Mobile Machine #03

mobile machine 03Ultime settimane gustose nel mondo mobile, tanto da aver fatto fatica a lasciare fuori alcuni giochi comunque simpatici, che magari recupero per la prossima puntata. Avrei voluto anche inserire Ghosts ‘n Goblins Mobile per un discorso nostalgico, ma il mancato supporto per pad MFi è una scelta talmente folle da parte di Capcom che trasforma un’ottima conversione in un’occasione mancata, perché provateci voi a salvare la pelle al buon vecchio Arthur con i controlli touch!


Card Thief

mobile machine 03Di sicuro il gioco del momento, nonché una vera e propria droga ammazzatempo come non se ne vedeva una dai tempi di Reigns. La nuova opera di TiNYTOUCHTALES è l’erede spirituale di Card Crawl e, come il suo predecessore, reinterpreta in forma di solitario (sì, quello con le carte) un genere ludico di tutt’altra fattura. Se nel caso del primo titolo pensato da Arnold Rauers il genere di riferimento era quello dei dungeon crawler, Card Thief trasforma in un appassionante gioco di carte gli stealth game, riuscendo miracolosamente a restituire sia il senso di segretezza che la necessità di avere sangue freddo. Nei panni di un ladro mascherato bisogna portare a termine quattro colpi, e per farlo bisogna consumare il mazzo degli scarti composto da guardie, mostre, bottini e porte da scassinare muovendosi su una griglia 3×3 in stile Threes. Ogni mossa ha un costo in punti stealth, e una serie di regole di ingaggio determinano variazioni all’ammontare di punti che dobbiamo spendere o, al contrario, possiamo guadagnare. Il meccanismo dei punti si applica anche al valore dei tesori, per cui ogni stage diventa anche una lotta psicologica fra l’inevitabile sete di ricchezza che ci porta ad accumulare il bottino e il terribile senso di rischio che si prova aspettando l’ultimo turno per scassinare il ricco forziere. Card Thief si basa molto sulla reiterazione e, come in una sorta di roguelite, ripetendo più volte gli stessi livelli si accumulano gettoni per sbloccare poteri aggiuntivi ed equipment. A spezzare un po’ la monotonia del ripetere sempre la stessa missione più volte ci pensa la sfida giornaliera, però, ecco… per quanto estremamente appassionante e capace di incollare allo smartphone, forse l’unica pecca di Card Thief è una certa inclinazione al grinding. Resta però un concept semplice, efficace e molto profondo all’atto pratico, nonché adattissimo al gioco in mobilità, se non altro per godersi una cornice estetica sontuosa grazie agli artwork di Max Fiedler e all’audio curato da Oliver Salkic.

Active Soccer 2 DX

mobile machine 03Giuseppe Troiano, a differenza di qualcuno di un po’ più famoso e arrogante, sa come riadattare il buon vecchio calcio arcade al tempo presente, e la saga di Active Soccer ne è la dimostrazione. Il secondo episodio non ha avuto così tanto successo su console, ma, a mio avviso, trova la sua perfetta collocazione su mobile. A un costo irrisorio, infatti, ci si porta in tasca il miglior connubio possibile tra la filosofia di Kick Off e quella di Sensible Soccer, per altro perfettamente giocabile con i controlli touch e piena di piccole finezze, come il grande ritorno del “muddy pitch”. Active Soccer 2 DX è davvero tutto quello che un calciofilo virtuale nostalgico possa desiderare, e l’intelligente possibilità di impostare diversi parametri che incidono sui controlli, sull’inerzia dei giocatori e la fisica del pallone permette di decidere se giocare con uno stile più incline a quello pensato da Dino Dini o a quello glorificato da Jon Hare. Io sono sempre stato pro Sensible Soccer, e Active Soccer 2 DX riesce a essere un ottimo surrogato dei magici momenti passati a giocare a SWOS su Amiga. Tra l’altro, dall’interfaccia alle valutazioni dei giocatori, passando per la schermata delle tattiche, è proprio al capolavoro di Hare cui il gioco di Troiano si avvicina maggiormente, vuoi anche per una modalità carriera che ricalca pure nelle fasi di mercato e di gestione della squadra quanto vissuto negli anni ’90. Active Soccer 2 DX però, non è solo un’operazione nostalgica, e al di là della presenza delle squadre attuali (con nomi dei giocatori leggermente storpiati), può vantare una grafica 3D che si sposa benissimo con la visuale a volo d’uccello. Tra l’altro, se su console il tutto poteva sembrare magari un po’ povero, su smartphone fa la sua porca figura, e regala emozioni intense nella gioia dei 60 fps di puro after touch.

Bethesda Pinball

mobile machine 03Quando l’ho scaricato ho pensato che ci avrei giocato tipo due volte e poi l’avrei cancellato, anche perché alla vista dei tavoli a pagamento avevo derubricato l’operazione come una roba un po’ cheap e succhiasoldi. E invece, senza spenderci un euro, mi son trovato come uno scemo a infognarmi sul tavolo di Fallout 4 e a sfidare gente online come se fossi in uno dei peggiori bar di periferia nel 1993. Sì, perché al di là dell’affermazione della superiorità come neanche il buon Carlo Verdone in Troppo Forte, il multiplayer di Bethesda Pinball serve a sbloccare in game gli altri tavoli, e vista la sorprendente qualità di quello di Fallout 4 mi son trovato a desiderare ardentemente quello di DooM (sì, Claudio, c’è DooM). La bellezza dei diversi tavoli, che riportano subito in mente l’infanzia passata in sala giochi e i pomeriggi a inveire contro Cadetto Spaziale, è tale che ci si trova a volerne ancora e ancora. Il segreto sta nella collaborazione con Zen Studios, autori del celebre Zen Pinball, probabilmente l’unico degno erede di Pinball Dreams che la storia si meriti. Nostalgia a parte, i tavoli pensati con Bethesda sono mediamente ancora più curati di quelli fatti su licenza nel gioco principale, per il semplice motivo che la quantità di elementi pensati ad hoc è notevole, e si vede la mano di Bethesda in parecchie finezze. Alla fine è un flipper, dunque non aspettatevi chissà quali frizzi e lazzi, però è uno di quelli belli, con una buona fisica della pallina e tante trovate che ci portano in giro per l’America post-nucleare, a caccia di cacodemoni e a spasso con Dovahkiin.

Pixel Drifters

mobile machine 03Siccome il flipper non era abbastanza per far salire la scimmia sulla spalla di Claudio, e la mobile machine serve sempre a anche a questo, potevo forse lasciarmi sfuggire un drfting game talmente semplice che diventa difficile staccarsene? Ecco Pixel Drifters, la versione in pixel art di Ken Block che fa gymkhana! Detta così sembra un giocone e in realtà non lo è, nella misura in cui si avvicina più a una sorta di Crossy Road in derapata che ad altro, però è molto simpatico da giocare alla fermata dell’autobus o sul trono mentre si riflette sul senso della vita. Il concetto del titolo di Appsolute Games è quello di recuperare più monetine possibili, sgommando in giro in arene dal design più o meno random e facendolo nella maniera più pulita possibile. Quando dico questo intendo che non si può toccare nessun ostacolo neanche per un millimetro, altrimenti si muore malissimo. Inizialmente questa cosa fa venire voglia di lanciare via lo smartphone, ma per fortuna lo spirito di sopravvivenza (e il prezzo del dispositivo) prevalgono: detto questo, una volta compreso il ciondolante modello fisico la faccenda diventa simpatica, salvo poi diventare un attimino più complessa quando dalla classica spider si sblocca tipo un trattore. Insomma, come avrete capito Pixel Drifters è uno di quei giochi di cui il mondo avrebbe potuto fare tendenzialmente a meno, ma che una volta scaricati è impossibile ignorare. La grafica in pixel art aiuta a sentirsi meno stupidi alla quarantesima partita finita male, e la solita vagonata di bonus serve più che altro a giustificare la presenza di acquisti in-app, che però possono essere bellamente ignorati, a patto di sorbirsi qualche pubblicità di 30 secondi. Purtroppo è così, la vita è dura.

Cover Fire

mobile machine 03Cover Fire di Genera Games rientra nel filone dei giochi Infinity Blade, nel senso che è una tech demo molto avanzata che probabilmente qualcuno un giorno trasformerà in un qualcosa di più sorprendente. Se Infinity Blade ha dimostrato come anche gli smartphone possano godere di giochi dalla grafica bella spinta, Cover Fire cerca di utilizzare al meglio la tecnologia Touch 3D (sì, dovete avere un dispositivo compatibile per giocarci) ai fini videoludici. Il risultato è un TPS sui binari tutto sommato ben fatto, dall’ottima grafica e dalle missioni rapide e coinvolgenti. Alla pressione del touch è affidata sostanzialmente la parte bellica dei conflitti: a seconda del combattente impersonato, la pressione più o meno sostenuta dello schermo determina la fase di ingaggio e di sparo. Il meccanismo funziona bene e regala una buona sensazione di controllo degli scontri a fuoco che, a dire il vero, nel complesso non sono mai così probanti in termini di difficoltà. Questo non toglie che Cover Fire sia assolutamente divertente, e che “trestellare” le varie missioni regala comunque qualche oretta di sano divertimento, soprattutto quando la struttura delle missioni evolve un po’ e ci regala qualche sessione di cecchinaggio puro o inseguimenti spettacolari. Di tanto in tanto ci sono alcune sequenze molto belle dal punto di vista registico: proprio come nel caso di Infinity Blade, si ha la sensazione che sulla base di un prodotto del genere si possano realizzare titoli davvero simpatici. In ogni caso, rispetto al gioco Epic Games, Cover Fire è gratuito, e nonostante qualche meccanica freemium, è comunque bello che giocabile free, per cui se avete uno smartphone Touch 3D non esitate a scendere sul campo di battaglia e andarvi a godere le kill cam che sono (quasi) degne di quelle di Sniper Elite.

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