Microsoft Briefing E3 2018 – Speciale Conferenza Microsoft

Difficile parlare di altro quando hai appena visto il primo, vero trailer di Cyberpunk 2077. Qualcuno si mostrerà deluso per non aver visionato sezioni di vero gameplay, o della rappresentazione relativamente classica del genere di riferimento; allo stesso tempo, però,  siamo ragionevolmente certi di aver osservato immagini realizzate con l’engine di gioco, a rappresentare la metropoli di fantascienza postmoderna più vitale e complessa che “voi umani non potreste immaginarvi, per dirla con la traduzione un po’ maldestra ma ormai insostituibile della frase di Roy Batty. Al di là di alcune animazioni, che non sono mai state la qualità migliore di CD Projekt RED,  è ormai altrettanto sicuro che l’aver assunto sviluppatori esperti in veicoli serviva per spostarci per la città con mezzi volanti, magari senza caricamenti, da banda a banda, per la prima volta in assoluto nei videogiochi sci-fi a mondo aperto. conferenza microsoft

 Dopo il trailer di Cyberpunk 2077, siamo ragionevolmente certi di aver ammirato immagini realizzate con l’engine di gioco, per quanto non tratte dal gameplay

Questo a fronte di una conferenza nettamente superiore a tutte quelle degli scorsi anni; è vero che per la gran parte dello show è stato alimentato da World Premiere, e che le esclusive rilevanti non sono andate molto più in là del prevedibile e, dunque, dei marchi storici – Gears 5, Forza Horizon 5 (un vero e proprio open world automobilistico, con grande enfasi sul passaggio delle stagioni e, così, sulle diverse condizioni ambientali) e Halo Infinite, con la notizia che quest’ultima serie torna su PC – a lato di fanalini di coda come Crackdown 3, invecchiato male ancor prima della pubblicazione; tuttavia, è fuori di dubbio come la massa critica di trailer e gameplay mostrati ci abbia fatto una gran bella impressione, riempiendo gli occhi e l’immaginazione di tutti i giocatori in attesa.

Non so nemmeno da dove proseguire, quindi andrò dove mi porta il cuore, senza andare per ordine. Mi ha fatto enorme piacere vedere sul palco Chris Avellone, un po’ imbolsito nel fisico ma sempre in forma nel parlare di scelte attive nel gameplay: la sorpresa è stata anche di trovarlo al lavoro su Dying Light 2, invece che su qualche ARPG, ma questo non fa che aumentare l’attesa per il sequel di un gioco che ha già mostrato enormi qualità, e che con coraggio viene spostato lontano dagli zombie riuscendo comunque a risultare intrigante, proprio in virtù delle decisioni da compiere in seno a numerose fazioni dalle caratteristiche più o meno distopiche, nonostante il focus su una città che può ricordare quella di The Division. D’altra parte, proprio il seguito della saga Ubisoft Massive si sposta per il secondo capitolo nei più ariosi orizzonti di Washington DC: devo dire che mi ha rapito più l’introduzione, con stilosi flash sull’epidemia globale, rispetto a sequenze di gioco che sembrano fin troppo simili a quelle dell’originale, setting a parte: non che io disprezzi l’impostazione grafica del titolo primigenio, ma qualche tocco un filo più distintivo non avrebbe guastato.conferenza microsoft

L’interessantissimo Dying Light 2 permetterà di compiere scelte rilevanti per la narrazione e il gameplay, parola di Chris Avellone

Tra un annuncio e l’altro, con poche altre presenze rispetto a un Phil Spencer particolarmente in forma, forse perché cosciente del mare di titoli di primo piano che lo spalleggiavano, non sono mancati piccoli flash di interesse assai minore, come il video su Gears Pops! (momento in assoluto più basso) o quelli di Sea of Thieves e We Happy Few (quest’ultimo fin troppo lento a mostrare il suo potenziale, dal primo vagito a oggi), ma si è trattato appunto di schegge velocissime, perse in un vorticoso oceano di produzioni che devono ancora provare la loro eccellenza ma, indubbiamente, si dimostrano potenti nell’impatto, da Fallout 76 (stanotte ne parleremo ancora per la conferenza Bethesda) o al quinto capitolo di Devil May Cry, dal tenero e magico sequel Ori and the Will of the Wisps fino a The Awesome Adventures of Captain Spirit, nuova avventura dei francesi di Dontnod, più nelle corde di Life is Strange rispetto al thriller presentato ieri nella conference di EA.

Più allettante, almeno per quel che mi riguarda, il primo trailer di gameplay di Sekiro: Shadows Die Twice di From Software, soulslike forse un pochino troppo riecheggiante di Nioh; d’altra parte, è già una notizia che si possa citare un punto di riferimento esterno, prima volta in assoluto dall’uscita di Demon’s Souls in poi. Un triplo carpiato ci ha poi portato nel giro di pochi video dalle parti di Battlefield V, mostrando spezzoni del single player su cui, però, è difficile esprimersi sia per la voglia di giocarlo (si tratterà di una sequela di storie, come nel predecessore) sia per la qualità finale, esplosione grafica a parte. Molto più rassicurante, in questo senso, il trailer con sezioni di gioco di Metro Exodus, a testimoniare ancora una volta le qualità di uno studio, l’ucraino 4A Games, che resta fra i pochi alfieri degli FPS con grandi qualità narrative (nonché spettacolari, cosa che non guasta mai). Di fronte alle immagini della nuova avventura postnucleare, almeno nella mia testa, sono quasi sparite le sequenze del nuovo Tomb Raider e di Just Cause 4, pur propendendo verso l’esplosiva simpatia di quest’ultimo. conferenza microsoft

4A Games resta fra i pochi alfieri degli FPS con grandi qualità narrative

Ci sono stati altri momenti più o meno risaputi, come la carrellata di titoli id@xbox, alcuni dei quali ottimi e già conosciuti in ambito PC, o le informazioni del caso sul servizio Game Pass, che ha comunque avuto la possibilità di agganciarsi a diverse presentazioni della serata, e dunque di assicurare parecchi titoli di gran livello disponibili in abbonamento già al day one. Ma, appunto, i vari fuochi pirotecnici sono addirittura spariti nella deflagrazione dell’hype finale, quando le ormai celebri note di Bullets hanno introdotto sequenze con scrittura di codice e, così, l’enorme sarabanda digitale che ci aveva ormai portato vicino alle convulsioni per l’attesa. Nessuna data di pubblicazione, ma quel che si è visto di Cyberpunk 2077 è bastato a ricordarci che CD Projekt ha tutte le carte in regola per tornare sul trono, e forse non è mai nemmeno scesa.

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