The Walking Dead: The Final Season – Episodio 3 – Recensione

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Quello che è successo a Telltale Games ha lasciato la maggior parte dei giocatori piuttosto sconvolti, considerata soprattutto la repentina escalation che in poco tempo ha decretato la chiusura della casa di sviluppo che ha dato i natali a diverse avventure grafiche di successo.

Sappiamo bene che alle spalle del crollo vi era qualcosa che marciva da tempo, quasi come uno degli zombi putrefatti estrapolati dalla creatura di Kirkman, ma dal sentirne il fetore a decretare un fallimento in banca rotta, con tanto di dipendenti in causa con la compagnia, ce ne passano di walkers sotto ai ponti. Come dicono in molti “la speranza è l’ultima a morire”, ma ammetto che fino all’ultimo momento in cui Skybound Games annunciava il salvataggio in corner della serie, con tanto di ex-dipendenti Telltale, non ero poi così fiducioso di poter vedere la fine delle avventure di Clementine. Tenere in piedi i resti di una società ormai pronta al fallimento è sicuramente dura, figuriamoci portare a termine un lavoro già iniziato a monte cercando, in primis, di non deludere i fan.

GIOCATTOLI ROTTI

Quattro mesi o giù di lì sono passati dall’ultima volta che abbiamo accompagnato Clementine e il piccolo AJ nel loro viaggio alla ricerca di un posto da chiamare casa, e proprio quando entrambi pensavano di averlo trovato, qualcosa in agguato nell’ombra è stata in grado di animare il gruppo di giovani ragazzi problematici, portandosi a braccetto problemi ben più amari dell’acne giovanile. La scuola controllata dai ragazzi viene presa di mira da un manipolo di banditi che vivono aldilà della zona sicura intorno alla struttura, preparando un attacco pesante pronto a destabilizzare ancora di più il piccolo clima di “pace” instaurato nel secondo episodio, grazie a un crescendo di eventi sempre più serrato che hanno coinvolto vecchie e nuove conoscenze con cui i giocatori sono entrati in contatto nel corso di quest’ultima stagione (ma anche delle precedenti).

Sembra che finalmente la situazione di stallo cominci a smuoversi, ne vedrete delle belle!

Tutto inizia infatti in modo decisamente rocambolesco, per via delle peripezie intercorse durante lo svolgimento del secondo episodio, e continua cercando di piazzare tantissimi colpi uno dietro l’altro: dal piano ideato per cercare di risolvere gli ultimi fatti accaduti, al modo in cui poter accedere al luogo controllato dai banditi, insomma c’è tantissima carne sul fuoco ed è piacevole constatare che si comincia a scavare più a fondo anche nel background di James, il ragazzo incontrato nel corso del secondo episodio che aveva tutta una sua teoria molto interessante riguardante l’anima degli zombi. Il ragazzo, così come anche tutti gli altri piccoli protagonisti di questa saga, è tormentato dai traumi del proprio passato e si nota una forte impronta violenta che continua a crescere, dimostrando come il mondo ideato da Kirkman lasci pochissimo spazio alla normalità, persino rivolta al periodo adolescenziale vissuto dai ragazzi. Sono infatti tutti costretti a crescere più velocemente del dovuto, devono prendere decisioni delicate pensando non solo a loro stessi, ma anche agli altri, ed è per questo che ogni scelta seppur piccola sembra avere poi un impatto devastante nel corso degli eventi. Telltale ci ha abituato bene, inutile negarlo, tant’è che il carattere dei personaggi e le scelte intraprese qui e nei precedenti episodi ancora non sappiamo quale tipo di impatto emotivo possano avere su AJ. Qualche dimostrazione piuttosto forte l’abbiamo già avuta dal piccolo compagno di viaggio di Clementine, ma chissà cosa gli sceneggiatori hanno in serbo per noi, contando soprattutto che questo è il penultimo episodio della serie. Il rapporto stretto tra Clementine e AJ continua quindi a evolversi, lasciando trasparire in tutto e per tutto uno scatto in avanti da parte del secondo, che vi sorprenderà non solo per quanto riguarda gli atteggiamenti, ma anche per una serie di frasi posizionate ad hoc proprio per spiazzare il giocatore.

SIAMO ALLE SOLITE

Sul lato puramente tecnico, questo episodio di The Walking Dead: The Final Season mantiene gli standard impostati nei precedenti episodi, ma tende a diminuire fortemente le fasi di giocato lasciando spazio a lunghe cutscene piene di dialoghi a scelta multipla e QTE.

Non tutti i personaggi riescono a emergere come si deve, ed è un peccato

Lo slancio ideologico percepito nel corso dei primi episodi, dove sembrava emergere in minima parte una fase più action, sembra completamente sparito o quasi (è presente una piccola fase, purtroppo dimenticabile). La durata dell’episodio segue invece la linea impostata dall’inizio, regalando comunque quella discreta giostra di tre orette o quasi pensata all’eventualità di giocare il titolo magari due volte, scegliendo ai momenti opportuni delle risposte diametralmente opposte per scoprire il sempre fantastico “what if” accompagnato all’occorrenza dallo sblocco degli achievement dedicati a storia e collezionabili.

Seppur nutrendo qualche dubbio sulla possibile continuazione del progetto, soprattutto a seguito dei problemi gestionali legati alla “morte” di Telltale Games, il terzo capitolo della stagione conferma la passione e la dedizione che gli sviluppatori nutrono non tanto sulla serie (che comunque è servita come vero e proprio trampolino di lancio per la società) ma piuttosto sul personaggio. Come scritto in passato nelle precedenti recensioni, Clementine merita di concludere il proprio viaggio, pertanto non ci resta che attendere il mese di marzo per giocare al capitolo conclusivo.

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Pro

  • Molti personaggi mostrano un background interessante ma…
  • La storia continua a evolversi come si deve.

Contro

  • …alcuni di loro sono un po’ relegati al ruolo di macchiette.
  • Qualche meccanica di gioco extra, ma niente di che.
7.6

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