Bethesda Showcase E3 2018 – Speciale Conferenza Bethesda

Fin dalle prime parole di parole del vicepresidente Pite Hines, tutte rivolte alla glorificazione (giusta, in alcuni casi) delle release degli anni trascorsi, si è capito che quella di Bethesda sarebbe stata una conference in gran parte rivolta al passato. Brevi teaser a parte, dedicati a titoloni del futuro, e ovviamente al notevole Rage 2, la considerazione non è parzialmente vera anche per Fallout 76,; in quel caso si può parlare di una tecnologia tremendamente vecchia, però, per animazioni e modelli poligonali, al punto che non si è riusciti a citare caratteristiche migliorative solo per il rendering del paesaggio.conferenza bethesda

Il video di gameplay di Rage 2 è stato in assoluto il momento più alto dello show

Allo stesso tempo, chi ha speso parole di fuoco per il ritmo e le scelte di scaletta della conferenza EA, che a me non è parsa così terribile, dovrebbe aver trovato un nuovo punto di riferimento narcotico nello showcase di Bethesda, peraltro segnato da terribili momenti d’imbarazzo quando sono stati chiamati sul palco alcuni sviluppatori, tra i più impacciati – specie l’altissimo developer di Avalanche – che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni. D’altra parte, quello di stare davanti al pubblico non è il loro lavoro, ed è pur vero che proprio Rage 2 è stato in assoluto il momento più alto dello show, grazie a un gioco che sembra onorare finalmente il marchio con caratteristiche spettacolari di prima qualità, dalle parti di un Mad Max in prima persona, come d’altronde era prevedibile, ma con un selvaggio divertimento FPS che non sembra aver paragoni tra gli open world postapocalittici (a parte Dying Light 2, visto nella conference di Microsoft, ma per ragioni diverse).

Va anche detto, tuttavia, che nella parte peggiore dello show non si sono visti solo siparietti abbastanza risaputi e modaioli, come il ripassino sul card game strategico The Elder Scrolls Legends in arrivo ovunque, la presentazione di TES Blades per dispositivi Androids e iOS (carina la modalità roguelike), il play for free di Quake Champions o, ancora, la pubblicazione immediata di Fallout Shelter su PS4 e Switch; a conferma delle voci trapelate recentemente, di fatti, è passato anche il gustoso trailer di gameplay di Prey Mooncrash, primo DLC dell’ottima “immersive sim” fanta-horror di Arkane (peraltro già disponibile), che sembra ben inserito nell’universo originale con cangianti soluzioni di gioco, una bella ambientazione lunare e il continuo riferimento a realtà illusorie… Niente da dire nemmeno su DOOM Eternal, nuovo capitolo della saga presentato dal produttore esecutivo e game director di id Marty Stratton, e che sembra volerci portare a distanza ravvicinatissima con la dimensione infernale dei cyberdemoni. Solo un breve benché evocativo trailer, a dire il vero, se ne saprà di più al Quakecon di agosto.conferenza Bethesda

Fallout 76 sembra proprio il quarto capitolo votato al multigiocatore, crafting selvaggio compreso, con un peso “survival” ancora da valutare

Il focus più corposo, manco a dirlo, è stato dedicato a Fallout 76, con una sequenza di video che sembrava non finire mai. Non so francamente se è stato un bene, proprio per le discutibili qualità estetiche citate in apertura; il solito Todd Howard si è esibito in battute talvolta anche autoironiche e spiritose, rassicurando la platea sul fatto che il nuovo capitolo sarà comunque giocabile in solitaria, ma la sostanza sembra proprio quella di un Fallout 4 multigiocatore, crafting selvaggio compreso, il cui peso “survival” è ancora tutto da dimostrare. Ciò detto, la caratteristica più interessante sembra connessa alla possibilità di modificare pesantemente la mappa di gioco, lanciando nientepopodimeno che missili nucleari per poi esplorare le aree devastate e raccogliere risorse radioattive.

Ho già detto che per DOOM Eternal si è visto un semplice trailer, ma a confronto di altri prodotti si è trattato quasi di un lusso; un trattamento simile, ma più striminzito, è toccato anche a Wolfenstein Youngblood, che nel 2019 vedrà le figlie di B.J. alle prese con nuove ordi di nazisti ucronici, mentre gli annunci in potenza più esplosivi si sono risolti in manciate di secondi; un’alba nello spazio per Starfield, su cui di base non si sa assolutamente nulla di certo, se non che si tratta della prima IP inedita di Bethesda da più di venticinque anni, e un indistinto panorama fantasy per un titoletto tanto per gradire, The Elders Scrolls VI, anch’esso privo di altri dettagli e, addirittura, del sottotitolo, quasi a fare pensare che esiste solo nella testa dei produttori. Spero ardentemente di essere presto smentito.

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