Suicide Squad: Kill the Justice League – Recensione

PC PS5 Xbox Series X

Un gioco che ha suscitato perplessità fin dall’annuncio, un Superman cattivo controllato da Braniac: a chi la rifiliamo ‘sta patata bollente? Ma alla Suicide Squad!

Sviluppatore / Publisher: Rocksteady Games / Warner Bros. Games Prezzo: € 79,99 Localizzazione: Testi Multiplayer: Cooperativo online PEGI: +18 Disponibile su: PC (Steam, Epic Games Store), PS5, Xbox Series X|S Data d’uscita: Già disponibile

Lo riconosco, il post-moderno e il meta hanno fatto il loro tempo, ma non riesco a fare a meno di sogghignare di fronte alla scelta COSÌ metareferenziale di sacrificare la Suicide Squad per quella che è apparsa fin da subito una missione suicida: un looter shooter a tema supereroi incastrato dentro un concept live service, destinato a uscire fuori tempo massimo.




Ah, se solo ci fosse stato un precedente ad ammonire WB e Rocksteady dei rischi a cui stavano andando in contro!

SUICIDE SQUAD, THE ORDER IS: KILL THE JUSTECE LEAGUE!

Un destino ingrato un po’ come quello toccato a Harley Quinn, Captain Boomerang, Deadshot e King Shark, reclutati loro malgrado dalle loro celle di isolamento per ritrovarsi con un bomba radiocomandata in testa e un ordine operativo eufemisticamente complesso: uccidere la Justice League.

Amanda Waller è ormai il vero burattinaio dell’universo DC.

Dietro c’è la Waller, ormai colei che tira i fili del DCEU con la stessa nonchalance con cui Braniac ha conquistato la Terra e i suoi metauomani, ora al servizio dell’invasore alieno. Uno spunto da esleworld a fumetti (dunque per me sempre apprezzabile) che ha bisogno di qualche aggiustatina per funzionare, più nello specifico dei gadget che regalano ai quattro supercattivi di serie B alcuni dei poteri degli eroi che devono far fuori, e che tutto sommato contribuisce a uno degli aspetti migliori del gioco

.IN EFFETTI NON SI PUÒ CERTO DIRE CHE QUESTO SUICIDE SQUAD: KILL THE JUSTICE LEAGUE SIA UN PRODOTTO DI ROTTURA

La narrazione di Suicide Squad: Kill the Justice League è senza dubbio debitrice nei confronti della pellicola diretta da James Gunn, da cui riprende i toni e lo spirito dissacrante, anche se sulla lunga distanza dimostra di non aver capito davvero fino in fondo lo spirito del miglior film di supereroi di questo decennio.

UN IMPIEGO DA SUPEREROE

In effetti non si può certo dire che questo Suicide Squad: Kill the Justice League sia un prodotto di rottura. Più che altro è la dimostrazione di cosa può succedere quando giochi di questa portata richiedono anni e anni di sviluppo in un mercato in costante cambiamento. Capita di puntare su una formula che mentre il gioco è in sviluppo si sgonfia. La scelta che capisco meno però è quella del villain e più in generale del look ormai generico e abusato che il suo ruolo si porta dietro. Una Metropolis che si espande soprattutto in verticale trabocca di nemici robotici più o meno potenti e corazzati, metallo da macello da fare a pezzi in decine di missioni di cui tante concettualmente simili. Questa dilatazione tra uno scontro con i membri della Justice League e l’altro viene colmato dalla valanga di statistiche, upgrade, loot, progressi e altre attività collaterali assortite in un’abbondanza di menù altrettanto stordente.

La quantità di info a video è spesso soverchiante.

Ma anche da combattimenti frenetici, che sfruttano le abilità di simil volo dei quattro protagonisti per scaraventare il giocatore tra i tetti di Metropolis in un third person shooter acrobatico (Sunset Overdrive è sempre stato ingiustamente sottovalutato) intervallato da fasi brawl necessarie per recuperare salute e scudi. Il move set di ciascuno dei quattro componenti della Task Force X si apre verso sconfinate combinazioni, impossibili da tenere a mente, ma anche senza ricordarsele tutte ci si può togliere delle soddisfazioni. L’impressione soverchiante però da cui si viene travolti da un certo punto in poi è che la quantità abbia vinto nell’eterna lotta con la qualità. Suicide Squad: Kill the Justice League fa tutto a modino, ma appare comunque più interessato ad assicurarsi che le porzioni siano abbondanti per tutti in un’esplosione di informazioni colorate a video a cui non si può fare altro che arrendersi.

IL RISULTATO È LO STRIDORE TRA LA SCRITTURA RIUSCITA, TRA I GRAFFIANTI DIALOGHI TRA I PERSONAGGI E UNA STRUTTURA DI GIOCO IMPOSTATA COME UN LAVORO IMPIEGATIZIO

Preso singolarmente, ogni aspetto di Suicide Squad: Kille the Justice League è di buon livello, ma la loro combinazione non genera un Frankestein, cioè una creatura magari disturbante, ma dal cuore umano, quanto piuttosto un algido cyborg ingegnerizzato per spuntare tutte le caselle di un foglio di lavoro nominato “Feature che vendono nei videogiochi di oggi.xls”. Il risultato è lo stridore tra la scrittura riuscita, tra i graffianti dialoghi tra i personaggi e una struttura di gioco impostata come un lavoro impiegatizio 9-18: è difficile sentirsi pazzi criminali a cui l’umanità ha affidato l’ultima speranza quando sei chiamato a svolgere micro-task in cui tutto è categorizzato e quantificato.

EROI (?) ALLA MODA (?)

Quando poco fa dicevo che il gioco Rocksteady ha guardato alla Suicide Squad di Gunn, ma ha compreso solo una parte della lezione, mi riferivo a questo: Gunn ha portato lo spirito della Troma nella Hollywood mainstream, ribaltando i canoni del cinema di supereroi con un branco di scappati di casa e un villain che avrebbe solo voluto essere lasciato in pace.

Il più grande eroe che Metropolis abbia conosciuto e la statua di un alieno arrivato illegalmente sul nostro pianeta.

Suicide Squad: Kill the Justice League segue le orme di Gunn solo fino a un certo, poi devia verso esigenze corporate fin troppo sfacciatamente. Così come il team di King Shark, Harley, Boomerang e Deadshot (ah, e Hacker, la dimentico sempre!), Suicide Squad: Kill the Justice League è assemblato con pezzi di un buon titolo singleplayer e pezzi di uno shooter online concepito come un GAAS, ma se la Suicide Squad nelle sue dinamiche disfunzionali può essere percepita come un gruppo, il gioco Rocksteady ha una consistenza molto meno omogenea

.Suicide Squad: Kill the Justice League è assemblato con pezzi di un buon titolo singleplayer e pezzi di uno shooter online concepito come un GAAS

Detto in altri termini, non funziona sempre, ma quando funziona è un bello spasso. Resta il rammarico di cosa avrebbe potuto essere con un’altra formula, forse fuori moda, ma più adatta al progetto.

In Breve: Non si può pensare di unire lo spirito dissacrante della Suicide Squad con una formula ingessata intorno a quelle che si reputano le mode più vendibili al momento. Il rischio è duplice, ovvero quello di creare un gioco che veste male intorno ai personaggi protagonisti, ma anche quello di arrivare fuori tempo, a mode ormai sgonfiate. Suicide Squad: Kill the Justice League inciampa in entrambi questi errori. Eppure qua e là emergono sprazzi di situazioni divertenti, i personaggi hanno carisma, la scrittura è buona con punte di ottima qualità e i Rocksteady sanno fare il loro lavoro tecnicamente. Speriamo che gli esperimenti live service con gruppi di supereroi siano finiti qui.

Piattaforma di Prova: PS5
Com’è, come gira: Il pre-lancio è stato caratterizzato da bug preoccupanti, tuttavia nella nostra prova su PS5 e Portal non abbiamo incontrato nulla di particolarmente grave. Tecnicamente Rocksteady conferma il proprio talento: il colpo d’occhio è next-gen e non abbiamo rilevato grosse incertezze nemmeno nelle fasi più caotiche.

 

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Pro

  • Buona scrittura / Ampi move set / A tratti molto divertente…

Contro

  • … a tratti troppo ripetitivo / Una marea di info a video / Si vede in controluce il foglio Excel
7.6

Buono

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