La mia next-gen su Series X – Speciale

Dopo la recensione della console, è il momento di parlare di giochi. E anche se mancano esclusive di peso, le differenze rispetto al passato su Series X ci sono e si vedono.

Quando una decina abbondante di giorni fa vi abbiamo potuto finalmente parlare della Xbox Series X che custodivamo ormai da un paio di settimane in segreto, la nostra analisi si è concentrata soprattutto sull’hardware. Non è stata una scelta casuale, ma motivata da una disponibilità piuttosto limitata di titoli ottimizzati per Series X al momento della scadenza del nostro embargo. Come già detto in fase di recensione, in quel 5 novembre solo cinque giochi sfoggiavano già la versione ottimizzata per la next-gen, segnalata da un’apposita icona sullo store: Gears 5, Forza Horizon 4, The Touryst, Sea of Thieves e l’inedito Gears Tactics. Da allora però una manciata di nuovi titoli si sono aggiunti alla collezione di giochi che tramite un aggiornamento specifico, e non nativamente, sfruttano le potenzialità della nuova ammiraglia Microsoft. Manca sempre un’esclusiva, un pezzo da novanta sviluppato appositamente per dimostrare le potenzialità di Series X (come Marvel’s Spider-Man: Miles Morales su PS5, per intenderci), ma le cose iniziano a farsi comunque interessanti.

LA PUNTA DI DIAMANTE: GEARS 5

È senza dubbio il titolo sviluppato da The Coalition quello che ha giovato maggiormente della revisione grafica apportata in concomitanza col lancio di Xbox Series X. La versione che viene scaricata sulla nuova console Microsoft differisce da quella base rilasciata su Xbox One per l’aggiunta del pack PC Ultra, e la differenza si nota. A partire dall’incremento in qualità delle texture, provenienti dalla versione Ultra HD per PC, che a 4K fanno una gran figura, rendendo il gioco indistinguibile dalla controparte per PC fatta girare, per l’appunto, a dettagli ultra. E se durante i momenti di gioco è più difficile rendersene conto a causa del continuo movimento, durante le cinematiche renderizzate al momento attraverso il motore grafico la differenza diventa evidente.

next gen series x

Impressiona parecchio il risultato raggiunto da un titolo tutto sommato datato come Gears 5.

Con Gears 5, insomma, l’impressione è che non si sia mai visto prima nulla di simile su console, in termini di qualità visuale, benché si tratti di un gioco non di primo pelo. Il balzo, oltre tutto, non è stato compiuto a scapito delle performance. Il framerate è bloccato su 60 FPS granitici in qualunque situazione, con l’eccezione di una singola area che evidentemente crea problemi, dove l’occhio più attento può notare una piccola perdita di frame, ma serve essere un cyborg per accorgersene ad occhio nudo.

A FARE LA DIFFERENZA, SU GEARS 5, è LA TECNOLOGIA CHE CONSENTE DI MANDARE A VIDEO PARTI DIVERSE DELL’IMMAGINE A DIFFERENTE RISOLUZIONE

L’obiettivo è stato centrato grazie a una tecnologia che consente di mandare a video parti diverse dell’immagine a differente risoluzione: ciò significa che mentre il personaggio in primo piano può essere in 4K, pezzi dello scenario sullo sfondo potrebbero essere renderizzati a una risoluzione minore, poiché sarebbero comunque sfuocati per la diversa messa a fuoco. Ho provato a farci caso, ma naturalmente questa tecnica tiene in considerazione dove l’occhio tende a posarsi a seconda dell’importanza di ciò che accade in scena: dannati sviluppatori sempre più furbi di me.

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