Rise of the Tomb Raider - Recensione PC

PC PS4 Xbox 360 Xbox One

Dopo aver spopolato su Xbox One durante l’autunno, cavalcando l’onda dell’esclusiva temporale proprio sulla console di Microsoft, Rise of the Tomb Raider è finalmente stato pubblicato su PC in quella che, a meno di clamorosi miracoli della versione PlayStation 4 attesa entro la fine dell’anno, resterà probabilmente l’incarnazione più sontuosa del secondo episodio post-reboot. Per quanto riguarda i contenuti e il giudizio strettamente legato al gameplay, alla storia e a tutto quello che fa il “gioco”, vi rimando alla recensione della già citata versione Xbox One, che potete leggere cliccando qui; in questa sede invece, analizzerò rapidamente il risultato tecnico del porting su PC, che da un lato stupisce per resa visiva, ma che dall’altro mostra qualche inciampo di troppo in presenza di sistemi non di ultimo pelo.

L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Partiamo dalle cose buone, ovvero dall’ottimo colpo d’occhio che Rise of the Tomb Raider propone se fatto girare al massimo delle sue possibilità. Per la prova ho utilizzato il mio portatile gaming di casa, un ROG di Asus che monta un i7 da 2,6 Ghz, 16 GB di RAM DDR3 e una GeForce 980M: con una configurazione di questo tipo e con una risoluzione Full HD non ho avuto grossi problemi a tenere il frame rate attorno ai 60 fps in molte situazioni, impostando tutti i settaggi al massimo e attivando i filtri migliori tra quelli proposti nel pannello dei setting. È inevitabile che l’utilizzo di alcune feature (come l’ambient occlusion HBAO+) e una maggior definizione di base delle texture portino Rise of the Tomb Raider a livelli estetici decisamente superiori a quelli comunque già buoni della versione Xbox One, elevando il titolo di Square Enix a vero e proprio benchmark con cui dovranno confrontarsi tutti quei team che aspirino a produrre su PC un action che faccia stropicciare gli occhi e che dia un’accezione pratica alla locuzione “Master Race” tanto in voga in questi ultimi tempi.

Ogni PC ragiona a modo suo, quindi non resta altro da fare che smanettare con le impostazioni per trovare il miglior compromesso tra qualità e prestazioni.

Detto della qualità grafica generale tra il buono e l’eccellente, occorre però segnalare come Rise of the Tomb Raider su PC abbia qualche problemino di troppo al momento di affrontare alcune zone in campo aperto. Come vi ho scritto nella recensione della versione Xbox One, rispetto al predecessore questo secondo episodio punta con più decisione sul fattore esplorazione, dando in pasto al giocatore alcune aree aperte abbastanza grandi che, tuttavia, mettono in difficoltà anche un sistema come quello da me utilizzato per la prova, laddove i già citati 60 fps hanno faticato a tenere botta in più di un’occasione; certo il frame rate non è mai sceso sotto la soglia psicologica dei 30 fps, ma l’hardware di test è abbastanza importante e mi sono chiesto come si sarebbe comportato il gioco di Crystal Dynamics su un computer non ugualmente carrozzato. Una seconda installazione su un sistema meno prestante (i7, 8GB di RAM e GeForce 950M) mi ha costretto a ritoccare alcuni valori, prima di ottenere le medesime prestazioni dell’Ammiraglia di casa. In particolare, i parametri incriminati sono la Sincronizzazione Verticale e soprattutto il PureHair, evoluzione del TressFX che già aveva fatto capolino nel primo Tomb Raider e che, in assenza di schede video AMD, mette davvero alla prova le capacita di CPU e GPU. Vedere i capelli di Lara muoversi al vento con naturalezza è roba da commozione, ma se per ottenere quell’effetto tocca sorbirsi uno stuttering importante in certe situazioni (in particolare durante le rotazioni veloci della telecamera), allora tanto vale rinunciare fin da subito e tararsi su più miti pretese.

ATTREZZARSI BENE

Ovviamente, ogni PC ragiona a modo suo, quindi non resta altro da fare che smanettare con le diverse impostazioni per trovare il miglior compromesso tra qualità e prestazioni. Intendiamoci… non siamo di fronte a una situazione incresciosa come quella di Batman Arkham Knight (nel caso di Rise of the Tomb Raider il lavoro di porting è stato portato a termine tutto sommato con perizia), ma di sicuro il motore grafico non sembra particolarmente scalabile e i requisiti minimi (i3, 6GB di RAM e GeForce GTX 650 o Radeon HD 7770) sembrano più figli del reparto marketing che frutto di vere e proprie prove sul campo. Diciamo che se siete in possesso di un PC ben attrezzato allora potete procedere all’acquisto, avendo al vostro arco una ragionevole probabilità che tutto fili liscio tenendo tutti i settaggi al massimo. Se, invece, il vostro sistema non è opportunamente carrozzato, allora conviene aspettare il primo giro di patch, che si spera risolva almeno parte dei problemi di prestazioni di cui vi ho accennato poc’anzi. Nel caso, c’è sempre una terza via, che è quella di giocarselo su console, rinunciando da un lato a una quantità spropositata di migliorie grafiche, ma dall’altro potendo contare sulla certezza che tutto funzioni senza problemi di sorta.

Ah… un’ultima cosa. Il sistema di controllo mouse + tastiera fa il suo, ma con un pad in mano (io ho utilizzato quello di Xbox One) si gioca nettamente meglio. PCista avvisato…

Rise of the Tomb Raider su PC è davvero un gran bel vedere, su questo non ci piove. Tuttavia, per ottenere il massimo del piacere occorre avere sotto al cofano un motore importante, che fuor di metafora si traduce in un sistema ben carrozzato, soprattutto per quanto concerne la scheda grafica. In caso contrario c’è il rischio di dover intervenire in modo importante nel pannello di controllo dei settaggi, col risultato di “ridurre” l’esperienza visiva alla stessa stregua di quella Xbox One (che comunque male non era per niente, eh… intendiamoci) perché il frame rate si mantenga a livelli umani nelle aree di gioco aperte. Ognuno di voi sa com’è fatto il proprio PC e cosa può dare alla causa, ergo la scelta è solo e unicamente vostra. Certo che, con tutto al massimo, Rise of the Tomb Raider è roba da stropicciarsi gli occhi a ogni piè sospinto…

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Pro

  • Con tutti i settaggi al massimo siamo al top.
  • I contenuti sono gli stessi della versione Xbox One (e ci mancherebbe!), ergo tanta ciccia da rosicchiare.
  • Comandi da tastiera funzionali, anche se con un joypad si gioca meglio.

Contro

  • Le aree aperte possono mettere in difficoltà anche i PC meglio carrozzati.
  • Motore grafico non troppo elastico nella scalabilità.
  • PureHair bellissimo... ma che pesantezza!
9.3

Ottimo

Detto, fatto, un po' matto. Il Kikko redazionale passa per vecchio e stanco, ma è quello che porterà un fiore, un mouse e una tastiera sulle tombe di tutti gli altri loschi figuri che gravitano per le nebbiose vie di TGM.
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