Nintendo Spotlight E3 2017: il commento di TGM

nintendo e3 2017 spotlightCon il suo Direct da Los Angeles, opportunamente chiamato Spotlight, Nintendo ha di fatto proposto la sua “conferenza”, seppur senza palco e astanti, nella formula che ormai più si confà al suo modo di essere (anche se, personalmente, ricordo ancora con gioia l’anno in cui a una delle conferenze della grande N era presente un’orchestra che suonava dal vivo). L’evento è ultimo solo temporalmente, ma non certo nella classifica della bontà, viste le cose presentate e annunciate.


TUTTO IL PESO SU SWITCH

green arrow up hotBene il ritmo. È ormai palese come Nintendo abbia finalmente preso possesso del format, anche se ogni tanto inciampa qua e là. In questo caso, la mezz’oretta è andata via liscia, lasciando il tempo alla gente di capire cosa stesse guardando, ma al contempo senza momenti morti o inutili lungaggini. Zitta zitta cacchia cacchia, la Grande N ci ha dato alcune informazioni di cui avevamo sete (come, ad esempio, la data di uscita di Super Mario Odyssey o dei contenuti dell’Expansion Pack di The Legend of Zelda: Breath of the Wild), ma ha anche annunciato l’esistenza di alcuni progetti di peso, come Metroid Prime 4 e gli inevitabili nuovi capitoli di Kirby e Yoshi (di cui ancora nulla si sa sul nome definitivo). Bene anche il fatto che Nintendo abbia incluso nel pacchetto Mario + Rabbids: Kingdom Battle, a riprova di come entrambi i publisher credano molto nel progetto di Ubisoft Milan. Più in generale, la sensazione lasciata dall’intero streaming è di una Nintendo che sa programmare, che ha capito come comunicare i punti di forza di Switch e che sta prendendo fiducia man mano che i mesi passano, aiutata certo dalle vendite positive della console, comunque alimentate dalla stessa capacità di comunicazione di Nintendo, in una sorta di autoalimentazione che non può che portare crescita alla causa. Insomma… il pregio principale di questo Spotlight è che rassicura gli acquirenti di Switch sul fatto che non verranno lasciati soli, e che anzi si prospettano un paio d’anni pieni di belle cose.

red arrow down notBene gli annunci delle cose nuove, ma in quell’ambito ci sono almeno un paio di cose che – se fossi in Nintendo – correggerei in futuro. Ad esempio, secondo me vanno evitati come la peste i micro trailer di annuncio col solo logo del gioco. Vuoi raccontare al mondo che stai lavorando su Metroid Prime 4? Benissimo, ma allora mettici un filo di voglia in più e attaccaci un mezzo filmato, anche in CG e anche di pochi secondi, ma che almeno mi accenda un po’ la fantasia e mi lasci fissa nella memoria un’immagine “vera”. Dall’altro lato della giostra, ci sono stati mostrati titoli come Kirby e Yoshi che sono palesemente in uno stato avanzato della lavorazione, nonostante l’uscita prevista nel 2018: davvero Nintendo non ha ancora pensato a un nome definitivo da darci in pasto e consentirci di chiacchierare senza parlare de “il prossimo Kirby” o “il prossimo Yoshi”? In questo modo, a mio avviso, la forza dell’annuncio si spegne parzialmente nella perdita temporanea di identità.

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