potrei tranquillamente eseguire un lavoro di “copia e incolla” rispetto a quanto scritto per opzioni analoghe. Per competere ai massimi livelli è indispensabile investire del denaro per acquisire le card dei giocatori più forti, ma per vivere un’esperienza divertente si può tranquillamente sopravvivere senza spendere nulla. Piacevole, per quanto priva di particolari cambiamenti rispetto alla passata stagione, la modalità Franchise. La gestione di una squadra nella sua interezza offre tante variabili, con aspetti extra campo che si miscelano a quanto accade sul diamante. Un viaggio impegnativo al punto giusto e, per chi non vuole demandare nulla alla CPU, decisamente lungo. Vince il premio di modalità preferita dal sottoscritto Road To The Show. Si tratta della classica carriera, in cui partendo dal draft e transitando per le minor bisogna raggiungere la MLB. Particolarmente interessante il sistema di evoluzione del giocatore, con tutta una serie di parametri offensivi e difensivi che si aggiornano di giocata in giocata in base alle performance. A questo si aggiungono bonus ottenibili sia mediante l’utilizzo di oggetti speciali (guanti, scarpe, mazze, paragomiti…) che migliorando i rapporti con i compagni di squadra. Non c’è nulla di particolarmente complicato, ma ogni componente si incastra alla perfezione, rendendo il cammino verso la gloria un vero piacere.

CURVA O PALLA VELOCE?

MLB The Show 19, come del resto i suoi predecessori, riesce a riprodurre al limite della perfezione le dinamiche di una vera partita di baseball. Gli anni di esperienza accumulati da SIE San Diego Studio sono evidenti appena messo piede sul diamante, e l’azione scorre fluida inning dopo inning sia nelle situazioni offensive che in quelle difensive. Funziona alla perfezione il sistema di controllo, anche se sarebbe più corretto parlare di sistemi di controllo, al plurale. Per le fasi di lancio sono infatti disponibili quattro diverse opzioni, a cui se ne affiancano tre per quelle di battuta. Chi ha una certa dimestichezza con la serie si troverà tra le mani soluzioni stilistiche già note e affrontate in passato, mentre i neofiti non devono preoccuparsi. Tutte le meccaniche sono intuitive, e trovare quella che si adatta meglio alle proprie esigenze è una questione che si risolve con poche sessioni di allenamento. Poco influente sulla partita singola, ma decisamente più rilevante per alcune modalità, la possibilità di impostare un livello di difficoltà dinamico, che vede migliorare (o peggiorare) le prestazioni degli avversari in base alle nostre performance in campo. Ho affrontato un’intera stagione in questo modo, e devo dire che l’equilibrio mi è parso ottimo, con un bilanciamento della sfida che si è sempre mantenuto costante e che non ha causato mai frustrazione o eccessiva esaltazione.

MLB The Show 2019 riesce a riprodurre al limite della perfezione le dinamiche di una vera partita di baseball

Per un appassionato di baseball, MLB The Show 19 rappresenta una sicurezza. È impossibile non divertirsi, a prescindere che si decida di vestire i panni di un giovane rookie o di controllare un’intera franchigia, di scegliere una squadra blasonata oppure una che lotta nelle retrovie della propria division. I difetti presenti sono davvero pochi, e non inficiano in maniera rilevante la qualità di un prodotto che domina il mercato (limitatamente a PS4, purtroppo) ormai da anni. Cosa non va? Dopo aver macinato qualche centinaio (o forse sarebbe meglio parlare di migliaia) di inning, ho riscontrato qualche saltuaria indecisione nell’intelligenza artificiale, con scelte non sempre condivisibili in fase di attacco. La gestione degli uomini sulle basi non è sempre logica, con tentativi di rubate e bunt che a volte sembrano dettate più dal caso che da una vera e proprio strategia. Più coerente il comportamento in difesa con un numero equilibrato di errori e di giocate spettacolari. La presenza di decine di slider regolabili che riguardano ogni aspetto (energia dei lanciatori, precisioni, quantitativo di errori, abilità nelle rubate e molto altro ancora) consente poi di personalizzare ulteriormente la propria esperienza, andando a toccare anche elementi all’apparenza secondari e di scarsa rilevanza.

UN MONDO IN EVOLUZIONE

Oltre a essere ricco e divertente MLB The Show 19 convince anche nella realizzazione tecnica. Eccezion fatta per qualche commento dei telecronisti che appare fuori luogo, ogni altro aspetto relativo al comparto audio/video non presenta evidenti difetti. Eccezionale la riproduzione dei vari impianti, così come colpisce l’accuratezza con cui sono state riprodotte le pose e le movenze dei giocatori in battuta e dei lanciatori. Un lavoro certosino, che conferisce ulteriore realismo e che conferma il team di SIE San Diego Studio come padrone indiscusso della categoria.

Pochi titoli riescono nell’impresa di riprodurre in maniera tanto fedele lo sport a cui sono ispirati. MLB The Show 19 vince su tutta la linea, proponendo tanti contenuti interessanti e affiancandoli a un sistema di gioco praticamente privo di sbavature. La cura nei dettagli è maniacale, con numerosi particolari che faranno godere non poco gli appassionati. Imperdibile per chi ama il baseball. Il suo difetto più grave è quello di essere disponibile solo su PS4.

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Pro

  • Numerose modalità ben differenziate tra loro.
  • Ottimo comparto tecnico.
  • Realistico e divertente.

Contro

  • Qualche saltuaria indecisione nell’IA.
9

Ottimo

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