Armiga, la retro-console per l’ex amighista - Speciale

Vi piacerebbe rigiocare ai grandi classici dell’Amiga 500 o del suo successore A1200, con tutta la spettacolare comodità del vostro nuovo televisore da 89 pollici? Collegarvi i computer originali diventa sempre più difficile, per una questione di cavi e di tecnologie video, ma con una spesa relativamente contenuta è possibile farsi mandare a casa una soluzione ad hoc caratterizzata, fra l’altro, da una scocca piacevolmente vintage e – almeno nel modello più costoso – dalla rassicurante presenza di un drive per floppy disk. Stiamo parlando dell’Armiga, il cui nome è derivato dalla fusione della tecnologia attuale (ARM) su cui gira l’emulatore, e dal nome del sistema emulato (l’Amiga).

ASPETTO VINTAGE

L’Armiga è disponibile in due versioni: una più economica, da 119 euro, che comprende solo la scheda madre e il software di controllo, e una più grande e costosa, da 169 euro, che include anche un drive per i floppy disk. Entrambe sono incapsulate in un case che, piuttosto furbamente, trae ispirazione dalle note feritoie orizzontali che caratterizzarono gli involucri esterni dei computer Commodore, in particolare il C128, il C64c e gli Amiga 500, 600 e 1200, con tutte le loro varianti.

Armiga Speciale immagine 01

Il modello include una micro-SD, un filo di alimentazione USB con annesso alimentatore e un cavo di collegamento HDMI

Sotto di esse, si sviluppa il logo della console, del tutto simile a quello usato da Commodore per la serie Amiga. A prima vista, insomma, sembra proprio di essere “tornati a casa” dopo tanti anni, sebbene la sensazione svanisca subito, non appena ci si trova in mano una micro-SD, un filo di alimentazione USB con annesso alimentatore e, soprattutto, un cavo di collegamento HDMI, con cui possiamo sfruttare le connessioni ad alta definizione delle TV moderne. Il modello a nostra disposizione è quello completo di disk drive, e ci è arrivato in una normale scatoletta in cartone del servizio postale spagnolo. Non ci è sembrato quindi il caso di girare video sull’unboxing, visto che non è chiaro con quale confezione arriverà agli utenti finali. In ogni caso, l’imballaggio ha fatto il suo dovere e non si sono verificati danni durante il trasporto.

L’HARDWARE

Dentro l’Armiga troviamo una piccolissima scheda madre Cubieboard2 (un concorrente orientale del più noto Raspberry Pi), il cui cuore pulsante è un SoC dual-core Allwinner A20 (ARM Cortex-A7 da 1,2 GHz) dotato di una GPU Mali400 MP2 da 960 MHz. Ha la stessa potenza di un cellulare di fascia medio/economica, più che sufficiente per far girare in modo dignitoso l’emulazione di un A500 o di un A1200 per mezzo di UAE4All, un emulatore finalizzato principalmente al lato ludico della piattaforma. Armiga Speciale immagine 05Ma la Cubieboard2 è una schedina “maker-oriented” e, pertanto, dispone anche di 96 linee di comunicazione che i progettisti dell’Armiga hanno deciso di utilizzare per il disk drive da 3,5”, attraverso un microcontroller sviluppato per l’occasione. Questo drive, è bene dirlo chiaramente, non permette di usare i floppy direttamente: può solo trasformarne il contenuto in file .ADF, quelli usati da tutte le versioni dell’UAE, per consentirvi di montare questi ultimi in emulazione.

Si tratta di un compromesso agrodolce fra i nostri sogni (già pregustavamo il momento in cui avremmo infilato il “dischetto blu” e giocato, ma almeno per il momento non si può fare), e una più difficile realtà in cui neanche i PC, pur con la loro complessità, sono in grado di leggere agevolmente i vecchi dischetti dll’Amiga, se non con i (costosi) controller Catweasel. L’Armiga con drive, dunque, potrà servirvi solo se avete tanti floppy che non sapete come convertire in formato ADF, mentre sarà un orpello scenografico del tutto inutile se la vostra collezione di software per Amiga è già stata interamente convertita in immagini digitali.

“ARMIGAOS” E ANDROID

Tutto il lato emozionante dell’Armiga è memorizzato in una scheda micro-SD fornita in dotazione (che vi consigliamo di copiare appena possibile, per sicurezza). Su di essa sono memorizzati il sistema operativo Linux, l’emulatore UAE4All customizzato e l’interfaccia grafica “stile mediacenter” con cui possiamo interagire, in estrema scioltezza, con un joypad, un mouse o la tastiera, opportunamente collegati a una porta USB (su questo, però, torneremo in seguito).

sulla micro-SD in dotazione sono memorizzati Linux, l’emulatore UAE4All customizzato e l’interfaccia grafica “stile mediacenter”

Se proviamo ad avviare la console senza la micro-SD partirà Android. Quest’ultimo, ve lo diciamo subito, non è altrettanto “attraente”: permette di vedere video, di navigare il web, di ascoltare musica, di visualizzare immagini, di gestire con la console buona parte delle App che potremmo normalmente installare su un telefono, ma l’interazione con mouse e tastiera è piuttosto imprecisa. Alle volte, per muoversi è necessario ricorrere al tastierino numerico (e se manca, sono dolori), in altre circostanze bastano i tasti cursore, e non siamo riusciti nemmeno a modificare le impostazioni video per rimuovere i bordi laterali dallo schermo (e dire che stavamo usando formalmente la stessa risoluzione). Insomma, può servire da media center di emergenza, ma l’impalcatura software allestita dal team Armiga sulla micro-SD è qualitativamente superiore e userete questo dispositivo quasi esclusivamente allo scopo per cui è venduto. Considerate, quindi, il lato Android un “di più” che potete tranquillamente ignorare.

EMULAZIONE (QUASI) PERFETTA

L’avvio del sistema è rapido e, in una manciata di secondi, l’Armiga carica il kernel di Linux e l’interfaccia con cui interagire. Il sistema di controllo “universale”, in questo caso, è rappresentato da un joypad standard Xbox. Con uno dei pulsanti posteriori possiamo passare agevolmente dall’emulatore del joystick a quello del mouse o della tastiera, e usare quindi la levetta analogica per spostare il puntatore.

Armiga Speciale immagine 03Per quanto riguarda la tastiera, è però mille volte preferibile usarne una vera, collegandola alla seconda porta USB disponibile. E, qui, si intravede uno dei limiti della console: ci sono solo due porte USB a disposizione. Il che significa che fra mouse, joypad, tastiera ed eventuali pendrive dobbiamo sempre rinunciare a qualcosa. Fortunatamente, funzionano sia il wi-fi sia la porta ethernet, per cui è possibile trasferire software da un computer alla scheda SD (ricordate… fatene una copia subito!) per mezzo del protocollo FTP. L’operazione è molto semplice di per sé, ma la documentazione in PDF inclusa nell’apparecchio comunque spiega tutto, passo dopo passo, in modo facilmente comprensibile.

La velocità con cui girano i giochi è quella originale. Potrebbe verificarsi qualche rallentamento, ma il team sta ottimizzando il software

Gli Amiga emulati sono solo l’A500 (espanso) e l’A1200; passare dall’uno all’altro richiede qualche istante e, come avveniva nelle macchine originali, a seconda del software possono verificarsi incompatibilità con l’uno o con l’altro. Prima di rinunciare a un classico, insomma, provate a cambiare il modello emulato. La velocità con cui girano i giochi è sostanzialmente quella originale delle due piattaforme: potrebbe verificarsi qualche rallentamento, ma il team Armiga sta costantemente ottimizzando il software per risolvere tutti i problemi. Nelle ultime revisioni di “ArmigaOS”, per esempio, sono stati risolti diversi problemi che riguardavano la reattività dei controlli, l’emulazione del chipset AGA e, cosa che ancora affliggeva l’apparecchio quand’era in mio possesso, alcuni fastidiosi flickerii verso il basso e verso l’alto dell’immagine, che chiaramente non dipendevano dalla modalità grafica utilizzata. Insomma, sotto il cofano di questo progetto c’è un grande lavoro che gli appassionati spesso sottostimano, ma che giustifica il prezzo piuttosto elevato della console.

SOLO PER I GIOCHI

L’Armiga è un prodotto giovane e, pertanto, in divenire. La base Cubiboard2 e l’emulatore UAE4All, tuttavia, non sono adatti per gli utilizzi più “seri” dell’Amiga. Ci si può giocare e si possono lanciare le demo “da ADF”, ma solo gli utenti più in gamba riusciranno ad attivare aspetti come l’emulazione Picasso 96, l’aggiunta di un hard disk con il sistema operativo e così via. Il Workbench e le sue applicazioni, tuttavia, esulano completamente dalle finalità del progetto. Va quindi da sé che chi ha già un PC, e sa usarlo, può rivolgersi a prodotti software come Amiga Forever o Icaros Desktop, se non addirittura al solo WinUAE con tutti i frontend possibili e immaginabili, per ottenere risultati analoghi se non addirittura migliori.

Armiga Speciale immagine 04Ciò che rende preferibile l’Armiga per giocare sulla TV in salotto, invece, sono la sua semplicità d’uso e il design che ricorda, in tutto e per tutto, le linee dei case originali Commodore. Sarà anche un oggetto da nerd o da fanatici del retrocomputing, ma il suo fascino è indiscutibile. Uno sfizio che denota una grande passione per la piattaforma storica, per cui sono stati scritti centinaia di giochi indimenticabili, e che ha bisogno solo di poche limature per essere perfetto. Noi, però, un consiglio ci sentiamo di darlo lo stesso: perché non includere anche un emulatore di C64? Armiga potrebbe così diventare la “retroconsole” definitiva!

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