EA Play 2018 – Speciale Conferenza EA

Eccoci qua, la prima conference pre-E3 è già alle nostre spalle. E non è finita esattamente qui, dal momento che l’EA Play da modo di provare molti dei titoli visti direttamente in loco e questa, naturalmente, sarà una delle materie su cui vi dettaglieremo nei prossimi giorni. Electronic Arts ha scelto la concretezza e il ritmo anche per quel che è passato sul palco, con la rapida successione degli annunci e un maggior numero di persone che si sono succedute durante lo show rispetto allo scorso anno, fra conduttori, sviluppatori, campioni di esports e quant’altro, a fronte di circa un’ora e venti di durata complessiva, passata senza strapparsi i capelli per le sorprese ma nemmeno morendo per la noia. Sul finale mi sono ben ridestato, ad esempio, grazie a un focus sul prossimo MMO TPS di Bioware, l’atteso Anthem, che si è mostrato decisamente in forma.Speciale Conferenza EA

Sul finale mi sono ben ridestato, grazie a un focus sull’atteso Anthem, che si è mostrato decisamente in forma.

Complessivamente non possiamo dirci stupiti quasi in nessun caso, nemmeno per la piacevole apparsa di Unravel Two, grossomodo a metà dello spettacolo, con l’introduzione abbastanza ovvia del co-op e una nuova storia costruita sulla stessa caratteristica. Discorso diverso per il nuovo rampollo di EA Originals, il programma di sostegno alle produzioni più piccole e creative, intitolato Sea of Solitude e sviluppato dal team tedesco Jo-Mei, sul quale, tuttavia, si sa ancora troppo poco per potersi sbilanciare più di tanto, al di là del fatto che sembra trattarsi di un adventure sfaccettato e interessante, giocato fra cupezza ed esplosioni di colori. Qualcuno di voi avrà storto il naso per Conquest and Conquer Rivals, anche solo per la scelta di relegare una delle saghe RTS più famose di sempre nello stretto confine (si fa per dire, la fascia di giocatori a cui si rivolge è certo larghissima) del gaming su dispositivi mobili.

Naturalmente, però, non erano questi i cavalli di razza su cui era fondamentalmente basato lo show, per i quali si può parlare di conferme tranne che in un caso, Jedi Fallen Order, il nuovo gioco di Star Wars firmato Respawn Entertainment che ha finalmente un nome, una finestra di pubblicazione nel 2019 e poco altro: paradossalmente, è il titolo che più sta sollevando l’interesse di TGM, soprattutto considerando l’eccezionale caratura di Titanfall 2, ma è anche quello su cui si è saputo meno durante la conference, a lato di un generico riferimento all’ambientazione tra gli Episodi 3 e 4. Ben più ovvi gli annunci della nuova modalità Hunt e di Obi Wan Kenobi giocabile come eroe in Battlefront 2, e in fin dei conti non posso dire di essere impazzito nemmeno per il reveal del game-mode stile battle royale in Battlefield V; l’unico appunto positivo, per quel che mi riguarda, è che tendo a preferire l’approccio su larga scala di DICE rispetto al celebre concorrente di Activision, quest’anno firmato da Treyarch, e questo potrebbe riguardare anche la nuova e comunque risaputa modalità.Speciale Conferenza EA

Jedi Fallen Order è il titolo che più sta sollevando l’interesse di TGM, ma è anche quello su cui si è saputo meno

A tutto questo dovete aggiungere quintalate di sport elettronico, naturalmente, anche se non sono certo il più indicato per parlarvi dei nuovi FIFA, Madden e NBA Live, per i quali vi invito più che mai a visionare le news e a seguire le anteprime dei prossimi giorni. Come accennato, però, a lato delle iniziative di beneficienza Play to Give e altri piccoli spazi della manifestazione (come quello di Origins Access Premiere, il nuovo e più ampio servizio in abbonamento di EA), costituisce un caso a sé la presentazione di Anthem, sia sotto forma di trailer che in uno spazio di gameplay, con tanto di talk a quattro in sono stati spesi diversi dettagli sulla personalizzazione dei Javelin, sulle varie classi e sui tanti aspetti dinamici che riguarderanno l’estetica e il gameplay, per i cambiamenti meteorologici come per gli eventi che potremo trovare nell’esplorazione di foreste, ampi canyon e imponenti corsi d’acqua. Certo, è facile riconoscere il canovaccio di Destiny in diversi aspetti, ma Bioware sembra essere riuscita a consegnare ai suoi esoscheletri e al pianeta selvaggio una serie di caratteristiche ben distintive, qualcosa a metà strada fra i gloriosi Tribes (non voglio bestemmiare, sto ancora parlando della superficie del gioco) e una sorta di Lost Planet tropicale. Anthem è riuscito a entrare tra i miei osservati speciali, e non sono nemmeno uno dai gusti troppo facili.

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