The Elder Scrolls V: Skyrim – Dieci anni e non sentirli

Se vi chiedessi di chiudere gli occhi e pensare al gioco di ruolo che più di altri, a prescindere dalle buone intenzioni degli sviluppatori e dai vostri gusti soggettivi, abbia segnato il vostro background videoludico con un solco indelebile impresso nella memoria, sono sicuro che almeno uno di voi su dieci mi risponderà citando The Elder Scrolls V: Skyrim.

skyrim speciale

Lo so. Il quesito che vi ho posto è tanto terrificante quanto bastardo, visto e considerato che non credo ce ne sia uno che possa primeggiare a tutto tondo sugli altri, e ammetto che anch’io, cresciuto a ritmo di pane, burro, alici e Baldur’s Gate, avrei avuto difficoltà a dare una sola risposta secca in merito. Probabilmente mi sarei nascosto dietro alle solite scuse, usando degli slang anglofoni che oggi ci piacciono tanto, e avrei spregiudicatamente risposto con la mia “top five” dei giochi di ruolo che hanno segnato il mio background videoludico. A prescindere da classifiche e amori che non passano mai, o si rinnovano nel tempo perché no, l’occasione di questo piccolo sfogo su carta digitale rincorre in realtà la celebrazione del decennale di The Elder Scrolls V: Skyrim, titolo pubblicato da Bethesda nel 2011 che è riuscito, nel corso degli anni, a tenere incollati milioni di giocatori davanti a praticamente qualunque piattaforma di gioco, restando ancora oggi un titolo dignitosissimo e nemmeno invecchiato troppo male. I più pignoli staranno bacchettando le mie parole borbottando che il gioco è effettivamente uscito dieci anni fa, però a novembre, ma ho creduto che l’occasione dell’uscita della nuova espansione tematica di Elder Scrolls Online (precisamente Blackwood o I Cancelli di Oblivion) potesse un po’ fungere da collante col fine di ravvivare l’interesse verso il franchise, ricordando come una formula videoludica riuscita possa davvero funzionare anche a distanza di moltissimi anni.

THE ELDER SCROLLS V: SKYRIM STA PER COMPIERE DIECI ANNI: QUALE OCCASIONE MIGLIORE PER RICORDARNE L’IMPORTANZA?

Faccio il “vecchio” per dieci secondi ricordando ai miei coetanei, o a chi avesse seguito dal vivo il percorso di presentazione del gioco, il mood che seguì il primo trailer. Una bomba di adrenalina che si arrampicava sul petto partendo dalle viscere, quando la colonna sonora cambiava ritmo fotogramma dopo fotogramma mentre la voce del narratore, udita tanto quanto basta, troneggiava con quell’ultima parola che sembrava uscire dallo schermo con la stessa potenza di uno degli urli che avremmo successivamente usato nel gioco: DRAGONBORN!





Un susseguirsi di immagini, la voglia di strapparti i vestiti di dosso manco fossi una groupie al concerto della tua rock band preferita, la certezza che non appena saresti uscito dal negozio con la tua copia tra le mani saresti arrivato a casa per vivere un’avventura che ti avrebbe segnato indelebilmente, al punto di affrontare un drago testa a testa anche quando eri stato abituato, giocando a Dungeons & Dragons, che non ti sarebbero bastati nemmeno qualche D20 di fila per scalfire la corazza naturale di questo animale poderoso senza le armi giuste.

Continua nella prossima pagina…

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