Auto medio orientali...

Risultati da 1 a 18 di 18

Discussione: Auto medio orientali...

  1. #1
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    Auto medio orientali...

    Volkswagen AmeoA Nuova Delhi una Polo a tre volumi















    All'edizione 2016 dell'Auto Expo di Nuova Delhi, la Volkswagen presenta la nuova Ameo, primo modello sviluppato appositamente per il mercato indiano.

    Caratteristiche. Prodotta localmente nella fabbrica di Pune, la Ameo deriva in massima parte dalla Polo con pianale pq25, rispetto alla quale aggiunge un piccolo terzo volume posteriore, trasformandosi in una piccola berlina. La lunghezza totale non è stata ancora dichiarata, mentre il bagagliaio offre una capacità di 330 litri.

    Accessori e abitacolo della Polo. Anche gli interni riprendono le soluzioni già viste su altri modelli della Casa tedesca e non manca il sistema d'infotainment con MirrorLink per il collegamento agli smartphone. Molti degli accessori disponibili, come il cruise control, i sensori dei tergicristalli, le bocchette posteriori del climatizzatore e la retrocamera, rappresentano una primizia nel segmento rispetto alle principali concorrenti.

    I motori. I clienti indiani della Volkswagen Ameo potranno scegliere le medesime motorizzazioni già disponibili per la Polo venduta localmente: il 1.2 MPI da 75 CV e il 1.5 TDI da 90 CV: per il primo è previsto il solo cambio manuale a cinque marce, mentre il secondo potrà essere equipaggiato anche con l'automatico DSG a sette marce. L.Cor.
    http://www.quattroruote.it/news/novi....html#loadMore

    Virus Zika rovina lancio nuova auto dell'indiana Tata

    Nome 'Zica' troppo simile, gruppo sta valutando di cambiarlo







    ROMA - Trasmesso dalle zanzare, il virus Zika non solo ha portato l'Organizzazione mondiale della sanità a dichiarare l'allarme internazionale ma sembra stia creando scompiglio anche nell'industria dell'automobile. A causa dell'esplosione dell'epidemia, infatti, il costruttore indiano Tata Motors, parte del maxigruppo internazionale Tata, potrebbe essere costretto a modificare in corsa la campagna di lancio della Zica, la sua nuova vettura compatta. Il nome scelto per la piccola cinque porte, infatti, sarebbe troppo simile nella pronuncia a quello del famigerato virus e porterebbe connotazioni negative. Alla Tata quindi, starebbero valutando la possibilità di cambiarlo, nonostante sia già stato pubblicizzato e nonostante manchino ormai poche ore alla presentazione della vettura, prevista per il prossimo Auto Expo di Nuova Delhi, in programma dal 5 al 9 febbraio. A svelarlo è Charles Riley, corrispondente della CNN dalla capitale indiana, che riferisce come ''Minari Shah, responsabile della comunicazione corporate di Tata Motors ha detto che la Casa 'sta valutando la situazione e presto prenderà una decisione' se è il caso o meno di cambiare nome alla vettura''.

    Il virus trasmesso dalle zanzare che sembra sia il responsabile di malformazioni, anche cerebrali, nei feti delle donne in gravidanza, con la sua immagine negativa potrebbe compromettere, quindi, il lancio della vettura, soprattutto nel mercato interno, particolarmente sensibile ai problemi delle epidemie portate dalle zanzare. Il corrispondente della CNN riferisce, inoltre, che Tata Motors starebbe valutando da settimane la situazione, che non ha comunicato i tempi della decisione definitiva e sottolinea al riguardo la preoccupazione della stessa responsabile della comunicazione corporate del Costruttore indiano che ha dichiarato come, comunque, ''mettere un nome a una vettura sia un processo lungo che va dai focus group ai controlli sui possibili copyright''.

    https://www.ansa.it/canale_motori/no...a002da84b.html

  2. #2
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    Re: Auto medio orientali...

    XUV Aero: la suv sportiva secondo la Mahindra


    Il prototipo XUV Aero esposto al Salone di Delhi ha un motore da 210 CV ed un sistema per gestire la modalità di guida.



    L’UNICA A 3 PORTE - Nel listino della Mahindra è presente una suv dalle forme piuttosto tradizionali e conservative, dedicata ad una tipologia di clientela interessata più alla solidità che non alla fantasia. È la Mahindra XUV500. Ad essa potrebbe un giorno affiancarsi un’automobile dallo stile molto più ricercato e coraggioso, esposta in qualità di prototipo al salone dell’automobile di Delhi: la vettura assume il nome XUV Aero e rappresenta un’interpretazione sul tema delle suv di aspetto sportiveggiante, filone inaugurato dalla BMW X6 e da allora in costante espansione. La XUV Aero è stata disegnata presso il Mahindra Design Studio di Mumbai (India) e si discosta in maniera significativa dalle automobili simili, in virtù delle sole tre porte e della vetratura laterale molto estesa.

    IN FUORISTRADA E DA CORSA - L’azienda, che lo ricordiamo ha da poco acquistato la Pininfarina (qui per saperne di più), che potrà dare un forte contributo nell'elevare il design delle Mahindra, descrive il prototipo con termini decisamente enfatici, ma non fornisce ragguagli sulla tecnica e sulle dimensioni esterne. Al momento sappiamo che nel vano motore si trova un quattro cilindri da 210 CV, appartenente alla famiglia mHawk, per cui l’azienda dichiara una potenza massima di 210 CV. Il costruttore indiano dichiara un tempo inferiore a 6 secondi per completare il passaggio 0-96 km/h. Sulla Mahindra XUV Aero è presente un sistema per impostare la modalità di guida e la risposta delle sospensioni, in maniera da gestire il comportamento su strada in relazione al tipo di percorso: il conducente potrà scegliere le opzioni Strada, Fuoristrada, Sport e Corsa. L’azienda non ha svelato per il momento se la XUV Aero verrà un giorno tradotta in prodotto di serie.
    http://www.alvolante.it/news/mahindr...ero-suv-345126

    Tata Hexa: destinazione Europa?

    La nuova Hexa è una suv che evidenzia lo sforzo dell'indiana Tata per raggiungere più elevati standard qualitativi.





    PER ORA IN INDIA - Potrebbe arrivare anche da noi la Tata Hexa, visto che la concept da cui deriva ha fatto capolino lo scorso anno al Salone di Ginevra: per adesso, il debutto è avvenuto all’Auto Expo il salone dell'auto di Nuova Delhi. La veste definitiva della Hexa è quella di una suv lunga 476 cm dalle linee squadrate, con un’evidente parentela con la monovolume Aria: il risultato finale è quello di un certo squilibrio visivo tra le proporzioni del frontale e della coda: davanti lo sbalzo è decisamente ridotto, dietro sin troppo abbondante. Non mancano, tuttavia, alcuni elementi di stile che si avvicinano alle suv più moderne, dai fari a Led ai doppi scarichi integrati nel paraurti posteriore. Completano il quadro vistose protezioni plastiche su passaruota e sottoporta.

    SEI AIRBAG - Gli interni sembrano confermare una certa vocazione ai mercati non solo domestici della Tata Hexa: c’è un sistema multimediale con schermo di 5” e comandi tattili di provenienza Harman; il sedile del guidatore prevede otto diverse regolazioni; il comparto audio è a firma JBL e prevede 10 altoparlanti, e non manca nemmeno l’illuminazione interna commutabile su otto differenti tonalità. Nell’esemplare che sarà presentato in patria, ci sono anche gli interni in pelle, la retrocamera e il cruise control; l’equipaggiamento relativo alla sicurezza prevede sei airbag, ABS, controllo elettronico di stabilità e di trazione - imprescindibili per i mercati più evoluti.

    400 NM DI COPPIA - Sotto il cofano della Tata Hexa c’è un motore i cui dati di targa sono in linea con le aspettative: un turbodiesel 2.2 accreditato di 156 CV di potenza e 400 Nm di coppia massima, accoppiato a una trasmissione con cambio manuale a 6 marce o automatico con analogo numero di rapporti. Non mancheranno neppure quattro modalità di guida (automatica, confort, dinamica più una riservata al fuoristrada): in India la Hexa sarà in vendita nella seconda metà dell’anno. In Europa potrebbe arrivare (con il beneficio del dubbio) nel 2017.




    http://www.alvolante.it/news/tata-hexa-2016-345122

  3. #3
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    Re: Auto medio orientali...

    SsangYong Tivoli XLV, coda lunga per grandi carichi

    Il SUV arriva a 4,44 metri, è sempre a 5 posti, ma ha un bagagliaio da 720 litri




    Al Salone di Ginevra ha appena fatto il suo debutto l'inedita SsangYong Tivoli XLV, versione a coda lunga della già commercializzata Tivoli che con un posteriore così esteso sembra proprio inventare la categoria dei "SUV station wagon". Rispetto alla nota Tivoli la XLV ha infatti una lunghezza totale di 4.440 mm dovuta alla carrozzeria allungata di 238 mm dietro al montante posteriore, ma con un passo invariato a quota 2.600 mm, cinque posti a sedere e la capacità di carico del bagagliaio che sale da 423 a ben 720 litri. Per i motori restano confermati i 1.6 benzina e diesel da 128 e 115 CV, così come la disponibilità di trazione anteriore o integrale e il cambio a 6 marce, manuale o automatico Aisin. Prezzi, gamma e date di lancio per l'Italia non sono ancora state annunciate.
    A livello stilistico la SsangYong Tivoli XLV si caratterizza per la linea del tetto estesa oltre il montante posteriore che dà spazio ad un terzo finestrino fisso laterale che si raccorda ad un portellone di forma e inclinazione modificata. A cambiare drasticamente rispetto alle altre Tivoli è invece la forma e la lunghezza del piano di carico posteriore piatto che oltre a salire a 720 litri può sfruttare i sedili della seconda fila abbattibili in configurazione 60:40. Il peso a vuoto di 1.315 kg della Tivoli XLV 2WD benzina risulta ovviamente superiore a quello della Tivoli (1.270 kg), ma i consumi non crescono in maniera significativa: la 1.6 benzina 2WD dichiara un consumo combinato di 6,8 l/100 km (contro 6,6) e la 1.6 diesel AWD automatica arriva a 6,3 l/100 km anziché 5.9 l/100 km.
    http://www.omniauto.it/magazine/3687...ong-tivoli-xlv

  4. #4
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    Re: Auto medio orientali...

    Brutta forte, coerentemente con la storia Ssang Yong.

  5. #5
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    Re: Auto medio orientali...

    sarà, ma io di Tivoli (e un altro modello di suv che ora non mi ricordo) ne vedo uno stonfo

    poi, il fatto che faccia caà esteticamente è un'altra questione

    Steam: m4lfuri0n; Origin: m4lfuri0n; Battle.net: m4lfuri0n#2885; GOG: m4lfuri0n; XBox Live: m4lfuri0n; PSN: m4lfuri0n_86
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  6. #6
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    Re: Auto medio orientali...

    Dalla Cina il clone della Porsche Macan




    Ennesimo clone che arriva dalla Cina: questa volta ad essere copiata spudoratamente dalla Zotye SR8 è la Porsche Macan.





    LA FINTA MACAN CINESE - La Porsche Macan ha un clone cinese: la Zotye SR8. Le immagini pubblicate da CarNewsChina, prima della presentazione ufficiale prevista al Salone di Pechino alla fine del mese, mettono in luce un design molto simile - per non dire quasi identico - tra la Suv tedesca e la sua copia cinese. Anche per gli interni, gli ingegneri della Zotye non hanno spremuto troppo le loro meningi. Volante, consolle centrale e cruscotto richiamano da vicino quelli della Macan. La differenze più visibili sono rappresentate dagli scarichi che sulla SR8 sono quadrati (al posto di quelli ovali usati dalla Porsche); leggermente differente è anche il disegno dei fari anteriori. La SR8 monta un propulsore 2.000 cc turbo di origine Mitsubishi, dalle prestazioni non ancora note.


    Qui sopra la Macan, nella foto più in alto la SR8: la somiglianza è quasi totale.

    L’IMPOTENZA CONTRO I CLONI - Il prezzo della finta Macan in salsa cinese dovrebbe aggirarsi sulle 17.000 sterline, più basso di oltre 26.000 rispetto alla versione originale della Porsche. È comunque molto improbabile che vedremo fuori dalla Cina la Zoyte SR8, a meno che il costruttore orientale non sia pronto ad affrontare cause legali milionarie. Prima di questa Suv, giusto per citare un caso, era stata presentata al salone di Guangzhou la Landwind X7, copia della Range Rover Evoque. Proprio la casa produttrice dell’Evoque, la Land Rover, ha dichiarato, qualche mese fa, l’impotenza dei produttori occidentali nei confronti delle violazioni delle case cinesi. Nel Paese più popoloso del mondo, infatti, mancano leggi che vietino questo tipo di attività.

    http://www.alvolante.it/news/dalla-c...e-macan-346344

  7. #7
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    Re: Auto medio orientali...


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  8. #8
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    Re: Auto medio orientali...

    il clone
    chissà se auto del genere sono immatricolabili in Italia

    cambi il simboletto davanti, così finché non la metti in moto gg

  9. #9
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    Re: Auto medio orientali...

    SsangYong XLVIn Italia a partire da 18.450 euro









    La Ssangyong XLV debutta in Italia e sarà proposta a partire da 18.450 euro. La nuova crossover cinque posti affianca la Tivoli, rispetto alla quale mantiene lo stesso passo (2,6 metri), ma è più lunga di 238 mm (4,44 metri totali), che permette di aumentare considerevolmente anche lo spazio dedicato ai bagagli. Il vano offre una capacità di 720 litri con tutti i sedili in posizione d'uso, mentre il design dei gruppi ottici posteriori, dei montanti e del portellone differenziano in maniera netta la XLV dalla Tivoli.

    Due e quattro ruote motrici. I clienti potranno scegliere tra le medesime motorizzazioni già proposte per la Tivoli: il 1.6 e-XGi160 a benzina da 128 CV e 160 Nm di coppia, anche in versione bifuel (benzina/Gpl), e il diesel XDi160 di 1.6 litri da 115 CV e 300 Nm. I consumi dei modelli 2WD variano in base al tipo di cambio installato: da 7,1 a 7,6 l/100 km per il benzina (emissioni 165-176 g/km di CO2) e da 4,7 a 5,9 l/100 km per il diesel (emissioni 121-154 g/km). Il cambio automatico a sei marce Aisin è disponibile come optional a 1.800 euro e può essere abbinato anche alla trazione integrale AWD (anch'essa opzionale allo stesso prezzo), che porta in dote le sospensioni posteriori multi-link.

    Allestimenti e accessori. Per la nuova Ssangyong XLV sono disponibili sei diversi allestimenti denominati Start Go, BE, Limited, Be Visual e Limited Visual. Tutte le versioni offrono di serie i vetri elettrici, il climatizzatore manuale, il cruise control, l'impianto audio Mpe con Bluetooth e presa Usb, i fendinebbia, i sensori di parcheggio posteriori, gli specchietti elettrici, le luci diurne a Led e i pneumatici M+S da 16". L'allestimento Go aggiunge i cerchi di lega da 16", lo spoiler posteriore, i cristalli oscurati, la retrocamera, il sistema audio con schermo da 7"i e la retrocamera. La più ricca BE aggiunge l'airbag per le ginocchia del guidatore, i cerchi di lega da 18", il climatizzatore automatico bi-zona, le barre sul tetto, il slstema Smart Key, il volante in pelle, gli specchietti elettrici e le finiture interne cromate. Per il modello Limited sono previsti invece interni di pelle, sedili riscaldabili anteriori e posteriori, il sistema di navigazione, i sensori di parcheggio, il tetto apribile e i fari allo Xeno, mentre la versione aggiuntiva Visual è caratterizzata dalla verniciatura bicolore, dai cerchi con finitura silver o nero, dai sensori per luci e pioggia, dal volante riscaldabile e dallo specchietto interno fotocromatico. L.Cor.
    Il listino della Ssangyong XLV (prezzi dei modelli 2WD, con cambio manuale):
    1.6 Benzina Start: 18.450 euro
    1.6 Benzina Go: 19.450 euro
    1.6 Benzina BE: 21.450 euro
    1.6 Benzina GPL Start: 20.400 euro
    1.6 Benzina GPL Go: 21.400 euro
    1.6 Benzina GPL Be: 23.400 euro
    1.6 Diesel Start: 20.400 euro
    1.6 Diesel Go: 21.400 euro
    1.6 Diesel BE: 23.400 euro
    1.6 Diesel Limited: 25.800 euro
    1.6 Diesel BE Visual: 24.650 euro
    1.6 Diesel Limited Visual: 26.750 euro
    http://www.quattroruote.it/news/novi..._450_euro.html

  10. #10
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    Re: Auto medio orientali...

    Hanno sempre qualche (grosso) problema a chiudere il posteriore senza farlo sembrare un aborto.

  11. #11
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    Re: Auto medio orientali...

    Land Rover denuncia i cinesi per la copia dell'Evoque

    Azioni legali contro la Landwind X7, clone del SUV inglese





    Vi ricordate la Landwind X7, il clone cinese della Range Rover Evoque? Il caso del SUV inglese copiato in terra orientale senza alcuna autorizzazione o licenza è scoppiato nel 2014, ma nonostante le proteste di Jaguar Land Rover la vendita in Cina è partita a luglio 2015. Ora il gruppo britannico non sembra però intenzionato a sopportare oltre una così smaccata infrazione alle leggi sul diritto d'autore che peraltro esistono anche nella Repubblica Popolare. Secondo la Reuters gli inglesi sarebbero infatti pronti a citare in giudizio la Jiangling Motors, ovvero la Casa automobilistica che produce e vende - per il momento solo in Cina - la Landwind X7.
    Tempi lunghi in tribunale

    La notizia sarebbe stata raccolta da una persona al corrente dell'azione giudiziaria intrapresa da Jaguar Land Rover, ma nessuna delle parti coinvolte nella vicenda ha commentato ufficialmente la cosa. Portare in tribunale il costruttore cinese e vincere la causa rappresenterebbe un precedente importante e potrebbe spingere altre Case ad adire le stesse vie legali per difendersi dagli ormai dilaganti cloni cinesi a quattro ruote. Occorre però ricordare che in un caso simile la Honda ha dovuto attendere dodici anni per vincere la causa contro un produttore cinese che realizzava un clone del suo CR-V.
    La copia costa un terzo

    Un altro ostacolo che potrebbe frenare altre Case nel portare in tribunale le famigerate copie cinesi è quello che implica il danno d'immagine; per l'opinione pubblica cinese il Costruttore che si difende attaccando i produttori locali potrebbe diventare a sua volta un nemico da boicottare ed evitare, tanto più che molti gruppi occidentali hanno fabbriche in Cina. La stessa Jaguar Land Rover assembla in Cina la vera Evoque grazie ad una joint venture con Chery. La cosa curiosa è che la Landwind X7, che costa circa un terzo dell'inglese, può essere ulteriormente mascherata da Evoque applicando davanti e dietro il logo Land Rover e le scritte Range Rover che si possono trovare in vendita online.
    http://www.omniauto.it/magazine/3862...-cinese-evoque

  12. #12
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    Re: Auto medio orientali...

    Lynk & Co 01, arriva il SUV "connesso" col mondo

    Si compra online e può essere condiviso via app. In Italia lo vedremo nel 2018




    Si chiama “01" il primo modello di nome e di fatto di Lynk & Co, il marchio coniato dal Gruppo cinese Geely per lanciare sul mercato la prima auto globale in tutti i sensi. E parliamo di un SUV, che sarà anche e soprattutto elettrico, ed è stato concepito con l'ambizione di piacere ad ogni latitudine, o quasi. Non a caso la 01 è stata disegnata e sviluppata in Svezia, mentre sarà prodotta in Cina e verrà commercializzata anche in Europa a partire nel 2018. Cosa promette? Secondo chi l’ha progettata è l’automobile più connessa di sempre, si venderà online e avrà una qualità costruttiva paragonabile a quella dei migliori marchi “premium”.
    Ispirata dalle megalopoli

    Cominciamo dallo stile che è la variabile cruciale quando si parte da zero, in mancanza di un “vecchio modello” da ripensare e soprattutto senza un marchio e quindi una storia da raccontare. Il team che ha lavorato sulla Lynk & Co 01, capitanato da Peter Horbury, sostiene di essersi ispirato alle megalopoli (Shanghai in primis), in termini di dinamicità, colori, luci. I tratti base dovevano esser però quelli europei, e più precisamente nord-europei. Tradotto in auto, la 01 si presenta come un SUV piuttosto imponente e aggressivo il cui frontale è dominato da una larga griglia orizzontale sovrastata a sua volta dai due fari sottili che risalgono lungo il cofano. Le proporzioni sono quelle di un SUV di medie dimensioni (siamo sui 4,5 metri di lunghezza circa), equilibrate si, ma tutto sommato convenzionali. Nella vista di profilo l’unico aspetto “diverso" è dato dal montante posteriore che ingloba di fatto il lunotto e contribuisce a dare slancio alla carrozzeria. Più curioso è il lato B caratterizzato dai fanali che al di là delle particolare illuminazione a LED, abbracciano l’auto con due appendici verticali decisamente vistose.
    Connessa e condivisibile

    Sedili a parte, la configurazione dell’abitacolo è decisamente più classica e per quanto i designer sostengano che non ci sia alcun elemento della Lynk & Co 01 ispirato dalle cugine di Casa Volvo, la mano svedese si percepisce eccome. Il che non è necessariamente un male. La strumentazione si presenta con forme rassicuranti ed è orientata verso il guidatore, con al centro il grande display touch dell’impianto di infotelematica. Che è dotato di alcune funzioni innovative come quella che consente di condividere l’apertura a distanza e quindi l’utilizzo dell’auto da parte di persone autorizzate dal proprietario. In pratica si potrà organizzare un car sharing privato fra parenti o amici. E sempre a proposito di connettività il sistema di infotelematica Lynk & Co beneficerà di una piattaforma software sviluppata in collaborazione con Microsoft ed Alibaba (l'Amazon cinese - ndr) completamente aperta a personalizzazioni attraverso le API che saranno messe a disposizione dei programmatori.
    Una piattaforma tutta nuova

    Un aspetto tecnico importante è che la 01 è il primo modello di una famiglia costruita sulla nuova piattaforma modulare CMA, comune al Gruppo Geely e quindi anche al marchio Volvo (sullo stesso pianale nascerà la Volvo XC40 e quindi la nuova V40). Questa piattaforma dovrebbe essere particolarmente leggera e progettata per ottenere il massimo punteggio nelle prove di crash. Mentre la sicurezza attiva sarà assicurata da tutti gli ultimi ritrovati di assistenza alla guida di cui sono dotate le Volvo più recenti. Capitolo motori Lynk & Go non ha ancora ufficializzato i dettagli, ma è certa l’adozione di un 2.0 diesel e di un 1.5 diesel di origine Volvo con cambio manuale oppure a doppia frizione a a 7 marce. In un secondo momento saranno disponibili le versioni elettrificate su tutti e tre i livelli, e quindi ibrida, ibrida plug-in e full elettric.
    Appuntamento online

    L’avventura commerciale di Lynk & Co 01 partirà nel 2017 in Cina e poi nel corso del 2018 in Europa e Stati Uniti. Ma l’auto non si venderà nei concessionari “tradizionali” bensi online con consegna e ritiro a domicilio anche per guasti, tagliandi e interventi di manutenzione. Il risparmio teorico non è indifferente dal momento che la distribuzione incide per il 25% sul prezzo dell’auto. Ma è ancora troppo presto per capire come e quanto si tradurrà in un vantaggio economico per i clienti che secondo alcuni analisti potrebbero essere già 40 mila nel 2017 e 70 mila nel 2018.

    http://www.omniauto.it/magazine/41503/lynk-co-01-suv

  13. #13
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    Re: Auto medio orientali...

    SEM DX3: in Cina la suv disegnata da Pininfarina

    Presentata al Salone di Guangzhou, la SEM DX3 con lo stile della Pininafarina vuole conquistare i clienti più giovani sul mercato cinese.





    STILE EUROPEO - La casa automobilistica cinese South East Motor (SEM) ha presentato negli scorsi giorni il secondo modello realizzato insieme alla Pininfarina, la DX3, che ha dimensioni più contenute rispetto alla più grossa DX7 (qui per saperne di più): la suv misura in lunghezza 435 cm, valore analogo a modelli come ad esempio le Nissan Qashqai e Seat Ateca, mentre la DX7 è lunga 456 cm. Lo stile della DX3 verrà utilizzato come base per i modelli futuri della linea DX, ma l’azienda cinese ha già incaricato la Pininfarina di creare diverse tipologie di SUV, così da rivolgersi a tipologie di clienti diverse fra loro: la famiglia DX, ad esempio, si rivolge agli automobilisti più giovani. La SEM DX3 ha un’estetica molto curata, di stampo europeo, grazie alle soluzioni del tetto a contrasto e del montante posteriore a triangolo.
    MOTORI NOTI - La plancia della SEM DX3 ha una forma più scontata rispetto all’esterno, ma l’azienda promette una cura per il dettaglio superiore rispetto alle automobili concorrenti, in virtù di particolari come ad esempio il tasto per l’avviamento del motore o il grande schermo a sfioramento nella plancia. La SEM DX3 sarà venduta in Cina con due motori di origine Mitsubishi, entrambi a benzina e con cilindrata di 1.5 litri: la versione aspirata produce 120 CV, quella turbo 150 (lo stesso motore veniva utilizzato sulla Mitsubishi Colt CZT). Il 1.5 dalla potenza superiore può essere abbinato ad un cambio automatico a variazione continua di rapporto, ma è previsto anche un manuale a cinque rapporti. La suv arriverà sul mercato cinese entro fine novembre 2016 e costerà l’equivalente di 9.965 euro.





    http://www.alvolante.it/news/sem-dx3-pininfarina-349399

    - - - Aggiornato - - -

    Massimo Di Risio: “Ricomincio da quattro”18 novembre 2016


    La DR di Massimo Di Risio torna sulla scena al Motor Show di Bologna con un poker di novità. E grandi ambizioni…





    UN PERIODO DIFFICILE - “Io ci ho rimesso una cinquantina di milioni di euro, tanti miei dipendenti il posto di lavoro. Ma è il momento di ricominciare”. C’è amarezza e voglia di riscatto nelle parole di Massimo Di Risio (nella foto sopra), 57 anni, molisano, patron della DR Motor di Isernia. Che va a gonfie vele, nel 2010, quando viene coinvolta dal ministero dello Sviluppo Economico nel tentativo di salvataggio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, in fase di dismissione. All’epoca, Di Risio ha già un rapporto consolidato con la Chery: i cinesi gli forniscono due modelli (un’utilitaria e una suv) che, leggermente rivisti nel design e nell’allestimento, vengono assemblati a Macchia d’Isernia, per essere poi distribuiti col marchio DR. Le vendite, nel 2010, raggiungono le 5000 unità, l’azienda ha circa 400 dipendenti. Con il consenso di tutti i soggetti coinvolti (Regione Sicilia, sindacati e forza lavoro), Di Risio progetta di rilevare parte della fabbrica di Termini Imerese (con i 1500 operai) per produrre le Chery. La trattativa dovrebbe durare sei mesi, ma si trascina per due anni, fino alla caduta del governo Berlusconi; poi finisce in un nulla di fatto. Oggi lo stabilimento siciliano è in disarmo, molti tra gli ex dipendenti sono ancora in cassa integrazione. Quanto alla DR, ha attraversato un periodo difficile. Si è ridimensionata, ma ha garantito assistenza e ricambi ai circa 15.000 clienti italiani. “È stato grazie al supporto dei nostri partner cinesi se siamo riusciti a superare le difficoltà successive a quella vicenda”, dice Di Risio.“Nel corso delle trattative, in attesa di trasferire la produzione in Sicilia, la DR era praticamente ferma. Abbiamo perso circa un milione di euro al mese e, alla fine, questo sacrificio non solo è risultato vano ma ci è costato caro. Siamo stati costretti a ripartire da zero”.

    MADE IN CHINA - Per il ritorno in pista la DR schiera quattro nuovi modelli. I quali, diversamente dal passato, vengono interamente prodotti in Cina (dove “in questi anni hanno fatto passi da gigante nella qualità”, sostiene Di Risio) con alcune modifiche estetiche, di allestimento e negli interni, pensate in Italia per il cliente italiano. Li vedremo, ai primi di dicembre, al Motor Show di Bologna. Una scelta non casuale: la DR esordì proprio al Salone bolognese, nel 2006. Le vetture saranno commercializzate tra febbraio e giugno 2017. A fare da apripista sarà la quinta edizione della suv DR5, che ha subito un restyling significativo. Monterà un motore 1.6 a doppia fasatura variabile da 126 CV. Poi sarà la volta della DR3 (nella foto qui sopra un particoilare), suv compatta equipaggiata con un 1.4 da109 CV. Quindi toccherà alla DR4 (una suv lunga 432 cm, con motore 1.6 da 120 CV) e poi alla DR6; quest’ultima è una suv più grande (raggiunge i 450 cm di lunghezza) dotata di un due litri da 137 CV. Per tutte, è prevista la possibilità di avere il cambio automatico a variazione continua di rapporto e l’alimentazione bi-fuel (sia a benzina e a Gpl sia a metano: a fornire gli impianti è la BRC, che collabora da anni con la casa molisana). Come sempre, l’intera gamma sarà full optional. E i prezzi? Molto aggressivi, com’è nelle corde del marchio: nonostante il dazio e il trasporto pesino per il 20% circa, non superano (con la DR6) i 19.900 euro. Ma la DR0, la citycar con cui la casa è tornata un po’ in sordina sul mercato da alcuni mesi, e che può quindi a sua volta essere considerata una novità, non fa spendere più di 8.000 euro.

    ORA I PARTNER SONO DUE - “Crediamo di poter far meglio rispetto allo 0,25% di quota di mercato raggiunto in passato”, afferma Di Risio: “la nostra ambizione è di raggiungere il 2% del mercato italiano, anche attraverso un’espansione della nostra rete di vendita, che al momento conta 60 concessionari. Puntiamo a raddoppiarli in breve tempo”. Parliamo di 30-40.000 automobili vendute ogni anno. Un obiettivo ambizioso, che l’imprenditore pensa di centrare lavorando, in parte, sulla clientela che una volta acquistava la Matiz e che, con l’abbandono del mercato europeo da parte della Chevrolet, è sostanzialmente orfana (e potrebbe gradire la piccola DR0). Tra l’altro, il nuovo piano della DR si è arricchito, rispetto al passato, di una nuova partnership industriale, quella con il colosso automobilistico cinese Jac, che nel 2015 ha prodotto circa mezzo milione di automobili (350.000 quelle riservate al mercato interno). Da questa collaborazione è nata la DR4. La DR0 e gli altri modelli della nuova gamma DR sono invece il frutto della preesistente (e ora rinsaldata) partnership con l’altro colosso automobilistico cinese, la Chery.





    http://www.alvolante.it/news/dr-gamma-2017-349384

  14. #14

    Re: Auto medio orientali...

    La DR è proprio un cesso di auto, comunque.... sotto tutti i punti di vista.

  15. #15
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    Re: Auto medio orientali...


    Lynk & Co Una nuova concept e la crossover 01 di serie a Shanghai









    La cinese Lynk & Co, nuovo brand della Geely sviluppato grazie alle sinergie con Volvo, presenta al Salone di Shanghai la 03 Concept e la versione di serie della 01.

    Garanzia a vita e connessione flat per la 01 di serie. L'evento di Shanghai coincide anche con l'apertura delle vendite della crossover 01 di serie e con il lancio della app che permetterà di condividere la propria vettura con altri utenti. Non ci sono per il momento notizie circa i tempi per l'arrivo della Lynk & Co su altri mercati, ma fa notizia l'annuncio della garanzia life-time sulla vettura e la disponibilità della connessione flat inclusa nel prezzo.
    La 03 Concept. La Lynk & Co 03 Concept anticipa la berlina che in futuro affiancherà la crossover 01. Il design è coerente con quest'ultima nel frontale e in generale sia la carrozzeria sia gli interni si dimostrano già praticamente pronti per la produzione in serie. La piattaforma è quella modulare Cma di casa Volvo, sulla quale sarà sviluppata anche la nuova Serie 40, ma non sono stati diffusi per il momento i dati tecnici definitivi. Il nuovo brand ha scelto di caratterizzare in maniera sportiveggiante la 03 Concept: lo dimostrano le grandi prese d'aria anteriori, l'assetto ribassato con cerchi di lega di grande diametro e la presenza dei terminali di scarico a vista nella zona posteriore.


    http://www.quattroruote.it/news/conc..._shanghai.html

  16. #16
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    Re: Auto medio orientali...

    Wey: lusso “made in China”

    Grande interesse al Salone di Francoforte per le nuove suv cinesi che, però, almeno per il momento, non saranno importate in Europa.





    DALLA CINA - Nato soltanto nell’aprile del 2017 Wey è il marchio di lusso della Great Wall, uno dei più importanti costruttori cinesi (specializzato in fuoristrada e pick-up), che nel 2016 ha venduto oltre un milione di veicoli. Per sondare le reazioni del pubblico la Wey ha presentato la sua nuova gamma di suv al Salone di Francoforte, specificando che si tratta di modelli per il mercato cinese: almeno per i prossimi tre anni, non saranno importati in Europa. Nello specifico si tratta della VV5s (qui sopra), suv di medie dimensioni (446 cm di lunghezza) mossa da un 2.0 turbo a benzina da 197 CV, e della “gemella” VV7s (foto sotto), lunga 477 cm e con lo stesso motore, ma da 234 CV. Entrambe hanno la trazione anteriore e il cambio a doppia frizione con 7 rapporti. Sono anche proposte in versione ibrida plug-in con due unità elettriche (rispettivamente da 14 a 22 CV), una delle quali muove le ruote posteriori, trasformando la vettura in una trazione integrale. A questi modelli si aggiunge la lussuosa P8 (basata sulla VV7s) contraddistinta da una grande e vistosa mascherina anteriore (ricorda quella delle Audi e delle Lexus) e da un sistema ibrido plug-in sempre basato sul 2.0 da 197 CV, ma con due potenti unità elettriche: quando i tre motori funzionano insieme, erogano 367 CV. Secondo la casa sono sufficienti per coprire lo “0-100” in 6,7 secondi.



    SI PRESENTANO BENE - Dal vivo le differenze fra due suv della Wey sono minime: hanno un aspetto gradevolmente sportivo, con fari sottili e una parte posteriore filante. Anche l’interno non è lontano dagli standard europei: offre molto spazio, i materiali sono morbidi al tatto e il moderno impianto multimediale dispone di un ampio schermo di 9” al centro della plancia. Non mancano sistemi di aiuto alla guida, come l’avviso anti-colpo di sonno, il cruise control adattivo e il monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori. Da notare che, al cambio attuale, i prezzi di queste vetture partono da circa 25.000 euro.





    http://www.alvolante.it/news/wey-il-...e-china-353733



    Chery Exeed TX: la suv cinese per l’Europa

    Curata e ambiziosa, la suv Exeed TX ha dotazioni all’avanguardia e un sistema ibrido con batterie ricaricabili.





    NUOVI STANDARD - La cinese Chery da anni vende con successo in parti del mondo come il Nord Africa o il Medio Oriente. Non è ancora arrivata in Europa, dove le automobili devono essere più curate e di qualità rispetto a modelli venduti dove invece si bada più alla sostanza. Il costruttore prova a soddisfare i voleri degli automobilisti europei attraverso una nuova linea di modelli (Exeed) e la sua inedita suv, la Chery Exeed TX, (ancora allo stadio di prototitpo) che promette una qualità di progettazione, costruttiva e dei materiali pari alle migliori concorrenti europee. La Exeed TX è stata mostrata in anteprima qui al Salone dell’automobile di Francoforte come concept, ma a breve sarà lanciato in Cina il modello definitivo, che verrà venduto nel 2019 anche negli Usa e, successivamente, in Europa, anche se il costruttore non ha voluto definire una tempistica precisa.
    NON MANCA NULLA - La Chery Exeed TX è un modello ambizioso dotato di una meccanica esclusiva non ripresa per il momento su altre vetture della casa cinese, sviluppata dal costruttore insieme ad alcune società europee partner di case automobilistiche molto blasonate: il sistema di trazione integrale, ad esempio, è stato messo a punto insieme alla BorgWarner. L’azienda ha potuto lavorare con maggiori libertà a livello tecnico e sviluppare una base meccanica già predisposta per ospitare le batterie di un motore elettrico (anziché convertirne una esistente), abbinata a sospensioni indipendenti su entrambi gli assi del tipo McPherson all’anteriore e multilink dietro. La Exeed ha curato molto anche l’equipaggiamento di bordo e non ha “dimenticato” le più moderne dotazioni: sulla TX ci saranno di serie o in opzione il mantenimento della corsia, uno schermo touch nella plancia da 10 pollici, la telecamera di parcheggio a 360° e il ripetitore internet di bordo.



    LINEE DI TENDENZA - Il costruttore cinese non ha sottovalutato nemmeno le linee della carrozzeria, che rispecchiano i gusti europei (il centro stile di Shanghai è costituito per il 75% da cinesi e per il 25% da un team internazionale): la Chery Exeed TX ha una grossa mascherina lavorata per esprimere una sensazione di tridimensionalità, fiancate “mosse” in particolare nella zona degli archi passaruota e fanali posteriori uniti. La nuova base meccanica ha permesso all’azienda di installare nel pianale batterie agli ioni di litio e un motore elettrico da 116 CV, che insieme al benzina 1.5 da 150 CV danno origine ad una propulsione ibrida con batterie ricaricabili, in grado di muovere la Exeed TX per un massimo di 70 chilometri (e fino a 120 km/h) in modalità ad emissioni zero. Stando alla Chery, la suv può accelerare da 0 a 100 km/h in 6 secondi, raggiungere la velocità massima di 200 km/h e percorrere 50 chilometri con un litro di benzina, secondo i risultati del test di omologazione basati sul vecchio ciclo europeo NEDC.





    http://www.alvolante.it/news/chery-e...-europa-353722

  17. #17
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    Re: Auto medio orientali...

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  18. #18
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    Re: Auto medio orientali...

    Ricordiamoci che in Cina fino al 1987 non esisteva un industria automobilistica. Anche se fanno schifo, non sono sicure, come diceva May hanno avuto un evoluzione velocissima (anche più dei nipponici), anche se la strada per essere almeno decenti

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