Planet Alpha – Recensione

PC PS4 Switch Xbox One

L’avventura su Planet Alpha inizia con un risveglio: non uno dei più piacevoli per lo sfortunato protagonista, dal momento che si ritrova su un mondo alieno sconosciuto. Solo, ferito e stanco, l’esile astronauta si incammina senza una meta precisa nella speranza di riuscire a sopravvivere in quello che appare come un pianeta inospitale, dove le continue folate di vento rompono il silenzio infrangendosi sulle formazioni rocciose del deserto. Dopo una lenta camminata di una manciata di minuti, mentre i nomi degli sviluppatori capitanati da Adrian Lazar scorrono sullo schermo, il povero cosmonauta si accascia a terra, profondamente provato, proprio quando l’ultima scintilla di vita sta per abbandonarlo.

GENESI

È però un secondo risveglio che dà ufficialmente il via all’avventura ideata dal giovane game designer danese e dal suo piccolo team di sviluppo indipendente: per motivi ignoti, l’astronauta è riuscito a scampare alla morte, rinvenendo in una caverna in cui sono presenti testimonianze di un’antica civiltà.Planet Alpha Recensione

Mentre i nomi degli sviluppatori scorrono sullo schermo, il povero cosmonauta si accascia sul suolo alieno

Di nuovo in forze, il nostro protagonista parte all’esplorazione del mondo: dopo essere uscito dalla grotta, lo spettacolo che gli si para d’avanti è straordinario. Lo scenario desertico ha lasciato il posto a una prateria lussureggiante popolata da creature bizzarre e ricoperta da una vegetazione dalle tinte surreali. Il viaggio del cosmonauta alla scoperta del mistero che avvolge il pianeta comincia godendosi un’esplosione di colori, mentre i versi degli animali accompagnano ogni passo del protagonista aumentando a dismisura l’immedesimazione del giocatore. L’idillio, però, dura davvero poco: dopo appena una manciata di minuti, una forza di occupazione aliena formata da guerrieri robotici dà il via a una vera e propria invasione su vasta scala, devastando tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Privo di strumenti offensivi, l’astronauta può fare affidamento sulla sua corporatura esile e slanciata per evitare in ogni modo possibile lo scontro diretto con gli assalitori, pena la morte immediata.

Detto questo, non voglio svelare ulteriori dettagli relativi alla trama di Planet Alpha; vi basti sapere che se in un certo senso l’incipit non è certamente dei più originali, la narrazione riesce a sorprendere grazie a un paio di colpi di scena inattesi e ben piazzati, facendo sorgere diverse domande circa le motivazioni dei robot e il mistero che si nasconde su questo mondo in apparenza indecifrabile.

ROTAZIONE E RIVOLUZIONE

Il comparto audiovisivo di Planet Alpha è particolarmente suggestivo, non solo perché il team danese è riuscito a delineare paesaggi alieni che pescano a piene mani dalle opere fantascientifiche di inizio Novecento, dove il fascino dell’ignoto va a braccetto con il gusto dell’eccentrico, ma anche perché i suoni udibili dal giocatore si sovrappongono con discrezione alle peripezie dello sfortunato protagonista.Planet Alpha Recensione

Il design del suono riesce a sposarsi efficacemente con la particolare e riuscita atmosfera visiva

Non mi riferisco principalmente alla colonna sonora, peraltro particolarmente evocativa nelle sue sonorità palesemente sci-fi, bensì allo sforzo di realizzazione di un design del suono in grado di sposarsi coerentemente con le atmosfere del gioco e scandire con misurata prepotenza i passaggi più importanti dell’avventura. Peccato che a una cura eccezionale del versante artistico dell’opera non sia seguito il medesimo livello di riguardo per tutto ciò che concerne la sfera prettamente ludica. Questo perché i puzzle che ci troviamo ad affrontare sono eccessivamente banali: la maggior parte dei rompicapi si risolve trascinando la piattaforma semovente di turno per raggiungere un punto del livello posizionato troppo in alto per le capacità di salto dell’astronauta senza nome. In altri casi, invece, bisogna sfruttare la capacità del protagonista di controllare il moto di rotazione del pianeta per far calare la notte o fare albeggiare, in questo modo la conformazione dei livelli cambia dinamicamente, magari facendo spuntare delle piante visibili solamente al buio, o magari dei funghi che espandono il loro cappello soltanto di giorno al fine di generare delle piattaforme temporanee.

Tutti gli enigmi si risolvono in questo modo, dal primo all’ultimo, per le circa cinque ore necessarie a portare a termine il gioco e visionare i titoli di coda. Laddove l’assortimento di ambientazioni ha dell’eccezionale, controller alla mano Planet Alpha diventa immediatamente prevedibile a causa della varietà dei puzzle praticamente inesistente.

PROVA E RIPROVA

Le criticità di Planet Alpha, però, non si limitano soltanto a uno scarso assortimento di enigmi ambientali: i problemi – quelli veri – si presentano in tutte le situazioni che coinvolgono i nemici robotici. Essendo particolarmente fragile e privo di strumenti offensivi, affrontare gli invasori a muso duro è impossibile per il nostro protagonista; è per questo che l’unico modo di andare avanti è fare affidamento sulla sua corporatura, quindi alla capacità di nascondersi tra gli elementi dello scenario per passare inosservati ed evitare le ronde.Planet Alpha Recensione

All’eccezionale concezione artistica non è seguita una cura altrettanto profonda per il gameplay

Le sessioni stealth sono caratterizzate da un tasso elevatissimo di morti: il trial & error che ne deriva non dipende dalla costante ricerca di una soluzione dal momento che questa è sempre ovvia, quanto dal comportamento schizofrenico dei nemici. In alcuni casi, questi ci vedono anche se siamo perfettamente mimetizzati nella flora del mondo alieno; in altre situazioni è necessario farsi inseguire per far scattare una trappola e disfarsi degli aggressori, peccato che a volte i robot ci ignorino rifiutandosi di seguirci. Ancora, in diverse occasioni mi è capitato di morire senza capire bene il motivo, probabilmente a causa di hitbox fin troppo generose. Per fortuna i checkpoint sono posizionati in modo intelligente, evitando di farci ripercorrere lunghe sezioni dopo ogni decesso, ciò non toglie che le sezioni stealth siano eccessivamente frustranti per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’abilità e le capacità del giocatore.

Un vero peccato perché, se gli sviluppatori avessero curato maggiormente questi aspetti, Planet Alpha sarebbe stato un videogioco decisamente migliore e più completo, laddove ci dobbiamo accontentare di un’opera riuscita soltanto in parte.

Planet Alpha mi ha lasciato con l’amaro in bocca: a fronte di un comparto audiovisivo davvero straordinario e a una narrazione criptica e mai banale, tutto ciò che gravità attorno alla sfera prettamente ludica non riesce mai a convincere del tutto. Non solo gli enigmi scontati e riciclati, ma anche le meccaniche stealth che funzionano poco e male tarpano le ali a un progetto che avrebbe potuto ambire a essere qualcosa di più che un bellissimo affresco surreale in movimento. Davvero un gran peccato.

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Pro

  • Direzione artistica ispiratissima.
  • Comparto audiovisivo fuori scala.
  • Trama mai banale.

Contro

  • Tasso di riciclo degli enigmi elevato.
  • Sezioni stealth inutilmente frustranti.
  • Gameplay fin troppo incentrato sul trial & error.
7.5

Buono

Le leggende narrano che a Potenza ci sia un antro dentro al quale vive una misteriosa creatura chiamata Alteridan. In realtà è solo il nostro Daniele, che alterna stati diurni di brillantezza ad altri notturni dove i suoi amici non hanno ancora capito che non conviene fargli assumere troppo alcol.
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