Mobile Machine #09

Prima Mobile Machine del 2018, e dunque, formato super speciale per cominciare l’anno al meglio, ovvero con un backlog cospicuo, sempre in tasca, e luci (dello smartphone) accese anche di giorno. Per questo, si riducono a 3 i giochi nuovi per questo giro, ma ci guardiamo indietro per scoprire quello che potremmo esserci persi nel 2017.


Captain Tsubasa: Dream Team

Dopo un mese dall’uscita, dopo la fine di ogni promozione su valuta in game e giri gratis di giostra per migliorare la propria squadra senza cedere all’impulso delle microtransazioni del diavolo, possiamo finalmente avere un quadro della situazione del titolo più giocato durante le feste natalizie, ovvero Captain Tsubasa: Dream Team. Per quei due lettori che non hanno associato la foto all’anime, o che fra gli anni ’80, ’90 e inizi 2000 erano in gita su Marte o chiusi in una caverna in ascetico isolamento, stiamo parlando di un adattamento ludico del celeberrimo cartone animato omonimo, conosciuto da noi come Holly e Benji, anime nipponico basato sul manga di Yoichi Takahashi che ha traviato le menti di tutti gli appassionati di calcio con le gesta di bambini prodigio evidentemente dopati. Fatto sta che, se come me siete stati per anni in fissa con cartone (di cui arriverà il reboot ad aprile 2018, almeno in Giappone) e fumetto (consiglio, recuperatevi le ultime serie, dal 2002 in poi, perché vedere Mark Lenders con la maglia della Juve è tanta roba), solo il fatto di poter giocare con i miei beniamini in un titolo per smartphone basta a renderlo meraviglioso, però ecco, che ci sia davvero un impianto ludico decoroso fa ancora più notizia. Il cuore del gioco è il sistema di calcio misto a “sfide” uno contro uno simil-RPG che ha costituito la base della maggior parte dei titoli ispirati a Captain Tsubasa. In sostanza, la partita avviene su un campo stilizzato in forma di radar, dove possiamo gestire tatticamente la squadra in tempo reale e toccare le pedine dei giocatori per architettare la rete di passaggi. Nel momento in cui c’è un contrasto si entra in modalità sfida, e bisogna decidere come affrontare le marcature avversarie, magari tirando fuori dal cilindro le super tecniche a cui ci ha abituato la serie. Ovviamente, sferrare un tiro della tigre è costoso in termini di fatica, e ogni giocatore ha dunque una riserva di punti da spendere. Banalmente, quando la differenza tra attaccante e difensore è molto alta, vince lo scontro chi ha più punti. A rendere più complesso il sistema c’è una badilata di statistiche e variabili, ma il succo è che vince “la carta più alta”. A questo proposito, Dream Team prende a piene mani da FIFA Ultimate Team per ciò che concerne la parte gestionale, visto che possiamo fondare la nostra squadra e collezionare le figurine dei personaggi (ce ne sono tantissimi, in diverse versioni e ordini di rarità) che andremo a mettere in campo secondo il modulo tattico prescelto. Non mancano le card speciali per allenare i nostri giovani virgulti, e per insegnare loro nuove abilità, in un minestrone che inizialmente sembra complicatissimo (e non è aiutato da un’interfaccia caotica che sembra quella di Gunbound) ma che alla fine si basa sostanzialmente su associare carte uguali o dello stesso colore e sacrificarle per migliorare quelle esistenti. Tutto bellissimo? Nì, nel senso che siamo davanti a un gioco che fa del fan service l’unico vero motivo per andare avanti. La caratterizzazione è sempre fantastica, sembra di essere catapultati costantemente in una puntata dell’anime, e la campagna (molto semplice) si porta dietro tutto il fascino della serie, ma tutte le modalità competitive, sia quelle contro l’IA che gli altri giocatori, pongono davanti a una sfida dove vince chi ha le carte più pompate senza possibilità di intervenire in maniera strategica. Ovviamente, motore di tutto è la valuta di gioco, le dreamball, che possono essere acquistate… oppure farmate di brutto. Poi per carità, farmare giocando a calcio con Holly e Benji non è mai un problema se siete dei fan accaniti, visto che il fascino di costruire la propria squadra dei sogni ed emulare le gesta di Tom Becker e Philip Callaghan vale sicuramente il download (gratuito) e un po’ di dedizione nei ritagli di tempo. Se non diventa una malattia ma un divertissement, Captain Tsubasa: Dream Team è un buon passatempo per i fan sfegatati dell’anime, ma è un vero peccato che il sistema di gioco, che effettivamente funziona anche benino, sia totalmente piegato da un bilanciamento discretamente rivedibile. Detto ciò, io non ne possopiù  fare a meno.

Civilization VI

Difficile che parliamo di port (perché si dice così, porting è il processo, ricordatevelo sempre, sennò arriva il Talarico a casa vostra e vi picchia con un dizionario) di giochi desktop in maniera così estesa, ma qui bisogna fare un’eccezione, perché siamo davanti a un caso quasi eccezionale, sia in termini di conversione che in fatto di strategia di marketing. Aspyr Media e Firaxis hanno portato infatti una versione completa, senza nessun tipo di limitazioni, del titolo uscito a nell’ottobre del 2016 per PC, lavorando in maniera eccellente all’interfaccia e all’introduzione dei controlli touch per rendere l’esperienza praticamente uguale, se non migliore in termini di accessibilità, alla versione desktop. Il contraltare è un prezzo importante, di 64,99 €, eccessivo (benché già due volte in offerta al 50%), ma indicativo di un’idea molto chiara di supportare la filosofia premium anche su mobile, con tanto di espansioni in arrivo nel corso dell’anno. Per provare a scalfire i pregiudizi riguardo all’investimento di una cifra così alta per un titolo mobile Aspyr Media ha scelto di piazzare l’app negli store in download gratuito con sessanta turni di gioco in una qualsiasi partita a mo’ di trial, che può funzionare anche da benchmark per il proprio dispositivo. Nominalmente, infatti, il gioco è compatibile solo con iPad Air 2, iPad 2017 e iPad Pro, ma sono riuscito a farlo girare (a patto di tollerare caricamenti lunghi e un frame rate non costante) anche su un iPad Mini 4 dotato di iOS 11. Riguardo al gioco c’è davvero poco da dire, se non ripetere le parole ricche di amore di un Tassani sugli scudi in sede di recensione desktop. Siamo davanti a uno degli episodi migliori della saga, nonché uno dei 4X più appassionanti della storia, e giocarlo comodamente sul divano è davvero la morte sua, e si spera non della vostra civiltà. L’introduzione del save game automatico a ogni turno rende il gioco perfetto anche per brevi sessioni o per esperienze di gioco frammentate dal controllo di una notifica, però davvero, perché dovreste distrarvi mentre conquistate il mondo?

Antihero

Anche in questo caso siamo davanti a un gioco disponibile anche per PC, che però in realtà nasce come progetto nativo anche per mobile, dove trova la sua ragione d’essere. Se non volete investire le 65 noccioline dorate per giocare a Civ VI anche su tablet, il simpatico titolo di Tim Conkling potrebbe fare al caso vostro. Si tratta di un’interessantissima via di mezzo tra boardgame e 4X ambientata nell’Inghilterra vittoriana, dove le parole d’ordine sono rubare, corrompere, comprare e uccidere. Insomma, un bel posto dove sopravvivere, e per farlo con successo dobbiamo gestire la nostra amabile gilda di ladri. Ogni stage della campagna, il cui fine è diventare la più stimata gilda criminale cittadina, ci propone alcune sfide da completare sconfiggendo malviventi rivali e conquistando punti vittoria attraverso imprese non esattamente legali. Andando avanti nel gioco è possibile sviluppare una vera e propria economia oscura, fatta di scugnizzi (kudos per la traduzione di urchins) che si infiltrano, sabotatori in grado di rallentare l’avversario, gang che bullizzano i nemici e assassini, beh, che fanno il loro lavoro. Non manca un albero di tecnologie che permette di specializzare la gilda in tre specifiche vie della criminalità, e ogni turno va ponderato con cura come investire le sudate risorse (oro e lanterne) a disposizione. Strategia, pianificazione e necessità di rispondere immediatamente all’azione dei nemici rendono Antihero un titolo dal ritmo veloce e dalla varietà incredibile, anche perché la conquista dei punti vittoria, proprio come in un boardgame, può essere perseguita in modi molto diversi e incoraggia approcci alternativi e strategie differenti a ogni partita. L’assenza di dadi o della componente fortuna rende Antihero appetibile a chi odia brutte sorprese; a soddisfare tutte le menti criminali del mondo ci pensa anche una notevole quantità di contenuti disponibili, dalla già citata campagna alla modalità schermaglia (giocabile contro la CPU o in multiplayer locale), fino alla presenza di contenuti aggiuntivi a pagamento. A corollario, lo stile grafico fumettistico e una colonna sonora spettacolare incorniciano l’opera di Tim Conkling in maniera egregia, facendo diventare Antihero una delle migliori produzioni mobile dell’ultimo periodo.


Il meglio del 2017

Cosa ci siamo persi negli scorsi dodici mesi? Ecco una rapida carrellata dei dieci (più tre) migliori giochi non trattati nella Mobile Machine (per quelli c’è il link alle puntate precedenti) che ha senso recuperare per vivere meglio la propria vita in mobilità.

Arkanoid vs Space Invaders

Il titolo dice tutto: giocare a squash spaziale abbattendo muri e alieni. Solo a descriverlo mi sale il Goty. Disponibile per iOS e Android.

Silly Walks

Un po’ Katamari Damacy, un po’ la nostra cucina durante l’E3 o una normalissima settimana di chiusura del numero, un po’ platform adventure a tema domestico dalla fisica assurda. È gratis, è uno di quei giochi one touch, e lo trovate solo per iOS.

Layton Mystery Journey

L’ultimo capitolo di Layton per 3DS, che presenta un nuovo personaggio (la figlia Katrielle), ricco di enigmi e dello stile inconfondibile della serie di Level 5. Per Android e iOS.

Age of Rivals

Si può sviluppare una civiltà in una decina di minuti? Apparentemente sì, visto che tanto durano le partite a questo gioco da tavolo a metà strada tra Civilization e 7 Wonders Duels. Disponibile per Android e iOS.

Linelight

Semplice, minimale e coinvolgente, Linelight è la quintessenza del mobile gaming. Bisogna viaggiare lungo una linea, evitando ostacoli, attivando interruttori e procedendo in maniera super intuitiva. Bellissimo lo stile grafico, che arriva direttamente sia su Android che su iOS (volendo c’è anche per PS4).

Egglia: Legend of the Redcap

L’incontro strano tra Secret of Mana e Cappuccetto Rosso diventa un affascinante RPG a turni ambientato in un mondo favolistico elegante, i cui i reami si celano dentro uova magiche e per romperle non servono microtransazioni. Lo potete trovare sia su Android che su iOS.

Through the Ages

Adattamento di un signor boardgame, racconta un fantastico viaggio tra le ere, in una sorta di Rise of Nations da tavola. Complesso ma ricco di soddisfazioni, giocabile in compagnia o contro una sagace IA, sia su Android che su iOS.

Spin Addict

Poteva mancare un runner? Assolutamente no, soprattutto se così bello come Spin Addict, dove le piattaforme su cui il pezzo di metallo protagonista del gioco continuano ruotare vorticosamente, sfidando riflessi, pazienza e collezione di calendari. Solo su iOS, ma gratuito!

Beholder

Ambientato in una distopica nazione sotto un regime totalitario, impersoniamo un tenutario di un condominio, e dobbiamo costantemente scegliere se aiutare le persone che vivono nei nostri stabili o essere un gelido burocrate filo-governativo. Scelte morali, microgestione e tanta pressione, da esercitare con fiero cipiglio sia su Android che su iOS.

Pavilion

Uscito in sordina su Steam nel 2016, e rivalutato alla grande su mobile, Pavilion è un puzzle game in quarta persona (già) onirico e meraviglioso. Sulla falsariga di Monument Valley ma molto più escheriano e con una certa reminiscenza di Braid, richiama atmosfere letterarie di alto lignaggio, il tutto dentro il vostro dispositivo sulla mela con iOS.


E per la sezione “giochiamioli ancora ma sul divano di casa”:

Sunless Sea

Uno dei titoli meglio scritti della storia dei videogame. Esplorazione, avventura e letteratura steampunk avvolgono mondo immerso nelle acque e nel mistero, su iOS.

Planescape: Torment

La descrizione è davvero superflua, ma mettiamola così: se amate i classici CRPG e non l’avete mai giocato, questa è l’ennesima occasione per riconquistare la dignità di videogiocatore, anche perché c’è sia su iOS che Android.

Old Man’s Journey

Splendida avventura narrativa, funziona sia su PC che su mobile, con il suo carico di vita vissuta, emozioni a fior di pelle, e stile estetico da paura. Sia su Android, che su iOS.

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