Razer Naga Trinity - Recensione

razer naga trinity recensione mouseLa mia predilezione per l’hardware da gioco Razer è cominciata proprio con un mouse, il Death Adder, che dal 2012 a oggi non ha mai mostrato troppi segni di cedimento, nonostante l’uso smodato sia ludico che professionale (è uno dei pochi mouse che ho tollerato in una vita da utente aggressivo di tavoletta grafica). Nel corso degli anni ho provato diversi altri topi da combattimento, ma nessuno ha mai sostituito davvero il modello più essenziale della collezione Razer. Questo almeno fino a quando ho avuto modo di provare il Naga Trinity, che sta resistendo sulla mia scrivania con molto onore anche dopo il tempo necessario al test. Ad accrescere il suo valore c’è anche il fattore Chroma, dunque il fatto che abbia le lucine LED programmabili in simbiosi con la tastiera, però ecco, per fortuna si tratta solo un valore aggiunto.

UNO E TRINO

Il Naga è uno dei modelli storici di Razer, visto che la sua prima versione risale al 2014, ed è uno dei primi mouse dedicati esplicitamente ai MMO, motivo per cui nella parte interna ha da sempre vantato un pannello con tastierino dodici pulsanti, utile per richiamare shortcut, abilità, e una valanga di comandi direttamente col pollice. L’idea delle scorciatoie a portata di dito può sicuramente tornare utile anche per lavoro, tuttavia ammetto che in termini di user experience preferisco un mouse con pochi tasti, perché da un lato so già che non sto lì a utilizzare il dozziliardo di funzioni a disposizione, mentre dall’altro non sono di certo un grande giocatore di MMO (funziona benissimo anche con altri generi, eh… provare per credere! ndKikko). Detto ciò, il Naga ha sempre avuto il suo perché dal punto di vista ludico, motivo per cui ha ricevuto diversi update (compreso il modello Hex dedicato ai MOBA, con pannello a sette tasti), fino a raggiungere, oggi, la sua forma definitiva, dedicata proprio a chi, come me, non ha sempre necessariamente l’esigenza di avere a disposizione una quantità improbabile di pulsanti.

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Naga Trinity è un mouse adatto a tutti gli usi e a ogni configurazione

Il motivo dell’apposizione Trinity infatti si riferisce ai tre pannelli intercambiabili che possono essere montati nel lato interno del mouse e che, di fatto, cambiano il layout del dispositivo a seconda delle preferenze. Arrivano nella confezione dunque sia il tastierino a dodici pulsanti, sia quello con la ghiera da sette, ma soprattutto fa il suo debutto un pannellino molto basic, con due tasti in stile avanti/indietro, come sul Death Adder, tutti compresi nel prezzo (109,99 € di listino, ma realisticamente lo si trova sotto i 100 €). Inutile dire che, in termini di usabiltà, il Naga Trinity diventa a questo punto un mouse adatto a tutti gli usi e a ogni configurazione, gestita in maniera assolutamente impeccabile dal software Razer Synapse comune a tutte le periferiche con il rettile tribale, software che release dopo release sta diventando sempre più interessante. Dal punto di vista dei materiali, la scelta dei pannelli intercambiabili non va a minare la stabilità e la solidità del dispositivo, con la plancia rimovibile facile da montare ma assolutamente impossibile da rimuovere involontariamente. Insomma, come suggerisce il suo nome, è come avere tre mouse in uno.

NON SOLO MOBA

La sua natura multipla rende il Naga Trinity assolutamente versatile. Pur parlando di un mouse high end che si posiziona in una fascia di prezzo assolutamente non per tutte le tasche, mi sento di consigliare la nuova versione del mouse di Razer anche a chi non intende utilizzare tutti e tre pannelli. In termini di comfort ed ergonomia il Naga Trinity è assolutamente notevole, giacché la forma allargata (con il pannello esterno che permette all’anulare di essere comodamente poggiato, in maniera rilassata) rende saldissima la presa anche senza applicare troppa forza. Al solito, come tutti i mouse cablati di Razer il peso (comunque non eccessivamente) contenuto si aggira intorno ai 120 grammi, che dà al device un giusto feedback fisico ma, contemporaneamente, non costituisce mai un faticoso ostacolo durante le lunghe sessioni al PC. Preciso e netto anche il feedback tattile di tutti i 19 pulsanti, il cui click meccanico farà ovviamente breccia nei cuori degli utenti più feticisti, senza però mai disturbare invece chi preferisce feedback sonori più discreti.

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Naga Trinity resta uno dei migliori mouse che abbia mai provato

Equilibrio e versatilità si confermano le qualità principali del Naga Trinity anche in termini di precisione, con i DPI (che arrivano fino all’opulentissima cifra di 16000) che possono essere regolati in qualsiasi momento tramite due tasti rialzati al di sotto della rotella, impossibili da premere per sbaglio. Tra le feature minori che ho trovato più utili, al di là della mia, già conclamata, passione per il sistema di illuminazione Chroma, spicca la rotellina da gaming, precisissima negli scroll, ma soprattutto comodissima per il suo movimento orizzontale a scatto, un piccolo dettaglio che nelle sessioni lavorative comuni torna davvero utile.

A volere essere puntigliosi, sono due i difetti del Naga Trinity: il primo è che al momento l’unico layout disponibile è ottimizzato per i destrorsi, ed essendo un mouse asimmetrico, i mancini non possono di fatto utilizzarlo con la mano sinistra, mentre il secondo è che, se siete abituati come me a dispositivi mediamente lunghi come il Death Adder, potreste trovare il design compatto (119 mm vs 127 mm) leggermente scomodo. Se per rimediare al primo difetto c’è da sperare in una spec dedicata ai mancini, com’è già accaduto per la versione Hex dello stesso modello, sul secondo si tratta meramente una questione di gusti. Detto ciò, il Naga Trinity resta uno dei migliori mouse che abbia mai provato, adatto non solo ai giocatori competitivi, ma anche a chi, come me, passa diverse ore tra browser, Photoshop, Premiere ed After Effects.

VOTO: 8.5

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