Mobile Machine #05

mobile machine 05Dopo la pausa forzata causata dal periodo E3 si ritorna a parlare di mobile gaming, andando alla ricerca di titoli più o meno celebri con cui saturare lo spazio su tablet e smartphone. Tra l’altro numero speciale, questo, visto che abbiamo deciso di trattare come unico blocco SEGA Forever, nonostante stiamo parlando di diversi giochi scaricabili singolarmente.


Monument Valley 2

monument valley 2

Impossibile non partire da Monument Valley 2, titolo di Ustwo annunciato a sorpresa durante il keynote di Apple alla WWDC di giugno e immediatamente disponibile dopo la conferenza. Seguito di quello che, a mio avviso, è il più bel gioco mai realizzato per mobile, il nuovo capitolo ci fa tornare a vestire i panni della principessa Ro, ma per l’occasione i personaggi sono due, visto che la protagonista del capitolo del 2014 è adesso accompagnata dalla figlia, ed è proprio lei, in un certo senso, a compiere il vero percorso di formazione e crescita che offre questo secondo atto della storia. La narrazione è molto più esplicita rispetto a quella del precedente capitolo, ma resta comunque affidata a pochi cenni e, soprattutto, all’immaginazione del giocatore, mentre avanza spedito (più o meno) tra gli enigmi ambientali del colorato mondo di matrice escheriana pensato da Ustwo. La dimensione duplice dei personaggi regala alle meccaniche una certa freschezza, soprattutto in relazione agli aspetti narrativi, assecondati in maniera egregia dal design degli ambienti e dal mood dei puzzle, ma in definitiva Monument Valley 2 è un more of the same con qualche momento di sincero stupore. Tutto sommato, però era anche inevitabile che l’effetto meraviglia che tre anni fa ci ha scosso violentemente non potesse scattare del tutto, e forse questo secondo capitolo manca di un pizzico di coraggio, cosa strana per uno studio di comunicazione come Ustwo, per nulla radicato nel mondo dei videogiochi e con una visione così ampia sul concetto stesso di design. Diciamo che a Londra hanno preferito proseguire su una strada sicura ma non affatto banale, visto che sono comunque riusciti a sfruttare al massimo il sistema di puzzle prospettici, proponendo ben 14 capitoli totalmente nuovi, caratterizzati dal solito splendido design intriso di simbolismo, eppure immediatamente leggibili. In termini di pulizia estetica e proposta siamo sempre su livelli notevoli, complice, appunto, proprio la genesi dello studio, che riesce a rendere accessibile e sostenibile per tutti la formula di gameplay proposta, tecnicamente basata su un lieve ma costante trial and error. Bellissimo da vedere e dall’atmosfera sempre magica, Monument Valley 2 è la naturale prosecuzione del primo, ideale per chi ha amato il precedente capitolo. Se, invece, non avete mai provato il titolo originale, forse è il caso che cominciate da quello, sia per questioni ludiche che narrative, prima di dedicarvi al pur ottimo sequel.

Flipping Legend

Flipping Legend è l’endless runner che non ti aspetti, dalla personalità spiccata, sorprendente e dal gameplay paradossalmente originale. Nonostante una grafica blocchettosa in pieno stile lowpoly crossyroadiano, il titolo di Noodlecake ripensa a molti elementi del genere, e accoglie ibridazioni originali in maniera intelligente. In primis, sfrutta una visuale a seguire, ma non alla maniera di Temple Run, visto che piuttosto della corsa disperata ci propone un avanzamento più ragionato, mentre il ritmo della progressione è deciso dal giocatore. Sia chiaro, in un eterno anelito di vita, il nostro eroe (scelto tra diverse classi con poteri diversi) perde costantemente energia e ci costringe a ragionare in fretta, visto che l’unico modo per rabboccare la barra della vita è sbarazzarsi dei nemici che si parano sul nostro cammino, ma, ecco, a volte ci si può fermare e pianificare le mosse. Sì, perché in Flipping Legend non si corre, ma si saltella di casella in casella lungo un’infinita scacchiera a tre corsie. L’ideale sarebbe ottimizzare i movimenti (evitando gli ostacoli e uccidendo i nemici atterrando sulle loro teste) e collezionare monete e trofei, ma non sempre è possibile fare tutto e c’è sempre l’ansia di riuscire a trovare il percorso esatto nel più breve tempo possibile. A limitare i vicoli ciechi c’è la porosità dei bordi, e così volteggiando oltre il bordo di destra si avanza sulla prima corsia di sinistra e viceversa. Non mancano power up e poteri speciali in grado di sovvertire lo schema e salvarci le terga nelle occasioni più complesse; inoltre, in ossequi al genere, man mano che continuiamo a giocare sblocchiamo tesori e nuovi elementi attraverso il completamento di achievement incrementali e quest giornaliere. Insomma, nel complesso Flipping Legend ce la fa su tutti i fronti, compresa la colonna sonora e la discrezione con cui ospita messaggi pubbliciatari e spot mai troppo invasivi.

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Prison Architect Mobile

Difficilmente dedico spazio alle conversioni di titoli PC, ma Prison Architect Mobile merita per il modo in cui è sbarcato su mobile. Disponibile solo per tablet, l’aspetto più interessante è la formula scelta da Paradox, che un po’ come Telltale prova a ingolosire i fan tramite app gratuita che funge un po’ da trial. Non avendo episodi a disposizione, Paradox ha scelto di offrire la prima missione della campagna, “Braccio della Morte”, e una formula limitata della modalità architetto, ovvero quella sandbox. In questo modo è molto facile prendere confidenza con il gestionale di carcere chiaramente ispirato a classici di genere come Dungeon Keeper e Theme Hospital, e farsi un’idea. Tra l’altro, in questi giorni la versione su PC è in offerta grazie ai sempre ottimi saldi di Steam, per cui magari potreste provarlo su tablet e, se vi convince, acquistarlo su PC al prezzo irrisorio a cui è venduto. Altrimenti, se vi attira il gioco sul divano c’è sempre l’opzione di acquistare i singoli capitoli, la modalità sandbox o il pack completo direttamente dall’app (per una spesa che si aggira intorno ai 16 € complessivi). Se la formula è convincente, Prison Architect lo è ancora di più, visto che mescola con sapienza un sistema di gestione profondo, una sfida impegnativa e una certa ironia macabra di fondo che, insieme allo stile grafico essenziale e caricaturale, rende estremamente sostenibile il tema trattato, senza banalizzarlo. E anzi, Prison Architect fa emergere tutte le problematiche che esistono nell’attuale gestione degli istituti carcerari e tende a umanizzare moltissimo ogni aspetto, anche in presenza di riferimenti a crimini pesantissimi. Insomma, bellissimo su PC, Prison Architect trova la sua formula ideale anche in versione mobile, ed è un perfetto esempio di conversione egregia e abbastanza imperdibile.

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Angry Birds Evolution

angry birds evolution

Rovio, anche complice un Battle Bay che non è che sia proprio decollato come gli uccelli molesti che piacciono tanto a Kikko (ehm…), prova a rivitalizzare il brand di Angry Birds ripensando totalmente alle dinamiche di gioco, un po’ come è accaduto per il meno riuscito Action! da cui recupera la dimensione rimbalzante. In realtà, però, l’azione di Evolution è molto meno caotica e si rifà piuttosto alle dinamiche dei JRPG a turni. A tratti, infatti, sembra giocare una versione di Angry Birds in salsa Final Fantasy, visto che di fatto le battaglie sono scandite da un cronometro che ricorda la ATB, da abilità che si attivano in stile Limit Break e nemici che attaccano a turno. Chiaramente il mood è sempre quello di Angry Birds e l’idea resta quella di lanciare i nostri uccelli contro i maiali, innescando una serie di rimbalzi tale da massimizzare i danni. Il cambiamento di prospettiva, con la telecamera posta alle spalle, e l’ambiente totalmente 3D (molto grazioso), però, sono sufficienti a rendere le meccaniche fresche e piacevoli, ideali per chi si era annoiato un po’ del format classico. Molto piacevole è il multiplayer asincrono con cui sfidare gli altri giocatori in battaglie via via più complesse, così come il sistema di gestione del party che permette di modificare la squadra e far “evolvere” i diversi volatili che sblocchiamo man mano, mentre un po’ meno belle sono le dinamiche freemium che la serie si porta avanti da Angry Birds 2. Per giocare in maniera del tutto gratuita, infatti, di tanto in tanto dovremo lasciare riposare i nostri esploratori, senza i quali non possiamo avanzare nella mappa. Un problema po’ frustrante, non c’è che dire, sebbene non così opprimente nella misura in cui si sente solo a partire da sessioni di un’ora o più.

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SEGA Forever

comix zone

Chiudiamo la panoramica settimanale con SEGA Forever, operazione di SEGA tanto interessante quanto spinosa. In pratica, la divisione mobile occidentale dello storico brand nipponico ha deciso di portare su iOS e Android una corposa lineup di titoli provenienti dall’era SEGA Mega Drive/Genesis, con un programma di uscite mensile che, sostanzialmente, costituisce di per sé una gran cosa. La prima infornata prevede ben cinque titoli: Sonic the Hedgehog, Altered Beast, Kid Chameleon, Comix Zone e Phantasy Star II, tutti disponibili per il download gratuito. Gioia e giubilo sicuramente, ma andando a provare i giochi si può notare che le conversioni non sono tutte perfette, soprattutto confrontate con i giochi già presenti sugli store. Se, infatti, Sonic gira bene come sempre, il neo arrivato Comix Zone presenta qualche difficoltà in più guardando al frame rate, al rapporto proporzionale dello schermo e alla precisione dei controlli touch. Nulla che lo renda ingiocabile, ma la mancanza di un framework unico toglie un po’ di bellezza all’operazione, soprattutto perché nasconde qualche magagna in termini di gestione aziendale. Sì, perché tutte le nuove conversioni sono state realizzate con Unity, mentre il piano originale prevedeva l’uso di RetroArch, piattaforma di emulazione open source. Nonostante la disponibilità di Liberetro a supportare il progetto, però, SEGA ha posto delle condizioni inaccettabili e totalmente contro la natura open di RetroArch e non se n’è quindi fatto più niente. Il risultato è che SEGA Forever resta un’operazione mirabile di recupero di titoli storici, ma appare un po’ raffazzonata nel look e nelle prestazioni. Chiaramente, resta il plus di poter giocare più che dignitosamente e in maniera totalmente legale a titoli davvero storici, con tanto di supporto per i pad MFi che consente, una volta collegato un dispositivo alla TV, di godersi un’esperienza di emulazione entry level comoda e nostalgica quanto basta a costo zero. Le versioni gratuite dei giochi includono, però, un po’ di pubblicità non skippabili, ma volendo è possibile liberarsene versando un obolo di 2,26 € (per ogni app). Anche in questo caso SEGA ha fatto però un po’ di casini, visto e considerato che chi aveva già acquistato Sonic in versione premium si è ritrovato in alcuni casi impossibilitato a effettuare il redeem della nuova versione. Insomma, il lancio di SEGA Forever avrebbe potuto essere decisamente migliore, ma al netto di tutto è un ottimo modo per permettere a tutti di godersi un bellissimo pezzo di storia videoludica in un formato certo non perfetto, ma estremamente comodo. Tra l’altro, a giudicare dal trailer di presentazione tra un po’ arriverà anche Super Hang-On, quindi mi si chiuderà la vena e anche “chissene” se andrà a 45 fps e non a 60.

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