Speciale BlizzCon 2019

È difficile trovare le parole adatte per descrivere le emozioni contrastanti che sto provando in questo momento. Ogni anno aspetto con impazienza la BlizzCon, affacciandomi al mondo delle news pubblicate dagli “insider” con una curiosità quasi genuina e ogni volta, non importa come o perché, riesco sempre a trovare qualcosa che riesca a riaccendere la fiamma dell’hype nei confronti di uno qualsiasi dei loro prodotti. Faccio parte di quei redattori che si muovono alternando lo stomaco alla penna critica, di quelli che, spero non me ne vogliate, cercano ancora di provare qualche emozione di pancia prima di chiudersi nel proprio limbo dove a quest’ultime non è permesso entrare. Insomma, rientro in quella risma di persone che ha guardato i trailer di annuncio legati a Diablo, Overwatch, o addirittura World of Warcraft, e ha cominciato ai quattro venti frasi sconnesse in qualche dialetto sconosciuto fuso tra la lingua di Cthulhu e il Klingon. Probabilmente già sarete a conoscenza di cosa sto parlando, ma un piccolo recap potrebbe rivelarsi un’occasione ghiotta per parlarne sfondando la “proverbiale” quarta parete.

IL DIAVOLO VESTE … LILITH!

La venuta di Diablo III, in compagnia di un successivo BlizzCon in cui, sempre di Diablo, sono emersi un gioco mobile (Immortal, ancora nemmeno uscito) e un contenuto aggiuntivo per il terzo capitolo a pagamento (Rise of the Necromancer, una classe, tanti scheletri) aveva lasciato l’utenza piuttosto fredda nei confronti del franchise, nonché delusa dalla mancanza di una reale intenzione, da parte di Blizzard, di provare a fare qualcosa di nuovo.Dopo i fatti di Blitzchung e tutte le polemiche che ne sono seguite, la comunità di giocatori aveva persino cominciato a boicottare la società, esprimendo le proprie idee sui social contro quella che, come avrete appreso in questi giorni, è stata una bolla mediatica incredibilmente grande ma soprattutto difficile da gestire. Al netto di quanto accaduto, Blizzard quest’anno non poteva comunque pensare di fallire sul proprio modello di comunicazione, motivo che forse avrà spinto gli sviluppatori di Diablo a proporre quello che in molti aspettavano da tempo.
Diablo IV, presentatosi in apertura con un trailer in CGI spaventoso, sembra decretare il ritorno nelle terre di Sanctuary per i giocatori, che questa volta dovranno fronteggiare un nemico venuto direttamente dal passato. Lilith, figlia del signore dell’odio Mephisto, è un demone fondamentale della storia del franchise (avete per caso letto i romanzi sulle Guerre del Peccato?) ed è a tutti gli effetti colei che insieme a Inarius ha creato il mondo di Sanctuary con l’ausilio della Pietra del Mondo. Lore a parte, questa nuova installazione del franchise sembra finalmente prendere il toro per le corna, facendo tornare il gameplay agli albori di Diablo II, modificando però per l’occasione tutta la struttura tecnica e grafica al fine di proporsi al passo con i tempi. I video di gameplay mostrati durante l’evento lasciano intendere che le intenzioni sono più che buone, ma è chiaro che servirà avere tra le mani il gioco completo per poter esprimere un’opinione più accurata. Resta il fatto che il materiale multimediale esposto in fiera promette un livello di personalizzazione lievemente più ricco (si parla addirittura di una selezione dell’etnia), accompagnato da una veste grafica accattivante ed estremamente realistica.

i giocatori dovranno fronteggiare un nemico venuto direttamente dal passato

È veramente difficile trovare un prodotto che possa eguagliare tecnicamente ciò che si vede in Diablo IV, ma è chiaro che Blizzard voglia affacciarsi a una nuova generazione di supporto hardware, puntando sicuramente a una vendita multipiattaforma che possa sfruttare al massimo ciò che è in commercio. Tra l’altro è interessante notare che il sistema di abilità introdotto in Diablo III sembra venir scartato per riprendere quello utilizzato nel capitolo precedente, giacché quest’ultime vengono suddivise in uno skill-tree elaborato suddiviso per macro categorie. Per dirvi, adesso le pozioni non saranno più infinite, altro fattore che cerca di riportare indietro la lancetta dell’orologio al tempo in cui l’hack’n’slash di Blizzard possedeva un’anima molto più RPG. Dimenticatevi anche le gemme, perché adesso al loro posto ci saranno delle rune munite di effetti molto più specifici.
L’aspetto positivo è che finalmente avremo modo di approfondire un capitolo della storia alternativo, che magari andrà a chiudere, o meglio ampliare, l’enorme lore alle spalle di un franchise incredibile e interessante. Sinceramente temevo che quest’anno avrei visto nuovo materiale su Immortal, o magari addirittura la release di quest’ultimo senza niente intorno, ma ammetto che mi sarebbe anche piaciuto un bel remake dei primi due capitoli con la grafica di Diablo III. Sognare non costa nulla, giusto?

VENTICINQUE ANNI E NON SENTIRLI

A discapito di quanto si possa dire nel bene e nel male, Warcraft fa parte di uno di quei franchise che difficilmente può essere gettato alle ortiche senza diritto di replica. L’opera creata ormai venticinque anni fa negli studi della Blizzard ha accompagnato i pomeriggi della mia adolescenza da quando ho memoria, introducendomi agli strategici in tempo reale di stampo fantasy regalandomi una storia epica, accompagnata da altrettanti personaggi degni di nota.
Difficile parlare di Warcraft senza citare il principe Arthas o Illidan o senza pensare al capitolo strategico lasciando da parte quello appartenente agli MMO. Nel corso degli anni World of Warcraft si è rafforzato e migliorato, ha continuato a scrivere la propria storia senza guardare in faccia nessuno e, sebbene alcune scelte puramente “registiche” non siano piaciute proprio a tutti (sento ancora i commenti negativi su Cataclysm o sui Pandaren), la community intorno al gioco è rimasta praticamente la stessa, alternandosi nei periodi di magra e/o nei grandi flussi di ban. La cinematica mostrata durante la BlizzCon 2019, però, ha dimostrato ancora una volta la capacità di Blizzard di lasciare tutti col fiato sospeso: 5:23 minuti di puro godimento, durante le quali abbiamo assistito all’ascesa del potere di Sylvanas, alla disfatta del Lich King (Bolvar) e alla distruzione del velo che separa il mondo di Azeroth da quello delle Shadowlands.

La cinematica mostrata ha dimostrato ancora una volta la capacità di Blizzard di lasciare tutti col fiato sospeso

Le novità al momento sembrano riguardare il sistema di gioco intorno al concetto di farming e del PvE, nel senso che adesso potremo esplorare cinque nuove zone pronte a regalarci, acquistando prestigio con le fazioni relative alle congreghe che le abitano, dei nuovi interessanti bonus accompagnati da una sorta di armatura retaggio. Da vampiri a creature fatate, passando per quello che sembra essere la prosecuzione di Naxramax (ovvero Maldraxxus), la novità più interessante riguarda il level-cap che tornerà paradossalmente a essere il 60. In pratica i giocatori inizieranno la nuova espansione dal livello 50, mentre invece chi ricomincerà da capo potrà accedere a un diverso sistema di progressione, pensato per rendere l’esperienza molto più dinamica che in passato. Non si capisce ancora bene cosa succederà a livello di endgame, ma la costruzione della storia e la piega degli eventi decretata con Battle for Azeroth sembra voler toccare nuove corde, lasciandoci intendere che forse gli Dei Antichi verranno nuovamente messi da parte nel corso di quest’anno (o almeno fino all’arrivo della nuova espansione). Sinceramente la contestualizzazione della storia mi ha colpito molto, così come l’ascesa compiuta da un personaggio come Sylvanas, spesso sottovalutata in passato ma adesso veramente in grado di poter modificare le sorti di Azeroth. Io, da elfo della notte, ancora piango il rogo di Teldrassil, non me ne vogliate!

DRAGHI CARTACEI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

Da un po’ di tempo a questa parte anche Hearthstone, il gioco di carte confezionato in casa Blizzard, ha cambiato lievemente il suo modo di intendere i card game virtuali. Lo abbiamo imparato nel tempo grazie all’evoluzione delle avventure, uno degli unici elementi giocabili in solitaria, che sono cresciute nel tempo rinunciando a parte della loro difficoltà. Sebbene le meccaniche siano cambiate per favorire un gioco più dinamico, modificando come di consueto il meta dei match sfruttando anche un pizzico di casualità nelle partite di ladder (e non), il titolo ha continuato a inserire nuove carte dopo ogni espansione tematica, confezionando buoni traguardi a livello di affiatamento della community.blizzcon 2019

un tentativo laborioso utile a dare un’identità univoca al prodotto

Dopo l’arrivo delle ultime due espansioni, Ascesa delle Ombre e Salvatori di Uldum, Blizzard ha cercato di costruire un canovaccio narrativo più solido, intrecciando delle storie coerenti tra loro cercando di creare una continuità narrativa tale da renderle avvincenti e interessanti. Certo, non si parla del materiale elaborato confezionato per Starcraft, Warcraft e Diablo, ma parliamo comunque di un tentativo laborioso utile a dare un’identità univoca a un prodotto che nasce da una di queste, un po’ come sta(va) facendo anche Heroes of the Storm. In questa ultima avventura degli operatori del M.A.L.E. lo scopo dei nostri eroi è fermare Rafaam e amici dal riuscire a risvegliare il potente drago Galakrond. Le novità non finiscono comunque qui, giacché sembra che gli autori del gioco abbiano voluto inserire per l’occasione anche una modalità Battlegrounds, dove otto giocatori si danno battaglia scegliendo delle carte, match dopo match, all’interno della taverna di Bob. Lo schema di ingaggio è interessante, praticamente sarà possibile innalzare il livello della taverna spendendo delle preziose monete a nostra disposizione, facendo partire una modalità auto-battle dove i minion sul campo si daranno battaglia.

RICOMINCIO DA DUE

Per quanto mi riguarda la vera ciliegina sulla torta di questa BlizzCon 2019 riguarda l’annuncio di Overwatch 2, praticamente un nuovo pacchetto che vuole enfatizzare il successo stratosferico dello sparatutto in prima persona, lasciando però emergere anche una modalità storia particolarmente interessante. Al netto delle frasi di rito legate a un passaggio importante come questo, il PvP competitivo confezionato dalla Blizzard ha condotto nel suo grembo una community di giocatori affiatatissima, pronti a darsi battaglia in campionati esport di livello, seguiti in tutto il mondo anche dall’utenza più generalista.blizzcon 2019

per un giocatore appassionato del franchise si tratta di una vera e propria rivoluzione senza passare dal via

Tornando al gioco, sembra che questo capitolo due voglia concentrarsi appunto sulla storia degli eroi in Overwatch, inserendo questo story mode composto da missioni dove i giocatori, in gruppo, potranno scegliere un personaggio da far scendere in campo, personalizzandole al contempo il loadout delle abilità. Potrebbe sembrare una sciocchezza, ma per un giocatore appassionato del franchise si tratta di una vera e propria rivoluzione senza passare dal via. Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli in merito alla progressione, praticamente il fattore principale legato allo sviluppo di una modalità singola, ma in cuor mio sento che Overwatch 2 potrebbe effettivamente riuscire a cambiare gli equilibri, offrendo ai giocatori un discreto intrattenimento suddiviso per sfere di interesse. A oggi le modalità singole come la sfida di Halloween o il Lucio Ball vengono giocate per sbloccare più velocemente forzieri grazie alle ricompense arcade, ma nulla vieta che un domani, con una migliore costruzione alle spalle, potrebbero guadagnare punti risultando molto più accattivanti e contestualizzate.
Chi avrà speso ore e ore della propria vita intorno al gioco sarà felice di sapere, Kaplan lo ha praticamente sillabato piano piano, che ogni ricompensa e skin sarà mantenuta al passaggio dal primo al secondo capitolo.blizzcon 2019Il risultato di questa BlizzCon, al netto dei vari accadimenti intercorsi durante l’anno (primo fra tutti Blitzchung), determina che la software house americana è ancora vogliosa di seguire la propria community passo dopo passo, cercando di produrre contenuti al passo con i tempi senza lasciare indietro ogni possibilità. I risultati li vedremo con il tempo, ma al momento il progetto che mi lascia più hype è sicuramente quello di Diablo IV. Staremo a vedere!

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