Alan Wake e il suo lago di oscurità

Citatemi qualche nome di videogiochi che ha lasciato un segno indelebile nel cuore e nella mente di tutti i videogiocatori, magari dopo una sola iterazione, la stessa su cui si è costruita un fandom impressionante nel corso degli anni. Sono sicuro che tra questi titoli troverete anche il buon Alan Wake.





Di questo speciale, che cade veramente a fagiolo in modo totalmente inaspettato – e per l’occasione rivisto – si vuole narrare di una storia accaduta tanti anni fa. Era fine estate, seconda parte di agosto sicuro, mi reco in edicola a comprare Giochi per il Mio Computer, numero di settembre 2005, ricordo anche che aveva come allegato Hitman: Silent Assassin e sulla copertina uno strillo importante, giacché si proponeva un report speciale sul nuovo gioco di Remedy, Alan Wake. Il nome di Remedy in quel momento era sulla cresta dell’onda, specialmente dopo il successo di Max Payne 2, ma non tutti sanno che dopo le glorie delle due avventure noi-hard boiled lo sviluppo di Alan Wake fu uno dei più travagliati. Dal suo annuncio in uno stato più che avanzato fatto nel 2005, il gioco uscì solo nel 2010. Cosa è successo in questo tempo intercorso? Tante. Troppe cose. Ma prima di proseguire l’invito è vedervi il video lasciato qui sopra. Vedetelo tutto, poi tornate qui.

NON È UN LAGO

Come non molti sanno, il titolo originariamente era qualcosa di estremamente ambizioso. La promessa iniziale era proprio quella di presentare un mondo di gioco molto simile ad un open world, dunque la possibilità di presentare un gameplay simile a quello di Max Payne non più però ristretto ai corridoi che caratterizzavano quel titolo. Addirittura l’outfit di Alan avrebbe potuto essere cambiata direttamente dal giocatore – una cosa che oggi sembra banale, scontata, ma quindici anni fa non era così – e ci sarebbe inoltre stata la possibilità di muoversi per diversi punti di Bright Falls con la propria auto.

alan wake

Con il passaggio dal giorno alla notte, dettato da un apposito ciclo, gli incubi scritti nei romanzi di Alan avrebbero preso vita in quella sinistra cittadina. Era proprio questo il succo di quello che veniva riportato in quelle pagine di GMC ed io, come tanti altri ragazzi, avevo una fiducia incredibile nel nome di Remedy. Poi qualcosa si ruppe, per ben tre anni di Alan Wake si persero le tracce. Non ci sono fonti ufficiali, ma le più accreditate parlano di un passo più lungo della gamba, bellissime le intenzioni, ma difficili da concretizzarsi.

Continua nella prossima pagina…

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