Virtual Reality Machine #19

skyrim vrL’ introduzione di questa diciannovesima VR Machine sarà brevissima, perché il bisogno di parlarvi di The Elder Scrolls V: Skyrim VR in versione PC sta diventando quasi “fisico”, pur non avendo a che fare con i malesseri della realtà virtuale. Al contrario, sono rimasto immerso nel mondo fantasy di Bethesda un numero di ore che non avevo mai accumulato nello stesso modo, senza interruzioni, pur amando esperienze nettamente “hardcore” come quella VR di Elite: Dangerous.

Di seguito, l’altrettanto eroico Nicolò Paschetto ci parlerà della nuova incarnazione VR di WipEout Omega Collection, per la quale è uscito letteralmente fuori di testa, oltre che dell’esperienza di diversissimo calibro Ark Park, quasi a rischio di sparire di fronte ai giochi che occuperanno i prossimi otto paragrafi. Buona lettura.

THE ELDER SCROLLS V: SKYRIM VR – Versione PC

A cura di: Mario Baccigalupi
Piattaforma: HTC Vive, Oculus Rift, Windows Mixed Reality
Controller: Vive Controller, Oculus Touch, gamepad, controller compatibili WMR
Comfort: Ottimo
Prezzo: € 59.99Skyrim VRLa prima magia compiuta da Skyrim VR sul sottoscritto e di farsi preferire alla versione in realtà virtuale di Fallout 4, nonostante la mia antica predilezione per la fantascienza, in particolare quella cyberpunk (che non c’entra nulla, naturalmente, con la wasteland create a suo tempo da Black Isle) e la più tetra sci-fi postatomica. Rimettendoci mano mi sono accorto che, in termini di ore segnalate da Steam (195!), è stato così anche per la versione originale di Skyrim, che quasi ha doppiato il tempo speso l’anno scorso sull‘ultimo Fallout (114 ore), con la sua connotazione sandbox ancora più marcata. Le ragioni per amare la nuova trasposizione del gioco Bethesda, però, sono aumentate in progressione geometrica: da un lato, la nuova versione migliora e in qualche modo “aggiusta” l’originario e discutibilissimo sistema di combattimento, rendendolo uno spasso di avvincente pratica manuale; dall’altro, forse perché passato dall’edizione PlayStation VR, il quinto capitolo di The Elder Scrolls si presenta copiosamente infarcito di opzioni per la fruizione in realtà virtuale, in termini grafici come per il sistema di movimento, ancor prima di beneficiare (e tanto) delle mod esterne.

skyrim vrIn qualche modo, sembra quasi che gli sviluppatori di Bethesda abbiano seguito la stessa amorevole preferenza, volendo rendere la fredda regione di Tamriel sempre più bella in realtà virtuale. Skyrim VR non è niente male nemmeno su PS4, ma una volta arrivato su computer è riuscito a beneficiare al massimo dei più evoluti sistemi di HTC Vive e Oculus, con un’ottima resa già nell’edizione ufficiale e, dunque, una base ancora più solida per fare esplodere la potenza delle mod, al solito in barba alle dichiarazioni del publisher (che non prevedevano – almeno, non dichiaratamente – il supporto agli interventi amatoriali). Ecco, quindi, che per il movimento abbiamo un po’ di tutto, analogamente a Fallout 4 VR ma con diverse raffinatezze in più: il teletrasporto è affiancato alla possibilità di spostamento libero via trackpad, con l’aggiunta di un sacco di opzioni per la velocità di rotazione dello sguardo – fluido o a scatti – per l’intensità dell’eventuale filtro per i contorni della visuale e, opportunamente, per la facoltà di eliminare le stesse caratteristiche di attenuazione del motion sickness, nel caso abbiate passato un tale numero di ore nei mondi virtuali da aver ormai lo stomaco di un’astronauta.

Tante anche le opzioni grafiche per la scalabilità e il livello di dettaglio, con le distanze di rendering comuni alle normali versioni degli ARPG di Bethesda (dunque per ombre, personaggi, vegetazione e via dicendo) ma anche con diverse attenzioni alla resa in VR, dallo slider per i gradi di supersampling al filtro per le trame o l’antiscalettatura temporale, fino alla “risoluzione dinamica minima” per chi ha problemi seri nella prestanza dell’hardware. I requisiti di base sono minori rispetto a Fallout 4 VR, anche perché le texture di Skyrim VR – pur se efficaci in un scenario così ampio – non sono poi così lontane da quelle originali del 2011. Ed è proprio in questo ambito, naturalmente, che arrivano i maggiori benefici delle modifiche amatoriali, compatibili negli effetti, nei modelli e in qualunque campo di intervento, compreso quello delle quest aggiuntive (su un’edizione che, peraltro, comprende tutte le espansioni uscite fino a oggi, da Dawnguard a Dragonborn, passando per Hearthfire). Vi invito a consultare queste pagine di Reddit per il semplice procedimento di attivazione delle mod, anche e soprattutto nel caso incorriate in qualche problema non previsto. Altrettanto utile, questa volta in termini di risoluzione, l’installazione della beta di SteamVR, così da elevare il supersampling del software di Valve al 200% e mettere al minimo quello interno al gioco, per un’impressionante resa complessiva da 2138*2376 pixel percepiti per ogni occhio.

skyrim vrAl solito, essere dei PCisti indefessi aiuta parecchio nel costruire la vostra selezione di mod, usando con qualche piccola variazione il solito Nexus Mod Manager per installare, sovrapporre ed eventualmente eliminare in una sola mossa qualsiasi intervento amatoriale. Per quel che mi riguarda, al momento mi sono concentrato sui pacchetti di texture con diffusione in 2 e 4K, sulle varianti meteorologiche, su corsi d’acqua più realistici e su qualche effetto più cruento nei combattimenti, ma non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta anche per quel che concerne il gameplay, dal potenziamento dei draghi fino alle modifiche “survival” in salsa fantasy. Personalmente non ho intenzione di spingere su questi aspetti: al contrario dell’esperienza originale – completata più di un lustro or sono a modalità “difficile” – stavolta ho scelto l’opzione “media” per godermi in relativa tranquillità (il settaggio di default è “basilare”, per chiunque inizi una nuova partita) un’avventura che ha una nuova dimensione nella “presenza” all’interno delle ambientazioni, bella da provare ma senza pretendere troppo dalla propria resistenza fisica. Persino gli eccessivi automatismi di ruolo fanno innervosire molto di meno: la suggestione VR è inedita ma sembra quasi scritta per Skyrim, per leggere i libri sfogliando le pagine, oppure per fruire delle opzioni del “tiro con l’arco realistico”, e dell’altrettanto verosimile gestione delle caratteristiche stealth, piegati nel salotto a sfidare le risate di tutta la famiglia. Succederà questo ed altro, ma ne vale assolutamente la pena.

WIPEOUT OMEGA COLLECTION

A cura di: Nicolò Paschetto
Piattaforma: PS VR
Controller: Dualshock 4
Comfort: Buono
Prezzo: € 34,99skyrim vrLa scorsa settimana è uscito l’aggiornamento per WipEout Omega Collection, che rende l’intero titolo giocabile in VR; una cosa simile, insomma, a quella accaduta qualche mese fa con Dirt Rally da parte di Codemasters, ma con un risultato ancora più eclatante. Se, quindi, per la recensione originale vi rimando qui, la nuova occasione è buona per raccontarvi cosa significa giocare a WipEout in realtà virtuale.

skyrim vrAppena partita la prima gara sono rimasto colpito dall’estrema chiarezza e leggibilità della pista: quando gareggiavo su monitor con visuale in prima persona, ricordo che certe volte faticavo a interpretare con precisione e velocità le distanze, così come l’alternarsi delle curve più rapide. Con il visore in testa, invece, tutto diventa più naturale fin dai primi giri, compresa l’individuazione dei pad per accelerare a velocità folli.

La visuale dal cockpit offre per la prima volta la vista della parte anteriore del veicolo, e si vedono pure i movimenti degli aerofreni quando vengono attivati: la completa immersione nel ruolo del pilota mi ha persino portato a riconsiderare lo stile di guida, percependo con maggiore intensità le fluttuazioni del mezzo; ciò mi ha portato a inclinare la testa in corrispondenza delle curve più toste, quasi pensassi di essere a bordo di una moto invece che di una futuribile auto da corsa (per quanto, naturalmente, il paragone tra WipEout e i mezzi esistenti sia oltremodo difficile). In alcuni tratti dei tracciati abbondano i momenti di pura esaltazione, come lungo le paraboliche verticali in cui, all’improvviso, viene naturale puntare lo sguardo al cielo: percepire la pista sopra di noi e percorrerla a velocità pazzesca è un’emozione che rimane impressa per sempre.

skyrim vrTra le innumerevoli gare voglio citare le Zone, la cui estetica pare uscita direttamente da Tron, quasi che i suoi creatori avessero in mente proprio la realtà virtuale al momento dell’ideazione: in questa come in altre occasioni, il mio consiglio è di giocare con delle buone cuffie, in modo che l’unione di stimoli visivi e sonori crei una sensazione trascinante in cui i due sensi si stimolano ed esaltano a vicenda. WipEout, quindi, non solo si presta molto bene alla realtà virtuale, vuoi per il genere, vuoi per il tema futuristico, ma diventa addirittura uno dei titoli tecnicamente migliori tra quelli disponibili per PSVR. È l’ideale per i neofiti ( grazie a numerose opzioni per ridurre i rischi di motion sickness) ma anche per gli appassionati di lungo corso, che avranno modo di riscoprirlo e goderne in una veste tecnologica nuova e maledettamente inebriante.

ARK PARK

A cura di: Nicolò Paschetto
Piattaforma: PSVR, Oculus Rift, HTC Vive, Windows Mixed Reality
Controller: PS Move, Oculus Touch, Vive Controller, controller compatibili WMR
Comfort: Ottimo
Prezzo: € 49,99 su PS4; € 36,99 su PCskyrim vrArk Park è un piccolo spin-off VR del celebre survival in prima persona Ark: Survival Evolved (fruibile per qualche tempo su Oculus Rift, ovviamente in versione PC), ma si discosta fin da subito dalle dinamiche originali per proporre una sorta di gita in stile Jurassic Park: abbiamo, quindi, un parco popolato da innocui dinosauri e altre bestie selvagge, che talvolta sfocia in alcune sezioni di tower defence. L’idea avrebbe pure del potenziale, ma Snail Games (sviluppatore cinese con esperienza in free-to-play, qui al suo debutto in VR) ha totalmente mancato il bersaglio.

skyrim vrDopo l’iniziale visita alla struttura d’accoglienza, possiamo scegliere se dedicarci alle sezioni di esplorazione o quelle tower defence: le prime consistono nel muoversi all’interno di alcuni scenari per raccogliere risorse utili al crafting; tali aree sono così risicate in dimensioni che si percorrono nel giro di mezzo minuto, ben lontane dall’offrire una sensazione di “esplorazione”. Per creare strumenti e armi dobbiamo ripetere più e più volte gli stessi livelli, che, considerata la totale mancanza di sfida, vengono presto a noia: l’interazione con l’ambiente circostante è quasi nulla, così come è del tutto assente la sensazione di essere lì, complici il fatto di veder rappresentate solo le nostre mani e, cosa ben più grave, l’abitudine degli animali di passarci attraverso come se niente fosse.

Se, nonostante il triste impatto, avremo ancora la pazienza di acquisire abbastanza materiali, ecco che prenderà il via la costruzione delle armi per il tower defence: l’arsenale a disposizione è abbastanza vario, tra fucili, archi, spade e torrette fisse, laddove il resto lascia molto a desiderare, con pochi livelli, intelligenze artificiali quasi inesistenti e scarse sensazioni fisiche durante il combattimento, quasi che abbattere lucertoline appena cresciute o bestie di grandi dimensioni richieda lo stesso numero di colpi messi a segno. I boss finali donano finalmente un piccolo tocco di originalità, ma da soli non riescono a salvare il complesso dell’esperienza, azzoppata anche da un sistema di controllo che non prevede alcuna opzione di libero movimento; oltretutto, il sistema di teletrasporto si presenta scomodo a causa di una mappatura davvero poco intuitiva dei pulsanti del PS Move.

skyrim vrIl comparto tecnico si ritrova per lo più in linea con quanto detto finora: le texture degli ambienti sono di scarsa qualità, e il risultato generale appiattisce qualsiasi cosa gli si muova intorno, con un effetto così scialbo da non averlo mai provato prima nella mia esperienza VR. Quasi come un’ultima punta di amarezza, in un simile disastro spiccano dinosauri realizzati con notevole qualità visiva, davvero ben curati in ogni loro dettaglio; peccato che Snail non sia riuscita a riporre una simile attenzione in nessun altro aspetto di Ark Park, rendendolo un’occasione sprecata che, oltretutto, finisce per usare il proprio altisonante marchio come richiamo per acquirenti poco attenti. Noi vi abbiamo avvertiti.

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