Creative Sound Blaster Z SE – Recensione

LA MODALITÀ 7.1 VIRTUALE OFFRE UNA RESA PIUTTOSTO REALISTICA DELL’AUDIO POSIZIONALE

Il volume automatico è importante perché, se il microfono è a parte o ambientale, possiamo spostarci liberamente per la stanza e parlare normalmente, senza abbassare la voce o urlare, perché tanto a impostare il volume giusto ci pensa la scheda. Comodo, soprattutto perché perdurano i giorni di teleconferenze smodate. Come abbiamo premesso fin dall’inzio, il software supporta una modalità 7.1 virtuale e, per tanto, consente di ottenere una resa piuttosto realistica dell’audio posizionale, tanto coi film quanto coi videogiochi. Non è esattamente come avere otto altoparlanti attorno a sé, ma ci permette indubbiamente di giocare con maggiore realismo rispetto al semplice audio stereofonico, senza disturbare chi convive con noi e, magari, sta studiando o lavorando nella stanza accanto.

CON GLI ALTOPARLANTI

La scheda supporta diversi tipi di diffusori, dalla classica e ormai tanto demodè coppia di casse stereo (2 altoparlanti) ai sistemi surround dotati di 5 casse e un subwoofer (5.1), passando per tutte le soluzioni intermedie. I sistemi 7.1 non sono supportati tramite uscite analogiche (manca un’uscita apposta per i due canali laterali centrali), ma si possono usare quelli dotati di un amplificatore con ingresso ottico-digitale S/PDIF.

SOUND BLASTER COMMAND PERMETTE DI AGGIUSTARE IL VOLUME DI OGNI SINGOLO DIFFUSORE

Sound Blaster Command permette di modificare il volume d’uscita di ogni singolo diffusore: questo tornerà certamente utile a chi, purtroppo, non può disporli esattamente in circolo attorno a sé, basta indicare la loro distanza dall’ascoltatore perché la scheda aggiusti i volumi di conseguenza. Se avete degli altoparlanti full-range, dotati quindi di un woofer e di un twitter ciascuno, oltre che un subwoofer a parte, non dimenticate di attivare l’apposito flag per godervi un suono pieno e potente su tutte le frequenze. Proprio come per le cuffie vale il discorso dei profili SBX che, in tutta franchezza, sono molto più godibili con un bel sistema di casse che non con le cuffie. Non me ne vogliano i vicini di casa…

CONCLUSIONI

Non è che ci sia molto altro da aggiungere: l’audio integrato sulle schede madri può essere più che soddisfacente per molti di noi, ma non per tutti. Per chi vuole di più, l’acquisto di una scheda dedicata come questa è un passo obbligato e la Sound Blaster Z SE è una di quelle a buon mercato, se consideriamo il rapporto tra la qualità che si porta a casa e il suo prezzo.

Voto: 9,2

Articolo precedente
PlayStation editoriale japan studio

Che fine farà l’eredità PlayStation?

Articolo successivo
LG Gram notebook

LG annuncia la disponibilità in Italia dei notebook ultraleggeri LG Gram

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata