Roccat Burst Pro & Vulcan Pro – Recensione

Roccat scende in campo con  un mouse e una tastiera basati sulla sua tecnologia ottico-meccanica Titan Switch Optical, vediamo un po’ come se la cavano nel nostro laboratorio…

BURST PRO

Il mouse Burst Pro punta tutto il suo appeal sulla leggerezza e sulla praticità d’uso. Roccat lo presenta come un mouse simmetrico, dalla forma adatta a tutti, ma è vero solo in parte: i due pulsanti laterali sono posizionati solo su un lato della periferica, rendendoli di fatto inutilizzabili con la mano sinistra.

Difficilmente un mancino riuscirà a controllarli con il dito mignolo, anzi, sarà molto più probabile che li prema per sbaglio, e decida di provvedere rapidamente alla loro disattivazione tramite il software Swarm. La definizione più corretta per questo mouse, dunque, potrebbe essere “dalla forma simmetrica, ma adatto all’uso con la mano destra”. A parte questo, il resto è convincente.

STRUTTURA A NIDO D’APE

Il Burst Pro deve la sua fenomenale leggerezza – solo 68 grammi – alle soluzioni tecniche adottate per costruirlo. L’involucro di plastica è forato a nido d’ape sul dorso, ma ricoperto da una sottile pellicola rigida traslucida: in questo modo è impossibile versare liquidi accidentalmente o far entrare briciole nel dispositivo e, contemporaneamente, permette di apprezzare l’illuminazione RGB con una luce soffusa, simile a quella che abbiamo visto di recente nel Pugio II di ASUS. Non è il primo mouse costruito a nido d’ape per risparmiare peso: la scorsa estate avevamo potuto apprezzare la stessa idea anche con l’MM710 di Cooler Master, un vero campione di leggerezza con i suoi 53 grammi di peso che però, essendo privo di qualsiasi copertura esterna, rischiava di rovinarsi per l’ingresso di polvere o liquidi. Il Burst Pro è leggermente più pesante, ma anche protetto meglio dagli agenti esterni.

Roccat ha studiato due soluzioni per ridurre l’attrito della periferica durante il movimento: impiegare un cavo calzato leggero, flessibile, molto difficile da “ingarbugliare”, e applicare sul fondo del mouse due generosi cuscinetti trattati termicamente: sono molto lisci al tatto, garantiscono lo scivolamento del mouse su qualsiasi tappetino e, aggiungiamo noi, anche sulla nuda scrivania. Dovessero mai rovinarsi, ne troviamo altri due di ricambio nella confezione. A differenza di altre marche, Roccat preferisce sviluppare in casa le proprie tecnologie o adattarne altre su licenza. È il primo caso quello degli switch impiegati per i pulsanti, che stavolta non sono Omron, ma i suoi Titan Switch Optical, azionati da una fotocellula invece che dal classico microswitch meccanico. La motivazione è duplice: da una parte, la maggiore rapidità del contatto ottico (si stima che la fotocellula sia quaranta volte più veloce nell’attivazione) e, dall’altra, il minor peso della meccanica coinvolta.

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