Google prende le distanze da Alex Hutchinson

Nella giornata di ieri, Alex Hutchinson di Typhoon Studio era salito alla ribalta per una sua affermazione su Twitter, in cui sosteneva che gli streamer dovrebbero pagare diritti di trasmissione agli editori dei videogiochi, in maniera non dissimile a quanto accade per altri medium. Il suo ragionamento è stato duramente attaccato da un buona parte della community, secondo cui questa è una posizione illogica: non sono rari infatti i casi in cui sono gli streamer a fare un favore ai produttori di videogiochi, piuttosto che il contrario. Uno degli esempi più eclatanti di questo è il travolgente successo ottenuto di recente da Among Us, che dopo due anni dal suo lancio su Steam ha visto salire incredibilmente il suo conteggio giocatori proprio grazie alla pubblicità portata da Twitch.

Oltre ad essere stata pesantemente criticata, l’affermazione di Alex Hutchinson ha finito per riflettere cattiva pubblicità su Google. Il suo profilo Twitter, infatti, riportava la dicitura (ora corretta per essere più chiara) “Creative Director @ Google Stadia“; in realtà, Hutchinson è parte di Typhoon, uno studio acquisito da Google, ma non ha nessun controllo sulle politiche di Stadia. Questo però non ha impedito a molti utenti di prendere di mira proprio il servizio di Google, al punto che quest’ultima ha dovuto distanziarsi ufficialmente dalle parole del suo dipendente.

“I recenti tweet di Alex Hutchinson, creative director al Montreal Studio of Stadia Games and Entertainment, non riflettonono [le idee] di Stadia, YouTube o di Google.”  La lapidaria dichiarazione è stata rilasciata ai taccuini di 9to5google, oltre che amplificata da Rian Watts di YouTube.

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