Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi – Recensione

Due anime, due cuori e due opinioni. Parlare de Gli Ultimi Jedi è palesemente un compito difficile per chi dovrebbe mettere nero su bianco le motivazioni e quindi consigliare o allontanare il pubblico da un determinato prodotto, ancor di più quando si parla di blockbuster dal mero fine dell’intrattenimento: d’altronde, qui il titolo porta il nome di Star Wars, un franchise che dal 1977 a oggi ha fatturato più di 50 miliardi di dollari, grazie a un merchandising vario e convincente, con fumetti, giocattoli, videogiochi, libri e quant’altro, da affiancare ai film già esistenti. Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi arriva al cinema con un carico di aspettative altissimo, sia per chi è uscito soddisfatto dal precedente Il Risveglio della Forza, sia per chi fosse alla ricerca di nuove speranze, scottato da una precedente delusione. L’unico modo per esprimere le mille considerazioni che in questo momento affollano la mia testa è scindere tutto in due parti, una positiva, l’altra negativa: entrambe si collocano nelle parti più estreme delle loro intenzioni, senza possibilità di mostrare il fianco o accondiscendere ad eccezioni.

IL LATO OSCURO…

Gli Ultimi Jedi non è un film di Star Wars. Come già accaduto ne Il Risveglio della Forza, il grande problema che sembra affliggere gli episodi canonici di questa nuova trilogia è la mancanza di cura, di coraggio o di audacia nel gestire il tessuto narrativo. Sembra che tutti gli addetti ai lavori (nessuno escluso, compreso lo schiavo che portava i caffè sul set agli attori) abbiano sputato sul marchio e abbiano banalizzato all’inverosimile ogni sua colonna portante, portando nelle sale qualcosa che tutto sembra, tranne che un lungometraggio di Star Wars. Se Il Risveglio della Forza guardava ampiamente al passato, cercando (a tratti invano) di trarre proprio da lì la sua forza, Gli Ultimi Jedi stravolge tutto quanto proposto precedentemente, volgendo certo lo sguardo al futuro, ma spingendosi troppo in avanti e facendo quindi il classico passo più lungo della gamba. Il balzo è enorme, incarnato in un film di più di 150 minuti, dove si cerca l’epicità ampliando sempre più il campo da scontro e gettando nella mischia più personaggi possibili, tra vecchi e nuovi, senza nessuna particolare necessità narrativa. I protagonisti paiono alla stregua di un composto amalgamato di persone, con eroi e antieroi che corrono avanti e dietro per la galassia con motivazioni futili o che non sorreggono pienamente il racconto presentato: tante sono le situazioni per cui, se mai si dovesse spostare una virgola, tutto crollerebbe. Leia, Luke, Rey e Finn se la spassano tutti insieme appassionatamente a bordo di una nuova grande giostra cromata, spolverata e confezionata alla meglio per dare in pasto al pubblico quello che – ancor prima di essere un brutto film – non è per nulla un film di Star Wars.

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Gli Ultimi Jedi stravolge tutto quanto proposto precedentemente

Qui sorge un dilemma, che si trasforma in una chiara consapevolezza, man mano che la visione prende corpo: Star Wars è ancora qualcosa per i vecchi fan? No. Star Wars ormai è diventato “per tanti”. “Per tutti”, addirittura. Questo evidente passaggio, purtroppo, ha portato a una generalizzazione palese di tutto l’universo di Guerre Stellari. Ad esempio, si passa tanto, troppo tempo a cercare di capire perché succedano cose assurde anche per il genere di appartenenza. Eppure, nella ferrea idea di fantascienza partorita dalla mente di George Lucas tutto era dannatamente coerente ed effettivo, ambientato tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana, ma più vicino di quanto ognuno potesse pensare. Nonostante la sicura e rinnovata fiducia verso gli spin-off – Rogue One è veramente un film grandioso – con Gli Ultimi Jedi abbiamo la consapevolezza che Star Wars è ormai alla mercé di Disney e vivrà alla stregua di una vacca da mungere finché non esaurirà l’ultimo centesimo di profitto. Poi diventerà donna d’altri tempi e dal mestiere antico, che tutti guardano, pagano e ne usufruiscono, ma che nessuno ama veramente.

…E LA LUCE

Star Wars – Gli Ultimi Jedi è un film che guarda perfettamente al futuro. Ma se il nuovo corso non è più per i vecchi fan, a chi è davvero indirizzato? Inevitabilmente, a tutte le nuove generazioni che potranno godere a pieni polmoni di un universo fatto di cavalieri Jedi, di antiche religioni e dell’eterna lotta tra il bene e il male. Rey e Kylo Ren sono ancora personaggi veicolo che raccontano ciò che è stato e sarà Star Wars: una bilancia che non penderà mai solo da una parte, privilegiando quindi continua ambiguità e trame colme di misteri che avvolgeranno i due. La completa maturazione di Kylo Ren è ancora da venire, ma ne Gli Ultimi Jedi il personaggio si erge a esempio caratteriale di cosa rappresenti la Forza nel mondo di Star Wars: paura e sicurezza, amore e tristezza, sono tutte caratteristiche che portano Kylo Ren a identificarsi facilmente con lo spettatore. Il personaggio interpretato da Adam Driver corre fuori da ogni canone o copione prestabilito: è un cane randagio, che si trascina nella galassia con gli stessi dilemmi e domande riguardo la sua origine, proprio come Rey. Sapevamo già come il loro percorso sia inevitabilmente destinato a svilupparsi lungo due strade parallele, ed è proprio qui che il regista Rian Johnson ci regala forse i momenti migliori, costruiti su scontri non fisici, ma verbali. L’uso della Forza come strumento per conoscere meglio se stessi ed estrapolare più informazioni possibili sull’altro per sconfiggerlo è qualcosa di veramente inedito e potenzialmente interessante in tutto l’universo di Star Wars.

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Rey e Kylo Ren sono ancora personaggi veicolo che raccontano ciò che è stato e sarà Star Wars

Come detto, così facendo la saga è diventata inevitabilmente di tutti, da tanto ci viene chiesto di tornare più volte bambini e di raccoglierci nottetempo attorno a un fuoco nel bosco, ascoltando storie di eroi spaziali leggendari. L’arrivo nel 1977 di Star Wars nelle sale di tutto il mondo aveva apportato al genere sci-fi una titanica infantilizzazione: Una Nuova Speranza fu inizialmente visto dagli addetti ai lavori come lo zimbello del momento, eppure il risultato è quello che conosciamo. Il pubblico aveva bisogno di sognare, esattamente come Luke, di fermarsi e guardare ancora il doppio tramonto, idealizzando un miglior domani anche per se stesso. Questa è, fortunatamente, una caratteristica che non si è persa nel tempo e che si ripresenta in un capitolo capace di parlare un linguaggio universale. Da questo punto di vista, c’è bisogno di prodotti confezionati così, proprio come c’è bisogno di vivere un sogno che sia condiviso da tutti e non solo da pochi, e che venga rinnovato negli anni a seguire da nuove generazioni.

GLI ULTIMI JEDI SARANNO I PRIMI

Questo è Star Wars – Gli Ultimi Jedi, un film che personalmente, in virtù del nome che porta, ho detestato, perché sono “vecchio” e perché sono uno di quei fan che ha una visione idealizzata di tutto l’universo di Guerre Stellari: vederlo disgregato, pezzetto dopo pezzetto, per far entrare più persone nel raggio d’azione, mi ha fatto male al cuore. D’altro canto, però, in mano a una major come Disney, la strada percorsa è l’unica possibile per continuare la saga senza scadere nel ridicolo, allargando il più possibile la storia e mettendo sul piatto financo eventi surreali (in questo film ce ne sono almeno tre da codice penale) che segnano una taciuta morte di Star Wars, propedeutica alla resurrezione in qualcosa di molto diverso. Bisogna fare un grande respiro e lasciarsi andare: questo è l’unico modo per apprezzare ciò che c’è di buono, perché Gli Ultimi Jedi, come prodotto d’intrattenimento, è veramente uno spettacolo per gli occhi.

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Come film d’intrattenimento, è veramente uno spettacolo per gli occhi

Al netto di quanto scritto finora, non sarebbe giusto sbilanciarsi con una giudizio generalmente condivisibile, quindi ometterò il voto. Da una parte il cuore vorrebbe stroncarlo senza risparmio, dall’altra però è chiaro come la mia visione idealizzata risulti anacronistica per chi non si fa problemi nell’abbracciare il radicale cambiamento messo sul piatto da Disney: forse la miglior posizione sarà quella dettata dai nuovi spettatori cui la saga sembra indirizzarsi.

star wars gli ultimi jedi Genere: fantascienza, avventura
Publisher: Disney
Regia: Rian Johnson
Colonna Sonora: John Williams
Interpreti: Daisy Ridley, John Boyega, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Oscar Isaac
Durata: 152 minuti

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