NBA 2K21 – Recensione

PC PS4 Switch Xbox One

Senza l’ombra della concorrenza, Visual Concepts e 2K confezionano un NBA 2K21 sul sicuro, restando nella loro comfort zone e puntando a qualcosa in più per le versioni next-gen.

Sviluppatore / Publisher: Visual Concepts / 2K Prezzo: 59,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Online PEGI: 3 Disponibile Su: PC (Steam), PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch; prossimamente su PlayStation 5 e Series X

Per il secondo anno consecutivo, la corsa per la miglior simulazione di basket su campi virtuali ha un solo concorrente. Anche quest’anno, infatti, Electronics Arts ha saltato l’appuntamento con il suo NBA Live e lasciato lo scettro a NBA 2K21 di Visual Concepts, che con il minimo sforzo sindacale confeziona un titolo di grande spessore e qualità, smussando tanti piccoli dettagli. L’impressione che abbia lavorato col freno tirato, però, non manca.

L’obiettivo, in questo caso particolare, è quello di mostrare le vere novità e i muscoli su next-gen. Questa scelta è comunque stata foriera di dissapori: acquistando il titolo oggi, non ci sarà infatti un upgrade gratuito per le versioni PS5 e Xbox Series X, ma bisognerà comprare nuovamente il titolo; la versione PC di NBA 2K21, manco a dirlo, è basata proprio sulla generazione attuale. Insomma, se volete comprare oggi la versione base di NBA 2K21, tenetelo bene a mente. Discorso diverso per la Mamba Edition, venduta a circa 100€, che comprende anche il passaggio a next-gen.

FANTASMI DEL PASSATO

Come sempre, il miglior modo per riprendere confidenza con il sistema di gioco è iniziare l’annuale versione de La Mia Carriera, vero cuore pulsante del basket di 2K. Questa modalità è incentrata sulla narrazione di una storia inedita, intitolata The Long Shadow, che ci metterà nei panni del nostro alter ego Junior, impegnato a scalare le vette della NBA mentre la stampa e il settore sportivo lo costringeranno a confrontarsi continuamente con il padre, campione di basket.

NBA 2K21 recensione

Il photo mode è una chicca imprescindibile per incorniciare tiri speciali o esultanze.

LA SENSAZIONE DEL GRANDE BASKET è Lì AD ACCOMPAGNARE OGNI SINGOLO PASSAGGIO

Messi i pantaloncini e le giuste scarpe, l’esperienza con il parquet luminoso, intriso di cera e rumoroso al contatto della gomma delle suole è, come sempre, delle migliori. Nonostante Visual Concepts abbia lavorato di estremo riciclo, la sensazione del grande basket è lì ad accompagnare ogni singolo passaggio. Certo è che nella modalità La Mia Carriera questa storia adolescenziale un po’ cade su tranelli narrativi davvero banali (forse è la storia più debole delle ultime tre iterazioni del titolo), e le vicende di Junior non riescono a suscitare vero interesse. Ma poco male, i polpastrelli bruciano di ardore e passione, il canestro è un drago lontano che bisogna abbattere a suon di punti e centri perfetti. Questa volta però annientare il drago è più difficile del previsto: Visual Concepts infatti ha deciso di stravolgere completamente il sistema di tiro, ora declinato alla sensibilità con cui inclineremo la levetta per lanciare la palla, aiutati da una barra di progressione. A seconda del nostro tocco, potenza e precisione subiranno notevoli cambiamenti; il risultato è che le sicurezze e i punti di riferimento sono cambiati e dunque anche da sotto canestro, totalmente smarcati, c’è una buona probabilità che il tiro non centri il bersaglio.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Il miglior basket virtuale / Esperienza simulativa assai appagante / L'emozione delle gare NBA.

Contro

  • Concettualmente, lo stesso gioco dello scorso anno / Nuovo sistema di tiro da rivedere / Spettro delle microtansazioni sempre presente.
7.9

Buono

Tra un tunnel carpale e l'altro, amo Dwayne "The Rock" Johnson, Independence Day, Destiny e il DC Extended Universe, tutti buoni motivi per farmi odiare.

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