Spider-Man: Un Nuovo Universo e l'arte dell'animazione – Speciale Etna Comics

La conferenza tenuta all’Etna Comics da Chris Darrill, prestatosi anche come traduttore per l’occasione, ha avuto come ospiti due artisti Disney, Shiyoon Kim e Jihyun Park, che hanno raccontato qualche retroscena, curiosità e la propria visione sul lavoro nell’animazione, compresa l’esperienza su Spider-Man: Un nuovo universo. Shiyoon Kim si occupa di lavorare allo sviluppo del character design, che descrive come occuparsi del casting di un film e guidarne il team, individuando il modo di caratterizzare i personaggi e dare loro un’anima. Jihyun Park, invece, si dedica allo storyboard: lo sviluppo delle pellicole, da quello che sono dei semplici sketch dei disegni delle bozze a quello che è la trasformazione in animatic nella seconda fase, ovvero uno storyboard più dettagliato e con le prime animazioni. In entrambi i casi, suggerisce scherzosamente Darril, si tratta di due professioni che in un certo senso possono entrare in competizione tra loro, cercando di farsi valere sull’altro.

La seconda domanda posta ai due artisti chiede in che modo e come mai abbiano deciso di intraprendere questo percorso, quale sia stata la scintilla che li ha ispirati, conducendoli a questa brillante carriera. Per S.K. si è trattato di un crescendo attraverso un percorso scolastico, iniziato con un programma di animazione seguito al liceo, e che grazie a un ottimo insegnante ha acceso in lui questa scintilla, motivandolo e facendo sì che continuasse su questo sentiero anche al college. A J.P., invece, è sempre piaciuto disegnare. Crescendo con questa passione, ha deciso di frequentare un corso a cui partecipavano numerosi talenti, con cui essa si è formata, anche attraverso le influenze esterne. Proprio in uno di questi corsi ha conosciuto Shiyoon.

Arrivati a casa dall’ufficio, il lavoro non finisce e si continua a completare lo sviluppo degli storyboard e dei personaggi

L’argomento successivo è stato il processo di creazione di un personaggio o di uno storyboard, quali sono i passaggi mentali più importanti. S.K. risponde dicendo che per lui inizia come indagine col regista che ha già una sua visione approfondita: procedono a raccogliere riferimenti e linee guida, che possono essere fotogrammi di altri film e attori, scegliendo quali tra questi si sposi al meglio con la visione del regista. La lettura della sceneggiatura permette inoltre di avere un’idea generale per sviluppare l’intero film. Per quanto il procedimento di J.P. si riveli simile a quello del suo collega e marito, aggiunge che spesso si ritrova a dover leggere sceneggiature incomplete, motivo per cui ci si interfaccia col regista e lo sceneggiatore attraverso numerosi meeting in cui si progetta qualche sketch per completare le parti mancanti. Arrivati a casa dall’ufficio, il lavoro non finisce e si continua a completare lo sviluppo degli storyboard e dei personaggi.

Viene poi chiesto a JP se si è ispirata a qualche personaggio in particolare, della tradizione animata Disney o fumettistica. Lei risponde che la sua fonte di ispirazione preferita è Rapunzel, per via delle sua caratterizzazione gioiosa e un po’ sopra le righe. S.K. ammette sia una scelta difficile, ma rivela anche lui una predilezione per Rapunzel grazie al suo essere così pura, entusiasta per ciò che vi è nel mondo all’esterno (essendo sempre rimasta chiusa in una torre). S.K. riesce a relazionarsi con questo personaggio con cui condivide l’entusiasmo per ciò che vi è oltre, ciò che vede all’esterno, perchè le ispirazioni si trovano fuori nel mondo. J.P. aggiunge che amano e che spesso vengono ispirati da classici della tradizione anime e manga, come Dragon Ball o Dottor Slump.

Spostando l’argomento sul premiatissimo Spider-Man: Un nuovo universo, viene chiesto ad entrambi quali retroscena o aneddoti sarebbe possibile raccontare a proposito della lavorazione di questa incredibile esperienza cinematografica. J.P. racconta di alcuni sfortunati eventi accaduti al regista che durante la produzione si è dapprima rotto un dito del piede facendo skateboarding, ed ha poi subìto danni alla casa in costruzione a causa di un incendio, portando così dei ritardi al film. S.K. confessa di aver lavorato in una produzione molto seria, motivo per cui non è accaduto nulla di divertente. In realtà afferma che quel periodo coincise con la nascita della loro bambina (ndr: Shiyoon Kim e Jihuyn Park sono marito e moglie), Chloe, motivo per cui era difficile riuscire a gestire entrambe le cose mantenendo una presenza costante. J.P. aggiunge una simpatica curiosità: la piccola Chloe è stata inserita nei credits dei bambini del film.

entrambi riconoscono quanto il loro lavoro influenzi le future generazioni

E seguita poi una riflessione su come l’animazione e i messaggi di cui si fa carico siano cambiati negli anni, con una progressiva evoluzione delle tematiche. A questo punto viene chiesto loro se ritengono giusto che i lungometraggi di animazione, quali Zootropolis, trattino tematiche profonde quali diversità, discriminazione e integrazione, o comunque argomenti che toccano la società in modo molto diretto. J.P. rivela che il regista di Zootropolis ad esempio (così come un loro caro amico), essendo omosessuale, è piuttosto inserito nel contesto di queste tematiche, poichè ne comprende bene la realtà. Pertanto sono entrambi d’accordo nel reputare giusto affrontare anche questo genere di argomenti, poiché i tempi cambiano e bisogna comunque adeguarci a ciò che è la realtà. Accenna inoltre ai colleghi della comunità LGBTQ che, entrando a far parte di nuove produzioni, ricevono sempre il rispetto dovuto lasciando loro la libertà di identificarsi col pronome che preferiscono. Questo perché, fa notare Darril, è importante approfondire ciò che c’è dentro una persona, senza limitarsi alle apparenze, pertanto è sempre opportuno chiedere e rispettare l’interiorità delle persone.

A questo punto, le domande vengono poste dal pubblico in sala. Lavorare per grandi produzioni, quali la Disney, suscita curiosità per la loro importanza. Gli viene chiesto come sia lavorare per un colosso di simile portata, quale clima si trova all’interno, gestendo la pressione di lavorare a prodotti con grandi aspettative e come in seguito viene vissuto il successo di tali prodotti. A questa domanda risponde S.K. con entusiasmo, dicendo di essere grato di aver avuto l’opportunità di svolgere il proprio lavoro in una produzione così ambita, nonostante la pressione che ne deriva. Col passare del tempo e lavorando ai prodotti, ha acquisito sempre maggiore consapevolezza e soddisfazione, potendo lavorare facendo ciò che ama. Dopo tanti momenti, piacevoli e meno piacevoli, la soddisfazione di vedere il proprio lavoro sul grande schermo rimane comunque immensa. Gli viene poi chiesto quanto si sentano legati e responsabili del messaggio trasmesso dalle proprie opere e di come gestiscano questa onere. J.P. è ben consapevole dell’importanza di queste tematiche e della trasmissione dei relativi messaggi, ed entrambi riconoscono quanto il loro lavoro influenzi le future generazioni. Vorrebbe infatti produrre un programma, uno show, tutto suo, e fare proprio questo compito nella speranza di migliorare in qualche modo la società.

Arriva, alla fine, l’immancabile domanda: che consiglio dare agli aspiranti artisti. S.K. afferma che ogni artista ha un proprio stile ma deve in parte sacrificarlo per accostarsi e omologarlo a ciò che viene richiesto. È importante però rimanere fedeli al proprio lavoro e al proprio team, trovando quindi una via di mezzo tra il proprio stile e quello desiderato. J.P. invece pensa che sia necessario trovare un’azienda interessata al tipo di artista che vuoi essere, citando Netflix come esempio che sta proponendo molta varietà nell’animazione, compresi contenuti più maturi. La conferenza si è poi chiusa con una domanda su Kingdom Hearts 3 e su come abbiano vissuto l’inserimento dei loro personaggi in un videogioco. I due non hanno nascosto l’entusiasmo per la produzione videoludica ma, avendo avuto nello stesso periodo la figlia Chloe, non hanno avuto modo di giocarlo, presi dai ritmi lavorativi e dalle gioie della vita familiare.

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