Super Mario Maker 2 – Recensione

Switch

Super Mario Maker 2 è la tavola periodica degli elementi di level design, un esilarante corso di laurea telematico in chimica del divertimento con stage presso i laboratori Nintendo, dove toccare con mano sostanze instabili da equilibrare con attenzione, imparando a far crescere piante piranha dalle tubature, studiando la fisica delle piattaforme mobili e dei trampolini, fino a scoprire i segreti che nascondono i funghi super-nutrienti. È sperimentazione pura, il display di Switch come un foglio di carta millimetrata, le dita che trascinano molecole di gameplay qua e là, combinandole, separandole, rendendosi poi conto di aver costruito una sequenza tutta sballata, improponibile, cancellando tutto tranne il sorriso ebete stampato in faccia, naturale conseguenza fisica di un editor cui non frega nulla di essere asettico, nato con una personalità irriverente, irresistibile. Icone che pregano di essere pasticciate, messe a portata di tocco con l’effetto di un pulsante rosso con scritto “non toccare!”, evocando elementi canterini che prestano la loro ridicola voce alla musica in sottofondo, mentre una risata comincia a montare dalla gola per poi uscire dal naso in modo sgraziato e sincero. In quel momento ho scoperto di essere dipendente, capendo che Super Mario Maker 2 utilizza la chimica esattamente come fanno Walter e Jesse in Breaking Bad. Stupefacente.

LA PRINCIPESSA È IN UN ALTRO CASTELLO… IN RISTRUTTURAZIONE

Teoria e pratica, un passaggio che si risolve nella pressione di un paio di tasti, immediato come collegare/scollegare Switch dal suo dock, attingendo a piene mani dalla nuovissima modalità storia per poi impugnare i Joy-con come fossero scalpello e martello, sperimentando una creatività magari sopita da tempo, quel fanciullino pascoliano che ha semplicemente bisogno di un prato in cui correre per dare forma fisica alla fantasia.
Super Mario Maker 2 Recensione

Nintendo stessa ha usato l’editor nel modo più bizzarro possibile, creando piccole e geniali pillole di design, estroverse e talvolta estreme, piccantissime

Nintendo stessa ha usato l’editor nel modo più bizzarro possibile, creando piccole e geniali pillole di design, talmente estroverse e talvolta estreme, piccantissime, che sarebbe quasi impensabile trovarle in un titolo del filone principale. Nonostante l’altissima qualità della new wave platform di questi anni, quando scendono in campo quelli di Kyoto si percepisce uno stacco forse incolmabile, tanto che alla fine dispiace un po’ notare come questo centinaio abbondante di livelli sia una miniatura, cesellata sì nei minimi particolari, priva però della coerenza collettiva e del respiro di un canonico New Super Mario Bros. U a caso. È un capitolo sperimentale, eterogeneo, geniale e sregolato, velatamente in funzione della fase creativa, laddove si è deciso di rendere gli spassosi tutorial assolutamente accessori, a disposizione del neofita e invisibili a chi crea livelli fin dal giorno dei 30 anni suonati di Mario. È la scatola di cioccolatini di Forrest Gump, non si sa mai quello che riserverà il prossimo incarico, incuranti del rischio indigestione, avidi di monete da reinvestire nel cantiere del Castello gestito dall’adorabile Toadette. Il DNA di Super Mario viene continuamente ricombinato, dando vita a vere e proprie follie in cui anche la clamorosa galleria di effetti sonori diventa formidabile elemento di gameplay. Privando poi della profondità 3D World (mantenendone intatte le caratteristiche) e reinterpretando gli stili classici, sacri, ribaltandone anche l’essenza, il genere, con esaltante spirito iconoclasta. Discese e salite, assenti ingiustificati della versione 1.0 sono forse la novità più scontata e irrilevante davanti all’alternarsi del giorno e della notte con un clic, ad esempio, dando vita a versioni al chiaro di luna dei temi classici, capaci di raccontare inediti risvolti di gameplay. Confondendo la mente in sotterranei letteralmente sottosopra, alleggerendo la gravità nei cieli stellati, avvelenando le acque palustri della foresta (programmare il moto dei liquidi è fantastico) oppure alzando violentissime tempeste di sabbia nel deserto.
Super Mario Maker 2 Recensione

Super Mario Maker 2 accoglie le stanche membra di chiunque gli si avvicini, staccando i Joy-Con dalla console per lasciar fluire la mente nonostante le braccia molli

Si continuano a immagazzinare idee da reinvestire nel nostro personale studio virtuale, sognando già i cuoricini degli altri giocatori entusiasti, i commenti, un futuro alla destra del padre Miyamoto; tutto mentre il castello della principessa torna a prendere forma, grazie agli infaticabili Toad muratori, trasformandosi mattone dopo mattone in un hub sempre più ricco di segreti, chicche, delizie. Il gioco è ovunque, il gioco è filosofia, stile di vita, dal più ispirato dei livelli all’ultimo dei menù. C’è sempre un feedback sonoro, un’animazione, un colore che riscalda il cuore. È un’opera virtuosa, al servizio totale del giocatore. Super Mario Maker 2 accoglie le stanche membra di chiunque gli si avvicini, staccando i Joy-Con dalla console per lasciar fluire la mente nonostante le braccia molli, condividendone uno col proprio compagno o compagna, amico, figlio per far esplodere un delirio creativo che lava via il grigio della giornata, lo smog psico-fisico, come il più potente degli sgrassatori. L’opera diventa così uno spazio di condivisione per dimostrare il proprio amore al baffuto, sotto lo stesso tetto fisico o quello virtuale dell’abbonamento a Nintendo Switch Online, trasformandosi nel social network della gioia e concedendosi anche una deriva competitiva/cooperativa a quattro, dove il divertimento andrà di pari passo con l’assurdità dei livelli proposti casualmente.

Anche solo provare una meccanica per curiosità, affinandola attraverso l’intimo beta testing è una goduria da puzzle game, cerebrale, sorprendente

Qui entra in gioco un’altra novità che amplia incredibilmente le possibilità di game design fai-da-te, l’introduzione degli obiettivi, requisiti fondamentali da raggiungere per portare a casa il livello, stimolando all’esplorazione o all’azione, la caccia alle monete o il pestaggio selvaggio dei goomba. La cosa meravigliosa è che la maggior parte di questi compiti apparirà in tempo reale nell’apposito menu, in base alla piega che sta prendendo la nostra creazione, agli elementi che abbiamo posizionato, instillando idee, punzecchiando l’ingegno, indicandoci una nuova possibile strada. L’editor Nintendo è quanto di più inclusivo esista sul mercato; non serve nessun talento, nessun esoso esborso in termini di tempo, solo la voglia di ammazzarlo attraverso quell’innato istinto infantile alla costruzione. Io personalmente ho iniziato la costruzione di un sacco di livelli durante la prova, pubblicandone solo uno che ad oggi è stato giocato tre volte per la bellezza di zero cuori, cosa che mi inaridisce un po’ l’anima. Ma li perdono, erano colleghi. Un percorso rallistico, per tenere fede alla mia passione automobilistica, dove raggiungere il traguardo passando per tornanti “a piattaforme”, salti al millimetro e Banzai Bill impazziti, col piede a tavoletta sull’acceleratore della Koopa Car di 3D World, dotata di una fisica e una pesantezza deliziose. Forse sarebbe stato meglio puntare sul costume da gatto e relative arrampicate, visto l’amore dilagante per questi splendidi felini. O magari un livello a sviluppo verticale e scorrimento fisso a velocità crescente, con Pallottoli Bill che sibilano tutti intorno, da schivare sfruttando i salti a parete del Mario “New”. Anche solo provare una meccanica per curiosità, affinandola attraverso l’intimo beta testing è una goduria da puzzle game, cerebrale, sorprendente. Sarà anche superfluo, ma è ingiusto non spendere due parole su quanto sia accogliente a livello audio-visivo, sulla perfezione dei controlli, che si parli di gioco o di creazione, con le dita che sostituiscono egregiamente i pennini di Wii U e 3DS, anche se personalmente ho usato spesso i controlli classici, vellutati, anche grazie a una disposizione perfetta delle icone sulla tavolozza. Una cura che fa sentire importanti, al centro dell’attenzione, coccolati.

Super Mario Maker 2 è un capolavoro. Un editor esuberante, esilarante, curato al pixel, che oggi fa sembrare l’originale per Wii U una beta. Un irresistibile tool usato da Nintendo stessa per creare una modalità storia geniale, che dimostra cosa è possibile fare avendo anche solo un millesimo del loro talento, attraverso più di 100 livelli che, messi insieme, non avranno mai l’amalgama di un capitolo canonico, riuscendo però a sorprendere, a deliziare, stimolando con un livello di difficoltà non banale. Un capitolo ancora più social, perfetto per condividere l’esperienza, online o sul divano, diventando bandiera della filosofia Switch e del lifestyle che porta in dote. Super Mario Maker 2 è amore verso il giocatore, un parco giochi, una comfort zone in cui rigenerarsi. Puro gioco, totale relax.

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Pro

  • Un editor 2D profondo, geniale, esilarante, facilissimo da usare.
  • Cura per il dettaglio fuori di testa.
  • Modalità storia esuberante, folle…

Contro

  • …ma non omogenea come un capitolo canonico.
9.3

Ottimo

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