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Il co-fondatore di Playdead sarebbe stato pagato per lasciare la compagnia

La scorsa estate pubblicammo una notizia relativa all’abbandono di Playdead da parte di Dino Patti, uno dei due co-fondatori della software house danese; oggi spuntano ulteriori retroscena che fanno guardare la vicenda da una nuova prospettiva.
Secondo quanto riportato dal giornale finanziario danese Borsen (via NeoGAF), Patti avrebbe ricevuto 50 milioni di corone (all’incirca 6,8 milioni di euro) per lasciare la compagnia. Tutto avrebbe avuto origine da una frattura piuttosto profonda, e a quanto pare insanabile, tra Dino Patti e l’altro co-fondatore della software house di Limbo e Inside, Arnt Jensen: i due si sarebbero più volte scontrati sulla partenità delle IP sviluppate da Playdead, tanto da spingere un esasperato Jensen a dichiarare di voler lasciare la compagnia.
Senza interpellare il diretto interessato, Patti avrebbe rimosso Jensen da qualsiasi ruolo dirigenziale basandosi solo ed esclusivamente sulla dichiarazione di quest’ultimo. Da qui sarebbe poi seguita una battaglia legale terminata con l’esclusione forzata di Dino Patti dalla compagnia: Patti avrebbe però ricevuto una contropartita pari a 50 milioni di corone, ossia il valore del 49% della sua quota societaria.
A quanto pare la situazione sarebbe ancora in evoluzione: Patti avrebbe dichiarato di non aver ricevuto abbastanza da questo “divorzio” in quanto crede che la compagnia valga molto di più.

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