The Walking Dead: The Final Season - Episodio 4 - Recensione

PC PS4 Switch Xbox One

La gestazione dell’ultima stagione di The Walking Dead ha lasciato praticamente tutti a bocca aperta: se da un lato la chiusura repentina di Telltale Games ha lasciato tutti sorpresi, dall’altro il salvataggio in calcio d’angolo ha permesso a Skybound di salvare la produzione regalando un degno finale alle tormentate avventure di Clementine. La nuova acquirente non ha soltanto fatto ciò, ma anche razionalmente pensato di creare una versione retail del gioco, offrendo al pubblico anche la possibilità di poterci giocare comodamente su tutte le console in circolazione (per PC il gioco è disponibile sull’Epic Store). Gli interrogativi postulati negli ultimi tre episodi troveranno risposta in questo capitolo conclusivo?

TAKE US BACK

La narrazione di questa Final Season ci ha fatto capire che le aspettative nei confronti della produzione ispirata alle opere di Kirkman erano indubbiamente alte. Dal primo rocambolesco episodio Clementine ha vissuto una serie di sfortunati eventi che l’hanno condotta prima in una scuola per giovani disadattati, poi in un campo abitato da banditi senza scrupoli pronti a fare di tutto pur di restare in vita, finanche guastare la vita delle altre persone. I mostri che popolano questo mondo in rovina hanno corrotto l’animo dei superstiti, facendoli diventare essi stessi dei pericolosi ricettacoli di odio, cannibali in un mondo ostico che sembra non fare sconti proprio a nessuno. Il proverbiale “mors tua, vita mea” permea l’intero concept alle spalle dell’opera e ne abbiamo intravisto le sfaccettature grazie alla presenza di protagonisti e comprimari per lo più adulti. La season finale che abbiamo avuto il piacere di giocare si distingue dalle precedenti soprattutto per questo, proprio perché è fatta ad hoc per farci vivere il dramma con gli occhi di ragazzini appena adolescenti, che già hanno difficoltà a gestire loro stessi, figuriamoci un’intera apocalisse zombie.

Il ritmo di questo episodio è veramente incalzante!

Oltre a Clementine troviamo infatti il piccolo AJ, ancora più giovane e inesperto, il quale dipende totalmente dalla protagonista venendo influenzato dai suoi consigli e decisioni. In questo ultimo rendez-vous le scelte dei precedenti episodi sublimano in una rincorsa contro il tempo particolarmente ritmata, in cui emerge una gestione della narrazione più action che riflessiva, con tanto di fasi al cardiopalma dove un QTE può fare la differenza tra la vita e la morte. Seppure in passato questo elemento non ci aveva particolarmente impressionato, oggi invece capiamo che forse i primi episodi fungevano perlopiù da preparazione a ciò che realmente ci aspettava alla fine del nostro cammino.

DIVENTARE GRANDI

Riprendendo direttamente da dove eravamo rimasti alla conclusione del terzo episodio, Take Us Back gioca le sue carte saggiamente accompagnandoci verso il finale con un ritmo pressante, pensato proprio per regalare un degno finale al lungo viaggio di Clementine. Tra disagi momentanei e situazioni ipoteticamente irrisolvibili, vi troverete a gestire scelte importanti senza avere il tempo di riflettere, giungendo persino a un confine dove ogni speranza sembra ormai persa. Nell’episodio fanno ritorno tutti i personaggi incontrati sulla strada che ci ha condotto fino a questo preciso momento, facendo eccezione per tutti coloro i quali sono morti o dispersi a causa delle nostre scelte. Chiaramente il focus viene completamente incentrato su Clementine e AJ, ed è interessante notare come il secondo si sia evoluto velocemente sul piano caratteriale, dimostrando una determinazione incrollabile anche quando meno ce lo aspettavamo.

Clementine riceverà un degno finale alla sua storia?

Probabilmente il focus della produzione, sia dentro che fuori (nel mondo reale), era proprio questo: non importa quanto la vita ci metta alla prova, l’importante è trovare una ragion d’essere e combattere per quest’ultima fino alla fine, facendo tesoro delle persone che reputiamo importanti. Tecnicamente parlando, il gioco funziona perfettamente sulla console di casa Nintendo, tranne per qualche piccola sbavatura in sede di caricamenti e cali di framerate (soprattutto in modalità Handheld), compresivi della totale assenza del supporto allo schermo touch. Il resto della configurazione dei comandi mantiene la struttura vista sulle altre piattaforme. Al netto di queste sottolineature, The Walking Dead: The Final Season trova finalmente pace dopo questa gestazione difficoltosa, facendoci al contempo sperare che l’incontro tra gli ex membri di Telltale e Skybound possa rivelarsi un legame duraturo e fruttuoso, utile a produrre nuove avventure magari ripescando dalle idee di cui si era parlato in rete qualche mese fa, tipo The Wolf Among Us 2 e similari. Qualcuno ha detto che sperare non costa nulla.

Il finale romanzato di questa ultima avventura di Clementine ha un duplice significato: da un lato segna un sodalizio importante con Skybound, dall’altro ci dimostra quanto la cura e le intenzioni degli sviluppatori più coriacei fosse davvero genuina. Finita questa entusiasmante avventura, possiamo solo sperare che ne vedremo di nuove e originali nel prossimo futuro. Sperare non costa nulla, giusto?

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Pro

  • Storytelling veramente incalzante.
  • Emotivamente forse l’episodio più valido.
  • Tecnicamente un porting dignitoso su Switch.

Contro

  • Mancando gli achievement perde un po’ senso rigiocarlo.
  • Comandi nelle fasi action un po’ approssimativi.
7.8

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