Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 20

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

  1. #381
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Nel regno dell'irreale

    Henry Darger era la classica persona che passa inosservata. Abiti sciatti ma puliti, un umile lavoro come custode dell’ospedale locale, la messa ogni giorno, un lavoro di volontariato a favore dei bambini che avevano subito abusi o erano stati trascurati, una fissazione per la storia della Guerra Civile Americana. Aveva avuto un’infanzia piuttosto difficile, subendo anche un internamento in manicomio (e all’inizio del ‘900, non era uno scherzo: significava lavori forzati e severe punizioni); eppure di tutte quelle sofferenze Henry sembrava non portare alcun segno, anzi spesso ricordava di aver avuto anche momenti felici. Un solitario, ma di buon cuore. Un uomo qualsiasi, nella grande città ventosa di Chicago. Anche la sua morte avvenne senza clamore, una mattina d’aprile del 1973.

    Eppure Henry nascondeva un segreto.




    Qualche giorno dopo la sua morte, frugando nella sua stanza per liberarla, i padroni di casa trovarono il progetto nascosto di Henry Darger, l’opera di una vita.

    Il romanzo fantasy*The story of the Vivian Girls, reintitolato recentemente*The Realms of Unreal, scritto da Darger durante un periodo di oltre 60 anni, è un’opera straordinaria per dimensioni: più di 15.145 pagine di racconto, fittissime, e alcuni volumi rilegati contenenti diverse centinaia di illustrazioni, papiri colorati ad acquerello, ritagli di giornale e di libri da colorare. Oltre a questo, Darger scrisse anche un’autobiografia di 5.084 pagine, e un secondo lavoro di fiction,*Crazy House, di più di 10.000 pagine.





    Durante tutti quegli anni di vita da recluso, Darger aveva accumulato un archivio immenso di ritagli di giornale, pubblicità, pagine di libri per bambini. Su quella base, ricopiando i suoi ritagli, aveva illustrato le avventure delle Vivian Girls, le protagoniste del suo romanzo. In*The Realms of Unreal, le ragazze Vivian sono sette principesse (cattoliche) di un mondo immaginario in cui i Glandeliniani (atei convinti) sfruttano i bambini e ne abusano costantemente. Dopo che viene messo in attoil più scioccante omicidio infantile mai causato dal Governo Glandeliniano, i bambini si sollevano e si scatena una guerra senza confine, il vero fulcro del romanzo, che si sviluppa fra fughe rocambolesche, epiche battaglie e crudeli scene di tortura.



    Si è molto discusso su quello “scioccante omicidio infantile“. Darger, infatti, era rimasto particolarmente colpito dall’assassinio di una bambina, Elsie Paroubek, strangolata da uno sconosciuto nel 1911: aveva ritagliato la foto della piccola vittima da un giornale e l’aveva conservata come una reliquia. Quando un giorno l’immagine andò perduta, egli si convinse che la foto fosse stata rubata da qualche malintenzionato introdottosi in casa sua. Dopo aver elaborato preghiere e*novene*rivolte a Dio affinché gli fosse concesso di recuperare la fotografia, Darger decise che quell’affronto andava risolto in altro modo: nel suo romanzo in corso d’opera, che diventava ogni giorno di più una sorta di universo parallelo nel quale Henry risolveva i suoi conflitti interiori, fece scoppiare la guerra fra le Vivian girls e i Glandeliniani proprio a causa dell’omicidio di una piccola schiava ribelle. In virtù di questa ossessione di Darger per la piccola Elsie Paroubek, trasfigurata in eroina nel suo romanzo, il biografo MacGregor avanza l’ipotesi che l’assassino della bambina (mai identificato) fosse proprio lo stesso Darger.



    Le prove che Henry Darger potesse realmente essere un pedofilo o un assassino non sono mai affiorate. Certo è che gran parte delle illustrazioni di*Realms of Unrealmostrano ragazzine nude, spesso torturate e uccise dai Glandeliniani con un’attenzione e una cura dei particolari che ricordano i disegni realizzati dai più famosi serial killer. A intorbidire ancora più le acque, nella maggioranza dei dipinti le piccole bambine nude sfoggiano genitali maschili. È*molto probabile che, come notano i maggiori esegeti dell’opera di Darger, il vecchio recluso non avesse un’idea chiara dell’anatomia femminile, essendo rimasto molto probabilmente illibato fino alla fine dei suoi giorni.

    È*innegabile che i suoi dipinti abbiano una forza strana e inquietante: sia che le sorelle Vivian siano in pericolo, sia che giochino innocentemente su un prato, una sottile vena di voyeurismo naif e infantile pervade ogni dettaglio, e nonostante i colori sgargianti e appariscenti il mondo di Darger è sempre impregnato di una tensione erotico-sadica piuttosto morbosa.



    In una catarsi psicanalitica durata sessant’anni, Darger disegnò centinaia e centinaia di fogli, anche di grandi dimensioni, illustrando le varie fasi dell’avventura bellica delle sue eroine. Il romanzo ha addirittura due finali, uno in cui le sorelle Vivian escono vittoriose dalla guerra, e uno in cui soccombono alle forze degli atei adulti Glandeliniani.



    Queste sue fantasie private, che nelle intenzioni originali non avevano forse alcuna pretesa d’arte, ma semplicemente di riscatto ed evasione da una vita troppo solitaria, sono oggi riconosciute come uno dei maggiori esempi di*outsider art*(arte degli emarginati). Le sue illustrazioni vengono esposte nelle maggiori gallerie, e vendute all’asta a prezzi elevatissimi. Documentari e saggi vengono prodotti sulla sua arte. L’American Folk Art Museum sta cercando di trasformare in museo il piccolo, povero appartamento nel quale Henry Darger, chino sui suoi fogli, privo di amici e lontano da tutti, fuggiva nello sconfinato e sublime mondo partorito dalla sua fantasia.




    Fonte:

    BizzarroBazar

  2. #382
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    best topic of the last few years

  3. #383
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    35.000 pagine scritte ed è riuscito a completare l'opera al contrario dell'eptalogia del cicciopanza

  4. #384
    Senior Member L'avatar di freddye78
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Ma quest'opera non è reperibile in libreria

  5. #385
    ¯\_(ツ)_/¯ L'avatar di ZTL
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Sarebbe da recuperare questo

    https://youtu.be/MSzzirIP0No


  6. #386
    Malmostoso L'avatar di Necronomicon
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Che poi outsider nell'arte sta per "è morto povero, abbiamo comprato le sue robe in un mercatino per 10 euro, abbiamo costruito un mito artistico e rivenduto tutto a prezzi altissimi e fatto i milioni"

  7. #387

  8. #388

  9. #389
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Zalgo Visualizza Messaggio
    999 è il numero di telefono di quali emergenze?
    Inghilterra

  10. #390
    Senior Member L'avatar di Dr. Evil
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Cronosso, mi manca leggere uno dei tuoi pezzi prima di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo

  11. #391
    Il contegno L'avatar di Biocane
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Nel regno dell'irreale

    Henry Darger era la classica persona che passa inosservata. Abiti sciatti ma puliti, un umile lavoro come custode dell’ospedale locale, la messa ogni giorno, un lavoro di volontariato a favore dei bambini che avevano subito abusi o erano stati trascurati, una fissazione per la storia della Guerra Civile Americana. Aveva avuto un’infanzia piuttosto difficile, subendo anche un internamento in manicomio (e all’inizio del ‘900, non era uno scherzo: significava lavori forzati e severe punizioni); eppure di tutte quelle sofferenze Henry sembrava non portare alcun segno, anzi spesso ricordava di aver avuto anche momenti felici. Un solitario, ma di buon cuore. Un uomo qualsiasi, nella grande città ventosa di Chicago. Anche la sua morte avvenne senza clamore, una mattina d’aprile del 1973.

    Eppure Henry nascondeva un segreto.




    Qualche giorno dopo la sua morte, frugando nella sua stanza per liberarla, i padroni di casa trovarono il progetto nascosto di Henry Darger, l’opera di una vita.

    Il romanzo fantasy*The story of the Vivian Girls, reintitolato recentemente*The Realms of Unreal, scritto da Darger durante un periodo di oltre 60 anni, è un’opera straordinaria per dimensioni: più di 15.145 pagine di racconto, fittissime, e alcuni volumi rilegati contenenti diverse centinaia di illustrazioni, papiri colorati ad acquerello, ritagli di giornale e di libri da colorare. Oltre a questo, Darger scrisse anche un’autobiografia di 5.084 pagine, e un secondo lavoro di fiction,*Crazy House, di più di 10.000 pagine.





    Durante tutti quegli anni di vita da recluso, Darger aveva accumulato un archivio immenso di ritagli di giornale, pubblicità, pagine di libri per bambini. Su quella base, ricopiando i suoi ritagli, aveva illustrato le avventure delle Vivian Girls, le protagoniste del suo romanzo. In*The Realms of Unreal, le ragazze Vivian sono sette principesse (cattoliche) di un mondo immaginario in cui i Glandeliniani (atei convinti) sfruttano i bambini e ne abusano costantemente. Dopo che viene messo in attoil più scioccante omicidio infantile mai causato dal Governo Glandeliniano, i bambini si sollevano e si scatena una guerra senza confine, il vero fulcro del romanzo, che si sviluppa fra fughe rocambolesche, epiche battaglie e crudeli scene di tortura.



    Si è molto discusso su quello “scioccante omicidio infantile“. Darger, infatti, era rimasto particolarmente colpito dall’assassinio di una bambina, Elsie Paroubek, strangolata da uno sconosciuto nel 1911: aveva ritagliato la foto della piccola vittima da un giornale e l’aveva conservata come una reliquia. Quando un giorno l’immagine andò perduta, egli si convinse che la foto fosse stata rubata da qualche malintenzionato introdottosi in casa sua. Dopo aver elaborato preghiere e*novene*rivolte a Dio affinché gli fosse concesso di recuperare la fotografia, Darger decise che quell’affronto andava risolto in altro modo: nel suo romanzo in corso d’opera, che diventava ogni giorno di più una sorta di universo parallelo nel quale Henry risolveva i suoi conflitti interiori, fece scoppiare la guerra fra le Vivian girls e i Glandeliniani proprio a causa dell’omicidio di una piccola schiava ribelle. In virtù di questa ossessione di Darger per la piccola Elsie Paroubek, trasfigurata in eroina nel suo romanzo, il biografo MacGregor avanza l’ipotesi che l’assassino della bambina (mai identificato) fosse proprio lo stesso Darger.



    Le prove che Henry Darger potesse realmente essere un pedofilo o un assassino non sono mai affiorate. Certo è che gran parte delle illustrazioni di*Realms of Unrealmostrano ragazzine nude, spesso torturate e uccise dai Glandeliniani con un’attenzione e una cura dei particolari che ricordano i disegni realizzati dai più famosi serial killer. A intorbidire ancora più le acque, nella maggioranza dei dipinti le piccole bambine nude sfoggiano genitali maschili. È*molto probabile che, come notano i maggiori esegeti dell’opera di Darger, il vecchio recluso non avesse un’idea chiara dell’anatomia femminile, essendo rimasto molto probabilmente illibato fino alla fine dei suoi giorni.

    È*innegabile che i suoi dipinti abbiano una forza strana e inquietante: sia che le sorelle Vivian siano in pericolo, sia che giochino innocentemente su un prato, una sottile vena di voyeurismo naif e infantile pervade ogni dettaglio, e nonostante i colori sgargianti e appariscenti il mondo di Darger è sempre impregnato di una tensione erotico-sadica piuttosto morbosa.



    In una catarsi psicanalitica durata sessant’anni, Darger disegnò centinaia e centinaia di fogli, anche di grandi dimensioni, illustrando le varie fasi dell’avventura bellica delle sue eroine. Il romanzo ha addirittura due finali, uno in cui le sorelle Vivian escono vittoriose dalla guerra, e uno in cui soccombono alle forze degli atei adulti Glandeliniani.



    Queste sue fantasie private, che nelle intenzioni originali non avevano forse alcuna pretesa d’arte, ma semplicemente di riscatto ed evasione da una vita troppo solitaria, sono oggi riconosciute come uno dei maggiori esempi di*outsider art*(arte degli emarginati). Le sue illustrazioni vengono esposte nelle maggiori gallerie, e vendute all’asta a prezzi elevatissimi. Documentari e saggi vengono prodotti sulla sua arte. L’American Folk Art Museum sta cercando di trasformare in museo il piccolo, povero appartamento nel quale Henry Darger, chino sui suoi fogli, privo di amici e lontano da tutti, fuggiva nello sconfinato e sublime mondo partorito dalla sua fantasia.




    Fonte:

    BizzarroBazar
    molto interessante, pero' non è chiaro se fosse realmente un criminale o meno, porello magari non ha fatto nulla di male. invece di un acclarato sk (john gacy) mi pare si sarebbe potuto sviluppare un mercato morboso e florente sui suoi dipinti, solo che facevano cagare ed erano monotematiche (dipingeva sempre clown tristi)
    Ultima modifica di Biocane; 19-10-17 alle 10:17

  12. #392
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Biocane Visualizza Messaggio
    molto interessante, pero' non è chiaro se fosse realmente un criminale o meno, porello magari non ha fatto nulla di male. invece di un acclarato sk (john gacy) mi pare si sarebbe potuto sviluppare un mercato morboso e florente sui suoi dipinti, solo che facevano cagare ed erano monotematiche (dipingeva sempre clown tristi)
    Se la teoria delle bimbe con il pipino, perchè non sapeva come erano fatte, è vera, punterei sul pedo-feel-lich

  13. #393
    Il contegno L'avatar di Biocane
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Lux ! Visualizza Messaggio
    Se la teoria delle bimbe con il pipino, perchè non sapeva come erano fatte, è vera, punterei sul pedo-feel-lich
    ma io penso che gli piacesse semplicemente il cazzo

  14. #394
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La tortura bianca




    L’uomo è famoso per ingegnarsi sempre nel cercare nuovi metodi di tortura. La tortura bianca, una forma di tortura moderna, è frutto di questo terribile ingegno.

    Di solito quando pensate alla parola tortura pensate al dolore fisico, tuttavia la tortura bianca è una potentissima forma di sevizia psicologica.

    Usata soprattutto in Iran ci sono testimonianze del suo uso anche in Irlanda, negli Stati Uniti, in Venezuela e in alcune parti d’Europa.

    Cos’è la tortura bianca?

    La tortura bianca consiste essenzialmente nella deprivazione sensoriale.

    Il prigioniero è rinchiuso in una stanza completamente bianca con isolamento sonoro. Il bianco è usato per colpire tutti i sensi:

    La vista:

    Le luci bianche vengono da tubi al neon posizionati in modo da non creare ombra alcuna e il prigioniero è vestito con abiti completamente bianchi.

    L’udito:

    La stanza è insonorizzata oppure si trova in un luogo remoto dove non è possibile udire voci e in questo caso le guardie staranno in silenzio e useranno calzature speciali imbottite per non provocare rumori.

    Il tatto:

    Tutte le superfici sono lisce

    Il gusto e l’olfatto:

    Ogni giorno sarà servito del cibo bianco, di solito riso scondito per deprivare i sensi del gusto e dell’olfatto.

    Per quanto possa sembrare meno temibile di altre pene corporali, questa tortura porta in poco tempo ad avere allucinazioni e ha degli effetti negativi a lungo termine. I prigionieri possono essere tenuti in questo stato per mesi o addirittura anni e una volta usciti dalla stanza avranno conseguenze psicologiche permanenti.

    Testimonianze

    Amir Abbass Fakhravar

    Amir Abbas Fakhravar viene considerato il primo ad aver subito questo tipo di tortura dal governo iraniano. Ad Amnesty International racconta che le celle non avevano finestre, e tutto era bianco. I pasti consistevano in riso bianco servito su di un piatto di carta, anch’esso bianco. Per usare il bagno doveva passare un foglio di carta bianco sotto la porta per avvertire le guardie e gli era proibito parlare con chiunque.

    Ulrike Meinhof

    Giornalista e terrorista tedesca, raccontò che dopo la sua cattura negli anni ’70 venne messa in una cella d’isolamento, lontana da qualsiasi centro abitato e situata in un’ala del carcere completamente isolato, in modo da non sentire nessun rumore né nessuna voce.

    Tutta la cella e l’arredamento erano dipinti di bianco, ad eccezione della porta d’entrata e l’unica finestra presente non poteva essere aperta che di qualche millimetro, ma la visuale era comunque ostruita da una fitta zanzariera. L’illuminazione proveniva da tubi al neon e non veniva spenta nemmeno di notte.



    Inoltre il riscaldamento non veniva mai acceso, nemmeno d’inverno.

    Ulrike scrisse che durante la sua prigionia aveva la sensazione che la testa le esplodesse, che la scatola cranica si sollevasse e si spezzasse.

    Scrisse anche che aveva la sensazione che la sua cella fosse in viaggio e che si “fermasse” solo quando, a volte, entravano dei raggi di sole dalla finestra. La sensazione che la stanza fosse in viaggio però non finiva mai.

    Aveva la sensazione di ammutolire, non riusciva più a distinguere la semantica delle parole, parlare era quasi impossibile e aveva forti dolori alla testa. Gli agenti, le visite e il cortile sembravano fatti di carta e mezz’ora dopo le visite, una volta in cella, non sapeva se qualcuno l’avesse visitata lo stesso giorno o una settimana prima.

    Ulrike si impiccò alle sbarre della sua cella due anni dopo la sua cattura, anche se alcuni indizi potrebbero far pensare che sia stata uccisa.

    Seyyed Ebrahim Nabavi

    Giornalista e prigioniero politico iraniano racconta che dopo la tortura bianca non riesce più a dormire senza l’ausilio di sonniferi. La solitudine non lo abbandona mai, neanche dopo essere stato liberato, nel 2004.

    Racconta anche che non è stato solo privato sensorialmente, ma è stato anche manipolato. Gli è stato fatto credere che la figlia fosse stata rapita e che i suoi amici avessero detto alla polizia menzogne su di lui.

    A quel punto qualcosa comincia a rompersi dentro, e quando questo avviene la polizia ha il prigioniero in pugno.

    Amir Fakhravar

    Studente diciassettenne, racconta di come tutto nella cella fosse bianco: il pavimento, le pareti, i vestiti e anche la luce, accesa 24 ore su 24. Gli veniva servito solo riso in bianco, non sentiva nessuna voce, né poteva sentire nessun odore. Vive così per otto mesi e dopo essere stato liberato non ricorda più i volti dei suoi genitori.



    Emadion.it
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 24-10-17 alle 22:40

  15. #395
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    il ricchione biondo

    Nel 1929, a Chicago....

  16. #396
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Nella tortura bianca il segreto è il riso bianco: si riempiono di merda fino al cervello e ciò causa tutti i problemi psicologici descritti

  17. #397
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    ahahahahah fai ridere!

  18. #398
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Svapo, non puoi fare cacca nell angolo? No, meglio cagare dovunque e poi facciamo una bella passeggiata, così portiamo impronte e puzza di merda per tutto il forum

  19. #399
    Je suis pippotto L'avatar di Pakokasal
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Nico Visualizza Messaggio
    Svapo, non puoi fare cacca nell angolo? No, meglio cagare dovunque e poi facciamo una bella passeggiata, così portiamo impronte e puzza di merda per tutto il forum
    Durerà poco, nel frattempo: https://www.thegamesmachine.it/forum...cioso-asd.html
    The signals are very strong tonight.

  20. #400
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    In India usano la stanza marrone?

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