Samsung SSD 980 PRO – Recensione

C’è voluto un po’ di tempo, ma con il 980 PRO finalmente Samsung ha deciso di mettere in commercio un drive SSD NVMe della sua famosa serie PRO compatibile con i nuovi connettori M.2 PCI Express 4.0.

samsung ssd 980 pro recensione

L’ultimo modello di questa linea, il 970 PRO, risale a più di 12 mesi fa e – nonostante i connettori in questione fossero già disponibili da qualche tempo – utilizzava ancora la versione 3.0 del bus. La differenza, in termini che al momento possiamo ancora classificare come teorici, è la velocità di trasferimento massima raggiungibile, che passa dai 3,3 GB/s del bus PCI Express x4 3.0 ai 7 GB/s del bus PCI Express x4 4.0, ottenibile però solo in condizioni estremamente favorevoli e poco verosimili nell’uso tipico che si fa di queste apparecchiature.

UN NUOVO PARADIGMA

A permettere la transizione verso il bus PCI Express 4.0 è il nuovo controller Elpis fabbricato internamente da Samsung con il suo processo produttivo a 8 nanometri. A differenza del suo predecessore Phoenix, montato sull’intera linea 970 PRO ed EVO, può gestire fino a 128 code di operazioni di Input/Output (l’altro ne supportava fino a 32), e interfacciarsi a un chip di RAM LPDDR4. Questo gli consente di arrivare a gestire fino a 7 GB/s di transfer rate effettivo, laddove il più “popolare” Phison E16, usato dai primi drive SSD di questo tipo usciti sul mercato, si fermava a 5 GB/s.samsung ssd 980 pro recensione Si potrebbe dire che il tempo abbia premiato la pazienza di chi non si è lanciato subito nell’acquisto di un SSD M.2 PCI Express 4.0, ma non è questa l’unica novità introdotta da Samsung. Per la prima volta, infatti, la società coreana ha smesso di utilizzare le celle MLC nella serie PRO, per rimpiazzarle con le TLC, normalmente considerate meno nobili.È bene infatti ricordare che le celle di memoria usate nei drive SSD si dividono in diversi tipi, distinti dal numero di bit che possono memorizzare. Le celle SLC (single level cell) furono le prime a uscire sul mercato e potevano contenere solo un bit di informazione: erano sicuramente le più dispendiose da produrre e quelle con la minore capacità a parità di spazio, ma erano e restano tuttora le più affidabili e le più veloci in lettura e scrittura. Per risolvere il problema dello spazio, furono inventate le celle MLC, multi level cell, a più strati: nella stessa area, i diversi strati di cui erano composte potevano memorizzare due bit invece di uno e, nei primi tempi, furono adottate soltanto nei drive SSD più economici. Le ovvie evoluzioni di questa tecnologia, che nel frattempo si affinava diventando sempre più efficiente e quindi utilizzabile anche sulle soluzioni di fascia alta, furono le celle TLC (triple level cell) e QLC (quad level cell), capaci di “contenere” 3 o addirittura 4 bit di informazione.

L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA TLC PERMETTE AL 980 PRO DI USARE IL 30% DI CELLE IN MENO DEL SUO PREDECESSORE

Il problema di tutte queste celle multilivello è che hanno bisogno di diversi strati di materiale e il controller deve svolgere diverse operazioni d’accesso per modificare il contenuto di un singolo “level” della cella, per cui all’inizio della loro carriera sono sempre “più lente” e “meno affidabili”, anche se necessariamente più economiche delle tecnologie precedenti. La conseguenza è semplice: a parità di capienza, un drive SSD 970 Pro dell’anno scorso utilizzava un certo numero di celle MLC, mentre il nuovo SSD 980 Pro ne userà un buon 30% in meno, potendo contare sulla tecnologia TLC. Ma le prestazioni?

UN RAZZO, INDUBBIAMENTE

L’SSD 980 Pro, indipendentemente dalla tipologia delle celle impiegate, è più veloce del suo predecessore in quasi tutti gli scenari d’impiego. Questo non tanto perché il bus di collegamento è più veloce, ma grazie al fatto che le celle TLC impiegate per costruirlo sono di nuova concezione, dotate di oltre 100 strati e per questo più affidabili e veloci di quelle usate l’anno scorso sulla serie “mainstream” 970 EVO.

Continua nella prossima pagina…

Articolo precedente
Monitor AOC C27G2U/BK Recensione

Monitor AOC C27G2U/BK – Recensione

Articolo successivo
giochi brutti

Quei giochi brutti portati fino in fondo

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata