Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCOLTA]

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Discussione: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCOLTA]

  1. #1
    From 2001 with love L'avatar di Austin Punisher
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    Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCOLTA]

    lo apro per usi futuri chi può toppi
    neverforget

  2. #2
    Registrazione: 16-12-2004 L'avatar di Zephir
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  3. #3
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  4. #4
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    si ma dov'è il vecchio forum? serve copypastare

  5. #5
    Senior Member L'avatar di Tene
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    si ma dov'è il vecchio forum? serve copypastare
    Dov'è Cesarino quando serve?

    Dai inizio io a copypastare..

    Calabacina feat la Pula

    okkei non c'entra quasi na sega e probabilmente l'ho giá raccontata però:

    eravamo in un locale io e 3 amici

    il primo a mezzanotte circa becca fica e si apparta

    il secondo alle due circa becca fica e si apparta

    il terzo alle 5 se ne va sconsolato perché tutti avevano raggiunto il nirvana meno lui (io grazie alle droghe sono immune alla fica), esce dal locale scazzato e un paio di latinos gli chiede gentilmente una sigaretta, lui li manda a cagare e questi lo fanno a pezzi rubbandogli, telefono, portafoglio e (ovviamente) il pacchetto di sigarette.
    Sempre più depresso si allontana e incrocia una macchina di carramba che gli chiede da dove diavolo fosse uscito, una volta raccontato il fattaccio agli sbirracci si accende la luce negli uochi e gli propongono di andare a cercare i ladri…

    Insomma rientrano nel vicoletto e incrociano un'altro gruppo di sudamericani:

    il mio amico: ehm non sono loro
    lo sbirro: bastonata a un tipo random
    il mio amico: ma non sono loro!
    un'altro sbirro: scusi?
    il mio amico: ho detto che sono SICURO che non siano loro: controllate almeno nelle tasche se hanno qualcosa di mio!
    lo sbirro: ah! è investigatore lei?
    il mio amico: ehhh… errr, no!
    lo sbirraccio: ecco e allora stia buono e non intralci l'operazione!




    Kid Ego: La Trilogia


    L’Omone dei Cavalli

    C’è stato un tempo in cui anche io, da bimbetto, fui un assiduo frequentatore di sale giochi. Al giorno d’oggi stanno ahimé scomparendo, per non dire che sono già scomparse, ma non è di questo che ci occupiamo oggi.

    All’epoca io e il mio compagno di merende passavamo i pomeriggi in un tugurio che era diventato il nostro paese dei balocchi, noto con il nome di “Sala Giochi da Paolo”. Era imboscata dietro una bettola che serviva pranzi e cene di pizza e birra a volontà, menu fisso a 10.000 lire. I clienti erano tutti troppo pieni e troppo ubriachi per venire a spendere qualche gettone nei cabinati, quindi per la maggior parte del tempo non c’era mai nessuno; a parte noi e il gestore, ovviamente. Era un tipo smilzo con gli occhialetti e i capelli a spazzola, con l’aria da maniaco sessuale. Se ne stava dietro la cassa e guardava la televisione. Pareva contento così. Mi sa tanto che soffriva terribilmente la calura estiva, infatti l’aria condizionata lì dentro era sempre sparata al massimo. Fu così che mi beccai la mia prima otite.

    I cabinati là dentro erano fantastici, l’orgasmo di ogni ragazzetto che avesse qualche banconota in tasca e la passione per i videogiochi. Portali arcani verso nuove e straordinarie dimensioni. I giochi che hanno segnato quell’epoca c’erano tutti, incomparabili per qualità a quelli di cui potevamo disporre a casa. Golden Axe, Final Fight, Street Fighter 2, Pang, Out Run… Quando la villeggiatura era finita te li continuavi a sognare fino all’estate successiva.

    Noi giocavamo un po’ a tutto… O per lo meno ci provavamo. Non eravamo molto padroni del mezzo. Eravamo soldi di cacio, le nostre teste a malapena arrivavano alle pulsantiere e quindi ci dovevamo arrampicare sugli sgabelli. Una volta inserito il gettone ci prendeva l’ansia da prestazione, picchiavamo sui pulsanti e smanettavamo con la levetta con commovente entusiasmo; ma i risultati non erano granché. A noi però bastava: dopo un minuto di estasi in cui ti abbeveravi a quei suoni e a quegli sprite enormi eri di nuovo in pace col mondo. In genere la CPU ci brutalizzava nel giro di qualche decina di secondi. Una volta a Street Fighter 2 vinsi un round, per poi essere barbaramente sconfitto dal feroce Zangief per 2-1: parlammo di questa mia impresa fino alla settimana successiva, manco avessimo visto una donna nuda per la prima volta.

    Anche quando i nostri pochi gettoni finivano, noi restavamo lì: a far finta di giocare, mentre sullo schermo scorrevano le demo, o a importunare qualche raro avventore di passaggio.

    Ricordo un gioco che non ci andava proprio a genio. Anzi, lo disprezzavamo proprio. Dopo averci perso qualche gettone, lo eleggemmo a pecora nera della sala giochi. Era uno di quei simulatori di corse di cavalli. Forse eravamo troppo giovani per apprezzare il sottile brivido della scommessa e dell’azzardo. Inserivi la moneta, consultavi qualche schermata di statistiche inutili e sceglievi il tuo cavallo. Poi la gara partiva, e da lì in poi eri solo spettatore: in genere il tuo prediletto partiva fortissimo e si faceva ¾ di gara in testa. Già pregustavi la vittoria quando negli ultimi 100 metri finiva sfiancato e superato da tutti. Ed era già game over. Che tristezza!

    E qui entra in scena il protagonista della nostra storia: quel giorno arrivammo alla sala giochi al consueto orario, subito dopo pranzo. Vedemmo questo uomo enorme, appollaiato su uno sgabello, posizionato davanti al “gioco dei cavalli”. “Ma chi è questo? Che starà facendo?”. Ci avvicinammo incuriositi. Era un incrocio tra Bud Spencer e Mario Brega. Profumava di arancio. Strano, perché era sporco da fare schifo. Un paio di jeans sudici e macchiati, una polo nera piena di forfora… E questo barbone nero e unto, e questi capelli trasandati e svolazzanti… Che personaggio fiabesco! Provavo attrazione e repulsione insieme. Che fosse uscito da uno dei cabinati, che fosse un personaggio di quei giochi meravigliosi che improvvisamente aveva deciso di vivere una vita propria? No, questo era tangibile… Tangibilissimo. Fin troppo. E poi non assomigliava per niente a Zangief. Era troppo grasso. Zangief è grosso ma i muscoli ce li ha. E poi si era messo a giocare, in genere la gente quando va in ferie non vuol sentir parlare di lavoro. Perché per i personaggi dei videogiochi dovrebbe essere diverso?

    Veniva tutti i giorni. Sempre vestito alla stessa maniera, e sempre profumatissimo. Cambiava la sua bella banconota da 50.000 lire e si faceva dare un sacchetto di gettoni. Dopodiché li infilava tutti (tutti!) nel gioco dei cavalli e si piazzava lì per delle ore. E cazzo, vinceva! Vinceva sempre! Passava qualche minuto a consultare la schermata delle statistiche, come se quei numeretti e quei grafici significassero veramente qualcosa. Sceglieva uno o due cavalli e poi si guardava la gara con l’aria tronfia di chi sa già quello che accadrà. E infatti lo sapeva. Magari il suo cavallo partiva lento, poi recuperava e vinceva per distacco. Oppure partiva fortissimo, si spompava ma arrivava comunque davanti a tutti. Tutto questo aveva qualcosa di soprannaturale. Alla fine del pomeriggio l’omaccione schiacciava il tasto di “pay-out” e i gettoni cominciavano ad uscire dallo scivolo sottostante, moltiplicati magicamente per dieci o per cento rispetto a quelli che aveva inserito. Per uscire tutti ci impiegavano minuti interi. Lui li agguantava a badilate, con le sua manone enormi, e se li infilava nei tasconi dei jeans bisunti. Ci impiegava anche un quarto d’ora, a riassorbire tutto quel capitale. Dopodiché si alzava, salutava il gestore e poi usciva tintinnando di monetaglia per tutto il viale. E dove andava? Chi può saperlo. Arrivammo a pensare che si trattasse del proprietario di qualche sala giochi concorrente, che voleva portarsi via tutti i gettoni per costringere questa a chiudere bottega. Improbabile. Era soltanto un poveraccio come noi, un comune mortale costretto dalla famiglia a farsi le vacanze al mare pur odiando visceralmente il sole e la sabbia.

    Divenne il nostro mito. Passavamo ore e ore a guardare le sue vittorie, con muta ammirazione. Ci fece rivalutare il “gioco dei cavalli”, improvvisamente non pensavamo più che fosse così noioso. Quando non c’era facevamo anche noi qualche tentativo: sognavamo di diventare bravi come lui, di vincere un oceano di gettoni e di giocare di rendita per il resto dell’estate. Ma purtroppo non eravamo che pallidi imitatori, del tutto sprovvisti della sua maestria. Dopo due settimane, quando non lo vedemmo più, ci rimanemmo malissimo. Probabilmente le ferie erano finite ed era ripartito sulla via di casa, con la famiglia al seguito. Chissà che fine avevano fatto tutti i gettoni che aveva vinto… Li aveva portati con sé? Per farne cosa? O magari li aveva messi al sicuro, dentro un baule di legno e ferro battuto, e sotterrati sotto la sabbia dorata di qualche stabilimento balneare della costa… Sicuramente sono ancora là, in attesa che qualche fortunato ragazzino ci si imbatta mentre costruisce il suo castello di sogni e sabbia.




    E' vero, avevo promesso di parlarvi degli slavi...

    Ma l'episodio di oggi è troppo succoso per rimandarlo a data da destinarsi, potrei dimenticare preziosi dettagli.

    Siamo incolonnati sulla statale, andiamo ai 60 all'ora perché davanti a me c'è un tir di mille mila tonnellate che sta trasportando un pezzo di diga del Vajont. Superare è improponibile, il megatir occupa da solo una carreggiata e mezzo.

    Ma ecco il fenomeno: un negretto in sella ad un potente Yamaha Aerox 50cc raffreddato a liquido mi sbuca sulla destra (ho rischiato di buttarlo nel fosso) e comincia ad oscillarmi pericolosamente davanti al cofano. Cerca un varco per passare! Probabilmente è in ritardo (ma dato che non ho mai sentito di un negro che lavorasse, probabilmente ci deve essere una delle ultime svendite all'ingrosso di cocomeri della stagione). All'inizio non si capisce se vuole passare il trasporto eccezionale a destra (morte sicura!) o a sinistra (gli do un 5% di possibilità di farcela e di vivere per raccontarlo). Passa qualche decina di secondi indeciso sul da farsi, muovendosi pericolosamente a destra e a sinistra. Io scuoto la testa bonario, e mi accendo una sigaretta.

    Ma pare che lo voglia fare davvero. Sono lì che lo guardo allibito, con la stessa faccia di Obi-Wan che si rivolge ad Anakin: "Don't try it, it's too dangerous!!".

    Ma alla fine lo scatto repentino: il bonobo scarta a sinistra col suo potente mezzo e gira del tutto la manetta del gas, ottenendo un boost deciso di velocità che manco in Mario Kart: da 60 all'ora a 80. Passano alcuni interminabili secondi... "Non ce la farà mai, ci vorrà un'eternità..." Sto quasi piangendo, ormai tutta la colonna tifa per lui. Partono cori di incitamento, qualcuno strombazza, c'è chi espone la bandiera dell'Etiopia per solidarietà.

    Ma all'orizzonte compare la sagoma diabolica di un Fiorino bianco che percorre la corsia opposta, lanciato a tutta velocità verso il nostro eroe. Per una frazione di secondo Egli vacilla, scruta un attimo il cielo in direzione della costellazione dell'Orsa Maggiore, e da sotto la visiera del casco scorge Algor, la Stella della Morte. Il suo triste destino sembra ormai compiersi. Peccato, ci avevamo creduto.

    Ma l'istinto della vita a volte prende strade inaspettate: l'amico inchioda () di colpo, sopraggiungo io che lo evito per un soffio e mi preparo ad osservarne il triste destino nello specchietto retrovisore: è fermo in mezzo alla carreggiata di uno degli stradoni peggiori di tutta la provincia, non può farcela.

    Ma le vetture dietro di me rallentano, il Fiorino assassino rallenta anche lui e si limita a dare due/tre colpi di clacson. Gli consentono di recuperare il controllo del mezzo e di sistemarsi mogio mogio sul lato destro della corsia, ai 45 all'ora.

    Alla prossima avventura, Mohammed. I cocomeri sono stati venduti tutti, ma oggi hai avuto il dono della vita.




    In verità non si parla di stili di guida, stavolta... E ci sono momenti di grande drammaticità. Ma quello che ho scritto, l'ho scritto col cuore.

    Si dà il caso che qualche anno fa i miei avessero affittato un appartamento ad una coppia di ragazzi: un italiano e una gnoccaccia croata. Il grullo ebbe la meravigliosa idea di tirarsi in casa la madre di lei (un troione da tangenziale che non vi dico, il problema è che c'aveva 50 anni e si vestiva come Platinette).

    Morale: dopo due settimane la coppia scoppiò. Lui se ne andò e la troietta e il troione rimasero a vivere nell'appartamento, con lui che continuava a pagare l'affitto (). Si perché dovete sapere, bimbi belli, che tra la gente slava il sesso forte è la femmina. Le donne dell'Est sono molto pragmatiche, sanno quello che vogliono e sanno perfettamente come metterlo in culo ai propri uomini. Ora, non voglio nemmeno sapere come queste due avessero convinto lui a pagare l'affitto pur non abitando più lì. Probabilmente lo ricattavano in qualche modo.

    Ad ogni modo per un po' di mesi i soldi dell'affitto affluivano copiosi, dunque non ce ne occupammo più di tanto. C'era solo una stranezza: spesso la mammina telefonava a casa nostra chiedendo molto gentilmente che io, mio fratello o mio padre andassimo lì perché si era bruciata una lampadina. Ci si rizzarono le antenne...

    Qualche mese dopo, quando lo sfratto era ormai in corso, venimmo a sapere che la tizia aveva precedenti non del tutto limpidi... Tra cui una falsa accusa di violenza carnale... Capit!? Fate 2+2... Se penso al rischio che abbiamo corso mi si drizzano ancora i peli del culo. Ecco, andiamo avanti che si fa tardi.

    Ad un certo punto del piccolo sodomita non si seppe più nulla (probabilmente fuggì per la vergogna quando si seppe in giro che continuava a pagare l'affitto alla sua ex e alla mamma di lei), le due splendide non poterono più contare sui soldi del suddetto. Siccome avevano la stessa voglia di lavorare di Violet Sky, pensarono bene di non pagare più l'affitto. I soldoni comunque ce li avevano, perché si notava un giro strano di ubriaconi che - specie nelle ore serali - suonava insistentemente al loro campanello. E non penso che fossero lì per chiedere indicazioni.

    Ad ogni modo dopo poco tempo partì lo sfratto, e tra le lungaggini della burocrazia ci volle più di un anno per farle sloggiare.

    L'appartamento aveva subito danni non indifferenti, e le belle si erano portate via parecchia roba; tutte le posate, le stoviglie, una bilancia pesapersone, un mobiletto del bagno e un termosifone (sì, dico sul serio). In compenso nell'armadio della camera da letto rinvenni personalmente una pletora di riviste porno, un paio vibratori, una gogna di metallo e alcuni attrezzi sadomaso di cui non riuscii mai a capire l'utilizzo (e sì che di "documentari" ne ho visti parecchi).

    Mio padre sentenziò: "mai più stranieri, guarda... Solo italiani"

    Un paio di settimane dopo, al mio rientro da scuola, e me lo trovo serafico sul cancello che annuncia: "abbiamo trovato i nuovi inquilini! Sono cinque operai polacchi! Anzi a dire la verità tre sono polacchi, ma gli altri due sono dell'Ucraina."



    "Bravo papà, sei un genio: alla prima sera in cui si ubriacano ce li ritroviamo in cortile che si sgozzano tra loro con le bottiglie rotte. Ci guadagnamo un mese di affitto gratis, più la caparra".

    Ma il bello doveva ancora arrivare.




    Cesarino in stazione

    Stazione di Lecce. Di ritorno dall'Uni. Ero seduto nello scompartimento semivuoto. Il treno doveva partire a momenti. Alla mia sinistra, dall'altro lato del corridoio, sedevano solo due sedicenni con la faccia da cazzoni persi, orecchini penduli, e un espressione lombrosianamente da mongoli. All'improvviso, dal loro finestrino vedono (vediamo) avvicinarsi al treno un negrone alto 2 metri e un raist, grosso come un trattore agricolo e con due badili al posto delle mani. Il tipo fa per salire in vettura, mette il primo piede sul predellino, poi all'improvviso sembra ripensarci. Così Kunta Kinte ridiscende, appoggia a terra un borsone grande come un tendone da circo, tira fuori un cellulare, e comincia a parlarci. Quando con uno scatto improvviso le porte del treno si chiudono... Il nigga fa tanto d'occhi, mette via il cellulare, e si avventa contro le maniglie delle porte scuotendole con una furia che manco un lanciarazzi a canne multiple. Ma una volta tanto sembra che l'ingegNNeria italiana abbia marcato il punto; le porte non si aprono. Il poverino non può che allontanarsi di qualche passo sconsolato, mentre il treno già comincia a muoversi. Ecco che a questo punto i due balenghi nella carrozza, che stanno proprio perpendicolari al nigga, si alzano e con il ghigno della iena iniziano a fare ampli ed espliciti gesti, mostrando al nero quattro dita medie alzate, o portandosi ritmicamente le mani a coppa sulle pelvi. Il nigga continua a guardare tapino, probabilmente più affranto dalla perdita dei soldi del biglietto che dal fare dei mongoli. Tutto sembra finito ma... ...non avevano fatto i conti con Trenitalia. Perchè neanche 15 metri dopo, il treno si ferma. Un anziano e magnanimo controllore si avvicina al nigga, gli fa segno che ha visto tutto e che ha fermato il treno per farlo salire (in Germania questo col cazzo che succedeva!). Le porte si aprono, e il nigga sale sul treno. I bimbi si fanno tanto d'occhi, ma si incoraggiano pensando che comunque il colorato sarà salito minimo tre carrozze dietro. E' proprio così. Senonchè, dall'oblo del portello centrale, notano, sudando freddo, la già grande figura del nero farsi sempre più grande, a mano a mano che il tipo passa una cabina dopo l'altra dirigendosi verso la nostra. Quando infine il nigga entra nel nostro scompartimento, i due coglionazzi si guardano con la stessa espressione ebete di Hansel e Gretel quando capirono che il babbo non li aveva portati nel bosco per comprargli la WII. Io molto coraggiosamente comincio a pensare all'eventualità di una ritirata tattica (leggasi "darsela a gambe") perchè -ragiono- se è vero che i bianchi non distenuono i neri l'uno dall'altro, la cosa potrebbe essere reciproca, e il tipo potrebbe decidere di menare nel mucchio e prendersela un po' con tutto il ceppo caucasico. Il nigga avanza tranquillo, poi arriva davanti ai due subumani e sembra guardarli fisso. Ma prima che i due abbiano il tempo materiale di pisciarsi nelle mutandine di Winnie the Pooh, e prima che io possa iniziare una ritirata alla ARMIR maniera, il tipo tira fuori il suo biglietto. Capisco allora che il Mike Tyson del Basso Salento sta solo controllando i numeri scritti sui sedili, per trovare il posto assegnatogli. E qual'è il posto che Trenitalia ha pensato bene di assegnare al tipo?? Ma certo, proprio quello di fronte ai due cazzoni. Il nero sistema sistema così i bagagli, fa accomodare i suoi 150 kili di muscoli, e per i successivi 35 minuti non farà altro che scoccare occhiate omicide ai due italici virgulti, che avran la buona idea di completare il viaggio a bocca chiusa e capo chino.




    CesarinCo



    Stamattina avevo lezione di Diritto Commerciale nell'Aula A1.
    L'aula A1, per chi non lo sapesse, è giusto affianco alla A2, ed è strutturata, arredata ed ammobiliata nello stesso identico modo.
    Entro, scelgo un posto più o meno a metà corsia, e deposito uno zainetto con qualche blocco d'appunti, cellulare e portafoglio.
    Poi, essendo ancora presto, esco a cazzeggiare amabilmente con i rari esemplari di fa1ga che si aggirano per i corridoi.
    Dopo un po' arriva il prof, e noi tutti si entra in classe. Mi dirigo bel bello al mio posto ma, sorpresa!, non trovo lo zainetto. Controllo bene, sopra e sotto, ma niente. Guardo con precisione avanti e dietro, ma nada. Rompo i cogli0ni a vicini e vicine, ma ancora nulla.
    Allora, armato del coraggio dei giusti, mi dirigo alla cattedra, faccio presente al profe il mio problema, e quello, gentile, prende il microfono e chiede alla scolaresca intera di cercarsi sotto i piedi la mia cartella.
    200 persone frugano come cani da tartufo il pavimento dell'aula.
    Niente.
    Il profe mi chiede se sono sicuro di quello che cerco.
    Io assentisco, con la solennità del dentista alla fiera delle caramelle.
    200 persone che rifrugano come cercatori di pepite del Klondike.
    Assolutamente niente.
    Allora il prof, già abbastanza scazzato, mi consiglia di andare a chiedere in portineria, che non si sa mai.
    Esco dalla classe, bestemmiando mentalmente contro questo paese di ladri, briganti e utilizzatori finali.
    In portineria naturalmente mi dicono che loro non hanno visto nulla. Chiedo allora di poter fare una telefonata a un mio amico, che mi han fregato pure il portafoglio coi biglietti dell'autobus. Comincio a comporre il numero e...
    Brividi.
    Sudore freddo.
    Un pensiero mi ha folgorato il neurone.
    Lingua felpata.
    Colorito cianotico.
    Non può essere.
    Getto un'occhiata in direzione dell'aula.
    Invece è proprio così.
    Abbasso la cornetta. Mi guardo intorno, aspettando di trovarmi tipo 300 persone ghignanti col dito puntato verso di me.
    Ma non c'è nessuno.
    Mi muovo. Passo davanti all'aula in cui il profe sta facendo lezione. E' la A1
    Entro nell'aula in cui ho lasciato lo zainetto. E' la A2.
    Un professore che non conosco sta facendo lezione. Lo zaino è lì, intonso, proprio dove l'avevo lasciato.
    Lo prendo, attirando giusto qualche sguardo curioso, e guadagno l'uscita a piccoli passi felpati.
    Esco dall'aula, e inizio a correre come Mennea alle Olimpiadi di Mosca.




    Anonimo di Tsm. Come dare dispiacere alle nonne

    A me è capitato un casino con mia nonna

    Ero in camera a vedere uno di quei canali locali dove trasmettevano porno a mezzanotte. Porno come poteva essere trasmesso da canali regionali: una donna che si masturba in mutande nella pubblicità dell'144. Parliamo del "lontano" 1994
    Decido di andare a dormire, vado in bagno a lavarmi i denti ma lascio la TV accesa. Quando torno in camera trovo mia nonna sulla soglia che mi guarda sbigottita. Penso di capire il motivo e le dico sorridendo: "dai nonna, tanto non fa vedere niente". E lei sempre sbigottita: "questo ti vedi? O povera me" e scuotento la testa se ne va in camera sua. Io entro nella mia e scopro che in TV aveva cambiato trasmissione e ora la pubblicità dell'144 era per gay



    Rondella e l'auditel di Rai2

    "Sicchè, sto in giro col camion a fa' e consegne. Mi fermo a na piazzola de sosta pe pija un po' de bira e de fregna. Ce carico sta signorina rumena con cui gia' ero stato 3-4 volte. Specialita' della casa: rai2.
    Mentre sto lì che la riempo di mazza, le chiedo "quanti oggi dall'ingresso secondario ?"
    al che la zozza si incupisce, smette i mugolii e diventa tipo immobile.
    dentro di me penso di essere stato indelicato. Si vabbe' è na troia e glielo sto buttando in culo, ma certe cose e' meglio non chiederle.
    Fo per dirle scusa ma quella di scatto gira la testa e sorridendo me dice:
    "CON TE 8 ! ^_^ "
    Stava contando


  6. #6
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  7. #7
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    Rondella e l'auditel di Rai2
    non ricordavo

  8. #8
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  9. #9
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  10. #10
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Va beh, ma nessuno copypasta nulla?

    Va beh, approfittando del fatto che stavo cancellando il fake fatto ai tempi dell'ultimo Monsterban del Raffo, copincollo il suo messaggio.



    Raffo e il monsterban che gli costò i poteri (26/10/12).

    J4S è un'area con gente a volte anche simpatica, ma capita che qualcuno esageri. E questa volta uno ha VERAMENTE esagerato. Non mi ricordo bene chi, ma un utente di quell'area mi ha detto "stupido", giuro l'ha detto veramente Ha detto a me stupido Avrà pensato che siccome io lo posso dire agli altri lui lo può dire a me

    Si beh comunque per questo banno tutti quanti così sono sicuro di includere anche il pazzo sciagurato che mi ha chiamato in quel modo, forse qualcuno per miracolo si è salvato, pazienza, sarà per un'altra volta.

    Vengono bannati per essere compagni di area di uno che mi ha chiamato stupido i seguenti utenti:

    Aaxxeell
    Absint
    Angels
    Asphalto
    Ben_Weasel
    Beko
    Bicio
    Bl@ck
    Bukkake girl
    Caduta massi
    calabacina
    Cenobyte wax
    cimicepuzzo
    cobolo
    covin
    Da3mon
    DagonCultist
    Davj90
    decay
    Dehor
    Donzo
    DevilmanVegeta155
    EddieTheHead
    FiloMJ
    freddye78
    FrederickVanCoK
    Fulviuz
    Glasco
    Howard TD
    Il becchino
    Jedi80
    Joker
    Kolby
    Kordian
    KymyA
    Krys
    leizar
    loryjhon
    Lux !
    Lo Zio
    magen1
    manuè
    maxx
    Mr.Evil
    Moloch
    Muccolo
    Naquadah
    Narc
    Nanatsusaya
    Nimoc
    Numero_6
    Pasta X
    Para Noir
    Parudio
    Puasson
    Reeko
    Rapier
    Ruj0
    ScizLor
    shen_long
    squall811
    syncope
    Tene
    Van47
    ViKtor
    Zabov
    Zephir
    Zombine


  11. #11
    Suprema Verga Imperiale L'avatar di Catarro
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Raffo torna!

  12. #12
    14,545 L'avatar di Frigg
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Kid Ego e il negro al volante




    L'avrete notato anche voi che gli immigrati africani sono in costante aumento, no? Per le strade ormai ci son più negri che uomini...

    Ve ne sarete accorti, ma soprattutto se ne saranno accorte le vostre figlie/sorelle.

    Ad ogni modo non è di questo che desidero parlare. Volevo discutere di quanto i negri siano palesemente inadatti a condurre mezzi motorizzati.

    Avete mai fatto caso al fatto che girino su macchine scassatissime e piene di ammaccature? Pensate che le comprino già così? Eh no, signori miei... E' che se non sai guidare e non comprendi le più elementari regole del codice della strada e della prudenza, finisce che prima o poi ti vengono addosso. E se prendi torto, l'assicurazione al massimo paga i danni all'altro conducente, non certo a te. E la tua macchina, se proprio ne hai voglia, te la devi riparare da solo. Di solito ai negri dello stato della macchina non gleine frega niente, quindi fate vobis le vostre considerazioni.

    L'altro giiorno ho assistito a questa scena: una fiat brava su cui era caricato un frigorifero, legato con uno spago. Cioè, direttamente sul tettuccio, senza portapacchi ()

    Quando me li sono trovati davanti sono sbiancato. Ho pensato "ma dove stanno andando questi?". Mi sono mantenuto a distanza di sicurezza. Mettono la freccia per svoltare a destra, è una svolta a L. Il frigorifero vola rovinosamente sul marciapiede. Se c'era un pedone minimo lo ammazzavano. Fanno ancora qualche metro, accostano, scendono e se lo ricaricano come se niente fosse. ()

    Un'altra volta invece tentano di ripartire con la macchina imbottigliata, li ho visti dalla finestra. Effettivamente li avevano imbottigliati ben benino, avrei avuto qualche difficoltà pure io ad uscire. Passano mezz'ora a dare "bacetti" alla macchina davanti e a quella dietro ,dopodiché quello al posto del passeggero ha la bella idea di scendere e di mettersi a dare indicazioni a quello al volante, tramite una serie di elaborati grugniti. La situazione non migliora quindi decidono di spingere la macchina davanti (prima a mano, poi appoggiandosi direttamente con la macchina, avranno bruciato la frizione come minimo). Siccome probabilmente la macchina davanti aveva il freno a mano tirato e non si spotava di mezzo millimetro decidono di uscire alla bell'e meglio facendosi una scrisciata paurosa sul lato destro della macchina, e ovviamente danneggiando pesantemente la macchina in sosta. Ovviamente ho preso il numero di targa dei due fenomeni e ho lasciato io un biglietto.

    Di come guidano gli slavi vi parlerò la prossima volta (sempre ubriachi).



    - - - Aggiornato - - -

    ale#12 - Praticant Break


    ti posso raccontare quello di un collega che lavora in un megastudiodellamorte con sedi in diverse città italiane e partnersss in tutto il mondo e che è rimasto chiuso dentro come Fantozzi nella megaditta.

    Aveva appena cominciato a lavorare e ancora non aveva le chiavi dello studio. Erano le 10 di sera (orario abbastanza normale, per lui) e l'unico collega rimasto sul suo piano è uscito avvertendo gli altri rimasti al piano terra di aspettare che anche Genoveffo (nome a caso) scendesse, prima di andarsene.
    Peccato che nello studio lavori anche un altro Genoveffo: questi l'hanno visto uscire e quindi se ne sono andati, chiudendo il portone di ingresso.
    E fu così che Genoveffo, che non aveva nemmeno i numeri di cellulare dei colleghi, ma solo del megaboss in vacanza ai caraibi, uscì saltando dalla finestra del bagno

    Adesso ha le chiavi, così può tirare fino alle 11, o chiudersi in ufficio nei week end.
    Però guadagna discretamente bene, per un praticante.



    balmug - una notte in procura


    si ma vogliamo gli aneddoti
    Vorresti quelli piccanti? O solo depressione?

    Ci sono avvocati che sembrano attori porno. Il fatto è che in larga parte sono obesi a livello schifoso, bavosi e quando c'è ne è uno mezzo decente sembra Rocco Siffredi. Le troiette se le fanno come niente, basta una voce baritonale, uno sguardo accattivante (non da frocio però), il capello lungo e liscio( o pelata di mussoliniana memoria) la mascella pronunciata . Giacca&cravatta o doppiopetto e la praticante è bella che trombata. L'arrivo di una praticante nuova e bellina nel tribunale viene accolto da un coro di

    "AHHHH, CARNE FRESCA".

    Tutte troie. Ma non solo gli Avvocati eh? Anche le cancellieri e perfino qualche giudice. "Vieni, vado a parlare con il GIP per una misura cautelare" BOOOM 5a di seno prosperoso che te lo infila davanti, parla con l'avvocato ma guarda te con la coda dell'occhio, perchè si rende conto che stai sbavando come un maniaco. Perchè è evidente che per quanto tu ti trattenga non riuscirai mai a non guardare in quella scollatura: 10 LITRI DI LATTE!!
    Quante seghe ragazzi miei, quante seghe

    Ho poi notato che la voglia di nerchia è crescente con l'età. Non saprei dire se vi è un rapporto di proporzionalità diretta, se la crescita ( della voglia) sia lineare o vi siano picchi, ma quello che traspare è che più sono grandi piu usano un vestiario da strada. Ne ho vista una, avrà avuto un 50 anni, 2 gambe con vene che parevano cavi d'acciaio, gonna piu corta della toga, laBBroni carnosi e denti che avranno morso chissà quante fave. Chissà quante.



    Ororlogio


    Il colloquio

    Era bastato pubblicare il mio curriculum sull'ordine degli avvocati la domenica sera, che già il lunedì avevo ricevuto diverse chiamate di avvocati interessati (poi successivamente uno capisce anche il perché, un laureato pagato a mancette che ti fa di tutto non si butta mai via...poi avevo il punteggio di laurea truccato di 10 punti).
    Ad ogni modo, non avevo l'occhio lungo per scegliere di fare la pratica in uno studio rinomato e sono finito in quello che più mi aveva colpito...sono stati due anni duri e di incazzamenti, ma mi sono capitate cose che con tutta probabilità non si ripeteranno più.

    Mi presento nello studio legale per il colloquio delle 16:00 col cuore in gola, ben vestito e lucidato. Ero arrivato in anticipo e avevo precedentemente passato circa mezz'ora nel duomo a meditare.
    La segretaria mi accoglie dandomi del lei e mi dice che l'avvocato è in ritardo ma se voglio lo posso raggiungere alla xxxx (nome di birra). Confermo la mia disponibilità e ci vado.
    Sul posto mi accorgo che non è una società di birra, ma un'agenzia fotografica che prende il nome di qualcuno che solo recentemente era uscito dal carcere.
    Suono, la segretaria mi apre la porta e alle spalle c'e' proprio lui, mi squadra con supponenza e se ne va. Immediatamente dopo arriva l'avvocato, mi stringe la mano e mi porta nella sala riunioni.

    La sala riunioni era composta da un enorme tavolo rotondo bianco, con sopra almeno una decina di tazze di cappuccini consumati....e una forma di grana spaccata e un po' mangiucchiata con scaglie di formaggio ovunque. Insomma un po' di puzza c'era. Da quanto tempo tutto giaceva così o se avessero pasteggiato a cappuccino e grana non l'ho mai scoperto. C'e' da dire che in futuro non l'ho più rivista così conciata quella sala riunioni.

    L'avvocato era accompagnato da un uomo che sembrava un tronista...entrambi vestiti elegantissimi con completi che vedi sulle riviste e che partono da 1.000 euro in sù. L'avvocato in cravatta, l'altro con tre bottoni della camicia slacciati, un po' alla Scarface. L'accompagnatore era il...."compare del momento"...persone che si vedevano per qualche mese e poi pufff...sparite.
    Si chiamava jonnhy...o almeno così diceva. Il nome lo ricordo perché ce l'aveva tatuato tra il collo e la spalla e si vedeva chiaramente con la camicia aperta.

    Giuro che non ricordo cosa mi abbiano detto durante il colloquio, a parte le solite stronzate che i neolaureati non sanno fare niente ed è inutile chiedere cose specifiche.
    Mi è piaciuto il fatto che l'avvocato facesse civile, mentre il socio (non johnny ), che in quel momento non c'era, penale. Insomma avrei visto di tutto.....e così è stato...




    Il socio

    Accanto all'avvocato c'era il socio... lo chiamo così perché pur essendo entrambi avvocati, il socio non era il mio dominus, non era nemmeno del mio stesso foro.
    Ad ogni modo è forse una delle persone che più ricorderò nella mia vita.
    Burbero, intrattabile, irascibile, nemmeno di 50 anni che si atteggiava da grande saggio che ormai aveva visto tutto..

    Molto bravo nel lavoro, personalmente non ho trovato altri avvocati con la sua capacità di scrittura.

    Se l'avvocato era Terence Hill...il socio era Bud Spencer, tanto per rendere l'idea.

    Il socio aveva un'aria nobiliare e non ho mai capito quanto i suoi racconti fossero veri e quanto fossero montati.
    Tuttavia, come ogni persona che lavorava in quello studio, gli mancava qualche rotella.

    Ad esclusione delle (poche) volte che aveva udienza penale, alla mattina in studio arrivava circa alle 11:00...si svegliava sempre all'alba e andava a cavallo (almeno così diceva), poi si faceva 200KM di macchina e arrivava in studio. Alla sera partiva alle 18:00 e si faceva altri 200km di macchina per tornare a casa. Il viaggio di ritorno lo passava al telefono con l'avvocato. L'avvocato usava quasi sempre il vivavoce...io ascoltavo....parlavano di lavoro, di figa, di cose belle, di cose brutte...a rotazione, senza una scaletta preimpostata.

    Come dicevo il socio un po' strano era, divorziato, con compagna fissa e un'amante....una bambina coi suoi stessi occhi che mi fissavano con lo stesso sguardo scrutatore del padre...
    Gli argomenti del socio erano diritto&figa. Passava a disquisire dell'art. 640 c.p per poi passare a mimare il gesto della scopata... Una volta mi ha chiesto se con la mia ragazza uso il guanto di parigi. Espressione curiosa che mi è rimasta.

    Una volta mi ha anche detto che dei morti la prima cosa che si dimentica è il suono della loro voce, ascoltala bene finché puoi...vero.

    Il socio a differenza dell'avvocato...aveva proprio l'aria da avvocato (scusate il gioco di parole), ma ogni tanto impazziva e diventava un bimbo di 12 anni. D'estate non era raro vederlo girare in studio con la giacca, cravatta e.....mutande.
    Ricordo la volta che aveva comprato dal cingalese l'elicottero telecomandato, penso che avrà perso una settimana a farlo girare in studio.
    C'e' stato anche il periodo del megafono, con quel coso faceva dalla finestra gli apprezzamenti alle tipe che passavano...oppure quando mi vedeva tornare dal tribunale, urlava il mio nome dalla finestra dicendomi di arrendermi.
    Lo studio era proprio in una delle vie principali del centro...

    Una volta io e il socio siamo andati con la porsche dell'avvocato dal commercialista. Dopo l'incontro all'uscita lo aspettava una strafiga in Q5...mi ha mollato le chiavi della porsche ed è sparito sul Q5 della tipa.

    La segretaria ogni tanto andava in posta a ricaricare la postepay di qualche tizia a random... per qualche centinaia di euro...




    L’avvocato

    Una delle persone più simpatiche della terra. La classica persona che incontri ad un aperitivo e ti fa pisciare sotto dalle risate. Era in grado di far ridere e sedurre anche le scazzatissime tipe dei call center (avrà perso non so quante volte l’american express…). Una persona magnetica…

    Aveva solo un difetto…era un buco nero che ti attirava col sorriso sulle labbra per poi distruggerti. Ogni cosa che toccava diventava oro per lui e merda per gli altri… Tutti hanno avuto qualche casino a causa sua, nessuno escluso e più gli eri vicino e più merda arrivava.

    L’avvocato si occupava solo di intrallazzi, non l’ho MAI visto in tribunale, la parte civile era totalmente delegata ad un avvocato alle dipendenze.

    Viaggiava solo in porsche, quando l’aveva cambiata con la versione turbo era esaltatissimo e un paio di volte mi ha fatto salire in macchina solo per sentire i 0-80 in ripresa massima…in pieno centro.

    Pochi mesi dall’inizio della mia pratica si è sposato con una brasiliana di circa 20 cm più alta di lui.
    L’avvocato era un eccentrico, più lo notavano e più godeva, coi suoi completi talmente eleganti da essere perfino eccessivi.

    Il matrimonio con la brasiliana non è durato molto, dopotutto le premesse non erano delle migliori posto che l’avvocato soprannominava i parenti di lei “banda di negri”.
    Ad ogni modo, per il matrimonio la “banda di negri” aveva ricevuto praticamente un assegno in bianco per vestirsi e/o arrivare dalla terra natia.
    Ora mi viene in mente Tarantino col suo Django, il protagonista nero appena gli viene data la libertà di scegliersi un vestito, prende quello più pacchiano ed inverosimile.
    Il risultato è che il matrimonio fu un tripudio di completini color carne, colori variopinti, tanga, corpetti e…. pellicciotti (era inverno). Poco importava se la brasiliana in questione era una freccia di alabastro che si ergeva nel cielo o una cicciona, tutte avevano vestitini inguinali.
    Ora che ci penso non ricordo nemmeno un brasialiano, c’erano di sicuro ma li ho smemorizzati…

    Ovviamente anche il matrimonio è stato molto particolare…
    1) Lo sposo in Cayenne Turbo (era il periodo del Ranzani….) guidata dal nipote ciocca contro una smart (costatazione amichevole)
    2) La sposa in ritardo pauroso, che nemmeno si è accorta del ciocco dello sposo
    3) Il testimone n. 3, nomedibirra, è arrivato giusto il tempo per firmare il registro con una entrata trionfale dalla navata centrale, che nemmeno la sposa aveva fatto
    4) Io personalmente sovrappensiero avevo inserito nel navigatore la via della loro nuova casa e non della chiesa (che ovviamente era nel quartiere più esclusivo della città)…

    Per il resto fatti normali dati dalla situazione…io ero abbastanza teso e ho bevuto molto per sciogliermi…la madre della sposa è cascata ballando…ad un’altra è partita la scollatura. Balli…balli…balli e un caxxo di casino.
    Tra l’altro io ero uno dei pochi ad aver portato una fidanzata bianca…

    Insomma un matrimonio da banda di negri...in un posto molto esclusivo...


  13. #13
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Il ban del Raffo fu indimenticabile... risi per mezzora buona.

  14. #14
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Quello dell 'omone dei cavalli è letteratura.
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  15. #15
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Manca la leggendaria storia della Carta Oro™.

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  16. #16
    Senior Member L'avatar di Tene
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Cazzo, la storia che dei morti la prima cosa che si dimentica è la voce la ricordavo ma non ricordavo la fonte. E pensavo fosse qualche luminare particolare.

    Invece è n aneddoto su Jas

  17. #17
    14,545 L'avatar di Frigg
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    con un po di pazienza si copipasta tuttoh

  18. #18
    Ptaah
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Cesarino e l'esame


    Chiwaz, voi dite che le università del Sud sono dei diplomifici dove paghi e/o succhi l'uccello al prof e prendi 30. Io non contesto, perchè in fondo noi siamo i terroni injioranti e voi c'avete l' INDOTTO (qualunque cosa sia).
    Però cazzo...
    Diritto Commerciale Progredito: Manuale del Campobasso, 725 pag di istituti, leggi, riforme, termini, attori, cifre, date, anni, iter...più le temutissime note a margine: quelle microscopiche bastarde che in tre righi controvertono o smentiscono tutto quello che sta scritto nei 5 capitoli prima. Scritte tanto in minuscolo che riesci a leggerle solo di giorno sotto il sole. Che se rovini il bordo del foglio già non capisci più che ci sta scritto. Da secoli l'extrema ratio del docente che non sa più come fotterti. Conosco gente particolarmente pessimista che si prepara solo su quelle.
    Più La Riforma delle Soc di Capitali, Donini, 230 pag, un libro talmente filosofico, concettuale e metagiuridico, che capita spesso di venire rapiti dalla lettura, sorbirsi 30 pagine di fila come ipnotizzati, indi sobbolzare e con una smorfia sul volto esclamare sconvolti:
    "Eh???"
    Oggi esame all'una di pomeriggio. Una di pomeriggio!
    Chiaro che quando dici una, intendi che il prof arriva verso le due meno dieci. Che tra un lazzo, una battuta, e una pacca al culo dell'assistente bona, si fanno le due e qualcosa.
    Ora, io personalmente ho uno specifico metro di giudizio per determinare quanto una commissione d'esame sia tosta: l'abbondanza delle scollature delle tipe. E oggi tra le prime file c'erano tanti e tali davanzali in bella mostra che sembrava di essere nello studio di Colpo Grosso.
    Bon. Passo il tempo osservando scorrere i cadaveri lungo il fiume del Diritto: il tipo che ti chiede di spiegargli in 5 minuti l'Istituto xy che tu hai studiato in una settimana, la matricola al primo esame che non passa e scoppia a piangere, quello che rompe il cazzo con SAICHEDOMANDEFA??, parente prossimo di SAISEEBBRAVVO??, più quello he ha studiato dalle magiche dispense, è stato bruciato in 3 minuti netti, e adesso mugugna che l'Italia è un posto di merda e che vuole andarsene alllestero (con tre elle).
    Tocca a me. Lui alto quanto la mia palla destra, solo molto più peloso, col monosopracciglio e quel raccomandabile aspetto generale da mafioso kossovaro. Lei invece, con quel tailleur rigoroso, gli occhialini da professoressa di ginnasio e la coda di cavallo, sembra uscita dai primi 5 minuti di un porno ungherese.
    Dei due è lei che mi fa più paura. Assistente giovane. Assistente donna. La razza peggiore. Spero mentalmente che la notte prima se la siano scopata come si deve, perchè so per esperienza che in caso contrario sfogherà tutta la sua libido repressa contro di me (e non nel modo che mi piacerebbe).
    Proprio lei mi fa: "senta...iniziamo con le basi" E già lì sento odore di inculatura. E infatti mi va a chiedere una roba assurda sugli effetti delle operazioni di fatto verso le assemblee speciali degli azionisti, classica materia da nota a margine che io gli sciorino a memoria pur senza avere la più pallida idea di cosa stia dicendo.
    A sto punto la palla passa a Danny DeVito, che mi chiede di esplicare le differenza fra la disciplina delle deleghe assembleari del 74 e quella del 98 per le soc quotate. Poi, visto che purtroppo sembro conoscere la risposta, mi chiede anche di analizzare quale fosse la ratio del legislatore nella nuova riforma. E io di nuovo a tirar giù fregnacce storicogiuridiche, facendo finta che il "legislatore" non sia una massa di ladri cocainomani puttanieri con la terza media, ma che per giunta abbia anche una "ratio"
    Tocca di nuovo ad Olga, che mi chiede l'iter della costituzione della SPA per pubblica sottoscrizione. Passo così 5 minuti buoni a snocciolare norme, termini di prescrizione, capitali minimi, atti, registri, ecc ecc. Dopo un po' la lingua comincia a muoversi da sola, mentre io mi gratto le ascelle sudate e con la mente ripercorro la saga dei Sayan di Dragon Ball Z.
    Nuovo giro, nuova corsa: Milosevic mi fa una domanda sulle OPA, a cui rispondo senza rivelargli che ho già deciso di chiamare così il mio prossimo cane.
    Poi gioca il jolly e mi chiede una roba filosofico-giuridica dal Donini. Al che io, intuendo il gioco, comincio a sparare una serie di parole inglesi senza senso tipo Business Judgment Rule, Nexus of Contract, Default Rules, Fixed Claimants, ecc ecc. Non sono sicuro, ma per far numero credo di averci messo anche un paio di titoli dei Blind Guardian.
    Al che Katiusha dice che basta così. Che mi vuole (deve?) mettere 30. Ma in alternativa, con la sua voce da gatta in calore, mi propone di passare dal professore per un'ultima domanda con cui potrei raggiungere la lode (oppure -ma questo lei non lo dice- farmi inculare a sangue).
    Io soppeso un attimo la possibilità. No, non quella di andare dal prof. Ma quella di zzompare sul banco, scalarmi i pantaloni, e ingiungerle perentorio:
    "Suggi il mio tosto membro, lurida vacca! Poi dagli un voto da 18 a 30!"
    Infine opto per un più diplomatico no grazie. Mi alzo ed esco facendo lo slalom fra la gente che chiede quanto ho preso speranzosa di sapermi rimandato e quelli che pretendono che gli ripeta tutta la manfrina che mi ha chiesto il prof.
    Torno a casa chiedendomi se sia valsa la pena di vivere 4 mesi murato vivo come un boss dei casalesi per un 30. E mi domando speranzoso se le cose per me da oggi non possano cambiare.
    10 minuti dopo mi punge un'ape (!). Due volte.
    True story Chiwaz



    GPRDBARBARIAN vs ******


    una volta ero su una nave traghetto per le isole aaran (isole irlandesi che si trovano sul lato ovest) .
    a un certo punto camminando inciampo e per non cadere cerco di aggrapparmi alla prima cosa che mi capita.
    allungo la mano e...CIAFF
    appoggio la mano su una testa pelata di un signore anziano che stava dormendo su una poltroncina li di fianco.
    questo si sveglia al improvviso spaventato e...vabbhe io un po imbarazzato gli dico un semplice sorry e mi allontano.
    raggiungo gli amici e gli descrivo la cosa assurda sghignazando.
    non a bassa voce. cerco di non fare gesti, ma ho la sicurezza di essere in un posto in cui nessuno parla la mia lingua.
    per cui ad alta voce dico qualcosa tipo :"eh eh eh il pelatino laggiu si e' svegliato spaventato. ah ah ah povero vecchiarello"
    ...
    il tizio si gira e con accento napoletano dice : "stu scustumato"
    ....
    era di napoli...



    DomenicoMugugno con la sciolta


    la sciolta è terribile.
    l'ultimo episodio lo ho vissuto circa un mesetto fa, mattina sul presto 5/6 e stavo andando verso affori/galeazzi per accompagnare una persona.
    ruggito pesantissimo e prolungato sulla milano-meda (che in quel frangente concepii come milano-merda, data la situazione)

    ebbene, una fottutissima brioche e basta, solo quello avevo in corpo, ma coggiuda i crampi, roba che ero piegato in due in macchina.
    oltretutto ho l'abitudine di portare un rotolo di carta igienica nel baule, NIENTE non c'era porcaputtana.
    riparto dalla ss e tiro verso affori, arrivo e parcheggio con le lacrime agli occhi.
    lascio la persona accompagnata all'entrata principale e mi fiondo alla reception "scusi il bagno per favore" il tizio di turno avendo intuito, si prodiga per farmi da gps umano.

    entro in bagno, fuori il piumino, cristo non c'è niente per appenderlo, vabè lo ficco sulla maniglia, chiudo e poi l'apocalisse.



    tipo 20 minuti ininterrotti con tanto di cronaca via cellulare per rassicurare chi mi aspettava fuori.
    le cataratte del cielo, le bestemmie non confessate in anni di fanciullezza, li ho esorcizzati e purgati in quei fottutissimi 20 minuti.
    poi mi giro, e inorridisco davanti a quel pollock fatto di umano sterco.
    imprevisto, entra qualcuno che pretende di cagare *maniglia* *bussa*
    "c'è qualcuno dentro?" (darwin forse)
    "si è occupato" *crampo + peti*
    "ci vorrà molto?! ho urgenza!"
    "signora, la capisco, anche io soffro ma lei non può capireargh" *combo di peti e sciolta*
    passan minuti
    "allora! e che cazzo!"
    "SIGNORA NON ROMPA I COGLIONI ************ VADA AL PIANO SOPRA E POI E' IL BAGNO DEI MASCHI!"

    silenzio *porta che sbatte*
    finisco la funzione dopo pochi minuti, ahimè non vi è molta carta, così estraggo un pacchetto di fazzoletti dal giubbino e termino la pulizia.
    poi altri 10 minuti per lavarmi e detergermi le mani.

    esco e con fare indifferente vado per la mia, un cenno di saluto e stima alla reception e una sigaretta per il morale.


  19. #19
    Suprema Verga Imperiale L'avatar di Catarro
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    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Quella di DomenicoMugugno mi fa rotflare ogni volta.

  20. #20

    Re: Il DATABASE degli aneddoti di J4S. Utilissimo per intrattenere le realdoll [RACCO

    Inauguro il nuovo corso con original content:

    Quando ero giovane e pazzerello ero in una compagnia di gente un po' malata.

    Uno di noi per un certo periodo ha lavorato in cimitero, a svuotare vecchie tombe e smaltire i resti umani (ossa) ancora presenti.
    Un bel giorno, mentre stavamo tutti fumati, il tizio in questione si presenta nel nostro luogo di ritrovo tutto sghignazzante con un secchio in mano. Dentro il secchio, un piede umano, formato da stinco e piede + scarpa e calzino ancora attaccati (ovviamente erano solo ossa, niente roba putrefatta).

    Grande ilarita' generale, qualcuno rimane basito, altri danno il nome all'arto, ribattezzandolo "Fred".

    Long story short, Fred viene tenuto come soprammobile per un po' di tempo nel nostro covo, finche', in un giorno di baldoria, non viene deciso il sacrificio al dio del fuoco. Fred viene dato alle fiamme ma i piu' hardcore del gruppo decidono di fare di piu': triturare un pezzo di Fred, rollarlo in una sigaretta con tabacco e erbe spiritose, e farlo passare a mo' di calumet della pace eterna.

    Date le circostanze, non ricordo che sapore avesse.

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