Tutti i dettagli sui processori Ryzen di AMD - Speciale

Svelati i dettagli sui processori Ryzen di AMD aperturaDopo averne annunciato l’esistenza settimana scorsa, AMD ha finalmente svelato maggiori dettagli sui suoi nuovi processori Ryzen, i primi basati sulla tanto chiacchierata architettura Zen. Con queste nuove CPU, che non integreranno una componente grafica come le sue attuali APU, l’azienda californiana torna a fare seriamente concorrenza a Intel, andandola a colpire in un settore del mercato da cui, da anni, era ormai di fatto esclusa: quella degli enthusiast, coloro che pretendono dal PC le massime prestazioni. E lo fa con le armi più efficaci di tutte: prestazioni convincenti e prezzi abbordabili. Ma vediamo la nuova offerta nel dettaglio.

Svelati i dettagli sui processori Ryzen di AMD detaglio

Le regole con cui individuare il tipo di processore sono abbastanza facili da ricordare. Ryzen è il nome delle CPU, la cifra dopo la R indica il segmento di mercato a cui sono indirizzate (3 = economico; 5 = mainstream; 7 = enthusiast), il numero delle migliaia identifica la generazione (in questo caso 1000 = prima generazione), quello delle centinaia indica il livello delle prestazioni (7/8 = enthusiast; 4/5/6 = mainstream), le decine invece possono indicare revisioni successive o caratteristiche particolari, mentre la lettera in fondo (che può esserci o meno) indica una particolare tipologica di prodotto, ove applicabile. Questa è certamente la parte più difficile da ricordare, visto che serve la seguente tabella di conversione:

Svelati i dettagli sui processori Ryzen di AMD handsonassente
= Desktop standard
X = Elevate prestazioni con XFR
G = Desktop con grafica
T = Desktop a basso consumo energetico
S = Desktop a basso consumo con grafica
H = Portatili ad alte prestazioni
U = Portatili standard
M = Portatili a basso consumo energetico

La buona notizia per gli overclocker è che tutti i processori Ryzen presentati oggi avranno il moltiplicatore sbloccato. Si potranno quindi overcloccare liberamente a patto che la scheda madre lo consenta. La determinante, in questo caso, non sarà più la CPU, come bene o male è sempre successo fino a oggi, ma il chipset sulla scheda madre, che potrà essere bloccato – nella fascia più economica o lavorativa – o sbloccato. I chipset che ci interessano sono essenzialmente tre: A320, B350 e X370. Anche in questo caso c’è una facile progressione nei nomi, ma quel che conta veramente è che tutti loro offrono il supporto diretto alla seconda generazione di connettori USB 3.1, ai drive NVMe, ai connettori SATA Express e a tutte le più recenti evoluzioni delle tecnologie di interconnessione PCI Express. Dei tre, solo l’A320 ha il moltiplicatore bloccato che impedisce l’overclock della CPU, ma del resto è indirizzato alla fascia più economica del mercato e ai computer da ufficio, dove l’overclock sarebbe inutile, se non addirittura controproducente.

L’EXTENDED MEMORY RANGE

Oltre alla frequenza base e alla classica modalità Turbo, i processori con la X offrono anche una piccola “estensione” in più alla loro velocità nominale, l’XFR. Quest’ultima garantisce, in condizioni particolari, un ulteriore 5-10% in più di prestazioni, ma tutto il sistema deve ovviamente essere in grado di reggere: vanno montati moduli di memoria DDR4 di buona qualità, deve essere usata una scheda madre con chipset della serie X300 e, naturalmente, il processore deve essere un R7 1800X o un R7 1700X.

Svelati i dettagli sui processori Ryzen di AMD boxI benchmark pubblicati da AMD non lasciano spazio a dubbi: questi nuovi processori sono davvero concorrenziali, visto che riescono tranquillamente a eguagliare, se non a superare, i loro concorrenti delle ultime due generazioni di processori Intel, offrendo per altro un maggior numero di core e consumando meno. Si pensi per esempio al paragone fra un Ryzen R7 1800X e un Core i7 6900K: a sostanziale parità di prestazioni e di core a disposizione, il primo consuma 95W contro i 140W del secondo, e costa praticamente la metà. Ma anche il più “piccolo” R7 1700 può uscire a testa alta dal confronto con il Core i7 7700K: hanno entrambi il moltiplicatore sbloccato ma, nonostante il processore AMD costi un po’ di più del concorrente, offre esattamente il doppio dei core e consuma il 30% di corrente in meno, garantendo prestazioni complessivamente molto simili.

Ora non resta che attendere l’arrivo sulle nostre scrivanie di un sistema basato su Ryzen per metterlo alla prova ed effettuare dei test del tutto indipendenti. Siamo infatti curiosi di vedere come se la cavano questi nuovi mostriciattoli con i videogiochi più recenti, soprattutto perché presto AMD lancerà anche le sue nuove schede video basate sull’architettura Vega. Mettere insieme queste due tecnologie potrebbe dare risultati estremamente interessanti.

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