Dive in the Past ci porta alla scoperta dei relitti sommersi mediterranei

Se le avventure sottomarine vi appassionano, sappiate che non c’è bisogno di andare a Rapture per scoprire gli affascinanti resti di civilità perdute. Il Mar Mediterraneo è infatti ricco di relitti, alcuni dei quali vecchi di secoli, e il titolo free to play Dive in the Past si propone di portarci alla scoperta di alcuni di loro senza bisogno di investire in mute da sub. Realizzato dalla 3D Research, un’azienda spin-off dell’Università della Calabria, il titolo adotta innovative tecniche di ricostruzione 3D per proporre modelli fedeli all’originale di alcuni famosi relitti sommersi.





Disponibile su Android e iOS, Dive in the Past presenta sia la lingua inglese che quella italiana, e ha ricevuto l’autorizzazione e il supporto del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dell’Istituto Centrale per il Restauro, dell’Eforato per le Antichità Subacquee del Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia e dell’Università di Zara. I relitti esplorabili all’interno del gioco sono:

  •  La nave Oreste (Baia di Trsteno, Montenegro): una grande nave cargo, affondata dopo essere saltata su una mina, durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • Il Relitto di Gnalić (Biograd Na Moru, Croazia): una celebre nave a remi conosciuta come “la Gagliana rossa”, in rotta da Venezia a Costantinopoli, affondata in circostanze misteriose alla fine del ‘500, qualche anno dopo la battaglia di Lepanto, insieme al suo preziosissimo carico.
  • Il Ninfeo Imperiale di Punta dell’Epitaffio (Golfo di Pozzuoli, Italia): parte del ben più grande complesso del Parco Archeologico Sommerso dell’antica Baiae, città romana particolarmente nota e ricca in età imperiale, sprofondata lentamente nel mare a causa del fenomeno del bradisismo e forse il sito archeologico sottomarino più importante d’Italia.
  • Il relitto di Peristera (al largo dell’omonima isola greca): una nave commerciale, di notevoli dimensioni per l’epoca, affondata nel V secolo a.C. mentre trasportava un carico di anfore vinarie da 125 tonnellate, tuttora adagiato sul fondale a circa 25 m di profondità.
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