Evercade EXP: finalmente ci siamo – Speciale

Blaze Entertainment ha presentato Evercade EXP, la sua nuova “retroconsoleportatile, e finalmente risolve il suo problema maggiore: l’appeal dei giochi a disposizione.

Pensiamoci: siamo nei primi anni Novanta e ancora ci piace andare in sala giochi. Ormai conosciamo i classici degli arcade a memoria, perché ci abbiamo inserito tonnellate di monetine, ma gli astri del momento sono Street Fighter II, Ghouls ‘n Ghost, Strider, Final Fight, R-Type: non sarebbe fantastico poterli giocare come si vuole, quando si vuole, dove si vuole?

siamo nei primi anni Novanta e ancora ci piace andare in sala giochi

Certo, al giorno d’oggi ci sono dozzine di console portatili dalla dubbia fibra morale che permettono di farlo: basta piazzarci dentro le ROM prelevate dai cabinati, reperibili facilmente su Internet, e il gioco è fatto.

Evercade EXP

Venti centimetri di lunghezza, 8 di larghezza e due di spessore: le misure della felicità…

Ma se volessimo invece poter giocare legalmente, magari dopo aver estratto dalla sua scatola una comoda cartuccia e averla inserita in una console come il Lynx o il Game Boy, dopo aver annusato il profumo del manuale? Ecco, queste sono emozioni che non hanno un prezzo, o forse sì che ne hanno uno: i 149 euro necessari all’acquisto di una Evercade EXP.

L’EVOLUZIONE “INCLUSIVA”

Blaze Entertainment ha fatto del retrogaming legale una missione. Le sue fortune cominciarono alcuni anni fa con l’introduzione del primo handheld Evercade, un sistema a cartucce che permetteva di giocare a diversi titoli del passato contenuti su apposite cartucce, ma raccolti in modo che su ciascuna scheda ci fossero più giochi tra cui scegliere. Non mancò lo scetticismo; per quanto la console non fosse affatto malvagia (anzi), si scontrava con due grossi ostacoli: la pirateria dilagante e la quantità di giochi effettivamente a disposizione, una goccia nell’oceano del retro-ludo, con pochi titoli effettivamente di grido.

Evercade si scontrava con due grossi ostacoli, la pirateria dilagante e la quantità di giochi effettivamente a disposizione

Ma questi ostacoli non le impedirono di crearsi una fan base e di lanciare, soltanto l’anno scorso, una versione fissa – da collegare alla TV in salotto – per giocare alla stessa line-up che, nel frattempo, cresceva e si arricchiva di altri classici degli anni Ottanta, oltre che di qualche gioco nuovo di zecca come l’ottimo Alwa’s Awakening.

Si arriva così alla grande novità di oggi, una nuova versione dell’handheld che già contiene, preinstallati nel firmware, ben 18 classici della sala giochi e non sono titoli qualunque, sono grandissimi classici della Capcom: 1942, 1943, 1944 The Loop Master, Bionic Commando, Captain Commando, Commando, Final Fight, Forgotten Worlds, Ghouls ‘n Ghosts, Legendary Wings, MERCS, Street Fighter II Hyper Fighting, Strider, Vulgus e versioni a 8 e 16 bit di Mega Man (8-bit), Mega Man 2 (8-bit), Mega Man X (16-bit) e Breath of Fire (16-bit).

la nuova versione dell’handheld contiene ben 18 classici Capcom della sala giochi

Per precisi accordi di licenza, questi giochi sono inclusi nella console e non potevano essere commercializzati su cartuccia: i fan di Evercade, dunque, dovranno necessariamente munirsi di una EXP se vogliono giocarli. Non è finita qui, perché nella scatola troviamo anche una cartuccia aggiuntiva con alcuni arcade della Irem: R-Type, Moon Patrol, 10-Yard Fight, Lightning Swords, Battle Chopper e In The Hunt.

Evercade EXP

Sua maestà R-Type, uno dei più famosi side shooter della storia, in tutta la sua gloria originale.

Qualcuno storcerà il naso notando che il proprio gioco preferito ancora non c’è o rammentando che, difficilmente, vedremo mai girare roba di SEGA o Nintendo sul “concorrente” Evercade, ma nell’elenco qui sopra c’è un importante spaccato dell’epoca degli arcade e possiamo mettercelo in tasca, spazio permettendo.

NOVITÀ HARDWARE

L’Evercade EXP ha un look molto più moderno della precedente. Se col primo modello Blaze intendeva fare il verso alle usanze degli anni Ottanta, con righe rosse e bottoni che ricordavano piuttosto smaccatamente gli schiacciapensieri e i giochi elettronici di quarant’anni prima, l’EXP si presenta piùsleek”, totalmente bianca e con dimensioni leggermente inferiori al passato, pochi millimetri ma sempre apprezzabili.

L’Evercade EXP ha un look molto più moderno della precedente

La novità più vistosa, chassis a parte, è la presenza di uno schermo da 4,3” di qualità migliore, essendo un LCD IPS da 800×480 pixel (contro i 480×272 pixel del vecchio modello) e dei due pulsanti A e Bripetuti” nell’angolo in basso a sinistra dello schermo. Un accorgimento che non è certo lì per caso, ma perché con un apposito pulsantino, posizionato nel lato inferiore della console, è possibile passare dalla normale visualizzazione orizzontale a quella verticale (modalità tate) e viceversa: i comandi della croce direzionale cambiano di conseguenza, così è possibile impugnare l’handheld come se fosse un grosso telefono cellulare e usare il pollice della mano destra per “sparare”.

Il lato inferiore: volume, alimentazione, cuffie e pulsante per la modalità verticale.

L’aumento della risoluzione e del parco giochi emulato è ben supportato dal nuovo processore centrale da 1,5 GHz, presumibilmente un parente stretto (se non lo stesso) della console fissa Evercade VS, di cui abbiamo parlato esattamente un anno fa, anch’esso un passo avanti rispetto al modello da 1,2 GHz impiegato in passato.

L’aumento della risoluzione e del parco giochi emulato è ben supportato dal nuovo processore centrale

C’è anche un’uscita mini-HDMI per collegare l’handheld alla TV, ma l’uscita è limitata alla risoluzione 720p (la stessa dei TheC64, per fare un paragone) contro i 1080p dell’Evercade VS, ma ci teniamo a sottolineare che per i classici del passato è tuttora più che sufficiente: chi vuole giocare a Street Fighter II o a Strider sul mega-schermo in salotto può farlo tranquillamente.

Il lato superiore: uscita HDMI, vano per le cartucce e pulsante d’accensione.

La ricarica della batteria da 3000 mA avviene per mezzo di una porta USB di tipo C e l’autonomia dalla rete elettrica è di 4-5 ore.

IMPRESSIONI D’USO

Non c’è dubbio che l’inclusione dei classici di Capcom costituisca un notevole balzo in avanti per l’appetibilità dell’Evercade EXP, più che della line-up in generale, visto che è possibile giocarli soltanto su questo modello.

A breve uscirà anche una collection di giochi della Toaplan, tra cui il meraviglioso Snow Bros.

Da ragazzino ho amato molti dei giochi inclusi e l’unico neo della collezione è – almeno dal mio punto di vista – l’assenza di Ghosts ‘n Goblins, benché il suo seguito sia stato giustamente inserito.

Truxton, disponibile nella cartuccia (a parte) Toaplan Arcade 1, assaporato in modalità tate.

Non è certo la prima volta che potremmo giocare a 1942 o a Street Fighter II su una console portatile, ma farlo con la consapevolezza che sì, quello è proprio l’originale e non stiamo facendo nulla di illegale ha tutto un altro sapore.

Da ragazzino ho amato molti dei giochi inclusi e l’unico neo della collezione è – almeno dal mio punto di vista – l’assenza di Ghosts ‘n Goblins

Ho apprezzato molto l’idea della modalità tate, ma trovo il peso e le dimensioni dell’EXP eccessive per sostenerla: dopo qualche partita sono tornato a usare la modalità landscape con i titoli “verticali”, anche a costo di vedere la grafica ulteriormente miniaturizzata. Comunque sia, una delle maggiori lacune per cui mi ero lamentato l’anno scorso – lo scarso carisma della line up – è stata sicuramente colmata in qualche maniera e se volessi a ogni costo una console portatile capace di di restituirmi i riti del passato, come scartare la confezione di una cartuccia e infilarla nell’apposito vano, sicuramente sceglierei questa. Restano ancora aperti alcuni nodi come la possibilità di giocare in due ai titoli collaborativi (tutt’ora preclusa, sebbene in via di sviluppo) e la mancanza di altri titoli importanti, ma siamo certi che Blaze Entertainment ci stia lavorando.

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