Hey! Pikmin - Recensione

3DS

Hey! Pikmin è un gioco che non ama la tridimensionalità: non solo perché il pargolo di Arzest non supporta la benché minima forma di stereoscopia, ma anche perché interpreta l’originale RTS dal pollice verde in un gioco di piattaforme bidimensionale. Un’intuizione che riporta alla memoria Chibi-Robo! Zip Lash, altro gioco strappato dal suo contesto originale, allora senza troppo successo. Chissà se Olimar se l’è cavata meglio…

STAR TREKKING

Hey! Pikmin immagine 3DS 02Di certo, il Capitano non ha perso la sua naturale propensione all’atterraggio di fortuna, una discutibile “abilità” che lo ha lasciato appiedato su un pianeta distante dall’amata Hocotate con il vascello Dolphin II in panne. Per tornare a casa basta riparare la nave, una sciocchezza che costerà a Olimar uno spropositato quantitativo di luminum, una forma di energia che costringerà lo sferico uomo dello spazio a vagare per diversi settori alla ricerca di oggetti da convertire in carburante, provvidenzialmente accompagnato dai botanici amici del titolo. Ebbene sì, fortunatamente i pikmin abitano anche questo pianeta, e possono essere richiamati con l’apposito fischietto, qualora bazzicassero nei paraggi di Olimar.

Hey! Pikmin interpreta l’originale RTS dal pollice verde in un gioco di piattaforme bidimensionale

Hey! Pikmin utilizza un sistema di controllo piuttosto originale che non tiene conto dei pulsanti del 3DS, utilizzando la croce direzionale per muovere il capitano e delegando a una serie di icone sul touch screen il compito di interagire con un’area di gioco inquadrata attraverso entrambi gli schermi, uno sopra l’altro come accadeva in Contra 4. I pikmin possono essere indirizzati (“lanciati” pareva in effetti un po’ brutto) contro oggetti e nemici, sopperendo in questo modo alla scarsa mobilità di Olimar e alla sua incapacità nel corpo a corpo, e come da copione vantano diverse caratteristiche a seconda del colore. Quelli gialli, ad esempio, sono leggerissimi e possono raggiungere in elevazione il secondo schermo senza problemi, vantando – nel contempo – una naturale resistenza all’elettricità. Quelli azzurri, d’altro canto, sono nuotatori provetti e saranno utili nell’esplorazione degli specchi d’acqua al contrario dei pikmin roccia, pesanti ma allo stesso tempo indispensabili quando si tratta di infrangere pareti di cristallo.

SWEET HOME HOCOTATE

Hey! Pikmin immagine 3DS 03Superficialmente, la sfida di Hey! Pikmin potrebbe dirsi esaurita nell’usare il pikmin giusto di fronte all’ostacolo del caso, ma fortunatamente l’immane somma di luminum da investire nella riparazione dell’astronave richiede di fare qualche sforzo extra. In ogni livello si nascondono quindi oggetti “reali” (occhiali, lattine, batterie, anelli…) che forniscono un quantitativo di carburante tanto generoso da spingere Olimar a mettere in moto la materia grigia, pur di collezionarli. Spesso nascosti in posizioni apparentemente irraggiungibili, gli item possono essere raccolti al volo qualora il Capitano li toccasse, ma la maggior parte delle volte il loro raggiungimento passa attraverso un uso oculato degli ometti sempreverdi.

la croce direzionale consente di muovere il capitano, mente grazie alle icone sul touch screen è possibile interagire con l’area di gioco

Il problema principale in queste situazioni è che i pikmin hanno nemici naturali, che possono mandarli al creatore riducendo in questo modo il nostro entourage: un evento spiacevole qualora un oggetto particolarmente pesante richiedesse lo sforzo congiunto di un quantitativo di omini superiore a quello che ci portiamo dietro. Per giocare al meglio bisogna quindi agire con circospezione, riunendo col fischietto tutti i rinforzi che Olimar incontra strada facendo, eliminando i nemici sfruttando eventuali punti deboli per cercare di arrivare alla fine del livello senza perdite e con tutti e tre gli oggetti in tasca, un modus operandi che giova non poco al divertimento e alla sfida di un titolo altrimenti un po’ troppo semplice e rilassato.

Tra un livello canonico e l’altro è possibile racimolare un po’ di luminum extra nelle fonti luminescenti, ovvero singole schermate dove il prezioso carburante piove dall’alto, pronto per essere raccolto in un tempo limitato; oppure risolvendo le oasi segrete, brevi livelli dove un gettone giace in zone irraggiungibili, tenuto in ostaggio da rompicapo risolvibili utilizzando al meglio le capacità di un manipolo preimpostato di pikmin.

POLLICE VERDE

Hey! Pikmin immagine 3DS 04L’alternativa è farsi un giro nel parco pikmin, un giardino dove indirizzare i pikmin raccolti in una sorta di strategico a turni piatto e noioso, sfruttando le loro caratteristiche per aprire man mano la strada a settori altrimenti impervi alla ricerca di una manciata di luminum in più. Va detto che l’energia messa da parte non serve solo a rimettere in sesto la Dolphin II, ma permette al computer di bordo di riattivare funzioni dell’astronave e della tuta di Olimar, garantendo vantaggi nell’esplorazione del mondo di gioco. Una mano santa, considerando che la mobilità del paffuto astronauta non raggiunge certo livelli olimpionici. Il nostro è pur in grado di muoversi, nuotare o salire liane, ma incapace di compire anche il minimo balzo, costretto ad affidarsi a un jetpack dall’autonomia risibile per levarsi in volo.

l’energia messa da parte serve per rimettere in sesto la Dolphin II, e permette al computer di riattivare funzioni dell’astronave e della tuta di Olimar

Il tutto davanti a un mondo dipinto da un uso del colore non particolarmente acceso e da una conta poligonale tutt’altro che esaltante, tuttavia caratterizzato dalla simpatia dei pikmin e dall’espressione ebete di Olimar, due elementi che da soli donano personalità all’avventura, accompagnata da un audio dal ritmo generalmente lento, a suo agio nello scandire il pathos dell’esplorazione, ma decisamente poco memorabile. In Hey! Pikmin c’è anche il supporto per gli infaticabili amiibo: quelli generici garantiscono un piccolo bonus di luminum giornaliero, mentre non ho potuto purtroppo testare i bonus di quelli “ufficiali” (dalle serie Animal Crossing, Super Mario, Splatoon e, ovviamente, Pikmin), che dovrebbero comunque conferire più ometti durante l’esplorazione e l’accesso ad aree segrete.

Hey! Pikmin è un gioco onesto: un’unione tra piattaforme e rompicapo piacevole, ma nel complesso non eccellente. Si lascia giocare, tuttavia offre un’esperienza diversa da quella che si respira nella saga principale, anni luce distante dallo stratosferico capitolo per Wii U. Forse deluderà i fan più integralisti della saga, ma riesce comunque a intrattenere nella sua diversità.

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Pro

  • Unione tra gioco di piattaforme e rompicapo intrigante.
  • Olimar e i pikmin sono sempre uno spasso.

Contro

  • Tecnicamente appena discreto.
  • Attività secondarie dimenticabili.
  • Mai troppo impegnativo.
7.7

Buono

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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